Dal 1989 è un autentico peso massimo delle elaborazioni su quattro ruote, ma sino ad ora – a differenza di alcuni competitor – non si era mai cimentato nel mondo della nautica, eccezion fatta per i jet sky Sea Doo e Black Marlin.

Stiamo parlando di Mansory, tuner tedesco con un curriculum ultratrentennale nella preparazione e personalizzazione di auto di lusso che finalmente ha deciso di provarci anche… da questa parte della barricata.

E lo ha fatto a modo suo, esaltando cioè l’aggressività (stilistica a prestazionale!) di un mezzo già di per sé votato alla velocità: il Pirelli 42, che in questa nuova Special Edition by Mansory guadagna ancora più cattiveria. Proprio come le supercar della griffe teutonica!

Pirelli 42 Mansory Special Edition.

Mansory e Pirelli due brand iconici insieme nella nautica

Svelato da Sacs Tecnorib (licenziataria ufficiale dei gommoni a marchio Pirelli) allo scorso Dubai International Boat Show, questo gommone di 13 metri trasferisce in campo nautico tutta l’esperienza del tuner tedesco nel settore delle personalizzazioni high-performance, segnando l’inizio ufficiale di una partnership che promette faville.

All’evento emiratino è stato mostrato solamente un modellino in scala 1:12, ma ora il Pirelli 42 Mansory Special Edition è pronto a fare il suo debutto in acqua mettendo in campo un look appariscente e una suite propulsiva veramente da urlo. Ma andiamo per ordine…

Pirelli 42 Mansory Special Edition cuscineria customizzata con logo.

Cavalli e carbonio

Nato come cruiser versatile, ma anche come shadow boat per i superyacht, il gommone della Pilunga, progettato dallo studio svedese Mannerfelt Design, si trasforma in quest’edizione in un vero bolide a chiglia rigida.

Oltre al look esclusivo, a salire sul palcoscenico è anche la tripla motorizzazione Mercury 500R, che assicura una potenza complessiva di ben 1.500 cv su appena 9.000 kg di peso del gommone.

Tre Mercury Racing 500R.

I tre V8 da 4.6 litri, dotati di sovralimentazione, si contraddistinguono anche per la grafica custom abbinata al colore delle cuscinerie esterne, e questo è solamente uno dei tanti dettagli che rendono unico il Pirelli 42 Special Edition by Mansory.

Il nuovo maxi rib allestito dal tuner teutonico è  infatti arricchito da molte parti in carbonio a vista, eredità delle preparazioni a quattro ruote, come il cockpit e altri dettagli della timoneria (manette e joystick), le prese d’aria e lo spoiler sull’hard top.


Leggi anche la nostra prova del Pirelli 42 a 46 nodi su un mare veramente arrabbiato


Tutto è tailor made a bordo del Pirelli 42 Mansory Special Edition

Solo il layout del pozzetto e della cabina, oltre che naturalmente la carena, non cambiano rispetto alla versione nativa del Pirelli 42 dello studio Mannerfelt, il resto è invece opera creativa di Mansory.

Proprio all’interno dell’hardtop, grazie a un case aerodinamico realizzato ad hoc, sono integrati i faretti Hella, ma a stupire è soprattutto l’effetto “cielo stellato”, un’altra chicca che Mansory ha preso in prestito dalle sue supercar.

Dettaglio logo Mansory sulle cuscinerie.

Di ispirazione automobilistica anche il parabrezza molto inclinato, che strizza l’occhio alle vetture roadster, e le casse degli speaker sono customizzate con logo Mansory. Stesso trattamento riservato anche alle murate e ai cuscini.

A proposito di interni, i sedili sono rivestiti con pelle waterproof che il cliente può personalizzare a piacimento scegliendo colore e disegno della trapuntatura. Un approccio “tailor made” che da sempre contraddistingue le creazioni di Mansory e anche di Pirelli.


Scopri le elaborazioni di Mansory sul sito ufficiale del tuner tedesco (sito in inglese)


Guarda tutta la gamma Pirelli sul sito ufficiale del costruttore


L'occasione è di nuovo propizia per chi deve acquistare un fuoribordo, perché scegliendo un motore Suzuki si può accedere a condizioni di finanziamento agevolato attraverso due iniziative consolidate ormai da anni e che Suzuki Italia propone anche per il 2024.

Con la formula Finanziamento a Tasso Zero si può infatti acquistare uno o più motori a rate e senza interessi per una cifra compresa fra 2.500 e 13.000 euro. Per cifre superiori, ma non più alte di 20.000 euro, subentra il Finanziamento Formula Easy.

C'è tempo fino al 30 giugno 2024 e in entrambi i casi la prima rata è a 30 giorni dalla stipula del contratto.

Il Finanziamento a Interessi Zero e la Formula Easy si differenziano non soltanto per i diversi scaglioni della somma rateizzabile, ma anche per il numero di rate possibili.

La formula senza interessi prevede infatti la possibilità di suddividere il rimborso in un periodo a scelta del cliente fino a un massimo di 36 mesi, mentre la Formula Easy può essere rateizzata fino a 60 mesi.

Dal portatile Suzuki DF2.5 ai top di gamma DF350AMD e DF300BMD, compreso il DF250 KURO contraddistinto dal nuovo design e l’inedita colorazione Nero Parigi Matt Black, la gamma Suzuki condensa in sé fuoribordo altamente tecnologici e progettati con un animo “green”.

Clicca qui e scopri tutti i fuoribordo Suzuki nel sito ufficiale di Suzuki Italia Marine

L'annuncio della nuova Divisione Honda Marine lanciato il 1° aprile 2024 risuona come una lettera di intenti: Honda Motor Europe Ltd. vuole investire di più nel mondo nautico, delineando una strategia globale con la disposizione di risorse su obiettivi che l’azienda prospetta di ottenere nel medio-lungo termine.

Fino al 31 marzo 2024 la Divisione Marine ha compreso la Divisione Power Products, ma dal giorno dopo è stata attuata la separazione, da cui la sezione marine ha conseguito la sua piena autonomia.

A guidare e coordinare la Divisione Honda Marine in Europra è Cristian Pellegrino, che ricopre il ruolo di General Manager Honda Motor Europe ltd.; al suo fianco ci sono Francesco Pichelli come Head of Sales Marine Europe e Mick Horsfall in veste di Head of Marketing & Planning. Pichelli si occupa anche dell’Italia, con l’ulteriore funzione di Head of Sales Marine Italia.

Per quanto riguarda la storia del marchio Honda Marine, la presentazione al Salone di Genova 2023 del fuoribordo BF350 V8 ha avuto grande risonanza, segnando anche un punto di ripartenza della casa giapponese in un‘ottica di crescita nell’ambito marino.

La tecnologia del BF350 V8 è infatti rivoluzionaria per Honda Marine: è il primo motore progettato e realizzato per l’ambiente marino e anche il più potente mai prodotto dal costruttore, segno della volontà di garantire agli appassionati del brand una crescita di grande qualità.

Scopri di più sull'Honda BF350 nel nostro articolo

Di più su Honda nel mondo

Fondata nel 1948, Honda Motor Company Ltd produce motociclette, scooter, automobili, motori fuoribordo, prodotti garden-agri-industry e aeroplani per trasporto privato utilizzando le tecnologie più all'avanguardia.

Inoltre, attraverso il robot umanoide Asimo e altre applicazioni tecnologiche di ultima generazione, Honda è attiva nel settore della robotica ai massimi livelli ed è impegnata in forma ufficiale in tutte le principali competizioni motoristiche mondiali.

La sede principale è a Tokyo, in Giappone, ma è presente in 27 Paesi del mondo con 70 fabbriche in cui sono impiegati 180.000 dipendenti al servizio di 28 milioni di clienti ogni anno.

In Italia è presente con la filiale commerciale di Roma (Honda Motor Europe Ltd. Italia) e con lo stabilimento produttivo di Atessa-Chieti (Honda Italia Industriale S.p.A.).

L'azienda investe in Ricerca e Sviluppo oltre il 5% del proprio fatturato globale, perseguendo i più alti standard di sicurezza passiva, attiva e formazione, al fine di assicurare la sicurezza dei clienti e della società.

Honda è impegnata anche sul fronte di una maggiore tutela dell'ambiente, prevedendo l’abbattimento delle emissioni di CO2 entro il 2050, ispirandosi alla strategia di lungo periodo “Road to Emission Zero”.


Clicca qui per entrare nel sito ufficiale di Honda Italia


Missione Olimpiadi 2024 è un raid-avventura del Club del Gommone di Milano, pensato e organizzato per unire in maniera simbolica l’esperienza olimpica della prossima estate con quella invernale, che si terrà a Milano e Cortina nel 2026, e proprio per questo, a tale raid ne seguiranno altri due: uno a maggio 2025 e uno a febbraio 2026.

I protagonisti di questa spedizione sono sette equipaggi partiti da Varazze, sul ponente ligure, che si alternano lungo tutta la rotta verso la meta di Parigi, il cui arrivo è previsto per il 2 giugno, su un gommone Nuova Jolly di 7,50 metri (il Prince 24) equipaggiato con un fuoribordo Suzuki DF300 AP.

Una staffetta che attraversa il continente europeo lungo 3.100 miglia di navigazione e che non sarà una passeggiata, visto che dovranno affrontare luoghi e aree non facili, come il Golfo del Leone e l’oceano Atlantico.

Equipaggi, gommone e motore, ecco gli artefici della traversata

Gli equipaggi sono composti dai soci del Club del Gommone. Sono quindi gommonauti appassionati, ma sono anche avvezzi ai raid più impegnativi che il Club organizza ogni anno.

Il gommone che trasporta la Missione Olimpiadi 2024 da Varazze a Parigi è un Prince 24 di Nuova Jolly, lungo 7,50 metri, che per le sue caratteristiche tecniche e di costruzione garantisce una buona affidabilità in condizioni di mare mosso.

A spingere il gommone è un Suzuki DF300 AP, il fuoribordo della serie a comandi elettronici “Drive by wire” della casa giapponese

Questo motore, versatile e potente, spicca sia per la sua efficacia sia per i suoi bassi consumi, dato determinante soprattutto per chi va per tratte lunghe tipo le 3.100 miglia del raid.

La tecnologia VVT (Variable Valve Timing) controlla il core di questo fuoribordo, che è un V6 inclinato di 55° con cubatura da 4.028 e una coppia potente a bassi regimi. L'asse di trasmissione disassato rispetto all’albero motore, inoltre, permette di installare eliche di diametro grande, per sfruttare al meglio la potenza propulsiva del motore.

Leggi anche la nostra prova del Suzuki DF300 AP

Il sistema Suzuki Lean Burn a combustione magra completa l'efficacia del Suzuki DF300 AP anche sul fronte del contenimento dei consumi, una caratteristica oltre che apprezzabile anche fondamentale in un raid del genere, dove alte prestazioni e bassi consumi sono elementi essenziali per tutta la durata della navigazione... con buona pace dei gommonauti, che avranno di che divertirsi.


Clicca ed entra nel sito ufficiale del Club del Gommone per scoprire tutti i loro raid e molto altro


Ben 124 yacht costruiti dal 2016, anno di fondazione del brand, per un totale di 9.000 piedi: nonostante la giovane età Sirena Yachts vanta già numeri da top player del settore.

Forte di questa vigorosa crescita, accompagnata da un allargamento costante della gamma anche in termini di segmenti coperti, il cantiere turco ha inaugurato un nuovo stabilimento, il terzo dopo i siti di Çeltikçi, nell’entroterra, e Tuzla, nei pressi di Istanbul.

Dedicato ai superyacht

Il nuovo sito produttivo sorge a Yalova, sul Mar di Marmara, e si compone di tre capannoni che saranno dedicati alla costruzione dei superyacht a partire dal nuovo 42 Steel.

Clicca e leggi il nostro articolo sul nuovo 42 metri di Sirena Yachts

L’apertura del cantiere, che ha una superficie di 150.000 m2, consente a Sirena Yachts di portare la forza lavoro a quota 1.200 persone impiegate.

Strategica da molti punti di vista è la collocazione geografica del sito: "Yalova è un'area rinomata per le costruzioni navali commerciali, quindi è quasi naturale concentrarvi la produzione di superyacht come il 42 Steel", ha dichiarato il direttore operativo Ali Onger, che prosegue: “Il vantaggio principale è che possiamo varare i grandi yacht  direttamente dai capannoni di produzione, senza necessità di trasporto”.

Tutti i siti produttivi di Sirena Yachts

Il nuovo stabilimento di Yalova si unisce, come detto, ai due siti già esistenti. La struttura principale è un complesso di 155.000 metri quadrati a circa 25 minuti di auto dal mare, dove vengono costruite le serie di yacht più piccoli del marchio, come i Sirena 48, 58, 68 e 78.

L’impianto di Tuzla è invece destinato alla produzione dell'ammiraglia di 88 piedi. “È una barca grande - spiega Onger - quindi non è possibile trasportarla in autostrada, e avevamo bisogno di un'area speciale in riva al mare. Nel grande hangar possiamo costruire quattro 88 contemporaneamente”.

L’espansione di Sirena Yachts è alimentata soprattutto dagli ordini che arrivano da Oltreoceano, in particolare dal mercato statunitense, che fin dal 2017 ha trainato i volumi di vendita.

Con una presenza trasversale in segmenti molto diversi tra loro, il cantiere turco punta a fidelizzare il cliente proponendo soluzioni che lo possano accompagnare lungo tutta la sua “vita nautica”: per farlo si affida ad affermati designer come German Frers, Cor D. Rover, Luca Vallebona e Hot Lab.

"Stiamo cercando di ottenere il massimo da qualsiasi dimensione" conclude Onger “la nostra strategia è quella di dare ad ogni cliente lo yacht di cui ha bisogno in quel momento”.


Clicca qui per entrare nel sito ufficiale di Sirena Yachts (sito in inglese)


Da ricordare che Sirena Yachts è una costola di Sirena Marine, che nella sua galassia raggruppa anche la produzione di imbarcazioni a vela, sempre nel settore del lusso, e pure la produzione interna di componenti in materiale composito e acciaio inossidabile. La specializzazione raggiunta ha portato l'azienda anche fuori settore con la fornitura di elementi per il settore automobilistico, ferroviario e anche per la difesa militare.


Scopri tutto sul mondo di Sirena Marine nel sito ufficiale dell'azienda (sito in inglese)


Un weekend lungo all'insegna di visite e prove in mare su molti modelli di Ranieri International, che sono a disposizione di chi è interessato ad acquistare una barca o un gommone del cantiere calabrese con il supporto del dealer ligure Pagliarini Group. Questo è la Boat Exhibition di Ranieri International.

Proprio Pagliarini, che è entrato nella rete dealer solo da gennaio 2024, ha voluto e organizzato questo evento che inizia oggi e finisce lunedì 6 maggio e si svolge al Porto di Mirabello, sulla costa di La Spezia.

Sono cinque i modelli di Ranieri International a disposizione, di cui due ormeggiati in banchina e pronti per essere provati previo appuntamento; in particolare sono due gommoni, ovvero il Cayman 27.0 Sport Touring  e l’ammiraglia Cayman 45.0 Cruiser, che porta su una misura più grande (13,90 metri) tutti gli aspetti progettuali che hanno fatto la fortuna del Cayman 38.0 Executive e del 35.0 Executive. 

Leggi la nostra prova del Ranieri Cayman 45.0 Cruiser

In bella mostra a terra invece sarà possibile visitare il Cayman 28.0 Executive, uno dei gommoni più amati e venduti di Ranieri International, e le due barche Next 275 LX (novità 2024) e la Next 330 LX.

Al di là di questo evento, le barche e i gommoni rimarranno comunque a disposizione nei giorni successivi per ulteriori visite o prove. Per prendere appuntamento, basta andare sul sito di Pagliarini Group, al link qui sotto, o mandare un'e-mail a: eventi@ranieri-international.com oppure omar@pagliarini.it.

Clicca qui per entrare nel sito ufficiale di Pagliarini Group  


Clicca qui per vedere tutta la gamma di barche e gommoni di Ranieri International sul sito del cantiere

Se nel campo della mobilità terrestre l’elettrificazione è ormai la tendenza imperante, una simile considerazione non si può certo fare nel campo della nautica.

Sicuramente anche da questa parte della barricata non mancano le possibilità di applicazione per questo tipo di tecnologie, ma il loro impiego rappresenta ancora un’eccezione in un settore dominato, su larga scala, dai motori endotermici.

Tuttavia in Azimut Yachts la voglia di esplorare nuove rotte non è mai mancata, come dimostra Seadeck, la prima serie di yacht ibridi firmata dal cantiere piemontese: una famiglia che, dopo il debutto del mare di Seadeck 6, previsto al Salone Nautico di Venezia 2024, si allarga verso l’alto e si prepara a a dare il benvenuto anche alla nuova ammiraglia, l'Azimut Seadeck 9 che vedremo nel 2026 (al salone di Cannes 2024, invece, esordirà il Seadeck 7).

Leggi anche: Azimut Seadeck, la nuova gamma eco di barche ibride che si arricchisce per "sottrazione"

Azimut Seadeck 9: abbassare le emissioni fino al limite possibile

Oltre al Grande 30M, allo scorso Cannes Yachting Festival Federico Lantero, head of product design del gruppo Azimut-Benetti, preannunciava l'arrivo di questo nuovo 25 metri come punta di diamante della serie ibrida di Azimut.

Non solo una barca quindi, ma anche la bandiera del nuovo corso “Low Emission” intrapreso dal brand con la gamma Seadeck.

Scopri anche la novità Azimut Grande 30M nel nostro articolo

Se dal punto di vista motoristico i riflettori sono per le tre power unit ibride Volvo Penta da 1.000 cv Ips1350 (abbastanza per raggiungere 27 nodi di velocità massima), l'Azimut Seadeck 9 denota anche un approccio costruttivo votato a un minor inquinamento, con l’implementazione di tecnologie “green” e soluzioni tecniche studiate ad hoc.

Il cantiere calcola che il tutto ha la potenzialità di ridurre le emissioni di Co2 fino al 40% in un anno di uso medio della barca, tra navigazione e soste in rada.

Vetrate ad altezza uomo e un'isola "dentro" il mare

L'Azimut Seadek 9 è disegnato da Alberto Mancini e arredato negli interni da Matteo Thun & Antonio Rodriguez.

Il risultato è una barca molto moderna sia nel design esterno sia nel décor interno, ma una menzione speciale la meritano le (davvero) enormi vetrate senza soluzione di continuità che coronano l'intera tuga, ma soprattutto quella che Azimut chiama “Fun Island”.

Azimut Seadeck 9 - Spiaggia poppiera.

Si tratta di un'originale reinterpretazione del tradizionale spazio di poppa, che consente di avvicinare ancor di più gli ospiti al mare: una cascata di tre terrazze su altrettanti livelli, che accompagna  le persone fino in acqua grazie ad una piattaforma dotata di scaletta.

Su questi 60 m2  dedicati al relax trovano spazio quattro lettini prendisole, di cui due collocati sulla spiaggetta intermedia e altrettanti sulla parte terminale del pozzetto: questi ultimi sono anche scorrevoli in modo da coprire, all’occorrenza, la piscina di poppa.

Il layout sottocoperta, infine, prevede due possibilità: a 4 o 5 cabine, più una destinata all’equipaggio.

I primi dati tecnici disponibili di Azimut Seadeck 9

Lunghezza f.t.25,60 m
Motori3x1000 cv Ips1350 Volvo Penta
Cabine4 o 5 + 1 equipaggio
Velocità massima stimata27 nodi

Clicca qui per entrare nel sito ufficiale di Azimut Yachts


La flotta di barche NX Boats disponibile attualmente sul Tirreno è pronta ad attendervi presso la sede italiana del cantiere brasiliano in occasione degli NX Spring Days 2024.

In particolare, al Marina degli Aregai (Imperia) potrete trovare all'ormeggio i nuovi NX270, NX340 e NX400, tre barche open hardtop per tre livelli di navigazione, dal day cruising alle crociere a medio e lungo raggio.

Ad attendervi ci saranno anche i responsabili del cantiere, che vi condurranno in mare a provare l'esperienza di navigazione sulle barche di NX Boats e naturalmente sapranno anche informarvi su tutte le caratteristiche delle barche.

E chi procedesse all'ordine di una barca in occasione degli NX Spring Days 2024 avrà anche la gradita sorpresa di ricevere gratuitamente l'installazione dell'elica di prua, decisamente apprezzabile per le manovre in porto. Ma non solo. Tutti e tre i modelli sono in pronta consegna, quindi si ha la certezza di potersela godere già da quest'estate.

L'appuntamento per gli NX Spring Days 2024 è sabato 27 aprile 2024 al Marina degli Aregai, via Gianni Cozzi 1, Santo Stefano a Mare (IM). Per appuntamenti scrivere a: info@nxboats.it.

E in attesa di salire a bordo, potete cominciare ad avere un'anticipazione qui.

NX 270 Challanger

Lunga 8,20 metri circa, è una barca brillante, divertente e facile da condurre. È la “piccola di famiglia”, ma non per questo viene meno al suo dovere di assicurare il massimo comfort nelle brevi crociere. Sottocoperta è disponibile una dinette trasformabile in letto a due piazze e c'è anche il bagno con la doccia. La cucina è all'esterno, affacciata su un'enorme plancia poppiera. Monta un motore a benzina, che può avere una potenza da 250 a 350 cv.

NX 340 Sport Coupé

Con i suoi 10 metri di lunghezza è un natantone da crociera che non ha bisogno di immatricolazione. Sorprende per l'abitabilità sia sopra sia sottocoperta, dove offre due cabine più il bagno con il box doccia separato. Due anche le zone cottura: quella interna ai piedi della scala di accesso sottocoperta e quella all'esterno situata a poppa di fronte alla grande plancia bagno. I motori sono due con potenze da 250 a 400 cv.

NX 400 HT Horizon

È la barca più grande tra i modelli NX disponibili per ora in Europa. È un vero Sport Cruiser di 12 metri dallo stile più vicino a quello europeo che a quello d'oltreoceano. Con la sua carena con doppio step è una barca ideale per chi vuole navigare molto e in sicurezza. Di sicuro interesse anche le prestazioni, visto che in sala macchine racchiude due motori minimo di 300 e massimo di 600 cavalli ciascuno.

Di più su NX Boats

Il cantiere nasce in Brasile nel 2014 e nel corso di questi dieci anni si è molto ben accreditato prima nelle Americhe poi nei mercati di tutto il mondo con una gamma estesa di 10 modelli da 7 a 15 metri.

Attualmente produce 400 imbarcazioni all'anno e conta un organico di 440 dipendenti che operano in un sito produttivo di oltre 12.000 mq.


Clicca qui e scopri tutta la gamma di barche di NX Boats sul sito ufficiale del cantiere (in italiano)


Non solo più prestazioni ma anche minori consumi e quindi minori emissioni, così per i pod di Volvo Penta si aprono nuove prospettive pure per la motorizzazione di yacht, superyacht e imbarcazioni commerciali fino a 60 metri, come dimostra il traghetto Giove Jet di Alilauro, che è stato appena presentato con il suo nuovo equipaggiamento con quattro motori Volvo Penta Ips IMO III.

Esiste una verifica più significativa che mettere delle trasmissioni innovative come gli Ips a bordo di un catamarano di 33 metri e 322 tonnellate di stazza lorda, in grado di trasportare 261 passeggeri, che ha la prospettiva di navigare per 2000/2500 ore all’anno? Siamo certi di non essere smentiti se affermiamo che raramente ci si trova di fronte a un utilizzo più impegnativo sia in termini di affidabilità sia di economie di esercizio.

Dal traghetto al diporto nel segno della sostenibilità

In Volvo Penta sono giustamente raggianti: i loro quattro IPS IMO III di 800 cv l’uno con trasmissioni Pod hanno preso il posto, migliorando significativamente le prestazioni, di quattro turbodiesel per complessivi 2400 cv con propulsione idrogetto. L’intervento di refitting su Giove Jet, costruito originariamente nel 1985, è stato eseguito nei cantieri ‘Marinteknik Verkstadts AB’ di Oregrund, in Svezia, e ora è pronto a entrare in servizio nella tratta che collega Napoli alle isole del golfo.

“Siamo orgogliosi e fieri di questa installazione che apre nuove prospettive ai nostri IPS a vent’anni dal loro lancio e con oltre 40 mila unità installate - spiega Andrea Piccione, Direttore commerciale di Volvo Penta Italia -. Qui la sfida era più complessa, ma le prove in mare hanno confermato che è stata abbondantemente vinta. Giove Jet senza passeggeri ha addirittura superato abbondantemente i 30 nodi, prestazione che fa immaginare come a pieno carico possa navigare tranquillamente a 27/28 nodi”.

Ma non sono le prestazioni velocistiche a essere al centro del progetto, quanto piuttosto le economie di esercizio e il rispetto ambientale. Anche qui il nuovo Giove Jet è promosso a pieni voti: all’abbattimento di consumi, e di conseguenza di emissioni, del 30% rispetto alla motorizzazione precedente, abbina anche una riduzione della rumorosità e delle vibrazioni con una percentuale compresa tra il 30% e il 40%.

“Dati impressionanti che fanno ipotizzare una riduzione di oltre un milione di chilogrammi di emissioni di anidride carbonica all’anno, calcolati su un utilizzo medio di 2 mila h/anno - ribadisce Andrea Piccione -. A tutto questo si devono aggiungere una migliore manovrabilità e una maggiore facilità di manutenzione e assistenza, spazi più ampi in sala macchine per ulteriori installazioni che migliorino il comfort dei passeggeri, ma anche a vantaggio del dislocamento, in pratica stesse performance ma con motori più piccoli”.

Da sottolineare come l’abbattimento delle emissioni è stato ottenuto sostituendo i vecchi motori con alimentazione a pompe e iniettori con i moderni Volvo Penta a iniezione elettronica ad alta pressione che ottimizzane la combustione con un abbattimento dei consumi che passano da 708 a 495 l/h.

A tutto questo si aggiunge il sistema di trattamento dei gas di scarico per l’abbattimento delle emissioni che contribuisce a una riduzione del 75% dei livelli di NOx (la somma del monossido di azoto e del biossido di azoto).

I motori sono inoltre già pronti per essere utilizzati con combustibile HVO con conseguente ulteriore miglioramento delle emissioni, mentre un sistema di monitoraggio tramite software favorirà una riduzione intelligente dei consumi di bordo.


Leggi anche: Volvo Penta lancia gli IPS40, un'innovativa soluzione multi applicazione per entrare nei superyacht coi motori da 1000 cv


Un refitting che guarda al futuro

Giove Jet accelera la transizione “green” del Gruppo Lauro, già avviata negli scorsi anni attraverso una prima fase di refitting di alcune unità della flotta, attiva nel servire un numero complessivo di 47 destinazioni e che proprio nel 2024 celebra l’ottantesimo anniversario dalla sua fondazione.

Un progetto importante, che consente di innalzare il livello di tutela ambientale oltre le norme Ue tuttora vigenti e che abbiamo portato a termine grazie al sostegno del Piano nazionale di ripresa e resilienza - spiega l’amministratore delegato di Alilauro, Eliseo Cuccaro -. Un intervento che rientra nella filosofia di un’impresa da sempre attenta alla sostenibilità ambientale e all’efficienza e che oggi guarda con rinnovato ottimismo alla sfida inderogabile di trasporti sempre più in linea con la tutela del pianeta, senza rinunciare ad elevati standard di efficienza, velocità, comfort e sicurezza. Alilauro punta con convinzione anche alla cosiddetta intermodalità, garantendo all’utenza itinerari in sinergia con le maggiori realtà di trasporto su gomma e su rotaia”.

“Questa prima sfida vinta - prosegue Eliseo Cuccaro -, ci fa puntare verso nuovi obiettivi. Volvo Penta ci ha garantito che presto saranno pronte altre unità IPS più potenti che ci permetterebbero di allestire, sull’esempio di Giove Jet, delle imbarcazioni più grandi ed è proprio questo uno dei nostri obiettivi futuri. Del resto il livello di comfort di navigazione, silenziosità e abbattimento delle vibrazioni che abbiamo riscontrato su questo primo catamarano motorizzato con i Volvo Penta IPS, ci spinge a individuare queste trasmissioni come una soluzione ideale per il refitting e l’ammodernamento nel segno di sostenibilità, economie di esercizio e qualità della navigazione anche di altre unità”.

“L’obiettivo di Volvo Penta è quello di potenziare ulteriormente l’offerta IPS con motorizzazioni ancora più potenti per ambire a motorizzare yacht, superyacht e barche commerciali fino a 60 metri” conclude Andrea Piccione anticipando quello che tanti ‘rumours’ avevano già ipotizzato.


Clicca ed entra nel sito di Volvo Penta Italia


Andare in barca è soprattutto emozione: quella di vivere il mare e con le sensazioni che questo sa regalare.

In Azimut Yachts lo sanno bene, e non a caso è proprio questa la “leva” che il cantiere ha utilizzato allo scorso Cannes Yachting Festival, nell’intento di rimarcare ancora una volta la sua filosofia progettuale e svelare i suoi piani per il prossimo futuro.

Un futuro che, oltre all’espansione della gamma Seadeck, vede all’orizzonte anche l’allargamento della famiglia Grande, grazie al nuovo Azimut Grande 30 Metri, che sarà lanciato come novità 2025 e che quindi, verosimilmente, sarà presentato al Cannes Yachting Festival a settembre di quest'anno.

Salone Azimut Grande 30M.

Più superficie fruibile per gli esterni dell'Azimut Grande 30M

Gli esterni, disegnati da Alberto Mancini, ripropongono due soluzioni che rappresentano dei veri e propri cavalli di battaglia di Azimut Yachts e in particolare della serie Grande.

La prima soluzione, introdotta a fine 2022 sul Grande 26M, è quella che Azimut ha denominato Deck2Deck, ovvero una terrazza creata dall’estensione dello specchio di poppa, che si ottiene sollevando il portellone in teak del garage, diventando così una continuazione del pozzetto.

La seconda soluzione è l’Infinity Skydeck, il primo upperdeck completamente walkaround che corre da poppa fino all'estrema prua su un unico livello, in un ulteriore passo avanti rispetto a quanto già visto sul Grande 36M.

Azimut Grande 30M.

Sull'Azimut Grande 30 Metri sono invece le superfici vetrate e le finestrature totalmente a scomparsa a farla da padrone, consentendo alla Glass House sul ponte superiore di trasformarsi in una veranda aperta su tre lati capace di mettere in comunicazione la grande lounge di poppa con l’Infinity Pool di prua , affacciata sul mare.

Tanta luce per gli interni dell'Azimut 30 Metri

La firma sugli interni è invece quella di m2atelier, che alla sua prima collaborazione con Azimut Yachts ha attinto ad elementi propri dell’architettura residenziale e dell’arte contemporanea, per creare spazi fluidi e informali in cui a risaltare sono soprattutto la luce e la leggerezza degli elementi strutturali, dalle ampie vetrate a tutta altezza alla scala interna.

Glass Hose.

Il tutto ammantato di una particolare attenzione al dettaglio e orientato alla ricerca di un “minimalismo sostenibile”, che si riflette anche nelle scelte più prettamente tecniche.


Scopri nel nostro articolo anche il Grande 27M di Cristiano Ronaldo


Yacht "low emission"

Ll'Azimut Grande 30M rientra nel range dei Low Emission Yacht del cantiere piemontese. Le barche di nuova concezione di Azimut Yachts sono infatti orientate alla riduzione dell’impatto ambientale e, in particolare, al contenimento dei consumi.

Stando a quanto dichiarato dal costruttore, si parla di un meno 20-30% delle emissioni di anidride carbonica rispetto a modelli comparabili. Un risultato raggiunto non solo grazie all’impiego di sistemi di propulsione innovativi (come il pod installato sul Grande 30M), ma anche allo sviluppo di carene sempre più efficienti dal punto di vista idrodinamico e all’utilizzo intensivo di materiali compositi, come la fibra di carbonio, funzionale a una drastica riduzione del peso.


Scopri tutti i superyacht della gamma Grande sul sito ufficiale di Azimut Yachts


magnifiercrossmenu