Delphia Bluescape 1200, quando si dice “lento moto”…

Un modo diverso di vivere il mare, per molti quello migliore. L’ebbrezza dei 10 nodi per potersi godere tutto il resto, questo è il Delphia Bluescape 1200.

Perché portare la frenesia metropolitana anche in mare? Chi l’ha detto che per andare da “porto a porto” deve diventare come il “da casello a casello” dei tempi pre-autovelox? Schiere di velisti sono pronti a sottoscrivere questa affermazione e infatti il Delphia Bluescape 1200 strizza l’occhio a tanti di loro che, stufi di stare in porto per mancanza di equipaggio, stanno pensando di lasciare “scotte e winch” per una navigazione altrettanto piacevole e molto più “easy”. Ho scandalizzato qualcuno? Mi dispiace, ma i fatti mi danno ragione e queste “vere” dislocanti sono guardate con sempre maggiore attenzione da una vasta schiera di velisti. Ovviamente non solo, perché ambire a una barca comoda, marina e, non certo ultimo per importanza, con un rapporto qualità/prezzo di assoluto interesse, sono in molti, anche tra i neofiti e i “motoristi”.

Delphia Bluescape 1200, il test

Tanto vale prendere subito il largo per verificare se tutto quello che ho appena affermato risponde a verità. Il mare fuori dal porto di Genova è ancora abbastanza agitato, condizione ideale per verificare questa, che viene troppo spesso liquidata come barca “da canali”, alle prese con un moto ondoso più formato (le foto sono della gallery del cantiere e non si riferiscono alla prova, ndr). Come mi aspettavo la velocità è limitata, non riesco neppure a raggiungere i 10 nodi, però mi dicono che in condizioni di mare calmo si superano. Quello che semmai mi sorprende è che, con un po’ di lancio, a 2200 giri si naviga già a 9,2 nodi, ma soprattutto si consumano solo 32 l/h! Semmai noto che alla massima velocità si registra una leggera cabrata che riduce leggermente la visibilità a prua se, come nel mio caso, non si è troppo alti.

A questo punto è utile fare un ragionamento sulla motorizzazione: qui è montata una coppia di Nanni Diesel da 140 cv l’uno, in alternativa è proposto un monomotore Yanmar sempre turbodiesel da 220 cv. Una soluzione che fa storcere un po’ il naso per le note garanzie che due motori offrono rispetto a uno solo, ma l’affidabilità dei propulsori moderni dovrebbe far ragionare anche sulla seconda soluzione, che presenta anche un risvolto economico interessante. Però, se dovessi scegliere, preferirei la versione bimotore, diciamo che resto un tradizionalista…

 

Nonostante il mare un po’ agitato, la stabilità di forma del Delphia Bluescape 1200 è notevole e anche il passaggio sull’onda è discretamente morbido, e non sempre le due “cose” viaggiano di pari passo: la navigazione con mare mosso non è quindi improponibile, altro che canali! La sensazione è di avere sempre tutto sotto controllo, ma a questo obiettivamente contribuisce anche la bassa velocità.
A parte la leggera cabrata di cui ho già detto, dalla plancia coperta la visibilità è ottima e, grazie alla porta laterale, si è in coperta in un attimo, potendo raggiungere la prua o la poppa rapidamente grazie agli ampi passavanti. Quello che mi sorprende è il raggio di virata cortissimo, si può quasi girare su sé stessi, davvero sorprendente per una tradizionale trasmissione a linea d’asse. Altra curiosità: provo a navigare con solo motore e con gran sorpresa raggiungo 8,3 nodi a 3 mila giri, ma sono già 7,6 nodi a 2500 giri e 6,3 nodi a 2 mila giri.
Rientrando l’ultima verifica: con l’elica di prua e di poppa, anche le manovre sono di una semplicità e di una precisione estrema. Tutto quello di buono avevo immaginato del Delphia Bluescape 1200 è stato confermato.

E che abitabilità questo Delphia Bluescape 1200

Di questo modello esiste anche la versione con fly, che forse può contribuire a rendere un po’ meno nordico questo modello aumentando le superfici all’aperto.
Se infatti un limite posso trovare al Delphia Bluescape 1200 è quello di offrire poche superfici “aperte”: il pozzetto è interamente coperto dall’appendice del top e anche le aperture nel suo cielo sono abbastanza contenute nelle dimensioni. È vero che a prua il solarium è di generose dimensioni, ma agli amanti della tintarella forse potrebbe non bastare… ma tutto sommato questo Delhia è fatto per vivere la barca tutto l’anno e quindi la sua filosofia va abbracciata nel suo complesso.

Del resto le soluzioni, oltre al fly, per renderlo più “mediterraneo” ci sono: per esempio il pozzetto di poppa che può aprirsi completamente verso il mare. In effetti, le possibilità di personalizzazione non mancano e mi dicono esiste anche una versione da lavoro tutta aperta…
Le immagini del cantiere che pubblichiamo (il modello provato aveva tutto il Salone di Genova sulle spalle…) esaltano l’accoglienza degli interni. Sensazione corretta, anche se, nel suo complesso, l’arredo conferma la volontà di offrire all’armatore una barca, non certo spartana, ma neppure troppo riccamente rifinita. La ricaduta sul prezzo è evidente e non posso che condividere la scelta del cantiere.

Tutto quello che serve c’è ed è anche ben dimensionato. Il modello in prova ha due cabine che possono diventare addirittura quattro; io che non amo le “barche alveare” trovo questa perfetta. Armatoriale a prua e cabina degli ospiti a dritta, con un doppio locale toilette: wc e lavello (e pure lavatrice) nel primo, doccia separata e altro lavello nel secondo. Altrettanto razionale il quadrato con dinette a sinistra e mobile cucina di fronte con a pruavia la plancia.
Come già detto, tutto molto razionale, non “leccato” ma di ottima fattura e, soprattutto, un progetto e una filosofia di barca davvero meritevole di attenzione.

I numeri del Delphia Bluescape 1200

  • Lunghezza ft ……………………… m 12,45
  • Lunghezza scafo ………………… m 12,00
  • Larghezza ………………………… m 4,26
  • Immersione ……………………… m 0,84
  • Dislocamento …………………… kg 8.500
  • Motorizzazione ………………… Nanni Diesel 2×140 cv
  • Serbatoio carburante …………… l 600
  • Serbatoio acqua ………………… l 600
  • Portata persone ………………… 8
  • Categoria CE …………………… C/B
  • Designer ………………………… Andrzej Skrzat & Tony Castro

Prestazioni

  • 800 giri …………… 3,8 nodi ……… – l/h ……… 58 db
  • 1000 giri ………… 4,0 nodi ……… 3,6 l/h ……… 58 db
  • 1500 giri ………… 5,5 nodi ……… 10 l/h ……… 61 db
  • 2000 giri ………… 7,0 nodi ……… 22 l/h ……… 65 db
  • 2500 giri ………… 8,4 nodi ……… 32 l/h ……… 68 db
  • 3000 giri ………… 9,7 nodi ……… 56 l/h ……… 73 db

Condizioni della prova

  • Mare leggermente mosso, carena pulita, carburante 220 l, acqua 280 l, equipaggio 5 persone

Prezzo (Iva esclusa)

  • Delphia Escape 1200 monomotore …………………. da 175.000 euro

Ti piacciono le “nordiche”, leggi la nostra prova dell’Arctic Commuter 25

Notizie correlate

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Copyrıght 2017 BoatMag. All Rights Reserved.