Baia 40, un cult provato trent’anni dopo. Il test con bellissime riprese video aeree

Siamo andati a provare un Baia 40 del 1987; se pensate che trent’anni per una barca siano troppi per essere ancora appetibile sul mercato dell’usato o del noleggio, guardate la prova di questo modello, che abbiamo avuto grazie alla disponibilità della società AlfaNero Charter, e vedrete che saprà suscitare il vostro interesse.

Trovare una barca usata che riduca ai minimi termini il compromesso fra le proprie aspettative e ciò che la barca stessa può offrire è già abbastanza complicato, a questo bisogna aggiungere che, se il modello non è proprio recente, spesso si ha difficoltà a reperire informazioni e materiale, a meno che non ci si affidi a forum e opinioni personali. La stessa cosa vale anche per chi vuole noleggiare quella barca.

BoatMag ha quindi deciso di allargare la propria attività di test delle imbarcazioni anche a modelli ormai fuori dai cataloghi dei cantieri, ma che abbiano a pieno titolo ancora tanta prospettiva di navigazione e dunque tutto l’interesse a rimanere sul mercato dell’usato o del charter.

Questo esemplare del Baia 40 è di proprietà di AlfaNero Charter, società partenopea di vendita e noleggio barche, ed è disponibile in locazione per crociere nel Tirreno meridionale. Un giro a bordo di questo open sportivo attraverso la nostra prova, che potete vedere pure in questo video, serve anche come base di valutazione dal punto di vista progettuale e prestazionale qualora stiate cercando un modello simile nel mercato dell’usato.


                                                                                                             Si ringrazia Model Tec per le riprese col drone.

Il Baia 40 si può
dire sia una
delle barche cult
per linee, design e
tenuta di mare, che
a distanza di
trent’anni risultano
ancora attuali

Una comoda passerella in legno ci accoglie a bordo direttamente nell’area prendisole di poppa, che è interamente coperta da cuscini di un marrone chiaro, in cui tre o quattro persone riescono a stare comodamente distese senza avere problemi di spazio. Apprezzo molto la scelta di non installare teak o altri rivestimenti sotto i cuscini del prendisole, come si vede in svariati casi, non solo perché si riduce la manutenzione, ma anche per il più semplice motivo che non avrebbe migliorato la resa estetica della barca.

Lo stesso discorso, in un’ottica di destinazione della barca a noleggio, si estende all’intero ponte della barca, che è totalmente in vetroresina antiscivolo. A bordo di barche charterizzate, infatti, non sempre salgono persone accorte alla cura degli spazi, quindi si rischierebbe di trovarsi su un pagliolo costellato da macchie dovute alla caduta di caffè, vino, bevande o anche residui di creme solari.

Dal prendisole si accede al pozzetto passando attraverso il divano, anch’esso a tutto baglio, dove pure in questo caso troviamo il pagliolo in vetroresina, ma con diversi tappetini per rendere più morbida la superficie sotto i piedi.

La plancia di comando è a sinistra; dispone di una seduta per due persone e ha la strumentazione analogica, come ci si può aspettare da una barca del 1987, ma sono presenti tutte le funzioni essenziali alla navigazione, dalle temperature e pressioni fino ai controlli illuminazione, passando per sentine e verricello. Sono state sostituite solo le manette. Completano il quadro una bussola ben leggibile e un piccolo Gps.

Per questo esemplare, AlfaNero Charter ha optato per una copertura fissa del pozzetto tramite un tendalino, che offre protezione senza sacrificare la ventilazione, grazie non solo alle aperture laterali ma anche alle due sezioni prodiere in Pvc che sono apribili all’occorrenza.

Spostandoci a prua si nota molto l’assenza di una battagliola. Le uniche prese per mantenersi sono i tiranti della tenda, che ritengo non diano molta sicurezza a chi non ha un piede marino, in particolare durante la navigazione. Effettivamente l’estetica della barca avrebbe pagato molto, ma come ho già detto, nell’ottica charter bisogna essere pronti ad accogliere e offrire comfort anche a un alpino, per cui avrei optato per una piccola battagliola. Nell’ampia prua bianca sono incastonati due cuscini abbinati al resto della tappezzeria, che offrono comodo spazio a tre persone. Due barre in acciaio permettono di fissare i cuscini e offrono un supporto anche a chi sta sul prendisole durante la navigazione.

Altra nota che non mi fa impazzire è il colore della cuscineria sia del prendisole di prua sia di quello di poppa, non tanto per una questione estetica, quanto perché attira calore e alla lunga, a barca ferma, potrebbe dare fastidio a chi è steso ad abbronzarsi, ma il problema è facilmente ovviabile mettendo un telo mare sulla superficie, che fra l’altro è anche utile a proteggere la tappezzeria da eventuali creme solari.

Il layout interno è ben mantenuto, ma il progetto rispecchia un po’ i suoi tempi

Andiamo in cabina e, mentre all’esterno le linee della barca risultano moderne ancora oggi, all’interno noto come i tempi siano cambiati. Tutto è molto essenziale, e col senno di poi ritengo che gli spazi potevano essere gestiti meglio.

Entrando in cabina troviamo la dinette sulla sinistra organizzata con due divanetti e un tavolo regolabile in altezza, che permette di congiungere le due sedute e formare un letto a due piazze. Alle spalle del divanetto verso prua si trova un piccolo mobile, mentre la paratia della murata funge da mensola.

Sul lato di dritta si trova subito la cabina bagno che è divisa in due vani, uno con lavabo, mobiletto e specchio e l’altro con la doccia e il wc coperto da un piano che può fungere da seduta per la doccia. Trovo poco funzionale questa disposizione perché è stato sacrificato spazio per dividere una cabina già di per sé piccola, e su un 40 piedi ogni angolo è prezioso.

            

A completare lo spazio a dritta provvede una cucina di piccole dimensioni ma sufficientemente funzionale e ben camuffata da un ripiano composto da due ante ribaltabili. Il mobile è composto da un lavello e da un piano cottura con due piccoli fuochi. Anche qui forse si sarebbe potuto disporre meglio. Manca un piano di appoggio per la preparazione dei piatti, a meno che non si scelga di aprire solo un’anta e usare l’altra come appoggio. Al di sotto del ripiano troviamo il frigo e un cassetto, mentre alle sue spalle c’è uno spazio aperto utilizzabile come piccola dispensa e una mensola prima dell’oblò.

Il discorso cambia nella cabina armatoriale, dove un comodo letto è presente al centro della cabina ed è dotata di diversi spazi per lo stivaggio. Ai due lati ci sono gli armadi per l’abbigliamento e vari cassetti, mentre l’intera paratia funge da mensola dove poter appoggiare oggetti. Lo specchio a prua in testa al letto aiuta ad ampliare la sensazione di spazio di questo ambiente.

Il test: 27 nodi con due motori da 380 cavalli con un buon livello di silenziosità

Questo Baia 40 è equipaggiato con due motori Caterpillar da 380 cv in linea d’asse, ma la carena non subisce la pulizia da un anno ed è questa la motivazione più probabile da attribuire al fatto che con noi ha raggiunto una velocità massima di 27 nodi a fronte dei 31 dichiarati nella scheda tecnica.

Riguardo la navigazione nulla da dire, Baia ha fatto un ottimo lavoro. A bordo l’acustica è buona sotto il tendalino fino alla velocità di crociera, che è di 21 nodi a 2400 giri. Poi diventa un po’ più difficile chiacchierare, ma questo a causa dell’apertura prodiera del tendalino necessaria per guidare.

L’unico neo riguarda la seduta del pilota. Non è regolabile in altezza, e durante la navigazione ho avuto qualche difficoltà poiché il mio sguardo finiva esattamente tra il bordo del vetro e il tendalino, rendendo scomoda la guida da seduto e obbligandomi a stare in piedi e guardarea dall’“oblò” aperto della tenda. Poco male se si tratta di poco tempo, un po’ più scomodo se si effettuano lunghe traversate con mare formato. Con noi il mare era molto calmo e con poco vento, ma le riprese valgono più di mille parole per descrivere la tenuta di mare. Vedere navigare questa barca è un vero piacere per gli occhi.

Una barca molto
adatta per
il divertimento
giornaliero,
dunque perfetta
per una o più
giornate di noleggio

Consiglio questa barca a coloro che effettuano uscite giornaliere o rimangono qualche notte a bordo. È perfetta quindi per il noleggio. Diventa un po’ meno comoda per fare lunghi periodi fuori, poiché a lungo andare la mancanza di alcune comodità all’interno della cabina si possono far sentire, ma del resto siamo su un 12 metri di estrazione marcatamente sportiva, la cui vocazione è appunto più open air che chiusi in cabina.

Manchette-Articolo-Mercury

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