Generatore di corrente o inverter? Ecco le differenze

È meglio un generatore di corrente o un inverter? In un mondo in cui tutti siamo sempre connessi, dove tutto è domotizzato e controllabile da remoto, la necessità di avere disponibilità di corrente in barca come a casa è sempre più evidente. Ma qual è il modo migliore per farla arrivare alle prese?

Attualmente il modo di produrre corrente “domestica” a 220V a bordo di una barca sono due: con un inverter o con un generatore. Vediamo come lavorano questi sistemi e in cosa si differenziano.

Il generatore di corrente produce energia di pronto utilizzo

Il generatore di corrente è dotato di un motore a scoppio alimentato a combustibile che, grazie a un alternatore, trasforma l’energia cinetica della rotazione del motore in elettricità. Questa soluzione consente di produrre energia elettrica fino a che c’è carburante disponibile per far girare il motore.

L’unità di misura utilizzata per classificare un generatore di corrente è il kW o il kVA. Il kVA è la potenza di spunto massimo, mentre il kW è la potenza erogata realmente.  

I generatori possono avere una forma cubica o a parallelepipedo, a seconda della potenza e, dunque, delle dimensioni del motore interno.

Se in precedenza si preferivano i motori a benzina, oggi, a causa dell’infiammabilità e del maggior costo al litro di questo combustibile, per i generatori elettrici sono preferiti i motori diesel. Per lo stesso motivo di infiammabilità è scartato anche l’utilizzo del Gpl. 

Prima di proseguire c’è una nota da fare. Il generatore di cui parliamo è quello studiato per il settore nautico, non quello che ingloba le prese di corrente per collegare direttamente gli apparati elettrici.

La struttura del generatore elettrico per la nautica possiamo riassumerla in questo modo: è una sorta di cassa chiusa con pannelli insonorizzati all’interno della quale c’è il motore da cui fuoriescono 4 tubi, ovvero quello per l’ingresso del carburante proveniente dal serbatoio della barca, quello per l’aspirazione dell’acqua di raffreddamento tramite una presa a mare, il tubo che fa riconfluire nel serbatoio il carburante incombusto (come in tutti i motori diesel) e quello per la fuoriuscita dell’acqua di raffreddamento e dei gas di scarico. 

A questo proposito possiamo sfatare uno dei miti che si associano all’utilizzo dei generatori di corrente, cioè che fanno sempre rumore e puzza. I generatori moderni, oltre all’insonorizzazione del vano motore, hanno una marmitta che abbatte il rumore e un sifone che porta lo scarico dell’acqua al di sotto della linea di galleggiamento, evitando così il suono costante di “acqua che cade fuoribordo”. Con i moderni motori, poi, il fumo è ridotto veramente al minimo.

La classificazione dei generatori di corrente

I generatori di corrente vengono classificati in base alla potenza erogata, da un minimo di 2,5 kW a salire sempre di più a seconda delle esigenze della barca. Lo spazio occupato da un generatore di 2,5 kW è di circa 50x50x50 cm, mentre uno da 6 kW (sufficiente anche per barche di 15 metri in media) ha un ingombro di 70x50x50 cm. Il consumo medio del motore è costante, per cui possiamo avere un’autonomia potenzialmente senza limiti grazie al pescaggio automatico dal serbatoio dei motori.

generatori kohler da 100 e 125 kW
Un generatore da 125 kW, cose da superyacht!

Installazione fai da te? Ahi ahi ahi…

Per l’installazione a bordo è necessario un tecnico qualificato che possa interfacciare il generatore di corrente con l’impiantistica di bordo. Con l’installazione si vengono a creare due circuiti per l’utilizzo della corrente a 220V: uno è quello della linea banchina con il cavo di terra che si collega alla colonnina del porto (è vietato usare il generatore all’ormeggio), l’altro invece è il circuito che consente al generatore di caricare le batterie o di alimentare direttamente le utenze a maggior dispendio energetico (tv, freezer, aria condizionata). L’alloggio di solito è in sala macchine, così rimane più vicino alle batterie.

Più è lunga la distanza dal generatore di corrente agli strumenti alimentati, maggiore sarà la dispersione di corrente con dispendio inutile di energia e anche di denaro. 

La manutenzione ordinaria va fatta una volta l’anno e, come per tutti i motori diesel, consiste nel classico cambio filtri olio e gasolio e sostituzione girante. 

L’Azimut S10 con una scenografica illuminazione notturna.

Il costo medio a parità di kW è molto più alto per il generatore rispetto all’inverter. Ciò non vuol dire automaticamente che l’inverter sia più conveniente, perché questo necessita per forza dell’accoppiamento alle batterie che, oltre ad aumentare il peso da trasportare, vanno sostituite periodicamente, generando così altri tipi di costi. Ma vediamo più nel dettaglio com’è fatto l’inverter.

L’inverter non produce l’energia, ma la trasforma

L’inverter È un dispositivo elettronico che trasforma la corrente da 12 V a 220V prelevando l’energia dalle batterie di bordo.  Ci sono diversi tipi di inverter e si classificano in base al tipo di onda elettrica generata.

– Onda modificata: sono i modelli più economici che hanno un’onda che riproduce meno fedelmente quella casalinga. Riescono ad alimentare solo piccoli apparati ma non quelli con sistemi più complessi come i televisori, pc, frigoriferi.

– Onda sinusoidale pura: Riproduce lo stesso tipo di onda che si ha in casa consentendo l’alimentazione di tutti gli apparati che necessitano di corrente a 220 V. Naturalmente costano di più di quelli con onda modificata. 

Come accade per tutto ciò che ci circonda, va fatto comunque il conto con la realtà, infatti entrambi sia il generatore di corrente sia l’inverter presentano pregi e difetti, ma tutto è dettato dalle singole esigenze, cioè la scelta fra dipende dalle nostre attitudini e dalle nostre necessità energetiche di bordo.

L’inverter ha dimensioni e pesi molto inferiori rispetto al generatore, si può nascondere alla vista e si collega alle batterie, non ha bisogno di particolare manutenzione ed è sempre pronto all’avvio.

Alla luce di questi dati si potrebbe affermare che con un inverter a onda sinusoidale pura si può tranquillamente alimentare qualsiasi cosa con meno spesa e più comodità rispetto al generatore, ma non è esattamente così. 

Infatti dobbiamo tenere presente che l’inverter preleva energia dal pacco batterie, e le batterie non hanno una carica eterna. In più ogni inverter ha un limite di potenza che varia a seconda del prodotto scelto.

L’acquisto dell’inverter va fatto con lungimiranza

Nella scelta dell’inverter dobbiamo tener presente non solo le esigenze elettriche attuali della nostra barca, ma dobbiamo ragionare anche in ottica futura, qualora volessimo implementare più avanti i nostri impianti con qualche altro dispositivo, che poi andrebbe ad aumentare la richiesta di energia. Facile intuire che questo comporterebbe l’acquisto di ulteriori batterie con maggior capacità e qualità (AGM, Litio, ecc..).

L’azienda NDS Energy consiglia un inverter da almeno 1500W, che supporta le esigenze medie di una barca, anche se al momento avete minore necessità, perché se, per esempio, dopo 2 anni decidete di installare l’aria condizionata, che ha un assorbimento molto più alto, non sarete costretti ad aggiungere a quella spesa anche il costo di un nuovo inverter con maggiore potenza.

La sicurezza dello switch IVT

Un ulteriore prodotto consigliato è l’inverter con switch IVT integrato. Facciamo un esempio: in navigazione uso l’inverter. Arrivo in porto e dimentico di staccarlo, ma collego il cavo di terra alla mia barca per caricare le batterie. Succede così che l’energia del cavo si somma alla frequenza dell’inverter e questo può provocare gravi danni agli apparati elettronici di bordo a causa della sovrapposizione di frequenza d’onda. Lo switch IVT integrato fa sì che l’inverter si disattivi quando viene rilevata una corrente esterna in ingresso a 220V. 

Se si ha già un inverter senza switch IVT è possibile acquistare un dispositivo chiamato “priority switch”. 

Generatore vs. Inverter

Alla luce di tutto questo possiamo riassumere che il generatore ha maggior ingombro e peso, ma dà un supporto costante e di fatto “illimitato”, perché è legato alla quantità di carburante nei serbatoi. Il suo motore a scoppio, però, produce un “inquinamento costante” quando è attivo e richiede una buona manutenzione ordinaria, un impegno che comunque garantisce una lunga durata del generatore di corrente, che nel tempo consentirà di rientrare delle spese sia d’acquisto sia di manutenzione. 

L’inverter invece è compatto e silenzioso, ma ha un’autonomia legata prettamente alle batterie di bordo, quindi al prezzo di acquisto è necessario sommare quello delle batterie, che dovranno essere sostituite più di frequente. 

In ultimo una domanda che mi pongono spesso: posso associare inverter e generatore? Si. Si può usare il generatore per ricaricare le batterie e successivamente sfruttare l’inverter utilizzando la carica appena effettuata.


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