È di ieri la notizia diffusa da tutti i media nazionali riguardante l'affondamento a Porto Cervo dello yacht di 30 metri Amer F100 Angiola II.

Effettivamente lo yacht è stato consegnato al suo armatore quattro giorni prima dell'affondamento, ma ciò che non è stato specificato nelle cronache è che la barca non è un nuovo modello appena costruito, ma è un'unità uscita dal cantiere sei anni fa.

Per quanto l'evento rimanga ugualmente funesto, c'è una differenza fra l'affondamento di una nuova barca appena varata e una barca con sei anni di navigazione e diversi proprietari alle spalle.

Non che l'evento sia più giustificabile per una barca usata, ma su un modello nuovo la responsabilità è più facilmente imputabile al cantiere, a meno che l'armatore non tenga comportamenti pericolosi fin dal primissimo giorno di navigazione, mentre su una barca usata per diversi anni, il ventaglio delle cause si apre notevolmente e coinvolge anche tutti i player che vi hanno ruotato intorno, per come l'hanno utilizzata e manutenuta.

Naturalmente bisognerà attendere per capire a chi saranno da attribuire le reali responsabilità, ma intanto Barbara Amerio, Co-Ceo di Amer Yachts, tiene a precisare la posizione del cantiere.

Ecco le sue parole diramate tramite un comunicato: "Con questa nota vogliamo chiarire alcune inesattezze apparse sulla stampa. Si tratta di una barca usata, varata nel 2020 e passata più volte di proprietà; l'ultima vendita, tra privati, è avvenuta tramite broker esterni al cantiere. Ne abbiamo seguito la manutenzione finché è rimasta in garanzia. Come chiunque altro, siamo sollevati che passeggeri ed equipaggio siano al sicuro, e come chiunque altro siamo in attesa di accertamenti ufficiali. I serbatoi sono strutturali a doppio fondo: se la barca verrà rimossa correttamente, non ci saranno perdite di carburante. È doloroso vedere affondare una barca a cui abbiamo lavorato per un anno e mezzo, curata come tutte le nostre, fino ai più piccoli dettagli".

Perché è affondato lo yacht di 30 metri Amer F100 Angiola II

In base alle prime ricostruzioni, l'affondamento pare dipendere da un principio d'incendio scaturito in sala macchine, subito gestito, ma che ha fatto in tempo ad aprire una falla nello scafo che ha imbarcato acqua e fatto immergere la barca su un fianco.

Fortunatamente non c'è stato sversamento di carburante e altri liquidi, grazie alla particolare struttura dei serbatoi, progettati proprio per resistere agli incidenti.

A bordo c'erano quattordici persone, fra ospiti ed equipaggio, che sono stati fatti immediatamente evacuare e sono stati subito tratti in salvo dalle altre barche accorse nei paraggi, mentre l'armatore è rimasto a bordo ad attendere i soccorsi che sono giunti prontamente sul posto.



Ci sono, anche lì dove non si vedono: il WWF stima che ci siano 24mila miliardi di microplastiche sulla superficie degli oceani del mondo. Per dire, 500 volte più numerose di tutte le stelle della nostra galassia.

Quelli di Suzuki hanno capito già da anni che, per ripulire i nostri mari, serve un impegno diffuso, e che quindi ognuno – nel suo piccolo – può e deve fare la sua parte. Da qui lo sviluppo del sistema #lavalacqua, denominato Suzuki Micro Plastic Collector che, attraverso il circuito di raffreddamento del fuoribordo, riesce a catturare le microplastiche sospese sotto la superficie dell'acqua.

Oggi questo impegno dellla casa giapponese si spinge ancora più in là: è stato infatti comunicato che le licenze per costruire questo sistema di filtraggio verranno cedute gratuitamente agli altri costruttori.

Suzuki Micro Plastic Collector

Suzuki Micro Plastic Collector, 34 brevetti gratuiti

Il primo brevetto depositato da Suzuki per lo sviluppo di un sistema in grado di raccogliere le microplastiche mediante motori fuoribordo risale al 2021: da allora ne sono stati messi a punto molti altri per perfezionare sempre più questi dispositivi.

In tutto i brevetti relativi al dispositivo #lavalacqua che Suzuki Motor Corporation è pronta a cedere gratuitamente sono 34, e l’iniziativa include anche le domande di brevetto in fase di registrazione.

Il motivo alla base di questa decisione è che quando si parla di tutela dell’ambiente non esiste concorrenza. Per proteggere i mari e gli oceani, conoscendo gli impatti che le microplastiche possono provocare agli ecosistemi e organismi marini, è necessario lavorare insieme.

Come funziona il sistema #lavalacqua dei motori Suzuki

Il sistema Micro Plastic Collector di Suzuki poggia sul circuito di raffreddamento del motore fuoribordo che, come è noto, aspira l’acqua del mare per metterla in circolo.

Suzuki Micro Plastic Collector

A questo circuito si aggiunge un'ulteriore via di passaggio, dove c'è per l’appunto il dispositivo #lavalacqua, che è un filtro che intercetta e trattiene le microplastiche, senza più riscaricarle in mare.

Per evitare che la funzione di filtraggio comprometta il controllo della temperatura del propulsore, il sistema prevede un canale di bypass parallelo, che garantisce la continuità del flusso d’acqua anche in caso di eventuale ostruzione del filtro.

Attualmente il dispositivo per la raccolta delle microplastiche fa parte dell’equipaggiamento standard di cinque fuoribordo della gamma Suzuki, con potenze dai 100 ai 140 cavalli: DF140BG, DF115BG, DF140B, DF115B e DF100C.



L’interesse degli istituti di ricerca per il dispositivo di raccolta microplastiche Suzuki

A spingere Suzuki verso la diffusione del proprio sistema di filtraggio è stata, tra le altre cose, la consapevolezza di avere a che fare con una soluzione concettualmente semplice, ma al tempo stesso estremamente efficace.

Non è un caso se negli ultimi anni alcuni istituti di ricerca attivi nello studio dell’inquinamento degli ecosistemi marini abbiano deciso di adottare i fuoribordo Suzuki per le proprie attività di monitoraggio in barca.

Rendendo disponibili tutti questi brevetti senza royalty, Suzuki punta ad ampliare l’utilizzo della tecnologia eco-friendly, così da raccogliere sempre più microplastiche e, in generale, promuovere delle iniziative condivise per salvaguardare oceani e mari.



Sono loro a fare la differenza tra l’ascolto piatto e un’esperienza sonora tridimensionale. I subwoofer non sono un aggiuntivo tecnico fine a sé stesso, ma accrescono profondità e pulizia al suono diffuso da un impianto audio. Quando si parla di imbarcazioni prestigiose anche gli speaker devono rispondere agli stessi alti standard di qualità e di servizio, badando ancor più a design e ingombri. E i nuovi subwoofer JL Audio M6 Thin-Line rispondono a tutte queste esigenze.

Performance sorprendenti e profondità d’installazione minima

In generale, quando si parla di speaker a incasso, il timore è sempre quello di dover frenare il desiderio di potenza per non dover installare dispositivi eccessivamente profondi.

Come sottolineato nel nome stesso della gamma, i nuovi subwoofer M6 Luxe Thin-Line sono progettati per offrire bassi precisi, coinvolgenti e controllati pur con un ingombro ridotto.

La profondità di montaggio dei nuovi subwoofer del marchio americano di proprietà di Garmin è infatti di soli 3,8 pollici, ovvero di 9,7 centimetri.

A semplificare l’installazione di queste casse compatte c’è pure l’architettura “infinite baffle”, che permette di fare a meno di un cabinet dedicato; e ancora, la messa in opera è ulteriormente agevolata dal sistema di montaggio “dog-leg” a L, che consente di installare il subwoofer su diversi materiali senza l’utilizzo di piastre posteriori e senza lasciare fastidiose viti a vista.

Massima coerenza estetica grazie alla personalizzazione dei subwoofer JL Audio M6 Thin-Line

Linee pulite, design raffinato e massima customizzazione per garantire un alto livello di coerenza estetica. Questo mettono a disposizione dei cantieri e degli armatori i subwoofer M6 Thin-Line Luxe.

È infatti possibile ordinare i subwoofer con griglia rotonda o con griglia quadrata, con una finitura bianca o nera, nella consapevolezza che le stesse griglie – a fissaggio magnetico – possono essere verniciate per riprendere esattamente le tonalità dell’imbarcazione.

Assicurando la più alta libertà progettuale e una grande capacità di adattamento a linee e colori, questi subwoofer di JL Audio puntano a diffondere bassi profondi eliminando ogni tipo di remora estetica.

Quanto costano i subwoofer JL Audio M6 Thin-Line

Il prezzo di vendita di questi nuovi subwoofer per la nautica è di 799,99 euro Iva inclusa. Oltre al prodotto, la confezione comprende anche la dima di montaggio e gli attrezzi necessari per rimuovere la griglia.




Lo sappiamo, la strumentazione elettronica piace a tutti: è comoda, è immediata, è divertente da smanettare e chi più ne ha più ne metta, tanto che le plance di comando sono ormai dei veri concentrati di alta tecnologia. C'è però uno strumento analogico che continua a godere del rispetto di tutti anche in quest'epoca prevalentemente digitale, non fosse altro, perché è quello che in qualsiasi condizione di emergenza ti indicherà sempre la strada verso un porto sicuro, ed è la bussola magnetica.

La bussola è uno strumento vecchio come il cucco, che però può ancora permettersi di guardare tutti dall'alto, ben consapevole che nessuno penserà mai di sostituirla, perché funziona col magnetismo terrestre, cioè qualcosa che non può guastarsi, sebbene l'elettronica di oggi ha ormai raggiunto altissimi livelli di affidabilità.

Bussola Riviera Astra

E proprio dall'alto, nel vero senso del termine, guarda la bussola Riviera Astra, perché è l'unica a funzionamento capovolto per poter essere montata sul cielino.

Come funziona la bussola Riviera Astra

Protetta da brevetti internazionali la Riviera Astra fu lanciata sul mercato sette anni fa, e successivamente proposta con secondo modello, l'Astra 4, con miglioramenti tecnici e anche estetici.

Il progetto fondamentalmente si basa sulla bussola tradizionale, strumento che Riviera produce in moltissime varianti dal 1976, a cui ha apportato delle migliorie. Per esempio, il sistema a doppio asse della rosa agevola la stabilità della lettura senza bisogno di bilanciamento nonostante le diverse zone magnetiche terrestri. Il meccanismo interno, poi, si basa su un sistema a doppio cardano che, neutralizzando i movimenti di rollio e beccheggio dell’imbarcazione, mantiene stabilie il corretto funzionamento della bussola.

Ma la vera rivoluzione è che la bussola Riviera Astra non è a testa in su, ma a testa in giù. Questo permette di toglierla dalla plancia di comando e metterla esattamente sopra, fissata sul cielino sopra la postazione di comando.

È un vantaggio notevole in particolare su due fronti: da una parte libera spazio in plancia a agevola anche il lavoro dei progettisti delle barche, che farebbero volentieri a meno di contaminare la purezza del loro design con un oggetto di ingombro ed estetica non pensata da loro, dall'altro offre una consultazione più facile e immediata perché, rimanendo isolata sul cielino, è più a portata d'occhio.

Bussola Riviera Astra

La bussola Riviera Astra dimostra pure come le idee più lungimiranti possano rendere immortali strumenti "antichi" non puntando alla tecnologia avveniristica, ma semplicemente reinterpretandoli in chiave contemporanea... sebbene di semplice qui ci sia ben poco, perché non è così facile riprodurre il funzionamento della bussola in maniera speculare dall'alto verso il basso, tanto che la Riviera Astra è coperta da brevetti internazionali.




Elegante e performante, due aggettivi che insieme definiscono bene l'Italboats Stingher 32 GT, il nuovo modello di vertice della gamma di gommoni dell'omonimo cantiere pugliese.

Si tratta di un gommone di 10,19 metri, che è in grado di accogliere fino a 18 persone a bordo in un pozzetto con grandi disponibilità di spazio, sia per muoversi a bordo sia per stare comodamente seduti.

A poppa, infatti, si trova una bella dinette a C che si sviluppa su tutto il baglio, mentre a prua si estende un vasto prendisole, che lascia comunque spazio per un pulpito in teak nel triangolo prodiero, molto utile per l’imbarco dei passeggeri, ma anche per le manovra all’ancora.

Italboats Stingher 32 GT.

La sezione centrale del pozzetto mantiene molto spazio libero ai lati e tutto intorno alla postazione di comando. E proprio la zona di pilotaggio risulta essere altrettanto interessante, perché è supportata da due poltrone ergonomiche e da una plancia piuttosto estesa, che favorisce l’installazione di più display elettronici.

Al suo interno la postazione di comando nasconde inoltre un vano a uso toilette/spogliatoio, a cui si accede dal portellone prodiero, mentre nella parte poppiera, dietro i sedili di guida, si trova il mobile cucina rivolto verso la dinette.

Italboats Stingher 32 GT.

Motori e prestazioni dell'Italboats Stingher 32 GT

Sul fronte delle prestazioni, l'Italboats Stingher 32 GT promette navigazioni entusiasmanti, grazie alla potenza di 600 cavalli erogati dai due motori fuoribordo, che rappresentando l’installazione consigliata dal cantiere, ma se si vuole spingere di più, si può arrivare anche a 2x400 cv.

Scheda Tecnica

Lunghezza f.t.10,19 m
Lunghezza scafo9,60 m
Larghezza3,43 m
Lunghezza interna8,80 m
Larghezza interna2,05 m
Immersione alle eliche0,85 m
Diametro tubolare0,57 - 0,67 m
Tubolare1670 Dtex
Camere d'aria7
Dislocamento a vuoto1.900 kg
Serbatoio carburante430 l
Serbatoio acqua80 l
Persone imbarcabili18
Motorizzazione consigliata2x300 cv FB
Motorizzazione massima2x400 cv FB
Omologazione CeCat. B

Italboats Stingher 32 GT.

Nel mondo degli impianti audio c’è chi si accontenta dei sistemi base e chi, invece, aggiunge nuovi elementi tesi a sprigionare tutto il potenziale ancora inespresso dell'impianto. Anche nel mondo del diporto sono tantissimi gli armatori che desiderano di più quando si tratta della qualità d'ascolto della musica a bordo. Da questa consapevolezza nasce quindi la nuova linea di amplificatori JL Audio AP.

Sono tre i punti di forza di questi dispositivi: oltre a garantire prestazioni audio molto elevate, i nuovi amplificatori proposti da JL Audio (che è un brand di proprietà di Garmin) spiccano per il design ultracompatto e per la resistenza alle minacce dell’ambiente marino.

I quattro modelli degli amplificatori JL Audio AP

Per rispondere alle diverse esigenze degli armatori, ma anche per inserirsi in modo efficace nelle differenti configurazioni degli impianti audio marini, gli amplificatori JL Audio AP sono disponibili in quattro modelli.

Si parte dal Monoblocco 300 W RMS, pensato per alimentare una coppia di casse oppure per essere collegato a un singolo subwoofer e ottenere così bassi potenti e controllati.

Ci sono poi due modelli 4 canali: il primo è il 200 W RMS con Bluetooth, che permette di gestire due coppie di speaker o una coppia di casse e un subwoofer, e che consente lo streaming audio diretto via Bluetooth e ingresso AUX.

Il secondo è il 300 W RMS, per un suono completo ed equilibrato, connetendo fino a quattro speaker, o due speaker più un subwoofer. Infine c’è il modello 6 canali 600 W RMS, per gli impianti audio più importanti.

Dallo streaming diretto dallo smartphone fino alla possibilità di optare per un’installazione hide away – e quindi lontana dalla consolle – la nuova serie di amplificatori JL Audio garantisce un alto livello di versatilità.

L’efficienza è invece garantita dalla tecnologia in classe D, la quale – rispetto alla classe AB – consente sia di aumentare la potenza in direzione di subwoofer e di diffusori, sia di ridurre i consumi energetici, a tutto vantaggio delle batterie della barca.

Per il migliore impianto audio a bordo (anche su barche piccole)

Ogni elemento installato sulla barca deve essere specificamente pensato per l’utilizzo in ambiente marino, e non fanno certo eccezione gli elementi dell’impianto audio di bordo.

Vale quindi la pena sottolineare che gli amplificatori JL Audio vantano una certificazione IP67 (a garantire la tenuta anche in caso dell’immersione temporanea in acqua, fino a un metro di profondità, per 30 minuti).

Di certo il modello più interessante per il diportista alla ricerca di una soluzione davvero smart per un audio di qualità a bordo è l’amplificatore a 4 canali con Bluetooth; in questa versione è peraltro incluso un comando remoto cablato, che può essere installato ovunque, per una gestione intuitiva e pratica dell’impianto.

Grazie a queste accortezze e alla compattezza dei dispositivi gli amplificatori JL Audio possono essere installati anche su barche di dimensioni ridotte. Il prezzo consigliato al pubblico parte da 399,99 euro IVA inclusa.




Pershing arricchisce la propria gamma di Sport Utility Yacht con il nuovo Pershing GTX90, che si colloca ai vertici della gamma, sotto l'ammiraglia GTX116.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra lo studio Vallicelli Design e la Direzione Engineering di Ferretti Group e prosegue il percorso intrapreso dal cantiere nello sviluppo di yacht che puntano a combinare volumi importanti, soluzioni funzionali e quell'indole sportiva che ci si aspetta da ogni Pershing, indipendentemente dalle sue dimensioni.

Pershing GTX90.

Il nuovo Pershing GTX90, infatti, riprende il linguaggio stilistico che caratterizza l’intera gamma. La prua dal disegno quasi verticale e il profilo filante definiscono la fisionomia di un’imbarcazione dall’aspetto dinamico, pur mantenendo un’attenzione particolare all’abitabilità.

Lo scafo è inoltre proposto nella tradizionale livrea Anniversary Silver, colore che identifica da tempo la produzione del marchio.

Pershing GTX90, uno yacht che esalta la vita all'aperto

Uno degli aspetti più rilevanti di questo motoryacht di 28 metri - ma con carena sotto i 24 metri che non lo colloca nella categoria dei Superyacht - riguarda l’organizzazione degli spazi esterni.

Vista dall'alto.

Lo sport bridge, che su un Pershing non potrà mai chiamarsi flybridge, ma di questo effettivamente si tratta, ha una superficie di 33 mq suddivisa in tre aree distinte per la loro funzione: una sezione prendisole a poppa, una zona centrale protetta dall'hard top e arredata con una dinette con due divani longitudinali contrapposti, e la postazione di comando collocata a prua.

Vista di poppa.

Anche il pozzetto è diviso in aree ben distinte, ma comunque perfettamente comunicanti fra loro: la zona di poppa è quella totalmente all'aperto ed è allestita con un prendisole centrale, in corrispondenza del quale ci sono anche le due sezioni di murata abbattibile che formano due piattaforme esterne sul mare e che portano la superficie complessiva del pozzetto a circa 37 mq. Sotto il prendisole trova posto un garage destinato al ricovero di un tender e di una moto d’acqua.

Pershing GTX90.

L'area più interna del pozzetto è dedicata al living ed è allestita con una dinette che riprende lo stesso stile di quella sul flybridge, cioè con due divani contrapposti e il tavolo nel mezzo, che si estendono longitudinalmente sull'asse di chiglia e gode anche della zona d'ombra offerta dalla propaggine dello sport bridge.

Gli interni favoriscono la continuità tra gli ambienti

L’accesso al salone avviene attraverso una porta a cinque ante, che permette di integrare il living interno con il pozzetto esterno, creando un unico spazio aperto.

La configurazione widebody della sovrastruttura, ossia estesa fino alle murate, consente di sfruttare l’intera larghezza disponibile: a sinistra è prevista una cucina a vista con bancone bar, mentre sul lato opposto si trova una zona pranzo in grado di accogliere fino a otto ospiti.

Salone.

Procedendo verso prua si incontra un'area lounge arredata con un ampio divano a L, sostituibile su richiesta con due divani indipendenti.

La plancia di comando occupa la parte più avanzata del ponte principale e dispone di tre sedute, oltre a un doppio accesso ai passavanti laterali che conducono all’area prendisole di prua.

Cabina armatoriale del Pershing GTX90.

Quattro cabine sottocoperta

Il ponte inferiore ospita quattro cabine, tutte dotate di bagno privato. La suite armatoriale è collocata a centro barca e sfrutta l’intero baglio disponibile, mentre la Vip si trova a prua. Completano il layout due cabine ospiti, di cui una matrimoniale e una con letti separati.

Pershing GTX90.

Motori da 2.200 cv con trasmissioni a idrogetto per il Pershing GTX90

Per quanto riguarda la propulsione, il Pershing GTX90 monta due motori Man V12 da 2.200 cv, abbinati a due waterjet (propulsori a idrogetto) Castoldi TurboDrive 600 HCT.

Omologato in categoria A, il nuovo motoryacht del brand del Gruppo Ferretti può raggiungere una velocità massima di 35 nodi e mantenere un'andatura di crociera veloce di 30 nodi, secondo quanto calcolato dal cantiere.

Con il GTX90, Pershing prosegue così l’espansione della propria linea Sport Utility Yacht, segmento sul quale il marchio sta concentrando una parte significativa del proprio sviluppo progettuale.



Pershing GTX90

Scheda tecnica

Lunghezza f.t.27,97 m
Larghezza6,23 m
Dislocamento65.000 kg
Motori2x2.200 cv V12 Man
TrasmissioniIdrogetto Castoldi TurboDrive 600 HCT
Persone imbarcabili16
Cabine4
Bagni4
Omologazione CeCat. A



Il mondo dell’elettronica per la pesca sportiva continua a evolversi con soluzioni sempre più sofisticate, pensate per offrire ai pescatori una visione dettagliata di ciò che accade sotto la superficie dell’acqua. In questo contesto si inserisce il Lowrance ActiveTarget 2XL, il nuovo sistema sonar in tempo reale sviluppato dal brand del Gruppo Navico, progettato per ampliare le capacità di osservazione e interpretazione dell’ambiente subacqueo.

Il dispositivo rappresenta un’evoluzione della piattaforma ActiveTarget 2 e introduce un trasduttore in grado di offrire una visuale fino a 180 gradi. La tecnologia consente di osservare in tempo reale l’interazione tra esche e pesci, restituendo immagini ad alta definizione e un campo visivo più ampio rispetto alle soluzioni precedenti.

L’obiettivo è fornire ai pescatori una lettura più completa dello scenario subacqueo, dal momento in cui l’esca entra in acqua fino all’eventuale attacco della preda.

Secondo Yasser Nafei, presidente della divisione Electronic Solutions di Navico Group, il progetto rientra in una strategia più ampia di innovazione tecnologica applicata alla pesca. Il sistema punta infatti a semplificare l’utilizzo della strumentazione di bordo, permettendo ai pescatori di concentrarsi maggiormente sull’azione di pesca piuttosto che sulle regolazioni tecniche.

Le funzionalità del nuovo sonar

Uno degli elementi distintivi del nuovo trasduttore è la possibilità di integrare in un unico dispositivo tre modalità di visualizzazione: Forward, Down e Scout, ovvero in avanti, sotto e in funzione esplorazione - scout appunto - con la possibilità di vedere quanto accade nelle colonne d’acqua molto prima di arrivarci.

Il passaggio tra le diverse viste può avvenire direttamente dal display, senza interventi manuali sul trasduttore, rendendo l’operazione più rapida durante l’attività di pesca.

 Il sistema ha anche dei punti di riferimento visivi che aiutano il pescatore a orientare correttamente il sonar, sia quando pesca in acque profonde sia quando il fondale è basso.

Questi indicatori servono a capire meglio in quale direzione e con quale angolo il sonar sta “guardando” sott’acqua, così è più facile trovare l’angolo di scansione più efficace.

In pratica sono linee sovrapposte all’immagine del sonar che mostrano la direzione della scansione e aiutano a capire se si sta guardando davanti alla barca, di lato o verso il fondo, o cerchi che indicano quanto è lontano un punto rilevato

Una delle novità più rilevanti emerge quando due sistemi ActiveTarget 2 XL vengono utilizzati in combinazione. In questa configurazione diventa possibile ottenere una visualizzazione Scout a 360 gradi attorno all’imbarcazione, una funzione che consente di monitorare l’area di pesca in tutte le direzioni senza dover riposizionare la barca.



Lowrance ActiveTarget 2XL

Compatibilità e prezzo del Lowrance ActiveTarget 2XL

Il trasduttore è compatibile con diversi display della gamma Lowrance, tra cui Lowrance HDS PRO, Lowrance HDS Live, Lowrance HDS Carbon ed Lowrance Elite FS.

L’ActiveTarget 2XL è disponibile sul mercato italiano a a un prezzo che parte da 1.899 euro più Iva.

Lowrance ActiveTarget 2XL


Cosa si può fare con un gommone? Dalle brevi escursioni costiere alle lunghe crociere, dalla pesca al campeggio nautico e molto altro. Scoperta, relax, divertimento, sport, lavoro. E un buon gommone, messo nelle mani giuste, può diventare anche uno strumento di solidarietà, di impegno sociale e di prevenzione. A dimostrarlo è il nuovo Raid Mediterraneo in Rosa 2026.

Organizzato da Nuova Jolly Marine, questo progetto biennale punta a raccogliere fondi per sostenere l’Associazione Lorenzo Perrone ETS, impegnata nel supporto gratuito ai pazienti oncologici e alle loro famiglie e nella prevenzione e tutela della salute.

Raid Mediterraneo in Rosa 2026: il calendario

Il viaggio solidale in gommone lungo le coste italiane inizierà il 13 giugno 2026, con il gommone Nuova Jolly Marine motorizzato Honda che salperà da Chioggia.

Il giorno prima si terrà la conferenza stampa di presentazione del raid, nel centro storico della “piccola Venezia”, incastonata tra il Delta del Po e la laguna.

Al via, oltre a organizzatori, istituzioni e partner, ci saranno anche diversi personaggi del mondo della nautica, nonché una madrina d’eccezione: a tagliare il nastro sarà infatti presente Ludovica Robaudo, surfista, modella e influencer, che porterà la propria personale testimonianza, infondendo un messaggio di resilienza e di consapevolezza.

Tante le tappe previste lungo le coste italiane, per giungere infine all’arrivo del tour a Genova, in occasione – come da tradizione – del Salone Nautico. La scelta non è ovviamente casuale.

Concludere il Raid Mediterraneo in Rosa tra le banchine del Salone Nautico significa infatti dare massima visibilità a questo importante progetto biennale.

All’arrivo sarà presente anche Maurizio Bulleri, campione di motonautica, giornalista e influencer, molto conosciuto nel mondo italiano della nautica a motore.

La prevenzione si può fare anche con il diporto

Non solo raccolta fondi: il raid solidale organizzato da Nuova Jolly Marine punta anche a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, coinvolgendo attivamente territori, istituzioni e comunità incontrate durante il tour. Di più, ci saranno anche degli scali dedicati alla prevenzione concreta, con visite gratuite.

Il primo appuntamento di questo tipo è in programma per il fine settimana del 20 e 21 giugno, a Potenza Picena. Anche grazie al supporto di Hertz Marine queste due giornate saranno dedicate interamente alla prevenzione senologica, con l’organizzazione di visite accessibili a tutti.

Il secondo appuntamento è previsto invece per la fine dell’estate, questa volta sulla costa tirrenica: in programma ci sono infatti screening gratuiti per la prevenzione dei tumori della pelle e visite senologiche, a Roma-Ostia e a Latina, grazie alle collaborazioni con IDI Istituto Dermatopatico dell’Immacolata e con La Sapienza Università di Roma.

Si naviga con Nuova Jolly Marine e Honda Marine

Dal punto di vista tecnico, un tour come questo deve poter contare su uno scafo affidabile, sicuro, efficiente, meglio ancora se comodo.

Per il Raid Mediterraneo in Rosa 2026 Nuova Jolly Marine ha quindi scelto il suo NJ 850 XL, motorizzato con il top di gamma di Honda Marine, ovvero il BF350, punta di diamante del costruttore giapponese.





Stassi Anasstassov si è insediato il 15 maggio con effetto immediato nel Gruppo Ferretti con il ruolo di amministratore delegato. Tan Ning è invece confermato presidente del Consiglio di Amministrazione.

Anastassov, di nazionalità svedese e svizzera, è un manager con una lunga esperienza nei settori del largo consumo, industriale e manifatturiero. Già presidente e amministratore delegato di Duracell, ha ricoperto anche posizioni di leadership senior per trent’anni in Procter & Gamble, in Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente.

Attualmente ricopre la carica di consigliere non esecutivo sia di JS Global Lifestyle sia di Better Shelter, e ha fornito consulenza a società e fondi di investimento internazionali su temi di governance, trasformazione operativa e creazione di valore nel lungo termine.

Anastassov si insedia nel Gruppo Ferretti con l'intento di proseguire nel segno della continuità dell'operato portato avanti fin qui, ma rafforzando ulteriormente la disciplina operativa, lo sviluppo globale e la creazione di valore nel lungo termine.

Ferretti Spa approva le informazioni finanziarie periodiche del primo trimestre 2026

Intanto il 19 maggio il Consiglio di Amministrazione di Ferretti Spa ha esaminato e approvato le informazioni finanziarie periodiche consolidate non revisionate al 31 marzo 2026.

Marginalità in continuo miglioramento grazie al consolidamento nei segmenti a maggiore profittabilità e a una solida efficienza operativa.

Guardando ai dati del primo trimestre 2026, si riscontrano ricavi netti nuovo pari a 302,1 milioni euro con un calo dell’8% rispetto allo stesso trimestre 2025.

EBITDA adj. margin al 16,1%, in aumento di 10 punti base rispetto al 16,0% del trimestre 2025; EBITDA adj. di 48,7 milioni di euro, in diminuzione del 7,2% rispetto al periodo gennaio-marzo 2025.

Utile netto pari a 21 milioni di euro, in contrazione rispetto ai 23,9 milioni del primo trimestre 2025.

Raccolta ordini pari a 179,6 milioni di euro nel primo trimestre 2026 in rallentamento rispetto allo stesso periodo del 2025, che aveva totalizzato 270,6 milioni di euro.

Net backlog pari a 722,3 milioni di euro, in contrazione rispetto agli 828,6 milioni di eruo al 31 dicembre 2025.

La posizione finanziaria netta al 31 marzo 2026 è di 18,4 milioni di euro.

Questa la dichiarazione dell'amministratore delegato del Gruppo, Stassi Anastassov: “Il primo trimestre ha riflesso un contesto commerciale meno dinamico e una conversione degli ordini più lenta di quanto atteso, in particolare sulla raccolta ordini. Affrontiamo questa fase con realismo, disciplina e focalizzazione sull’esecuzione. La fiducia non va mai confusa con autocompiacimento. Allo stesso tempo, i fondamentali del business restano pienamente solidi. I nostri brand sono fortemente posizionati, i margini si confermano resilienti e la qualità e la visibilità del portafoglio ordini rappresentano una base operativa robusta su cui continuare a costruire. Oltre €400 milioni di Net Backlog sono già attesi convertirsi in ricavi nel 2026, offrendo una visibilità significativa sull’evoluzione dell’esercizio. In questo contesto, non ci concentriamo su reazioni di breve termine, ma su disciplina esecutiva, eccellenza operativa e creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. Ribadiamo la nostra piena fiducia nella solidità, nel posizionamento e nel potenziale di lungo termine dell’ecosistema del Gruppo Ferretti.”



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