Sono solo cinque gli esemplari del nuovo Verga Sestante 6.8 Lupo di Mare, tutti numerati e ognuno con la propria scultura originale del Lupo. Un incontro fra design nautico e arte urbana Cracking Art, celebrato da Suzuki, che ha installato a poppa un fuoribordo da 115 cv.
La barca diventa così non solo un mezzo su cui godersi il tempo, ma anche un'opera da collezione che, con il suo limite a soli cinque esemplari, potrebbe pure acquisire valore nel tempo.
Tutto si può toccare con mano al padiglione B del 66° Salone Nautico Internazionale di Genova in apertura dal 1 al 6 ottobre 2026.
Il Verga Sestante 6.8 è disegnato da Matteo Costa Yacht & Design, che ha creato un open di 6,80 metri ispirato a quelle belle atmosfere degli anni Sessanta (che ancora piacciono), quando star internazionali e personaggi vip, che a quell'epoca si definivano del jet-set, mostravano il bello della dolce vita a bordo di raffinati motoscafi.
Un design senza tempo, tanto da riuscire a sposarsi con il linguaggio contemporaneo della Cracking Art, che qui è interpretato dal Lupo di Mare, che è l'espressione di istinto e libertà per eccellenza.
Libertà che qui si esprime in un'identità visiva formata da colori intensi, contrasti netti e dettagli unici, che definiscono la serie limitata.
Sono solo cinque gli esemplari che andranno in produzione e saranno valorizzati da una targhetta numerata, oltre che dal certificato di autenticità, ma soprattutto da una scultura del Lupo in plastica rigenerata che, attraverso il sistema Lupo ArtLock, si può facilmente fissare e rimuovere sulla plancetta di poppa prima della navigazione.

Con Sestante 6.8 Lupo di Mare, insieme a Cracking Art, il cantiere ha pensato di non aggiungere soltanto dei dettagli, ma di creare un’esperienza.
"L’intervento di Cracking Art introduce un linguaggio, un modo di guardare Sestante 6.8 e ciò che la circonda - commenta Stefano Bitturini di Verga1958 - Il Lupo, icona della serie limitata, è guardiano, presenza vigile. È custode ideale della vita marina e acquatica, porta con sé un valore di protezione e rispetto per l’ambiente. È un progetto che non cerca effetti speciali, ma significati".

Scopri nel nostro articolo anche la versione standard del Vergra Sestante 6.8
Design, arte, ma anche prestazioni. Del resto sempre di una barca stiamo parlando. E a tenere a battesimo quest'a iniziativa'opera esclusiva di Verga1958 x Cracking Art è Suzuki Italia Marine.
Il Verga Sestante 6.8 Lupo di Mare è infatti equipaggiato con un fuoribordo DF115GB che, oltre alle caratteristiche tecniche, è dotato dell'innovativo sistema Micro Plastic Collector.
È un sistema che prima di convogliare nel circuito di raffreddamento l'acqua pescata dal mare, la fa passare da un filtro speciale a trama fittissima, che è in grado di trattenere le invisibili microplastiche sospese in acqua.

Non una soluzione definitiva per la pulizia dei mari, ma sicuramente un'iniziativa importante che, se utilizzata da tutti, può fare decisamente la differenza, tanto che Suzuki ha liberato il sistema Micro Plastic Collector da ogni brevetto per rendere disponibile l'installazione anche da parte degli altri costruttori di motori competitor.
Al Salone di Genova, presso lo stand di Verga1958, si potrà anche giocare e vivere un'esperienza educativa.
È infatti presente un totem con touch screen per giocare a “La Rotta del Lupo”, il minigame dedicato al riciclo e alla corretta gestione dei materiali, pensato come esperienza educativa.
È un gioco che invita a riconoscere materiali e comportamenti virtuosi, rendendo il tema del riciclo divertente e accessibile, anche per i più piccoli.
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Verga1958
Compatto, leggero e pensato per essere governato con facilità, il nuovo Geniuss HTS Cruiser 380 nasce con un obiettivo preciso: rendere più semplice l'impiego del tender nelle situazioni in cui dimensioni, manovrabilità e pescaggio diventano elementi determinanti.
Presentato al salone nautico di Cannes 2026, il tender sviluppato da Geniuss punta alla propulsione Mercury Jet Power 40 cv in un inedito package, che esalta le caratteristiche del tender soprattutto nell'impiego in acque poco profonde.

Geniuss, cantiere recentemente acquisito da Gommoni Callegari, ha sviluppato il Cruiser 380 intorno al proprio sistema brevettato HTS, acronimo di Hidden Transom System.
Il principio è quello di ridurre gli ingombri del fuoribordo quando il tender deve essere stivato o movimentato. Infatti, attraverso un supporto scorrevole, lo specchio di poppa può essere abbattuto e il motore traslato all'interno del battello, eliminando così l'ingombro del piede del fuoribordo.
Il meccanismo può essere azionato manualmente oppure attraverso un sistema elettroidraulico comandabile a distanza con telecomando. Una soluzione che interviene quindi non tanto sulle pure prestazioni del tender, quanto su una sua più facile gestione quotidiana.


L'altro elemento caratterizzante del Cruiser 380 è il Mercury da 40 cv nella configurazione a idrogetto Jet Power. È proprio questa caratteristica a rendere interessante l'abbinamento con un tender.
L'assenza dell'elica e del relativo piede immerso riduce infatti il rischio di contatto con il fondale quando si affrontano acque particolarmente basse.

Il Mercury Jet Power 40 cv è un quattro cilindri da 995 cc, con distribuzione a singolo albero a camme in testa. La configurazione è studiata per offrire una buona disponibilità di coppia ai bassi regimi e una risposta progressiva all'acceleratore, caratteristiche che su un tender assumono un'importanza almeno pari a quella della velocità massima nei motori più grandi.
Con una lunghezza di 3,85 metri e una larghezza di 1,72, il Cruiser 380 rimane all'interno delle dimensioni tipiche di un tender facilmente gestibile, ma l'organizzazione della coperta cerca di sfruttare ogni centimetro disponibile.
La postazione di guida prevede una seduta doppia per pilota e passeggero, mentre un'altra seduta è integrata nella consolle. La configurazione consente di trasportare fino a cinque persone.
A prua è ricavato un gavone destinato al serbatoio del carburante, mentre sul dritto di prua trova posto il golfare destinato al rimorchio, elemento importante considerando che il tender è concepito per essere frequentemente alato, stivato e rimorchiato.

Il Geniuss HTS Cruiser 380 si presenta come un battello destinato principalmente al servizio di bordo, ma con caratteristiche che ne permettono anche un impiego autonomo.
Le sue dimensioni consentono infatti di raggiungere calette e approdi dove un'imbarcazione più grande avrebbe difficoltà a entrare, mentre la propulsione Jet aggiunge un margine di tranquillità nelle acque basse.
Il package Geniuss-Mercury è disponibile sul mercato italiano attraverso la rete commerciale Callegari.
Clicca ed entra nel sito ufficiale del cantiere Geniuss
Scopri di più sul 40 Jet Power sul sito ufficiale di Mercury Marine Italia
Besenzoni invita a mettersi comodi e a godersi la navigazione in ogni momento, e lo farà al Cannes Yachting Festival, in programma dall’8 al 13 settembre, dove presenta la sua articolata produzione di accessori, impianti e ogni sorta di sistema utile a migliorare il comfort a bordo.
In vista dell'appuntamento clou della nautica internazionale, arrivano infatti le prime anticipazioni sulla selezione di accessori che saranno in mostra alla kermess sulla Croisette.
E se di comfort a bordo si parla, non si può che partire dalle sedute che Besenzoni intende presentare nel cuore della Riviera Francese, strizzando l’occhio a cantieri, progettisti e armatori alla ricerca del massimo agio.

Si inizia dalla P458 Start, una seduta caratterizzata da linee contemporanee e molto versatile, progettata per offrire comodità in diverse configurazioni di plancia.
Tra le sedute di ultima generazione che Besenzoni porta a Cannes ci sono inoltre le poltrone P465 e P471 Manta Class, che ben esemplificano l’approccio del marchio alla vita di bordo: materiali di alta qualità, cura dei dettagli, ergonomia e stile, senza togliere spazio alle opportunità di personalizzazione.

Non sono solamente le sedute a definire la comodità di un’imbarcazione: anche il passaggio dalla banchina alla coperta merita attenzione. Lo sanno bene quelli di Besenzoni, tanto che il marchio è ormai diventato un punto di riferimento per l’accessibilità.
A Cannes, accanto alle poltrone, troveranno quindi posto anche gli ultimi modelli di passerella del brand, a partire dal modello oleodinamico esterno PI 461, che spicca per la fluidità dei movimenti e promette grande affidabilità.



Non mancano i modelli elettrici rientranti, come la passerella PE 661 e PE 660 Inside, disegnate in modo da poter essere integrate in modo armonioso nell’architettura dello scafo, riducendo al minimo gli ingombri.
A completare l’esposizione ci sono anche la scala passerella SPE 908, ovvero una scala elettrica rientrante e multifunzione che spicca per versatilità d’utilizzo, nonché il tender lift TL 850, per chi è alla ricerca di una soluzione all’avanguardia per il varo e l’alaggio di tender e jet ski.
Anche quest’anno, quindi, allo stand di Besenzoni sarà possibile trovare soluzioni intelligenti ed eleganti per rendere la vita di bordo più comoda e funzionale.
L’appuntamento è a Cannes nell'area Pantiero presso lo stand Pan209
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Besenzoni per scoprire l'intero catalogo
Fin dalle prime settimane successive allo svolgimento della prima edizione del Seaquip, a marzo 2026, la fiera della componentistica, tecnologia, progettazione e servizi nautici rivolta al B2B, ha tracciato un percorso ben preciso non solo verso l'espansione, ma anche verso un adeguato posizionamento all'interno dell'articolata rete dei grandi eventi internazionali.
Il risultato è stato l'immediato ingresso come Emerging Member all'interno di Ifbso, la storica organizzazione mondiale che da oltre sessant'anni riunisce più di 30 organizzatori di saloni nautici.

Non si tratta quindi della piena membership riservata ai boat show consolidati, stante la sua giovane età, ma è di sicuro un ottimo punto di partenza verso un percorso di crescita, che prevede tre anni di affiancamento e accesso alle best practice della federazione, confrontandosi con gli organizzatori più esperti.
Il passaggio alla categoria ordinaria è infatti previsto dopo almeno cinque edizioni e il raggiungimento degli standard richiesti dall'organizzazione.
È un modello che negli ultimi mesi Ifbso ha utilizzato anche per altre manifestazioni giovani, tra cui il Dalmatia Boat Show in Croazia e il Balkans Sea Fair in Albania.
L'obiettivo dichiarato dalla federazione è accompagnare gli eventi emergenti verso standard internazionali di organizzazione e gestione, mettendoli in relazione con una rete che comprende alcuni degli appuntamenti più importanti del comparto.
Insomma, è l'Università delle fiere che, attraverso un processo di formazione, confronto ed esperienze, porta le fiere esordienti, o meglio quelle che già dimostrano di avere le carte giuste, verso la necessaria maturità per proseguire nel tempo.

Sequip, organizzata da Easyfairs Italia, si differenzia dai tradizionali saloni nautici per la scelta di concentrarsi sul versante B2B della filiera: componentistica, materiali, sistemi, tecnologie, progettazione e servizi destinati alla costruzione e al refit delle imbarcazioni.
Il debutto si è svolto dal 4 al 6 marzo 2026 a Fiera Milano Rho e ha portato in fiera oltre 3.000 ingressi di professionisti, secondo i dati diffusi dall'organizzazione. Tra i partecipanti figuravano produttori di componenti, designer, ingegneri navali, surveyor, comandanti e rappresentanti degli uffici tecnici e della ricerca e sviluppo dei cantieri. Oltre la metà degli espositori e dei professionisti coinvolti avrebbe inoltre confermato l'interesse per la seconda edizione.
Un riscontro analogo è arrivato da Cna Nautica, che ha parlato di oltre 160 aziende espositrici e di una partecipazione significativa di operatori e stakeholder internazionali.

Per Seaquip, il valore dell'ingresso in Ifbso risiede soprattutto nella possibilità di accedere a un sistema di relazioni e informazioni che va oltre il mercato italiano.
Dell'Ifbso fanno infatti parte realtà fieristiche come il boot di Düsseldorf, uno dei più importanti saloni mondiali dedicati a yacht e sport acquatici, e il Sanctuary Cove International Boat Show in Australia. Fa parte della federazione anche il Fort Lauderdale International Boat Show, mentre Metstrade rappresenta il principale riferimento internazionale per la componentistica e l'equipaggiamento della nautica da diporto.

A giugno è stato poi costituito un Advisory Board con rappresentanti di importanti gruppi e cantieri italiani, tra cui Azimut/Benetti, Baglietto, Ferretti, Sanlorenzo, Beneteau, Solaris e altri operatori della cantieristica e del refit.
Il tavolo è stato concepito come strumento di confronto sulle esigenze della filiera e sui temi che dovranno orientare la prossima edizione.

Nello stesso periodo Seaquip ha stretto una collaborazione con il Salone Nautico di Venezia, assumendo il ruolo di Technical Partner dell'edizione 2026. Anche questo passaggio va letto nella prospettiva di costruire relazioni con realtà diverse ma complementari: da una parte un evento prevalentemente B2C, dall'altra una manifestazione focalizzata sul mercato professionale.
La seconda edizione di Seaquip è attualmente indicata dagli organizzatori dal 2 al 4 marzo 2027, sempre a Fiera Milano Rho.
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Sequip
È di ieri la notizia diffusa da tutti i media nazionali riguardante l'affondamento a Porto Cervo dello yacht di 30 metri Amer F100 Angiola II.
Effettivamente lo yacht è stato consegnato al suo armatore quattro giorni prima dell'affondamento, ma ciò che non è stato specificato nelle cronache è che la barca non è un nuovo modello appena costruito, ma è un'unità uscita dal cantiere sei anni fa.
Per quanto l'evento rimanga ugualmente funesto, c'è una differenza fra l'affondamento di una nuova barca appena varata e una barca con sei anni di navigazione e diversi proprietari alle spalle.
Non che l'evento sia più giustificabile per una barca usata, ma su un modello nuovo la responsabilità è più facilmente imputabile al cantiere, a meno che l'armatore non tenga comportamenti pericolosi fin dal primissimo giorno di navigazione, mentre su una barca usata per diversi anni, il ventaglio delle cause si apre notevolmente e coinvolge anche tutti i player che vi hanno ruotato intorno, per come l'hanno utilizzata e manutenuta.
Naturalmente bisognerà attendere per capire a chi saranno da attribuire le reali responsabilità, ma intanto Barbara Amerio, Co-Ceo di Amer Yachts, tiene a precisare la posizione del cantiere.
Ecco le sue parole diramate tramite un comunicato: "Con questa nota vogliamo chiarire alcune inesattezze apparse sulla stampa. Si tratta di una barca usata, varata nel 2020 e passata più volte di proprietà; l'ultima vendita, tra privati, è avvenuta tramite broker esterni al cantiere. Ne abbiamo seguito la manutenzione finché è rimasta in garanzia. Come chiunque altro, siamo sollevati che passeggeri ed equipaggio siano al sicuro, e come chiunque altro siamo in attesa di accertamenti ufficiali. I serbatoi sono strutturali a doppio fondo: se la barca verrà rimossa correttamente, non ci saranno perdite di carburante. È doloroso vedere affondare una barca a cui abbiamo lavorato per un anno e mezzo, curata come tutte le nostre, fino ai più piccoli dettagli".
In base alle prime ricostruzioni, l'affondamento pare dipendere da un principio d'incendio scaturito in sala macchine, subito gestito, ma che ha fatto in tempo ad aprire una falla nello scafo che ha imbarcato acqua e fatto immergere la barca su un fianco.
Fortunatamente non c'è stato sversamento di carburante e altri liquidi, grazie alla particolare struttura dei serbatoi, progettati proprio per resistere agli incidenti.
A bordo c'erano quattordici persone, fra ospiti ed equipaggio, che sono stati fatti immediatamente evacuare e sono stati subito tratti in salvo dalle altre barche accorse nei paraggi, mentre l'armatore è rimasto a bordo ad attendere i soccorsi che sono giunti prontamente sul posto.
Guarda l'intera flotta di imbarcazioni di Amer Yachts sul sito ufficiale del cantiere
Ci sono, anche lì dove non si vedono: il WWF stima che ci siano 24mila miliardi di microplastiche sulla superficie degli oceani del mondo. Per dire, 500 volte più numerose di tutte le stelle della nostra galassia.
Quelli di Suzuki hanno capito già da anni che, per ripulire i nostri mari, serve un impegno diffuso, e che quindi ognuno – nel suo piccolo – può e deve fare la sua parte. Da qui lo sviluppo del sistema #lavalacqua, denominato Suzuki Micro Plastic Collector che, attraverso il circuito di raffreddamento del fuoribordo, riesce a catturare le microplastiche sospese sotto la superficie dell'acqua.
Oggi questo impegno dellla casa giapponese si spinge ancora più in là: è stato infatti comunicato che le licenze per costruire questo sistema di filtraggio verranno cedute gratuitamente agli altri costruttori.

Il primo brevetto depositato da Suzuki per lo sviluppo di un sistema in grado di raccogliere le microplastiche mediante motori fuoribordo risale al 2021: da allora ne sono stati messi a punto molti altri per perfezionare sempre più questi dispositivi.
In tutto i brevetti relativi al dispositivo #lavalacqua che Suzuki Motor Corporation è pronta a cedere gratuitamente sono 34, e l’iniziativa include anche le domande di brevetto in fase di registrazione.
Il motivo alla base di questa decisione è che quando si parla di tutela dell’ambiente non esiste concorrenza. Per proteggere i mari e gli oceani, conoscendo gli impatti che le microplastiche possono provocare agli ecosistemi e organismi marini, è necessario lavorare insieme.
Il sistema Micro Plastic Collector di Suzuki poggia sul circuito di raffreddamento del motore fuoribordo che, come è noto, aspira l’acqua del mare per metterla in circolo.

A questo circuito si aggiunge un'ulteriore via di passaggio, dove c'è per l’appunto il dispositivo #lavalacqua, che è un filtro che intercetta e trattiene le microplastiche, senza più riscaricarle in mare.


Per evitare che la funzione di filtraggio comprometta il controllo della temperatura del propulsore, il sistema prevede un canale di bypass parallelo, che garantisce la continuità del flusso d’acqua anche in caso di eventuale ostruzione del filtro.
Attualmente il dispositivo per la raccolta delle microplastiche fa parte dell’equipaggiamento standard di cinque fuoribordo della gamma Suzuki, con potenze dai 100 ai 140 cavalli: DF140BG, DF115BG, DF140B, DF115B e DF100C.
Leggi di più sul funzionamento del Suzuki Micro Plastic Collector nel nostro articolo

A spingere Suzuki verso la diffusione del proprio sistema di filtraggio è stata, tra le altre cose, la consapevolezza di avere a che fare con una soluzione concettualmente semplice, ma al tempo stesso estremamente efficace.
Non è un caso se negli ultimi anni alcuni istituti di ricerca attivi nello studio dell’inquinamento degli ecosistemi marini abbiano deciso di adottare i fuoribordo Suzuki per le proprie attività di monitoraggio in barca.
Rendendo disponibili tutti questi brevetti senza royalty, Suzuki punta ad ampliare l’utilizzo della tecnologia eco-friendly, così da raccogliere sempre più microplastiche e, in generale, promuovere delle iniziative condivise per salvaguardare oceani e mari.
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Suzuki Italia Marine
Sono loro a fare la differenza tra l’ascolto piatto e un’esperienza sonora tridimensionale. I subwoofer non sono un aggiuntivo tecnico fine a sé stesso, ma accrescono profondità e pulizia al suono diffuso da un impianto audio. Quando si parla di imbarcazioni prestigiose anche gli speaker devono rispondere agli stessi alti standard di qualità e di servizio, badando ancor più a design e ingombri. E i nuovi subwoofer JL Audio M6 Thin-Line rispondono a tutte queste esigenze.
In generale, quando si parla di speaker a incasso, il timore è sempre quello di dover frenare il desiderio di potenza per non dover installare dispositivi eccessivamente profondi.
Come sottolineato nel nome stesso della gamma, i nuovi subwoofer M6 Luxe Thin-Line sono progettati per offrire bassi precisi, coinvolgenti e controllati pur con un ingombro ridotto.


La profondità di montaggio dei nuovi subwoofer del marchio americano di proprietà di Garmin è infatti di soli 3,8 pollici, ovvero di 9,7 centimetri.
A semplificare l’installazione di queste casse compatte c’è pure l’architettura “infinite baffle”, che permette di fare a meno di un cabinet dedicato; e ancora, la messa in opera è ulteriormente agevolata dal sistema di montaggio “dog-leg” a L, che consente di installare il subwoofer su diversi materiali senza l’utilizzo di piastre posteriori e senza lasciare fastidiose viti a vista.
Linee pulite, design raffinato e massima customizzazione per garantire un alto livello di coerenza estetica. Questo mettono a disposizione dei cantieri e degli armatori i subwoofer M6 Thin-Line Luxe.
È infatti possibile ordinare i subwoofer con griglia rotonda o con griglia quadrata, con una finitura bianca o nera, nella consapevolezza che le stesse griglie – a fissaggio magnetico – possono essere verniciate per riprendere esattamente le tonalità dell’imbarcazione.


Assicurando la più alta libertà progettuale e una grande capacità di adattamento a linee e colori, questi subwoofer di JL Audio puntano a diffondere bassi profondi eliminando ogni tipo di remora estetica.
Il prezzo di vendita di questi nuovi subwoofer per la nautica è di 799,99 euro Iva inclusa. Oltre al prodotto, la confezione comprende anche la dima di montaggio e gli attrezzi necessari per rimuovere la griglia.
Guarda i subwoofer anche sul sito di Garmin Marine Italia
Leggi anche: Potenti e ultracompatti, sono arrivati i nuovi amplificatori JL Audio AP
Lo sappiamo, la strumentazione elettronica piace a tutti: è comoda, è immediata, è divertente da smanettare e chi più ne ha più ne metta, tanto che le plance di comando sono ormai dei veri concentrati di alta tecnologia. C'è però uno strumento analogico che continua a godere del rispetto di tutti anche in quest'epoca prevalentemente digitale, non fosse altro, perché è quello che in qualsiasi condizione di emergenza ti indicherà sempre la strada verso un porto sicuro, ed è la bussola magnetica.
La bussola è uno strumento vecchio come il cucco, che però può ancora permettersi di guardare tutti dall'alto, ben consapevole che nessuno penserà mai di sostituirla, perché funziona col magnetismo terrestre, cioè qualcosa che non può guastarsi, sebbene l'elettronica di oggi ha ormai raggiunto altissimi livelli di affidabilità.

E proprio dall'alto, nel vero senso del termine, guarda la bussola Riviera Astra, perché è l'unica a funzionamento capovolto per poter essere montata sul cielino.
Protetta da brevetti internazionali la Riviera Astra fu lanciata sul mercato sette anni fa, e successivamente proposta con secondo modello, l'Astra 4, con miglioramenti tecnici e anche estetici.
Il progetto fondamentalmente si basa sulla bussola tradizionale, strumento che Riviera produce in moltissime varianti dal 1976, a cui ha apportato delle migliorie. Per esempio, il sistema a doppio asse della rosa agevola la stabilità della lettura senza bisogno di bilanciamento nonostante le diverse zone magnetiche terrestri. Il meccanismo interno, poi, si basa su un sistema a doppio cardano che, neutralizzando i movimenti di rollio e beccheggio dell’imbarcazione, mantiene stabilie il corretto funzionamento della bussola.
Ma la vera rivoluzione è che la bussola Riviera Astra non è a testa in su, ma a testa in giù. Questo permette di toglierla dalla plancia di comando e metterla esattamente sopra, fissata sul cielino sopra la postazione di comando.
È un vantaggio notevole in particolare su due fronti: da una parte libera spazio in plancia a agevola anche il lavoro dei progettisti delle barche, che farebbero volentieri a meno di contaminare la purezza del loro design con un oggetto di ingombro ed estetica non pensata da loro, dall'altro offre una consultazione più facile e immediata perché, rimanendo isolata sul cielino, è più a portata d'occhio.

La bussola Riviera Astra dimostra pure come le idee più lungimiranti possano rendere immortali strumenti "antichi" non puntando alla tecnologia avveniristica, ma semplicemente reinterpretandoli in chiave contemporanea... sebbene di semplice qui ci sia ben poco, perché non è così facile riprodurre il funzionamento della bussola in maniera speculare dall'alto verso il basso, tanto che la Riviera Astra è coperta da brevetti internazionali.
Clicca ed entra nel sito ufficiale dell'azienda Riviera Genova
Elegante e performante, due aggettivi che insieme definiscono bene l'Italboats Stingher 32 GT, il nuovo modello di vertice della gamma di gommoni dell'omonimo cantiere pugliese.
Si tratta di un gommone di 10,19 metri, che è in grado di accogliere fino a 18 persone a bordo in un pozzetto con grandi disponibilità di spazio, sia per muoversi a bordo sia per stare comodamente seduti.
A poppa, infatti, si trova una bella dinette a C che si sviluppa su tutto il baglio, mentre a prua si estende un vasto prendisole, che lascia comunque spazio per un pulpito in teak nel triangolo prodiero, molto utile per l’imbarco dei passeggeri, ma anche per le manovra all’ancora.

La sezione centrale del pozzetto mantiene molto spazio libero ai lati e tutto intorno alla postazione di comando. E proprio la zona di pilotaggio risulta essere altrettanto interessante, perché è supportata da due poltrone ergonomiche e da una plancia piuttosto estesa, che favorisce l’installazione di più display elettronici.
Al suo interno la postazione di comando nasconde inoltre un vano a uso toilette/spogliatoio, a cui si accede dal portellone prodiero, mentre nella parte poppiera, dietro i sedili di guida, si trova il mobile cucina rivolto verso la dinette.

Sul fronte delle prestazioni, l'Italboats Stingher 32 GT promette navigazioni entusiasmanti, grazie alla potenza di 600 cavalli erogati dai due motori fuoribordo, che rappresentando l’installazione consigliata dal cantiere, ma se si vuole spingere di più, si può arrivare anche a 2x400 cv.
| Lunghezza f.t. | 10,19 m |
| Lunghezza scafo | 9,60 m |
| Larghezza | 3,43 m |
| Lunghezza interna | 8,80 m |
| Larghezza interna | 2,05 m |
| Immersione alle eliche | 0,85 m |
| Diametro tubolare | 0,57 - 0,67 m |
| Tubolare | 1670 Dtex |
| Camere d'aria | 7 |
| Dislocamento a vuoto | 1.900 kg |
| Serbatoio carburante | 430 l |
| Serbatoio acqua | 80 l |
| Persone imbarcabili | 18 |
| Motorizzazione consigliata | 2x300 cv FB |
| Motorizzazione massima | 2x400 cv FB |
| Omologazione Ce | Cat. B |

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Nel mondo degli impianti audio c’è chi si accontenta dei sistemi base e chi, invece, aggiunge nuovi elementi tesi a sprigionare tutto il potenziale ancora inespresso dell'impianto. Anche nel mondo del diporto sono tantissimi gli armatori che desiderano di più quando si tratta della qualità d'ascolto della musica a bordo. Da questa consapevolezza nasce quindi la nuova linea di amplificatori JL Audio AP.
Sono tre i punti di forza di questi dispositivi: oltre a garantire prestazioni audio molto elevate, i nuovi amplificatori proposti da JL Audio (che è un brand di proprietà di Garmin) spiccano per il design ultracompatto e per la resistenza alle minacce dell’ambiente marino.




Per rispondere alle diverse esigenze degli armatori, ma anche per inserirsi in modo efficace nelle differenti configurazioni degli impianti audio marini, gli amplificatori JL Audio AP sono disponibili in quattro modelli.
Si parte dal Monoblocco 300 W RMS, pensato per alimentare una coppia di casse oppure per essere collegato a un singolo subwoofer e ottenere così bassi potenti e controllati.
Ci sono poi due modelli 4 canali: il primo è il 200 W RMS con Bluetooth, che permette di gestire due coppie di speaker o una coppia di casse e un subwoofer, e che consente lo streaming audio diretto via Bluetooth e ingresso AUX.
Il secondo è il 300 W RMS, per un suono completo ed equilibrato, connetendo fino a quattro speaker, o due speaker più un subwoofer. Infine c’è il modello 6 canali 600 W RMS, per gli impianti audio più importanti.
Dallo streaming diretto dallo smartphone fino alla possibilità di optare per un’installazione hide away – e quindi lontana dalla consolle – la nuova serie di amplificatori JL Audio garantisce un alto livello di versatilità.
L’efficienza è invece garantita dalla tecnologia in classe D, la quale – rispetto alla classe AB – consente sia di aumentare la potenza in direzione di subwoofer e di diffusori, sia di ridurre i consumi energetici, a tutto vantaggio delle batterie della barca.
Ogni elemento installato sulla barca deve essere specificamente pensato per l’utilizzo in ambiente marino, e non fanno certo eccezione gli elementi dell’impianto audio di bordo.
Vale quindi la pena sottolineare che gli amplificatori JL Audio vantano una certificazione IP67 (a garantire la tenuta anche in caso dell’immersione temporanea in acqua, fino a un metro di profondità, per 30 minuti).
Di certo il modello più interessante per il diportista alla ricerca di una soluzione davvero smart per un audio di qualità a bordo è l’amplificatore a 4 canali con Bluetooth; in questa versione è peraltro incluso un comando remoto cablato, che può essere installato ovunque, per una gestione intuitiva e pratica dell’impianto.
Grazie a queste accortezze e alla compattezza dei dispositivi gli amplificatori JL Audio possono essere installati anche su barche di dimensioni ridotte. Il prezzo consigliato al pubblico parte da 399,99 euro IVA inclusa.
Clicca ed entra nella sezione JL Audio del sito di Garmin Italia
