Evo 43 conquista Genova

Categorie: Barche e Yacht
4 Ottobre 2015
Evo 43 conquista Genova

Dopo aver attirato l’attenzione generale a Cannes e Monaco, il nuovo Evo 43 ha avuto la sua consacrazione definitiva al Salone nautico di Genova.

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Rossi Navi, uno dei più rinomati costruttori italiani di megayacht, aveva scelto Evo 43 come tender ufficiale per accompagnare nelle acque del Principato di Monaco la propria esclusiva clientela. È stato subito un successo, seguito all’attenzione destata al Cannes Yacht Festival e confermato sulle banchine della fiera genovese, dove neppure il maltempo è riuscito a far passare inosservate le tante soluzioni che rendono l’Evo 43 una proposta unica nel panorama nautico internazionale.

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Evo 43, opera prima di Evo Yachts

Evo 43 è il primo modello del nuovo marchio Evo Yachts, nato all’inizio del 2015 dalla passione, competenze e capacità del Gruppo Sea Engineering, attivo nel settore della nautica da diporto dal 2008 con oltre 150 imbarcazioni prodotte con i marchi Blue Ice e Blue Martin.
Disegnato, industrializzato e costruito in Italia su progetto dello Studio Tecnico Rivellini, Evo 43 è un daycruiser di 13 metri dalle linee muscolari e al contempo filanti e minimaliste, con prua dritta e fiancate alte che raccordano verso poppa. Bitte e parabordi scompaiono per lasciare massima pulizia alle linee, mentre la sovrastruttura incorpora un parabrezza in cristallo a forma di cuneo.

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La plancia dell’Evo 43 è costituita da un pannello curvato di legno chiaro che riunisce il joystick dei due potenti Volvo IPS 600, il timone, gli apparati elettronici di navigazione, i comandi e tutti i sistemi di monitoraggio. Verso poppa, il pozzetto è rivestito interamente di teak e offre un’area configurabile a piacere grazie a sedute modulari a cubo, un tavolo da pranzo estensibile e un’ampia wet bar: mobile chiudibile a scomparsa contenente il piano cottura a induzione a quattro fuochi, piano lavoro e lavandino, mentre l’icebox sotto la seduta di guida ha una capacità fino a 180 l. Il pozzetto è ombreggiabile con un ampio tendalino con pali in carbonio, oppure tramite tendalini che scorrono dal sostegno di una torretta o con un T-Top, anch’esso di carbonio.

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Una poppa unica

Ma è a poppa che si trova l’innovazione principale dell’Evo 43. Infatti, la “beach-area” allo sfioramento di un comando digitale cambia completamente: le murate laterali si aprono idraulicamente in meno di trenta secondi incrementando lo spazio fruibile del 40% e trasformando così il pozzetto in una terrazza “pieds dans l’eau” di 25 mq configurabile a piacimento. Una piccola rivoluzione che rende l’Evo 43 unico: una innovazione tecnicamente complessa resa però facilmente fruibile attraverso il semplice tocco di un touchscreen grazie al lavoro di ingegnerizzazione compiuto dai progettisti.
L’effetto scenico è assicurato anche dalla banchina: al tocco di un iPhone la barca si trasforma fino a raggiungere lo scopo di incrementare il comfort e lo spazio altrimenti proprio di una barca di una categoria molto superiore: 6,31 m è la larghezza di barche di lunghezza almeno doppia rispetto all’Evo 43.

Gli armatori più esigenti possono altresì richiedere un ulteriore elemento distintivo: l’ampia piattaforma di poppa, perfettamente integrata nella spiaggetta, che può estendersi con grande flessibilità d’uso grazie a un sistema meccanico che ruota di quasi 270°. Una piattaforma modulare che può essere usata come sicuro e agevole supporto all’imbarco o allo sbarco dalla banchina o come scala a mare per risalire facilmente a bordo dopo un piacevole bagno, oppure come piattaforma per i tuffi ad altezza regolabile.

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La cabina dell’Evo 43

Sottocoperta, materiali nobili quali teak, cristallo, cuoio e tessuti pregiati: la percezione è quella di un lusso semplice e raffinato. Una porta con serratura si apre sulla scala di design realizzata in cristallo temperato, illuminabile e dagli ampi gradini, che conduce a una cabina matrimoniale a sinistra; a dritta troviamo un bagno di legno e ceramica con doccia e lavabo. Proseguendo verso prua incontriamo un’ampia dinette a V con tavolo a scomparsa che permette di ricavare un altro comodo letto matrimoniale.

La barca è costruita in materiale composito, attraverso un processo di infusione sottovuoto, sistema che ha permesso un controllo accurato di pesi e spessori, guadagnando un 20% sul dislocamento rispetto a imbarcazioni di pari tipologia, lunghezza e motorizzazione. Per la propulsione Sea Engineering Group ha scelto due Volvo Penta IPS 600 (870 cv totali), mentre la carena, con angolo deadrise di 18°, è progettata dallo Studio Rivellini che, dopo accurati studi preliminari in ambiente CFD, ha garantito al nuovo EVO 43 una particolare efficienza di navigazione con una velocità massima di 38 nodi e quella di crociera di 30 nodi con un’autonomia di 300 miglia nautiche.

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Queste le caratteristiche dell'Evo 43

  • Lunghezza ft …………………… m 13,12
  • Lunghezza scafo ………………… m 13,04
  • Larghezza ………………………… m 4,52
  • Larghezza max …………………… m 6,31
  • Immersione ……………………… m 1,10
  • Dislocamento a vuoto ……………… kg 11.300
  • Motorizzazione …………………… Volvo IPS 600
  • Serbatoio carburante ……………… l 1000
  • Serbatoio acqua …………………… l 400
  • Cabine ……………………………… 2
  • Portata persone …………………… 12
  • Categoria omologazione ………… A
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La redazione di BoatMag

Claudio Russo e Alberto Mondinelli, i fondatori di BoatMag, due giornalisti con una lunga esperienza di lavoro nelle principali testate di nautica.
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5 comments on “Evo 43 conquista Genova”

  1. producete una versione più' piccola o comunque altre vostre produzioni fino ai 10 metri?
    Dove le posso visionare?

  2. Ho visto e provato Evo 43 : la barca ha alcune ottime soluzioni, ma come è stata presentata è più una boat show che non una barca da usare.
    Cominciamo con la zona sotto coperta : il televisore è posto in posizione che ne rende impossibile la visione stando seduti nella dinette.
    Il bagno è molto piccolo e non ha un box doccia separato. La scala in cristallo è scivolosa e sotto coperta mancano quasi totalmente i tienti bene. Piccolezze facilmente rimediabili.
    Passiamo ora alla zona superiore : il parabrezza manca di tergicristalli, assolutamente necessari se la barca non è usata solo per farsi vedere in porto, il musone apribile con ancora nascosta è bello ma una inutile complicazione (quanti Wally ho visto con il musone bloccato e la conseguente impossibilità di ancorare), mancano del tutto winch a poppa e a prua, che sono indispensabili nelle manovre di ormeggio in porto se non si vuole distruggersi la schiena, le sdraio a scomparsa nel paiolato sono belle da vedere ma demenziali da usare (è come sedersi in terra, e poi da li bisogna alzarsi!) andrebbero sostituite con un bel materasso con gavone sottostante. Parlando di gavoni.....mancano del tutto, c'è un grande vano tecnico ma mi sembra assurdo infilare tutto li, mentre gli spazi ricavati sotto i puff sono piccolissimi. Manca altresì uno spazio dove alloggiare il tender......I puff sono rimuovibili e spostabili, ma mi hanno sempre insegnato che meno lavoro bisogna fare in barca e meglio è. Avrei preferito una classica soluzione con divanetti fissi (che tra l'altro avrebbero consentito gavoni di dimensioni maggiori. La copertura in legno della plancia di comando, a parte essere brutta (e qui è una questione di gusto) è soggetta a rapido deperimento : molto meglio la vtr o il carbonio. Per quanto riguarda le murate apribili, bella soluzione (se non si rompe). E' stato in realtà previsto un sistema di pompe manuali per ovviare ad eventuali problemi, peccato che le stesse siano state poste nel vano motore ad estrema poppa, e quindi irraggiungibili se il vano motore non si apre (c'è un vano ispezione da cui si entra nel vano motori, ma i motori stessi e il pistone di apertura del vano motori impediscono il passaggio verso la poppa).
    Inoltre una volta aperte, le murate creano dei "vuoti" in cui si può facilmente cadere con tutte le conseguenze del caso.
    Veniamo ora alla navigazione : la barca è silenziosissima, tuttavia la disposizione dei pesi e il fatto che posto guida e sedute sono tutte sul lato destro portano la barca a essere fortemente sbandata a destra. In virata la barca è instabile, soprattutto con onda al traverso.
    Infine la barca così com'è, senza tendalini utilizzabili in navigazione, d'estate è praticamente inutilizzabile (il cantiere peraltro assicura che sono già state studiati due diversi tipi di copertura, uno con T-Top e uno con roll bar centrale da cui partono i tendalini (il sistema del tendalino con candelieri va bene solo da fermo e quindi lo escluderei). Morale : tanto fumo, ma pochissimo arrosto.

  3. Devo ricredermi : sono andato a trovare il cantiere che costruisce EVO 43 : si hanno dato ragione su alcune mie osservazioni, sottolineando che la barca è venuta miracolosamente pronta per Cannes, visto che la produzione era cominciata in Luglio).
    Proprio questa necessità di mettere in acqua la barca per i saloni ha portato il cantiere a concentrarsi sui fondamentali della barca, tralasciando alcune cose.
    Il simpaticissimo proprietario del cantiere mi ha anche detto che la barca presentata ai saloni non sarà venduta, ma utilizzata per perfezionare le barche successive.
    Che dire : un cantiere che ammette le "debolezze " della propria barca, dicendo anche che si sta lavorando per eliminarle, è sicuramente un cantiere serio.
    Resto in attesa di poter giudicare la versione definitiva di Evo 43.

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