L'occasione è davvero interessante. Per quaranta giorni c'è la possibilità di acquistare un fuoribordo con sconti importanti, ma non sono soltanto i motori, bensì anche il kit comandi, che in alcuni casi fa capo alla sola manetta laterale, in altri casi dà più opzioni di scelta. È la nuova promozione Mercury 40x40 cv che parte oggi e dura fino al 30 giugno 2026.
In promozione ci sono sia i 40 cv a 3 cilindri sia quelli a 4 cilindri che, più specificamente, sono gli F40 Orion e gli F40 Pro. Tutti sono disponibili in diverse versioni per un totale di 9 modelli, che potete vedere nella tabella qui sotto.

A ognuno dei motori è abbinato un kit di comandi, alcuni in un'unica possibilità di abbinamento, in altri con tre opzioni di scelta fra la barra centrale, la manetta laterale e la chiesuola. In più, a seconda dei modelli, sono previsti anche il contagiri, l'indicatore di Trim, il VesselView Mobile, il System monitor, oltre naturalmente all'elica, che è in alluminio.
Facciamo un po' di esempi: il Mercury 40 cv a 3 cilindri nella versione Light Pack lo si può acquistare a 4.490 euro anziché 5.900, con un bel risparmio di 1.410 euro.
Sul motore a 4 cilindri F40 Orion, sempre nella versione Light Pack, con la promo Mercury 40x40 il risparmio è di ben 1.860 euro, perché si passa da 6.760 euro a 4.900.
Lo sconto è ancora più alto per il Mercury F40 Pro, che da 7.010 euro passa 5.100 euro, lasciando nella tasca del cliente 1.910 euro.
Anzitutto, gli unici titolati ad applicare la promozione Mercury 40x40 sono solo i concessionari ufficiali Mercury, che però devono essere disposti ad aderire all'iniziativa, quindi se trovate qualcuno che non lo sia, potete sempre cercare altri dealer sempre della rete ufficiale.
Per accedere alla promozione, bisogna registrarsi sul sito MercuryDeals.it (clicca qui per accedere direttamente), dove c'è l'elenco dei motori soggetti agli sconti. Una volta selezionato quello di proprio interesse si seleziona anche il concessionario più vicino a sé.
Attenzione, perché in questa fase avete fatto solo la prenotazione. L'acquisto vero e proprio deve essere formalizzato entro 10 giorni direttamente dal concessionario prescelto. Superata questa soglia, la prenotazione decade.
Ricordatevi che la prenotazione deve essere fatta entro il 30 giugno 2026, dopodiché una volta formalizzato l'acquisto avete tempo fino al 31 luglio per ritirare il vostro nuovo motore.
Leggi anche il nostro articolo sul Mecury F40 Pro
Clicca e scarica la locandina di Mercury con il dettaglio dei modelli in promozione Mercury 40x40
Fino allo Stretto di Gibilterra, da Roma a Parigi, da Genova al Dodecaneso. Queste sono solamente alcune delle navigazioni compiute dal Club del Gommone di Milano nei suoi mitici raid, coprendo ogni volta migliaia di miglia nautiche, a dimostrare che anche con dei natanti e con una buona organizzazione è possibile costruire lunghissime avventure.
La sfida si ripete anche quest’anno, anzi, è in corso. Ad aprile è infatti iniziata a Varazze la Missione Naxos 2026, il raid che prevede più di 3.000 miglia nautiche nel Mediterraneo su un gommone di 6,80 metri motorizzato con un fuoribordo Suzuki DF200AP.

Come da tradizione, anche il raid del 2026 del Club milanese è stato organizzata come un'impresa a staffetta, dove ogni tappa viene quindi affrontata da un differente team di gommonauti. Per la Missione Naxos 2026 si parla di 7 tappe, ognuna con una percorrenza compresa tra le 360 e le 500 miglia per ognuna.
È evidente che un percorso di questo tipo costituisce un banco di prova eccezionale per il Suzuki DF200AP che deve spingere costantemente il gommone con tutto il suo equipaggio, ma lo è anche per il Club del Gommone e la sua organizzazione degli equipaggi, che costituisce una base fondamentale per affrontare una lunga e articolata navigazione come quella pianificata dal Club milanese.
Ecco nel dettaglio le 7 tappe programmate, con date e distanze:
• 11/04 – 18/04: Varazze – Ischia – Napoli – Cetraro (490 miglia)
• 19/04 – 30/04: Cetraro – Capo d’Orlando – Giardini Naxos – Otranto (460 miglia)
• 01/05 – 07/05: Otranto – Corfù – Pylos – Atene (460 miglia)
• 08/05 – 14/05: Atene – Kalkis – Amorgos – Naxos (400 miglia)
• 15/05 – 21/05: Naxos – Pilos – Otranto (500 miglia)
• 22/05 – 28/05: Otranto – Lipari – Napoli (480 miglia)
• 29/05 – 04/06: Napoli – Elba – Varazze (360 miglia)
Com’è tipico nei raid del Club che ha base a Milano, anche l’itinerario scelto per la Missione Naxos 2026 risponde alla volontà di affrontare una grande sfida sportiva in mare e a chiare esigenze culturali ed educative.
Ecco che allora la scelta dell’isola di Naxos come giro di boa è tutt’altro che casuale: a ispirare le tappe del 2026 sono infatti state le rotte percorse dagli antichi Greci della città di Kalkis, e quindi dall’isola di Eubea, verso le coste italiane. E proprio queste navigazioni elleniche portarono alla fondazione di importanti colonie nel sud Italia, successivamente ricondotte alla Magna Grecia.

L’itinerario del raid del Club del Gommone tocca quindi mete come Ischia (Pithekoussai, considerato il più antico stanziamento greco in Italia), nonché Taormina, Giardini Naxos e Catania.
Della valenza dei raid del Club del Gommone di Milano sono pienamente convinti e forti sostenitori in Suzuki: come sottolineato da Paolo Ilariuzzi, Direttore Divisione Moto e Marine di Suzuki Italia: “Parliamo di oltre 24.000 miglia nautiche percorse dal 2017 a oggi, che diventeranno più di 28.000 con questa missione: una distanza che equivale a una volta e mezza la circonferenza equatoriale del nostro pianeta. Un risultato che testimonia l’affidabilità dei nostri motori, oltre che il valore educativo dell’iniziativa, capace di trasmettere una cultura dell’andar per mare consapevole e accessibile”.
Al centro di tutto resta il desiderio di diffondere una cultura nautica accessibile, consapevole e tecnicamente fondata.

Il propulsore per affrontare un itinerario di oltre 3.000 miglia nautiche, per una durata complessiva di 55 giorni, non si sceglie a caso. Gli equipaggi della Missione Naxos 2026 possono per questo contare su un fuoribordo costruito per essere robusto, affidabile e soprattutto pensato per garantire efficienza anche su percorrenze prolungate e a fronte di carichi importanti.
Il Suzuki DF200AP che sta spingendo il gommone nel Mediterraneo è un quattro cilindri in linea da 2.867 cc, con distribuzione DOHC a 16 valvole, sistema di fasatura variabile VVT e tecnologia #consumameno. È quindi capace di coniugare consumi ridotti, continuità di erogazione e coppia ai bassi regimi.

La filosofia che si legge chiaramente dietro ai numeri del Suzuki DF200AP è quella del big block, con una cilindrata di tutto rispetto, che ben si sposa con il tipo di navigazione dei raid; ad assicurare efficienza sulle lunghe tratte è inoltre il sistema di trasmissione offset con riduzione a due stadi del fuoribordo giapponese.
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Nel refit nautico contemporaneo il valore di un intervento non si misura più soltanto nella qualità delle lavorazioni eseguite. Sempre più spesso la vera differenza sta nella capacità di interpretare l’evoluzione tecnica dell’imbarcazione e di gestirla nel tempo, con una visione che tenga insieme efficienza, sicurezza e tutela del valore patrimoniale dello yacht. La manutenzione, in questo contesto, non è più un’azione episodica ma parte di un processo più ampio di gestione tecnica.
È su questo principio che si sviluppa il modello operativo di Piloda Yachting, divisione di Piloda Group dedicata alle attività di refit, repair, maintenance e new build. Accanto alle lavorazioni di cantiere, l’azienda ha infatti strutturato un servizio di consulenza tecnica e pianificazione strategica pensato per affiancare gli armatori nelle scelte che riguardano gli aspetti tecnici, i costi di gestione e il mantenimento del suo valore nel tempo.

L’obiettivo è superare la logica del singolo intervento per arrivare a una gestione tecnica di medio e lungo periodo, in cui il refit diventa uno degli strumenti per la gestione del ciclo di vita dell’imbarcazione.
A supportare questo approccio contribuisce una rete di infrastrutture distribuite nel Mediterraneo. La sede di Napoli è orientata principalmente a naviglio commerciale e militare oltre i 100 metri, oltre che al segmento superyacht.
A Torre Annunziata il cantiere opera invece su yacht fino a 40 metri, grazie alla presenza di capannoni attrezzati e travel lift che consentono interventi rapidi e altamente specializzati.
Brindisi rappresenta infine un hub strategico per assistenza e refit nel basso Adriatico e nel Mediterraneo orientale, garantendo copertura operativa in un’area di forte traffico nautico.
Le tre sedi operano come una piattaforma tecnica integrata, condividendo competenze, risorse e procedure. Questo modello permette di adattare capacità produttiva e specializzazioni alle esigenze specifiche di ogni unità, assicurando continuità operativa e standard qualitativi elevati.
Ogni refit viene affrontato come un progetto tecnico complesso. Il processo parte dall’analisi delle esigenze dell’armatore, prosegue con studi di fattibilità e preventivazioni dettagliate, fino alla definizione di una scheda tecnica che guida l’intero ciclo di lavorazione.
Le attività, concentrate soprattutto tra ottobre e aprile, sono coordinate da un team di project management che monitora costantemente tempi, costi e avanzamento dei lavori. In questo modo il cantiere diventa un interlocutore tecnico stabile per la gestione complessiva dell’imbarcazione, affiancando l’armatore anche nella pianificazione di programmi di intervento pluriennali.

L’obiettivo è prevenire fenomeni di degrado, ottimizzare gli investimenti e preservare la rivendibilità dello yacht.
In questa prospettiva il refit smette di essere un intervento isolato e diventa parte di una strategia di gestione tecnica continuativa, in cui il cantiere assume il ruolo di partner capace di accompagnare l’armatore lungo tutto il ciclo di vita dell’imbarcazione.
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Dall’1 al 3 maggio si è svolto a Ravenna il 41° Campionato Italiano Assoluto Drifting per Equipaggi, organizzato dal Ravenna Fishing Club, affiliato alla Fipsas. Un appuntamento importante per la pesca sportiva nazionale, valido anche per le selezioni degli atleti che rappresenteranno l’Italia al Mondiale Big Game 2027 in Sud Africa. In quest'ambito si è svolta anche la prima edizione del Trofeo Suzuki Fishing Cup.
Alla gara di Drifting hanno partecipato 53 equipaggi, di cui 18 motorizzati con fuoribordo Suzuki, inclusi gli ufficiali Suzuki Fishing Team capitanati da Carlo Bissattini, Federico Maier, Silvio Orgera, Marco Eusebi e Diego Bedetti.

1º classificato Birillo Fishing A con 12.773 punti;
2º classificato CLUB NAUTICO PESARO Team Black Warriors con 10.920 punti;
3º classificato Ravenna Fishing Club A con 7.680 punti;
All’interno del campionato si è disputata la prima tappa del Trofeo Suzuki Fishing Cup, vinta dal Team Black Warriors, che ha ottenuto anche un prestigioso secondo posto nel 41° Campionato Italiano Assoluto, confermando una performance di altissimo livello.
L’equipaggio del team Black Warriors è formato da Diego Zannini (Capitano), Edoardo Romandini “Eddy”, Federico Grilli, Andrea Franceschini e Ivan Giulietti.

Il team ha gareggiato su un Gommone Lomac 760 motorizzato con un fuoribordo Suzuki DF350AMD Stealth Line: un gommone Total Black abbinato all’eleganza della serie Stealth Line caratterizzata da una livrea Nero Matt, un perfetto equilibrio tra stile e potenza, un vero “wow effect” in acqua.
1º classificato CN Pesaro Team Black Warriors (classificato al 2º posto nella classifica generale del Campionato FIPSAS)
2º classificato Reel Time A (classificato al 5º posto della classifica generale del Campionato FIPSAS)
3º classificato Tuna Club Senigallia - Team Macumba (classificato al 13º posto della classifica generale del Campionato FIPSAS)
Il team vincitore si è aggiudicato la Suzuki Fishing Experience a Tenerife (febbraio 2027), che consiste in 4 giorni totali per 5 persone per una due giorni di pesca con charter dedicato capitanato da Carlo Bissattini.
La premiazione ufficiale, a cura di Suzuki e della Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee Nuoto Pinnato (Fipsas) si terrà a febbraio a Rimini durante il Pescare Show 2027, partner del Trofeo Suzuki.

È il motore che ha equipaggiato il gommone del team vincente, quindi ha contribuito anche lui al successo di Black Warrior. Le sue performance sono assicurate dal potente motore V6 da 4.390 cc (4.4 litri), con architettura a 24 valvole e doppio albero a camme (DOHC), 350 cv caratterizzati da un elevato rapporto di compressione (12,0:1) e dalla tecnologia #afferrailmare (Suzuki Dual Prop) con doppia elica controrotante, capace di spinta e reattività anche nelle condizioni più impegnative.
Il tutto con l'efficienza del sistema #consumameno (Suzuki Lean Burn), che ottimizza i consumi, e la silenziosità, grazie alle numerose camere di risonanza, che garantiscono un sound equilibrato e ideale per l’attività di pesca;
Con le giornate che si fanno via via sempre più estive si entra nel vivo dei campionati di Big Game Fishing 2026 di Fipsas: tra il 30 aprile e il 2 maggio sarà la volta del 41° Campionato Italiano Assoluto per equipaggi di drifting, a Marina di Ravenna. Al largo della Riviera Romagnola romberanno pure parecchi fuoribordo Suzuki, che si contenderanno anche la Suzuki Fishing Cup 2026.
A spingere Suzuki tra le onde del Campionato Italiano Assoluto di Drifting sono parecchi fattori, a partire dalla solida partnership con la Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee).

C’è poi la naturale accoppiata tra la pesca in barca e i fuoribordo Suzuki, con il marchio che da sempre guarda con attenzione alle esigenze delle discipline sportive nautiche: i pescatori d’altura apprezzano infatti l’affidabilità, le performance e l’efficienza dei motori marini giapponesi quanto e più dei normali diportisti.
È lo stesso costruttore a sottolineare le specifiche peculiarità che rendono i fuoribordo Suzuki particolarmente adatti anche alla pesca sportiva d’altura. Chi pratica il Big Game cerca infatti fuoribordo che permettano di raggiungere velocemente lo spot di gara, per ottimizzare il tempo nonché le strategie di pesca.
I motori Suzuki non tradiscono le aspettative, in virtù delle loro performance elevate, e permettono inoltre una sensibile riduzione dei consumi, grazie al sistema Lean Burn. Tale meccanismo poggia sulla regolazione automatica tra aria e carburante, ottimizzando la miscela in base alle condizioni di navigazione. A guadagnarci, oltre all’efficienza, è anche l’autonomia, con una parallela riduzione delle emissioni inquinanti.

Tra i partecipanti alle giornate di gara a Ravenna ci saranno anche gli equipaggi del Suzuki Fishing Team, ambasciatori della passione per la pesca sportiva.
Come ha spiegato Paolo Ilariuzzi, Direttore divisione Moto e Marine: “Essere al fianco del Campionato Italiano Assoluto di Drifting rappresenta per Suzuki un’importante occasione per rafforzare il nostro legame con la pesca sportiva e con tutti gli appassionati del mare”.

Una sfida nella sfida: il 41° Campionato Italiano Assoluto di Drifting ospiterà anche il primo trofeo monomarca Suzuki dedicato alla pesca sportiva d’altura. Partecipanti della Suzuki Fishing Cup saranno gli equipaggi motorizzati con i propulsori del brand, che confluiranno in una classifica dedicata.
L’equipaggio che si posizionerà in cima a questa speciale classifica verrà premiato con una Fishing Experience a Tenerife, in occasione di una cerimonia dedicata durante il prossimo Pescare Show (che si terrà dal 12 al 14 febbraio 2027 a Rimini Fiere). La fiera italiana per la community della pesca sportiva è peraltro partner di Suzuki anche durante la competizione di Ravenna.

Clicca ed entra nella pagina della Suzuki Fishing Cup sul sito ufficiale di Suzuki Italia Marine
Leggi anche l'articolo sulla collaborazione fra Suzuki e la Federazione Italiana Canottaggio
Il Salpa Soleil 40 è un gommone che ha molto da offrire in termini di spazio e stile. Nei suoi 11,88 metri di lunghezza fuoritutto - ma sempre con scafo di 9,99 metri - è infatti capace di accogliere quattro ospiti per la notte in ambienti molto ben curati, in cui si trovano quattro posti letto distribuiti fra la zona prodiera con il letto matrimoniale e quella poppiera nelle due cuccette sotto al pozzetto, che sono tutt’altro che compresse nella volumetria.


Ci sono poi tanti altri dettagli in coperta che dimostrano l’intenzione di proporre un gommone di caratura superiore, da destinare anche a crociere a lungo raggio comode per quattro persone.
Lo si nota nella zona prodiera, dove il classico prendisole imbottito è sostituito da una superficie con forma a chaise longue dotata pure di bracciolo, che mette al top il comfort per due persone. In più c’è ancora tanto pagliolato libero davanti sui cui magari poggiare dei cuscini e far sdraiare altri ospiti.

Tutto il perimetro del gommone è percorso da mancorrenti, così da offrire possibilità di appiglio in qualsiasi punto della barca.
Un altro prendisole è a poppa ed è direttamente affacciato verso le plancette poppiere, ma al tempo stesso è collegato con il divano a C in pozzetto, che si estende su tutto il baglio.

Di rilievo anche la motorizzazione, che può arrivare fino a 1.000 cavalli complessivi, suddivisi fra due fuoribordo e supportati da una carena con doppio step per prestazioni esaltanti. La potenza minima è invece di 2x350 cv.


| Lunghezza f.t. | 11,88 m |
| Lunghezza scafo | 9,99 m |
| Larghezza | 3,85 m |
| Diametro tubolari | 0,74 - 0,60 m |
| Comparti tubolari | 8 |
| Dislocamento a vuoto senza motori | 4.600 kg |
| Serbatoio carburante | 700 l |
| Serbatoio acqua | 160 l + 25 l boiler |
| Motorizzazione massima e consigliata | 2x500 cv fb |
| Motorizzazione minima | 2x350 cv fb |
| Persone imbarcabili | 14 |
| Cabine | 2 |
| Bagni | 1 |
| Omologazione Ce | Cat. B |

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I primi passi li ha mossi in un garage di Porto Lotti, a pochi chilometri da La Spezia, per poi iniziare a correre sino a conquistare un ruolo di rilievo nel mondo della produzione di stabilizzatori giroscopici, entrando a far parte della divisione marine del gruppo giapponese Yanmar.
Smartgyro è il nome di questa eccellenza italiana che oggi ha realizzato una nuova integrazione che consente di gestire e monitorare i propri stabilizzatori direttamente sui chartplotter Raymarine Axiom.
Grazie a questa soluzione, gli armatori che utilizzano sistemi di stabilizzazione giroscopica Smartgyro possono ora accedere alle principali funzioni di controllo e diagnostica direttamente dal display multifunzione della plancia: lo stato dello stabilizzatore, l’attività del sistema e le informazioni operative diventano visibili in tempo reale sullo stesso schermo utilizzato per la navigazione.

L’integrazione è resa possibile dal sistema operativo LightHouse OS, che supporta applicazioni basate su tecnologie web. L’app Smartgyro è stata ottimizzata dal team di ricerca e sviluppo per il browser integrato nei chartplotter Axiom. In questo modo il display è in grado di caricare direttamente l’interfaccia del sistema giroscopico senza la necessità di driver specifici o modifiche profonde al software del dispositivo.
Leggi anche il nostro articolo: Smartgyro, una bella storia di imprenditoria italiana
Dal punto di vista tecnico la comunicazione con lo stabilizzatore continua a utilizzare i protocolli proprietari già impiegati dai sistemi Smartgyro, garantendo affidabilità e continuità operativa.
Il lavoro di sviluppo si è concentrato soprattutto sull’esperienza utente, con un’interfaccia pensata per il touchscreen e capace di offrire un accesso rapido a informazioni di servizio, avvisi e funzioni diagnostiche.
Il vantaggio principale per il diportista è una plancia più ordinata ed efficiente: tutte le informazioni fondamentali sono disponibili su un unico display, senza la necessità di utilizzare dispositivi separati ottenendo così un controllo più semplice su un unico schermo multifunzione.
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Nell'ambito del suo percorso intrapreso oltre la sfera strettamente nautica, il cantiere Fim prende un posto tutto suo nel calendario degli eventi Fuorisalone previsti dal 21 al 26 aprile. In occasione della Milano Design Week 2026, quindi, Fim rivelerà un'installazione legata al design e alla cultura contemporanea, che si intitola De / Sign.
Un percorso tra luce, memoria e viaggio in una ricerca più ampia attraverso il patrimonio vitale del cantiere, che è fatto di mare, movimento e libertà e dove il design diventa mezzo espressivo e narrativo.
L'installazione De / Sign sarà ospitata presso la galleria Robertaebasta, nel cuore di Brera, e nasce da un progetto a tre mani realizzato da Rimani, player di altissimo livello nella progettazione illuminotecnica, e Alberto Olivero Design, altra autorevole realtà specializzata nella pelletteria artigianale di alta gamma, coordinati dalla direzione artistica di Fim - Fabbrica Italiana Motoscafi.
De / Sign esplora il significato profondo del viaggio per mare, inteso non solo come esperienza fisica ma come processo emotivo e personale. Ogni attraversamento lascia tracce: ricordi, immagini, oggetti, sensazioni che si sedimentano nel tempo e diventano segni indelebili.
La luce diventa linguaggio narrativo attraverso una parete retroilluminata, che evoca visivamente le scie, le traiettorie e le stratificazioni della memoria. La materia, lavorata con cura artigianale, restituisce concretezza al ricordo con una collezione di oggetti travel in pelle, pensati come custodi tangibili del viaggio, strumenti che accompagnano e raccolgono storie.
All’interno della stessa cornice espositiva della galleria Robertaebasta, si inserisce anche l’opera Still 1492 | Never Ending Story, realizzata da Angelino Artworks in collaborazione con l’artista internazionale Fidia. In questo contesto condiviso, FIM partecipa al progetto in qualità di partner culturale, contribuendo al dialogo tra arte, design e manifattura d’eccellenza italiana.
L'iniziativa Breva Private Session 2026 parte da un concetto di fondo del cantiere: "Breva non è un prodotto da raccontare, ma da vivere. E non si sceglie su carta, ma si sente, si vive, si prova".
Quale migliore occasione allora, al di là delle fiere, di mettere a completa disposizione dei diportisti la propria gamma di gommoni per visite, prove, confronti e tutto ciò che permette a un potenziale cliente di analizzare a fondo il modello che gli interessa?

Da questo concetto, nasce la struttura dei Breva Private Session 2026, che non richiede alle persone di andare verso il cantiere, ma è il cantiere ad andare direttamente sul territorio a far conoscere i suoi gommoni.
Ed ecco quindi in partenza il tour, che vedrà impegnato Breva Marine da aprile a giugno in quattro location fra Italia e Francia: Lago Maggiore, Sorrento, La Spezia e Hyères.
Altra particolarità molto interessante è che di solito questi eventi durano il tempo di un weekend, qui invece non bisogna scapicollarsi per approfittare dell'occasione, perché i gommoni restano disponibili per periodi ben più lunghi in ogni tappa del tour (dai 7 ai 20 giorni). Si può quindi scegliere il luogo più comodo e organizzarsi in totale tranquillità.
Leggi anche la nostra doppia prova del Breva 800 con un Mercury da 300 cv e con due Yamaha da 200 cv
Ecco luoghi e date del tour:
• Lago Maggiore (Test Center Breva ) – dal 7 al 26 aprile
• Sorrento (WeSailin – www.wesailin.com ) – dal 3 al 10 maggio
• La Spezia (Boatable – www.boatable.it ) – dall'8 al 24 maggio
• Hyères, Francia (test center Breva) - dal 30 maggio al 15 giugno
Il tour tocca i principali hub nautici di Breva Marine, dove oltre ai prodotti sono disponibili anche i tecnici specializzati che di fatto renderanno ogni gommone ai raggi X, perché l'iniziativa nasce da un principio caratterizzante del brand: la trasparenza. Nel prodotto, nel prezzo e nel rapporto con i clienti.

Questi non sono quindi solo eventi commerciali, ma anche belle occasioni per creare contatti autentici e coinvolgenti fra cantiere e clienti.
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Partecipare al Breva Private Session 2026 è semplicissimo. Basta mandare una mail a info@brevamarine.com o mandare un messaggio Whatsapp al numero +39 3762917960.
L'appuntamento è fondamentale perché ognuno abbia lo staff dedicato esclusivamente a sé e vivere i gommoni in tutta la loro essenza, sia tecnica sia emozionale nel loro contesto naturale: l’acqua.

“Il nostro obiettivo non è mostrare le barche, ma farle vivere. Solo così si capisce davvero cosa significa scegliere Breva”, racconta Grottoli Cinzia Ceo e Marketing Manager di Breva Marine.
Clicca ed scopri l'intera gamma di Breva Marine nel sito ufficiale del cantiere
Nel mondo della nautica, dove innovazione e tradizione convivono spesso in equilibrio delicato, capita talvolta che sia l’armatore a orientare in modo deciso le scelte progettuali.
Il risultato può avere una sua efficacia se dall’altra parte c’è un cantiere in grado di recepire i desideri dell’armatore e inserirli in modo coerente in un processo progettuale e costruttivo.
Un caso di questo genere riguarda l’ultimo Rizzardi INSix in costruzione, esempio concreto di come il dialogo tra cantiere e cliente possa spingersi ben oltre la semplice personalizzazione estetica, arrivando a incidere su aspetti tecnici fondamentali come il sistema di propulsione.

È vero che Rizzardi Yachts ha costruito parte della propria identità sulla capacità di interpretare i desideri dell’armatore, rendendo ogni unità della gamma “IN” un progetto unico, ma in questo caso il livello di collaborazione ha raggiunto un grado ancora più profondo: la richiesta di adottare una propulsione in linea d’asse, soluzione più classica rispetto a quella originaria affidata alle trasmissioni di superficie Top-System sostenute dal sistema “Easy-trim”, cosa che ha comportato un adattamento progettuale significativo.
La scelta dell’armatore nasce da una visione precisa della navigazione, legata a semplicità, affidabilità e durata nel tempo.


La linea d’asse, infatti, trasferisce il moto del motore direttamente all’elica attraverso un albero, senza sistemi complessi e con un angolo di spinta fisso, e in questo caso è accoppiata a due motori Man V8 da 1200 cv.
Una soluzione che, pur rinunciando a parte delle prestazioni velocistiche, garantisce maggiore robustezza, minore usura e una gestione più semplice, sia in termini di manutenzione sia di costi.
Accogliere una richiesta di questo tipo non significa soltanto “cambiare un componente”, ma ripensare l’integrazione tecnica dell’intero progetto. In questo caso Rizzardi Yachts ha espresso la capacità di adattare una barca di 19 metri come l’INSix, pensata e progettata per accogliere trasmissioni utili alle planate rapide e alle alte velocità, a una filosofia più tradizionale, senza comprometterne l’identità.
Il risultato è uno yacht che mantiene linee contemporanee, riflettendo perfettamente il design di Rizzardi, ma che al tempo stesso racconta una storia diversa, più personale.

Questa vocazione alla customizzazione si ritrova in ogni dettaglio, dagli allestimenti agli interni, che possono essere completamente personalizzati, fino ai materiali degli arredi e anche all’utilizzo del carbonio per gli elementi della sovrastruttura esterna.
Questo esemplare del Rizzardi INSix in linea d'asse prevede la collocazione sottocoperta di tre cabine con bagno privato, più un alloggio per l’equipaggio. Inoltre, tutto il volume presente sotto l’area del pozzetto è stato adibito a garage che può ospitare un tender fino a 3,3 metri di lunghezza.

Lungo 19,40 metri e largo e 4,88, la barca si afferma come un open in cui lo spazio all’aperto assume una posizione centrale nelle scelte del design esterno.
Sono infatti presenti due grandi aree con prendisole a prua e a poppa, mentre le porta, che è completamente vetrata, è in grado di creare un unicum fra pozzetto e salone quando è completamente aperta.
Scopri anche l'altro 19 metri in versione totalmente open di Rizzardi, il GR Sessantatre
| Lunghezza f.t. | 19,40 m |
| Larghezza | 4,88 m |
| Motori | 2x1200 cv in linea d'asse |
| Cabine | 3 |
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