Aquilia, opera prima di IC Yacht, convince e conquista

L’Aquilia IC Yacht conquista al primo sguardo.

Appare chiara la volontà di creare una linea filante ma anche classica, dove alla massiccia prua rovescia segue un profilo filante e degradante verso poppa fino a confluire nella plancetta. Il parabrezza è perfettamente raccordato in questo disegno raggiungendo il doppio obiettivo di non appesantire la linea della barca, ma essere anche ben dimensionato per garantire una buona protezione.

Raffinata la costruzione in infusione con ampio utilizzo di carbonio e Kevlar, determinanti per contenere il peso dello scafo così da avere ottime prestazioni anche con motorizzazioni non troppo potenti e, di conseguenza, eccellenti economie di esercizio. Infatti la motorizzazione è affidata a una coppia di Volvo Penta D3 di “soli” 220 cv e piede poppiero, un classico garanzia di grande affidabilità.

La pontatura prodiera rappresenta il summa dell’abilità nel lavorare le essenze più pregiate e si fa apprezzare anche per la rinuncia all’antiestetico passauomo, che in realtà c’è ma è di teak. Raggiunto il pozzetto attraverso i due essenziali passavanti, non si può non apprezzare la cura nel design di ogni singolo elemento anche se il layout è molto classico. Si tratta però del primo esemplare e si è scelta la soluzione più lineare, in realtà si possono allestire tutte le soluzioni che verranno concordate di volta in volta con l’armatore.

I due mobili alle spalle delle sedute singole di driver e co-driver riescono a racchiudere tutto quello che può servire per allietare la crociera, dal lavello allo spazio per un grill, come il divanetto circolare a tutto baglio (che potrà anche essere dotato di un tavolino che all’occorrenza si abbassa per diventare un ulteriore grande solarium) assicura una risposta ottimale alle diverse esigenze di bordo.

Ricca la dotazione di gavoni sotto le sedute e quello che non ci sta troverà sicuramente posto nel generoso vano motori che ospita con grande agio i due Volvo Penta, tanto più che il sollevamento del prendisole è servoassistito e quindi estremamente agevole. Una nota di merito va alla ferramenta, non solo tutta di acciaio inox, ma anche eseguita su disegni esclusivi. Infine una citazione anche per l’ancora che è completamente a scomparsa con un meccanismo ingegnoso.

Anche per la cabina la personalizzazione può rivoluzionare il tutto, in particolare si sentirebbe l’esigenza di un locale toilette che il 1,60 metri di altezza potrebbe ospitare senza troppe difficoltà. Buona la luminosità garantita dalle due profilate finestrature laterali che neppure le avevo notate esternamente, ben dissimulate dal fregio che corre sulla fiancata.

L’Aquilia IC Yacht messo alla prova
Il lago di Garda è calmo. Verifico quindi le prestazioni velocistiche per raggiungere con l’ausilio dei trim agevolmente i 41 nodi di velocità massima, ma riscontrando anche un’eccellente progressione e un ottimo assetto che non ha bisogno di correzioni particolari se non si vuole la performance ma solo navigare tranquilli.

Anche la manovre brusche sono sopportate dallo scafo con grande pazienza, senza mai dare segno di insofferenza pure per quelle più estreme. Provo a incrociare la nostra scia per vedere la reazione sull’onda che conferma un’ottima compattezza della struttura e una buona carena. Alla velocità di crociera di circa 25 nodi i consumi sono particolarmente contenuti, nell’ordine dei 40 litri/ora, meglio ancora al limite di planata che permette di navigare a 13 nodi consumando solo 14 l/h.

L’Aquilia in cifre:

  • Lunghezza ft m 9,50;
  • Larghezza m 2,88;
  • Immersione m 0,71;
  • Dislocamento a secco kg 2.800;
  • Motorizzazione Volvo Penta D3 2×220 cv;
  • Serbatoio carburante l 400;
  • Serbatoio acqua l 135;
  • Portata 8 persone;
  • Categoria di omologazione B

www.icyacht.com

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