Amer 94 Superleggera. La tecnologia di Amer e Volvo a difesa dell’ambiente

Chi ha i soldi per comprare un superyacht ne ha sicuramente a sufficienza anche per riempire i serbatoi di gasolio ogni volta che vuole. Il discorso non fa una grinza. E allora perché pure nel mondo dei superyacht ci si sta muovendo verso soluzioni di riduzione, o addirittura di totale annullamento, del consumo di carburante? Semplice, per le emissioni! Meno carburante bruciato, uguale meno gas di scarico immessi in mare e in aria, con buona pace dei pesci e del riscaldamento globale…

… e vabbè… pure del portafoglio degli armatori, perché si sa, il risparmio di soldi piace anche a chi di soldi ne ha davvero tanti.

Purtroppo non sarà, almeno per il momento, la sostenibilità ambientale la prima discriminante nella scelta di un superyacht piuttosto di un altro da parte degli armatori, però possiamo dire che le questioni ecologiche sono diventate parte molto importante nella nautica a tutti i livelli e non possono più essere messe in secondo piano.

Lo sanno bene quei cantieri che oggi offrono soluzioni a propulsione ibrida diesel/elettrica o “full eletcric” per i propri yacht e lo sanno bene anche quei costruttori di motori marini che stanno progettando propulsori ibridi di nuova generazione; il caso più recente è l’annuncio di Volvo Penta che ha fissato la deadline del 2021 per presentare un’intera gamma di motori ibridi basati sul gruppo Ips (leggi qui). Qui sotto, come sarà il sistema.

 

Ma, al di là delle soluzioni elettriche, cosa distingue un superyacht più “green” rispetto a uno, diciamo così, meno impattante per l’ambiente?

Ce lo hanno spiegato e mostrato in forma concreta gli esponenti del cantiere Amer Yachts e di Volvo Penta, che ci hanno invitato a bordo di una nuovissima versione tutta speciale dell’Amer 94 Superleggera, un 28 metri e mezzo alleggerito al massimo delle possibilità, ma che nulla toglie alla disponibilità degli arredi e dell’impiantistica a bordo.

A una barca più leggera corrisponde una necessità inferiore di potenza per planare, ed ecco che nella sala macchine di questo Amer 94 si trovano, per la prima volta su un 28 metri, due soli motori di 1000 cavalli Volvo Penta Ips1350, anziché i tre da 900 cv Ips1200 previsti nella versione standard, con un evidente risparmio di emissioni e un ulteriore contenimento del dislocamento della barca.

Risultato: 20 tonnellate di peso risparmiato (da 80 a 60) e una punta massima di 28 nodi, fra l’altro con una velocità di spinta ben percepibile in fase di accelerazione, con consumi estremamente ridotti e pure certificati dal Rina, la stessa istituzione che ha assegnato all’Amer 94 Superleggera la certificazione Rina Green Plus con il punteggio più alto nella sua categoria: 147 punti.

È il naturale
compimento
per una
barca che
è stata
progettata per
circumnavigare
l’Italia con un
solo pieno
di carburante

Chi è il mago di questa operazione? Possiamo dire entrambi. Da un lato c’è un cantiere, Amer Yachts che, per volere preciso della proprietaria Barbara Amerio, sta gradualmente facendo della salvaguardia ambientale una mission imprescindibile nella sua attività produttiva, e pure con un certo coraggio, visto che l’Amer 94 Superleggera è stato costruito senza un armatore, quindi a totale carico del cantiere; dall’altro lato c’è una grossa industria, Volvo Penta, che da oltre 10 anni (12 per l’esattezza) ha creato un sistema, quello degli Ips (foto sotto), che per tecnologia e utilizzo di speciali pod al posto della tradizionale linea d’asse, riesce, fra gli altri vantaggi, a generare prestazioni pari a una potenza superiore a quella effettiva dei motori; così abbiamo, per esempio, i Volvo Penta denominati Ips500 che sono motori da 370 cavalli in grado di sviluppare prestazioni come quelle dei 500 cv in linea d’asse; poi gli Ips600 che sono motori da 435 cv pari ai 600 cv in linea d’asse e così via fino ad arrivare al vertice della gamma con i nuovi Ips1350, ovvero motori da 1000 cv con prestazioni pari ai 1350 cv (guarda l’intera gamma qui).

Le prestazioni e le percentuali di risparmio di carburante dell’Amer 94 Superleggera

A parità di performance, i motori più piccoli permettono dunque un risparmio di carburante calcolato da Volvo Penta in linea generale del 30%. Se poi questi propulsori vanno a equipaggiare un motoryacht che ha il peso di quattro elefanti in meno da trasportare, il risultato è una percentuale di risparmio decisamente superiore (vedi tabella più in basso) con un taglio di 700 cv (la differenza fra i 2×1000 cv di della versione Superleggera e i 3×900 cv di quella standard) per un calo di soli due nodi e mezzo di velocità massima fra quella dichiarata dal cantiere di 30,4 nodi per la versione standard e i 28 nodi (a 2360 giri/min) registrati da me sull’Amer 94 Superleggera (guarda il video) durante l’evento stampa con 20 persone a bordo, più un musicista con violino e chitarra che suonava mentre navigavamo per far notare la silenziosità dei motori.

 

Ma come ha fatto Amer Yachts a tagliare 20 tonnellate di peso senza nulla togliere agli ambienti a bordo?

Ha fatto un lavoro molto accurato di scelta dei materiali, non solo di arredo ma anche della struttura e dell’impiantistica, in parte provenienti da processi di riciclo (come i tessuti esterni di prima qualità Sumbrella) in parte scelti per la loro leggerezza naturale; è il caso, per esempio, della costruzione della barca in infusione sottovuoto, l’uso dei piani in sughero al posto del teak sui paglioli, i mobili del fly realizzati in Eulithe (un espanso rigido derivato da un polimero poliuretanico termoindurente) e quelli degli interni e dei paglioli realizzati in legno alleggerito, pinne stabilizzatrici in carbonio, interceptor al posto dei flap, materiali e pannelli isolanti high-tech ultraleggeri di origine aerospaziale, batterie al litio più piccole perché ad alta efficienza, generatori a fasi variabili, quindi di dimensioni più contenute. E poi c’è la plancia di comando sul fly in ABS (un polimero termoplastico per creare oggetti leggeri e rigidi) e realizzata con una stampante in 3D da una società high-tech che opera in collaborazione con l’università di La Spezia, le poltrone del pilota e copilota realizzate in un tessuto a rete anziché imbottite (sono molto comode ve lo assicuro) e molti altri accorgimenti.

Anche i layout a bordo sono studiati per la massima leggerezza. Entri nel salone e vedi che non manca niente: ci sono divani, mobili, piani di appoggio, la sala pranzo con tavolo e sedie… eppure alla vista non sembra così piena, anzi, si ha proprio quella sensazione di profondità data tipicamente dagli ambienti vuoti. Al di là dello stile di arredo che ovviamente ognuno si può personalizzare, questo è il risultato di un’accurata disposizione dei complementi d’arredo tesa a disporre ciò che serve nei punti giusti, togliendo tutto il superfluo (guarda il video).

Il test delle 100 miglia sulla rotta Viareggio-Sanremo

Velocità di tutto rispetto a fronte di un netto taglio della cavalleria in sala macchine con un naturale e significativo abbattimento dei consumi.

Lo ha di fatto attestato il Rina (Registro Italiano Navale) inviando un certificatore a bordo dell’Amer 94 Superleggera durante la 100 Miglia Challenge da Viareggio a Sanremo intrapresa per accertare i dati di consumo. E i risultati non si sono fatti attendere. L’ingegnere del Rina ha certificato i consumi a 4 velocità, che sono quelle nella tabella sotto: dislocamento, crociera economica, crociera veloce e velocità massima (qui arrivata fino a 26 nodi).

Per evidenziare meglio il risparmio di carburante, la tabella mostra la percentuale di risparmio fra l’Amer 94 Superleggera e i motoryacht tradizionali con impianto in linea d’asse e con un dislocamento nella media dei motoryacht di 28 metri:

Velocità Risparmio carburante

9.3 nodi

38%

19.1 nodi

45%

23.5 nodi

42%

26 nodi

40%

Clicca qui per guardare i dettagli di tutti i dati di velocità e consumi nella certificazione del Rina

La scheda dell’Amer 94 Superleggera

Caratteristica Valore

Lunghezza f.t.

28.65 m

Lunghezza scafo

23.96 m

Larghezza

6.30 m

Altezza di costruzione

2.96 m

Dislocamento

60 t

Motori

Volvo Penta 2×1000 cv Ips1350

Serbatoio carburante

7.000 l

Serbatoio acqua dolce

1.800 l

Serbatoio acque grigie

400 l

Serbatoio acque nere

400 l

Se questo è un esempio virtuoso di come anche l’industria produttrice possa essere amica dell’ambiente senza, come abbiamo visto, nulla sacrificare al comfort e alle prestazioni, le emissioni gassose non sono l’unica minaccia per il mare. Ce n’è una ben più pericolosa e “subdola”: la plastica, un vero killer della fauna marina, o meglio, un’arma dalla potenza troppo spesso sottovalutata, perché i veri killer siamo noi esseri umani che continuiamo a disperderla dove non dovremmo. Ma questa è una storia che vi racconteremo fra qualche giorno.

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