Rimessaggio invernale: non considerarlo un abbandono. Prevenire è meglio che curare. Ecco come fare

Come accade ormai da molto, il bel tempo si è prolungato fin nel più profondo dell’autunno e sono molti i naviganti che hanno approfittato per far slittare il (triste) momento del deposito, ovvero il rimessaggio invernale.

Bisogna subito dire che il rimessaggio invernale non deve essere visto come un abbandono del proprio mezzo per poi arrivare a marzo/aprile con diversi problemi causati dall’incuria, ma deve essere considerato come un atto di cura che aiuta a risparmiare tempo, fatica e spese economiche una volta giunti al varo nella stagione successiva.

Anche nel rimessaggio invernale, quindi, vale la regola che “prevenire è meglio che curare”. Vediamo allora quali sono le procedure che si possono effettuare.

Vetroresina

Caratteristiche e rischi da incuria: l’errore più comune riguardo questo materiale è quello di considerarlo quasi inerte. Non è così. Anche la vetroresina è costituita da pori, che con detergenti aggressivi e agenti atmosferici possono allargarsi e far depositare lo sporco, dando continuamente l’effetto ombrato anche dopo una pulizia approfondita.

Soluzioni problemi e manutenzione: Per prevenire ciò, oltre a usare detergenti adatti (nei negozi sapranno indicarveli) consiglio di effettuare un’inceratura di protezione sul piano di calpestio e sulle murate dello scafo. In questo modo saranno le particelle ceranti a essere attaccate dalle intemperie e non la coperta vera e propria. L’effetto protettivo sarà maggiore se la barca sarà coperta da un telo traspirante. Sulle murate, più soggette anche a colature di ruggine è ideale l’applicazione di prodotti nanotecnologici che offrono protezione idrorepellente anche fino a 6 mesi, così tutto ciò che si depositerà sullo scafo non riuscirà ad aderire, e verrà rimosso con molta facilità quando sarà il momento di varare.

Teak

Caratteristiche materiale e rischi da incuria: A bordo racchiude per eccellenza il detto “gioie e dolori”; una gioia per gli occhi, ma son dolori in caso di danni. Il teak viene scelto per i suoi oli naturali presenti nelle fibre, che lo proteggono dalle intemperie, salsedine e vita di bordo rendendolo idoneo all’installazione sui mezzi nautici. Ma questi oli non sono eterni, tendono a essere rimossi durante i trattamenti di pulizia o semplicemente lasciando il legno non trattato, dando quel tipico colore grigiastro. In più, l’assenza di oli all’interno delle fibre del teak lo rendono più soggetto a dilatazione e restringimento termico, rischiando la formazione di crepe antiestetiche e poco funzionali sul rivestimento.

Soluzioni problemi e manutenzione: il rimessaggio invernale del teak consiste in primis nella sua pulizia con detergenti non aggressivi e spazzole a setole morbide, questo per pulire a fondo le venature ma senza scavarle o danneggiarle, altrimenti otterremo in breve tempo un legno anche più sporco riducendone la vita. Quindi si procede alla protezione con olio per nutrire le fibre e ridonare gli oli che sono stati rimossi durante la stagione. Così preserveremo le condizioni del rivestimento senza danneggiarlo e verrà prolungata la vita del legno poiché prima del varo non sarà necessario carteggiarlo. Evitate soprattutto di lasciare cuscini e altri oggetti che possano trattenere l’umidità sul legno, rischiando di danneggiarlo irrimediabilmente con la formazione di muffe causate dall’umidità in profondità.

Acciaio

Caratteristiche materiale e rischi da incuria: gli acciai sono tra gli elementi più tralasciati nel rimessaggio. L’idea principale è “tanto si arrugginiscono di nuovo, tanto vale lucidarli direttamente ad aprile”. Questo è l’errore. Ne abbiamo parlato qui, se lasciamo che la ruggine si depositi sull’acciaio quest’ultimo si può compromettere irrimediabilmente, perdendo l’effetto splendente anche dopo la lucidatura. Come si può vedere dalla foto, anche con l’acciaio ripristinato saranno presenti punti senza cromatura che lo rendono esteticamente inadeguato.

Soluzioni problemi e manutenzione: l’azione da compiere è lucidarlo in modo da evitare che ci siano già porosità durante l’inverno. Se avete seguito le linee guida durante la stagione estiva basterà una semplice pulizia. Anche qui ci corrono in aiuto le nanotecnologie, che evitano il depositarsi dello sporco sulla superficie facendo da scudo.

Interni

Caratteristiche materiale e rischi da incuria: il problema da evitare maggiormente è la formazione di muffa in cabina e tracce di umidità con i conseguenti cattivi odori che oltretutto ristagnano nell’ambiente chiuso per lungo tempo.

Soluzioni problemi e manutenzione: per prevenire è bene lasciare due oblò aperti in modo da favorire la ventilazione ed evitare la formazione della “cappa” di umidità nelle giornate di sole, terreno fertile per le colonie fungine. Oltre a questo, è buona norma asciugare le sentine della cabina e porre dei sali deumidificatori in ogni ambiente. Queste azioni hanno le loro controindicazioni: gli oblò aperti possono far entrare acqua piovana e polvere, oltre a far entrare insetti che possono colonizzare la cabina e darci noie in estate. Per risolvere il problema è possibile effettuare un trattamento sanificante a ozono che almeno per i primi tempi contrasterà la colonizzazione degli insetti in cabina. La copertura della barca con un telone aiuta a prevenire il 90% della polvere ambientale, rendendo tutto più semplice quando rientreremo in cabina.
Se c’è la moquette ed è amovibile, tiratela fuori e portatela in casa o in luogo non umido dopo un lavaggio specifico per tappezzeria. Se invece non è possibile rimuovere la moquette, ponete sopra una copertura per evitare macchie indelebili.

Cuscineria

Caratteristiche materiale e rischi da incuria: le cuscinerie esterne sono normalmente in materiale sintetico di vario genere. Comunemente i cantieri usano lo skai, che è un tessuto stratificato da resine poliviniliche in grado di creare un rivestimento con una morbidezza simile a quella delle pelle, ma con una notevole resistenza agli agenti atmosferici.

Soluzioni problemi e manutenzione: di qualunque genere e resistenza sia la cuscineria, è sempre meglio rimuoverla per evitare che le intemperie possano usurarla e che il sole possa favorire la formazione delle chiazze. In commercio si trovano molti pulitori e protettori per i cuscini. Se non è possibile rimuoverla, applicate sopra un telo, assicurandovi che ci sia passaggio di aria in modo da evitare il ristagno dell’umidità che causa muffa.

Tubolari dei gommoni

Caratteristiche materiale e rischi da incuria: il tubolare merita un capitolo a parte. Può essere fatto in materiali diversi (pvc, neoprene, hypalon ecc.), ma la procedura di manutenzione e pulizia si può considerata analoga per tutti. Il tessuto del tubolare tende facilmente a sporcarsi e a formare ombre da smog e sporco.

Soluzioni problemi e manutenzione: i passaggi da effettuare sono pulizia, inceratura, sgonfiaggio e protezione.

La pulizia va effettuata con detergenti appositi, non casalinghi o troppo aggressivi, per non danneggiare la trama del tessuto e utilizzando spugnette non abrasive come per esempio la Scotch Brite Fibrablu; attenzione anche alla temperatura e ai raggi diretti del sole. Evitate anche di spruzzare il detergente in più punti e poi ritornare indietro a strofinare, c’è il rischio che il detergente possa agire troppo a lungo macchiando in modo indelebile il tubolare, come si può vedere dalla foto. Quindi risciacquate abbondantemente per rimuovere ogni traccia di sapone.

L’inceratura serve per nutrire la gomma essiccata dal sole, dalla salsedine e dai detergenti. In questo modo il tessuto ritorna a essere elastico e meno soggetto a sfibrature o forature. Evitate di usare cere spray, tendono ad essere più volatili di quella liquide o a crema, che vanno stese con un panno in microfibra senza formazione di colature.

Sgonfiare il tubolare serve a evitare la formazione del suo peggior nemico: la muffa. Riducendo la pressione si evita il più possibile la formazione di condensa e di umidità, fattori indispensabili per la formazione di muffe all’interno del tubolare. Infatti, molte volte la muffa che troviamo sulla superficie della gomma viene dall’interno della camera d’aria e non dall’esterno, motivo per cui un trattamento antimuffa è solo un palliativo poiché i funghi hanno terreno fertile e una volta formatasi la colonia si ripresenta dopo qualche mese.

Infine, per protezione intendo una copertura adeguata e traspirante, in questo modo si evita il ristagno di acqua sulla gomma che causa umidità e osmosi, con passaggio di acqua dall’esterno all’interno del tubolare.

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