Cranchi Settantotto, una nuova ammiraglia che celebra anche i 150 anni del cantiere

Il prossimo salone di Düsseldorf, che si terrà a gennaio 2020, sarà un’edizione speciale per Cranchi, perché sarà teatro del debutto della sua nuova ammiraglia di 25 metri, il Cranchi Settantotto, e insieme a questo evento aprirà ufficialmente i festeggiamenti per i 150 anni di storia del cantiere che, caso forse unico al mondo, dal 1870 è sempre stato sotto la gestione della stessa famiglia: i Cranchi, per l’appunto.

Dopo aver ampiamente vivacizzato nelle ultime stagioni la sfera delle barche più piccole con i recenti lanci dell’E26 e del T36 Crossover, il cantiere ora salta dalla parte opposta e va a lavorare sul top di gamma per presentare un bel 25 metri, la nuova Cranchi Settantotto, anche se in realtà come vedremo più avanti, il cantiere ha in pentola pure il restyling dell’Endurance 30, sempre per il 2020, e due nuovi fly sopra i 45 piedi per il 2021.

Il Cranchi Settantotto è una barca senza tempo, in uno stile che promette di non appassire con il trascorrere delle mode e tendenze.

Di anno in anno, Cranchi sta gradualmente rinnovando la sua gamma di imbarcazioni con nuovi modelli di ultima generazione, progettati e costruiti secondo un percorso evolutivo, che hanno intrapreso da qualche tempo a questa parte con l’introduzione del designer Christian Grande e con un processo produttivo che, accanto all’indispensabile manualità artigianale, aggiunge la più recente robotica industriale in quasi tutte le fasi di produzione.

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Tasteremo la qualità produttiva quando la vedremo a Cannes, ma nel frattempo guardiamo il progetto e, a giudicare  dai primi rendering diffusi dal cantiere, la barca promette molto bene.

Anzitutto dai bozzetti del profilo esterno possiamo senz’altro notare quali siano le dinamiche che hanno dettato la forma della barca.

Osservate i tratti rossi, prima quelli di slancio verso prua e poi quelli verso poppa e capirete come è nata la forma delle vetrate laterali, notando pure quanto molti elementi della barca seguano la stessa inclinazione dello slancio di prua dello scafo e altri si rimandano ai tratti verso poppa.

Troppa filosofia? Ma no, è semplicemente un esercizio di stile per capire come fanno i designer a trovare ispirazione e forme per creare nuove barche.

In ogni caso, se volete approfondire, potete sempre farvi guidare dalle indicazioni più dettagliate del designer Christian Grande: “Il profilo del Settantotto cattura gli sguardi grazie a un gioco di rimandi tra volumi, linee e segni stilistici suggerendo, a seconda dei casi, sensazioni di maestosità, leggerezza o dinamismo. Gli elementi di sospensione del flybridge e dell’hardtop sono un’eco delle potenze ad esempio, e allo stesso modo gli slanci verso prua si riverberano in linee parallele nella zona poppiera, regalando allo yacht una personalità sportiva, accentuata da simmetrici slanci verso poppa. I dettagli di chiusura dell’hardtop presentano linee più sottili e forme curve, e anche queste trovano un rimando nelle linee del flybridge”.

Diverse sensazioni in un solo look

Da ciò traspare l’espressione di una barca che può essere più signorile o più informale a seconda di come la si vuole vedere, in qualunque caso sempre molto moderna, soprattutto a giudicare dalla vastità delle vetrate laterali, ma che nel suo insieme non perde quella “allure” classica, che comunque è sempre un aspetto rassicurante per gli armatori.

Passando agli interni. Guardate le ambientazioni, lo stile e l’ariosità degli spazi. Anche qui, tradizione e modernità si contaminano in uno stile che promette di non lasciarsi logorare dal passare del tempo.

Una compartimentazione a bordo di grande rilievo

Importanti, ma soprattutto molto ordinati e lineari, appaiono anche i layout del ponte di coperta e di quello sottocoperta. Nel primo caso abbiamo un salone che separa il living dalla sala da pranzo pur tenendoli in contatto visivo fra loro, mentre a prua, subito a ridosso della postazione di comando, in un ambiente totalmente separato, si sviluppa la cucina e il bagno a uso giorno.

Sottocoperta sono previste quattro cabine, di cui tre matrimoniali e una doppia, tutte con bagno privato. Naturalmente la suite armatoriale è a centro barca su tutto il baglio.

Un enorme living  declinato in tre diverse aree è previsto anche sul fly: solarium con sdraio a poppa, sala da pranzo al centro, e gran salotto con due divani ad angolo contrapposti a prua.

Motori potenti ma bassi consumi

Il Cranchi Settantotto monta i nuovi motori Volvo Penta D13 da 1000 cavalli, in una configurazione a tre propulsori, che sono abbinati ai pod Ips1350.

Con una potenza nominale di 1000 cavalli per ogni motore, ma un’espressione reale di 1350 cavalli con l’ausilio degli Ips, la barca promette alte prestazioni con minori consumi. Considerato poi che Cranchi storicamente monta solo i motori della casa svedese, sicuramente anche la nuova carena del Cranchi Settantotto aiuterà a valorizzare al meglio le caratteristiche dei propulsori Volvo Penta grazie alla lunga esperienza del loro utilizzo da parte del cantiere.

Leggi anche: Volvo Penta va a mille! Arriva il nuovo D13 da 1000 cavalli.

Debutta a gennaio 2020, ma chi volesse avere un’anticipazione…

Abbiamo già visto che il nuovo Cranchi Settantotto debutterà a gennaio 2020, ma un anticipo di première sarà già possibile averlo da ottobre 2019, attraverso appuntamenti privati ed esclusivi dedicati a chi manifesterà il proprio interesse per la nuova ammiraglia.

E il Cannes Yachting Festival, del prossimo settembre, sarà l’occasione perfetta per crearsi il contatto diretto con i responsabili del cantiere e avere tutti quei dettagli in più che, per ragioni di protezione del progetto, vengono confidati solo ai potenziali clienti e non divulgati alla stampa.

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I numeri del Cranchi Settantotto

Caratteristica Valore

Lunghezza f.t. 24.90 m

Lunghezza scafo 23.26
Larghezza 5.76 m

Dislocamento 51.000 kg


Serbatoio carburante 6.000 l

Serbatoio acqua 1.500 l
Serbatoio acque grigie 500 l
Serbatoio acque nere 500 l
Motorizzazione EB 3x1000 cv Volvo Penta D13 Ips1350
Velocità massima 32/33 nodi
Velocità di crociera 212/23 nodi
Autonomia 380 miglia circa
Portata persone 18

Categoria di progettazione A


E in fatto di novità c’è di più. Ecco una proiezione di Cranchi fino al 2021

Insieme al Cranchi Settantotto, debutterà pure l’Endurance 30 nella nuova versione 2020, che si presenterà arricchito di nuovi dettagli tesi a dare a questo day cruiser di 9,15 metri, un look più elegante e un layout ancora più funzionale.

Alcuni esempi? La plancetta a poppa sarà interamente rivestita in teak e sarà più lunga di ben 70 centimetri. La scaletta di risalita dall’acqua sarà integrata da maniglie, mentre le bitte a prua e poppa saranno a scomparsa. Rinnovate anche le sedute, i divani e la postazione di comando, con richiami stilistici alle atmosfere vintage, mentre i prendisole saranno anche dotati di porta-bicchieri e altopIl ranarlanti integrati. 

Il Cranchi Endurance 30 nell’attuale versione.

Ma le novità di Cranchi non si fermano al qui, perché, come anticipato prima, il cantiere sta andando a rinnovare anche la “zona centrale” della sua gamma, con l’introduzione di nuovi flybridge sopra i 45 piedi, che debutteranno dal 2021 e che sono già in fase avanzata di progettazione.

Questo è il quadro delle ultime novità di Cranchi, a cui si aggiunge in ultima battuta il maggiore investimento sui servizi dedicati ai clienti, come il refitting o la ricerca di posti barca esclusivi.

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