Riva 54Metri, dietro i grandi numeri tanto lusso e uno stile di vita al top

Di Paola Bertelli

I numeri del più grande dei Riva: 54,83 metri di lunghezza, 9,17 di baglio e 499 GT di stazza lorda solo per iniziare. Ma andiamo a scoprire quali soluzioni tecniche e architettoniche si nascondono dietro le cifre di questo superyacht disegnato da Officina Italiana Design.

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Oltre 60 mq a contatto con il mare. La beach area parte da una superficie di 42,5 mq per poi espandersi: le due murate abbattibili aggiungono altri 20 mq di superficie.

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Al centro della beach area, una piscina di 4×2 metri, riscaldata e progettata per restare piena anche in navigazione.

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Abbattendo le murate laterali (sullo sfondo della foto) si aggiungono 13,2 mq alla superficie del pozzetto che da 45 mq diventa di oltre 58.

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Le murate possono restare aperte anche in navigazione.

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È di 100 mq abbondanti l’area del sundeck, che si divide in 3 zone: a poppa due prendisole e una jacuzzi, che come la piscina può restare piena in navigazione, al centro un’area lounge, a cui segue a prua una dining e l’american bar.

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Ecco le quattro terrazze sull’acqua. Viste di fianco sono di impatto...

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...ma dall’alto, il colpo d’occhio è notevole.

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Ingrandire un Riva è meno ovvio di quanto sembri. Il marchio vive di barche che si riconoscono prima ancora di leggerne il nome, e quell’identità è fatta di equilibrio: quanto spazio si prende una sovrastruttura, dove cade una linea, quanto acciaio si mostra. Basta poco, a queste dimensioni, per trasformare uno yacht in un condominio galleggiante. La risposta del Riva 54Metri è pratica: invece di nascondere la mole, la organizza intorno all’acqua.

Riva 54Metri.

Grigi chiari e scuri, nero, acciaio concentrato in pochi segni e quella linea di galleggiamento acquamarina, riconoscibile anche da lontano, contribuiscono a mantenere leggibile il profilo.

Lungo 54,83 metri, con un baglio massimo di 9,17 metri e una stazza lorda di 499 GT, il 54Metri è il Riva più grande mai costruito. Come per gli altri modelli del brand, il progetto nasce dalla collaborazione tra Officina Italiana Design, il Comitato Strategico di Prodotto e il dipartimento Engineering di Ferretti Group.

Il carattere dei materiali a bordo del Riva 54Metri

Se all’esterno l’identità passa dalle proporzioni e dal trattamento delle superfici, all’interno è affidata soprattutto alla materia. Teak naturale, rovere, pelle, acciaio lucido e due marmi dalle personalità molto diverse - il Sahara Noir tunisino e il Bianco Rhino africano - ritornano nei vari ambienti, cambiando funzione e accostamento.

Salone sul main deck.

Nel salone principale, per esempio, il pavimento in rovere della zona living prosegue verso il dining, dove lascia spazio a un inserto in Bianco Rhino che sembra un tappeto di pietra.

Riva 54Metri salone.

Su questo poggia il tavolo con piano in Sahara Noir. Il marmo nero ricompare nelle nicchie e nei volumi contenitivi, mentre il teak naturale introduce una superficie più calda. Pelle bianca e acciaio lucido completano una palette che alterna toni chiari e scuri, superfici opache e riflessi.

Il gioco continua nella suite armatoriale

L'armatore alloggia a prua del ponte principale. Qui la porta d’ingresso è un dettaglio particolare: rivestita in pelle bianca sul lato della lobby, diventa marmo nero dalla parte della cabina. Una scelta decorativa, ma anche un modo di segnare il passaggio fra due ambienti attraverso un cambio netto di materiale.

Suite armatoriale.

Nella suite, il teak si alterna al marmo; il letto king size ha un rivestimento in pelle e una testiera con inserto in pietra. Due grandi finestrature a scafo portano luce naturale.

Bagno dell'armatore.

Nel bagno, il Bianco Rhino riveste la doccia con idromassaggio e cromoterapia, mentre il Sahara Noir è utilizzato per il doppio lavabo.

La combinazione di materiali prosegue nelle cabine ospiti e nella sky lounge, dove teak, marmo e pelle assumono funzioni diverse a seconda degli ambienti.

Quello che non si vede

Sul Riva 54Metri, l’organizzazione dei percorsi è uno degli aspetti meno appariscenti ma più importanti: i movimenti dell’equipaggio sono separati da quelli degli ospiti, così che il servizio possa proseguire senza attraversare continuamente gli spazi privati.

La lobby del ponte principale è lo snodo distributivo della barca. Qui c’è l’ascensore che collega il ponte principale, quello superiore e quello inferiore; la lobby è raggiungibile anche dall’esterno quando lo yacht è ormeggiato all’inglese.

Cucina del Riva 54Metri.

La pantry, che comprende anche una cantina vini a tutta altezza, è collegata alle aree di servizio attraverso scale indipendenti. Una porta consente inoltre all’equipaggio di raggiungere in modo discreto la zona armatoriale.

Anche il comfort acustico nasce da un lavoro progettuale che non si vede: pavimenti flottanti, arredi disaccoppiati dalla struttura in alluminio, rivestimenti viscoelastici nelle zone più sensibili alle vibrazioni e paratie studiate per migliorare l’isolamento acustico. Soluzioni che lavorano per limitare la trasmissione di rumori e vibrazioni dagli impianti e dalla struttura agli ambienti abitati.

Anche il garage dei water toys è nascosto alla vista. A prua del ponte superiore, due prendisole laterali si sollevano su cerniere e rivelano un’area tecnica destinata al varo e all’alaggio delle attrezzature.

Riva 54Metri.

Lo spazio può ospitare un tender Williams 625, due moto d’acqua e altri equipaggiamenti. La gru integrata serve alla movimentazione dei mezzi, oltre che essere usata come albero di navigazione.

Schermi invisibili e spazi per l’arte

A bordo gli schermi non mancano, ma si vedono decisamente poco. Nel salone principale, la tv da 65 pollici scende dal cielino dietro al tavolo da pranzo; nella suite armatoriale un altro schermo della stessa dimensione è nascosto dietro la parete a specchio, mentre quello più piccolo del bagno è integrato nello specchio contenitore. Nelle cabine ospiti, i televisori da 55 pollici sono nascosti dietro superfici specchiate.

Cabina ospiti.

Sul ponte sole, un altro schermo da 55 pollici può ruotare di 180 gradi ed è integrato nel mobile della zona dining. Nella sky lounge, invece, il televisore da 75 pollici è incorniciato da due volumi contenitivi con ante in marmo nero.

La stessa attenzione all’integrazione riguarda le opere d’arte. La paratia di prua del salone comprende un pannello centrale in teak naturale pensato per accoglierne una; nella sky lounge, due cabinet a tutta altezza hanno nicchie rivestite in teak con la stessa funzione.

Motori, autonomia e controllo del Riva 54Metri

Scafo e sovrastruttura sono interamente in alluminio e lo yacht è classificato da Lloyd’s Register. A spingerlo sono due MTU 12V2000 M96L da 1.432 kW ciascuno, con linee d’asse ed eliche a passo fisso a sei pale.

Sala macchine del Riva 54Metri.

A rendere più confortevole la navigazione ci pensano quattro pinne stabilizzatrici elettriche Naiad Dynamics, attive sia in navigazione sia all’ancora. Rispetto a una configurazione con due sole pinne, questa soluzione contribuisce a contenere il pescaggio, con un’immersione massima di 2,25 metri.

A bordo l’energia è fornita a due generatori Zenoro da 118 kW ciascuno. Il sistema di automazione supervisiona i principali impianti, mentre il Power Management System decide quanta energia produrre e dove distribuirla in base alle necessità di bordo.

Riva 54Metri plancia di comando.

In plancia di comando, navigazione, comunicazioni, governo e sicurezza stanno in un’unica console con sistema Full ECDIS; gli strumenti analogici restano nascosti dietro pannelli laterali e al posto del timone tradizionale c’è una mini wheel.

A governare lo yacht sono due timoni elettrici, che possono lavorare anche in modo indipendente per garantire una migliore capacità di manovra e una maggiore efficienza energetica. La tecnologia è tanta, ma organizzata per tenere l’ambiente leggibile senza privare il comandante delle informazioni che gli servono.

Tutto questo poggia su una rete. Alle antenne TV satellitari si affiancano Starlink e la predisposizione per OneWeb, pensate per gli armatori che usano lo yacht anche come estensione del proprio ufficio. Un sistema integrato di cybersecurity protegge la rete di bordo, e sopra di essa gira l’impianto che permette di gestire, da interfacce dedicate, luci, scenari, audio-video e altre funzioni.



Riva 54Metri.

Scheda tecnica

Lunghezza f.t.54,83 m
Larghezza9,17 m
Pescaggio a pieno carico2,20 m
Dislocamento a pieno carico430.000 kg
Motorizzazione2x2000 cv Mtu 12V 2000 M96
Velocità massima18 nodi
Velocità di crociera14 nodi
Riva 54Metri.


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Tre tavoli tutti da apparecchiare per dieci ospiti: nel salone, nel pozzetto del ponte superiore e sul ponte sole. Quello del salone ha il piano in marmo Sahara Noir e poggia su un “tappeto” in Bianco Rhino africano.

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Suite a tutto baglio per l'armatore. È a prua del ponte principale e riunisce i materiali più ricorrenti a bordo: teak, pelle e marmi Sahara Noir e Bianco Rhino. Due vetrate apribili elettricamente portano luce naturale nell’ambiente.

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Sei schermi in plancia. Un display panoramico da 44 pollici, due monitor da 27 e tre touchscreen da 24 riuniscono navigazione, comunicazioni, governo e sicurezza, con sistema Full ECDIS. Al posto del timone tradizionale c’è una mini wheel.

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Due MTU da 1.432 kW ciascuno portano il Riva 54Metri a 18 nodi di velocità massima e 14 di crociera. A 11 nodi l’autonomia è di circa 3.600 miglia

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