Il fuoribordo Suzuki DF140A compie vent’anni ed è sempre sulla cresta dell’onda

Il Suzuki DF140A è il motore più venduto al mondo fra quelli nella gamma della casa giapponese, tanto che rappresenta il 13% della produzione totale del costruttore.

In un segmento di mercato come quello dei fuoribordo nautici, la concorrenza è fatta da non molti marchi, ma sicuramente agguerriti. Basti guardare alla corsa per le potenze, o alla ricerca di tecnologie sempre più raffinate per ridurre emissioni e consumi. In questa arena, Suzuki gioca il suo ruolo in maniera significativa con le sue innovazioni e la sua gamma davvero completa di motori.

Fra questi, uno dei modelli più rappresentativi è il Suzuki DF140A, un fuoribordo il cui debutto risale nientemeno che al 2001. Da allora il 140 cavalli è uno dei modelli più longevi nei quattro tempi ad alte prestazioni e, grazie ai costanti affinamenti di cui ha goduto nel corso del tempo, ha acquisito una solida affidabilità, tanto che è tutt’ora uno dei best seller di Suzuki.

Negli ultimi cinque anni, infatti, il Suzuki DF140A è stato il fuoribordo (oltre i 40 cavalli) più venduto nel mondo dalla casa giapponese, rappresentando il 13% della propria produzione totale; e anche in Italia, seppure in un decennio non certo florido come quello dal 2009 al 2018, ne sono stati venduti oltre mille esemplari.

L’arte del “kaizen”, ovvero miglioramento continuo

Ogni motore di Suzuki nel corso della sua vita passa periodicamente attraverso vari miglioramenti, con la tipica costanza nipponica e quell’approccio che chiamano kaizen (da Kai, cambiamento, e Zen, miglioramento), ovvero quel costante miglioramento che ha contribuito a rendere il DF140A uno dei motori di punta di Suzuki per compattezza, consumi e affidabilità.

Il Suzuki da 140 cv nasce nel 2001, derivato dal monoblocco in alluminio con architettura a quattro cilindri in linea del Suzuki DF115, che gli consente di mantenere ingombri e peso inferiori alla media.

Inalterate rispetto al 115 cv le caratteristiche dei motori Suzuki ad alte prestazioni, come l’iniezione elettronica multipoint, la distribuzione bialbero con 4 valvole per cilindro comandata da catena e non da cinghia (quindi più resistente e duratura), l’albero di trasmissione disassato che contribuisce alla compattezza e sposta il baricentro in avanti.

Su tale base i tecnici della casa giapponese non hanno mai smesso di portare sviluppi e aggiornamenti.

La prima più consistente è del 2007, quando il propulsore è stato dotato di un nuovo piede poppiero: con un rapporto di riduzione accresciuto, è divenuto capace di spingere eliche di diametro maggiore, da 14 pollici, quindi in grado di fornire più coppia e ottimizzare il rendimento su barche dal dislocamento maggiore.

Il secondo importante step è avvenuto nel 2012 quando il Suzuki DF140 ha subito un grande aggiornamento in termini di elettronica, prendendo la sigla di Suzuki DF140A. Con tale versione è stato dotato dell’ECM (Engine Control Module), una centralina elettronica di derivazione automobilistica molto potente, corredata di numerosi sensori capaci di monitorare ogni istante il funzionamento dell’unità termica.

Questo aggiornamento ha portato al 140 un’altra tecnologia, oggi peculiare della gamma Suzuki, cioè il Lean Burn, il sistema di combustione magra che adegua in modo costante il rapporto fra aria e benzina. Grazie anche all’introduzione di un sistema di controllo del sensore O2, il Lean Burn è in grado di ridurre la quantità di combustibile aumentando quella del comburente, l’ossigeno, fino a garantire un risparmio di benzina che, in alcune condizioni, raggiunge il 16%.

Anche per la protezione dalla corrosione il Suzuki DF140A gode oggi degli stessi standard del resto della gamma. La superficie esterna e interna vanta uno speciale trattamento che prevede un primo strato anti-corrosione direttamente sulle superfici in alluminio, poi uno di primer e, per finire, altri passaggi di verniciatura e lucidatura. Le superfici così trattate garantiscono la massima protezione dalla corrosione di tutti i componenti esposti alla salsedine.

Oltre ai diportisti “tradizionali”, il modello è anche gradito da chi ne fa un uso specifico, come i pescatori che possono usare il Suzuki Trolling Mode System in grado di fissare il minimo del motore in situazione di marcia inserita. Da un minimo di 650 giri/min, il numero di giri può risalire fino a un massimo di 1.200 giri/min (con intervalli di 50) per mezzo di un interruttore posto sulla consolle di guida.

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