Sono tanti i motivi che hanno decretato il grande apprezzamento del Pardo 43 da parte del pubblico fin dal suo esordio: bel design, finiture curatissime, espressione del lusso, funzionalità a bordo e grandi doti di navigazione, che posso confermare personalmente avendolo provato proprio a Cannes, dove debuttò nel 2017, con un mare agitato da un ventone di Maestrale, che tanto piacevole non era. Una barca venduta in 300 esemplari nel mondo, che dopo otto anni si rinnova nel nuovo Pardo 43 versione 2026.

Non è un semplice restyling, bensì un'evoluzione dettata dal passare del tempo, che inevitabilmente fa cambiare gusti e tendenze, ma che offre anche la possibilità di accedere a nuove opportunità progettuali. Opportunità che il cantiere ha ben colto per questa barca, che a dispetto dei suoi otto anni di età è ancora lontana dall'essere accantonata come vecchio modello e nemmeno ha bisogno di snaturare la sua identità per continuare ad avere successo sui mercati nazionali e internazionali, ma di sicuro ha ancora margini di miglioramento.
Evolvere una barca a volte può portare ad attingere a fonti diverse di design per introdurre nuove concezioni o rivedere il progetto da punti di vista diversi, che possono portare a nuove prospettive.

Ed è proprio il caso della nuova versione del Pardo 43. Per la prima volta, infatti, gli interni portano la firma di Nauta Design, che ha messo mano anche agli esterni in collaborazione con Zuccheri Design, che a sua volta ha curato anche l'architettura navale.
Sono ben mirati gli interventi che hanno dato luogo alla seconda generazione del Pardo 43. Quello più evidente a colpo d'occhio e che, a giudicare dai commenti sui social, gli appassionati non vedevano l'ora di avere, sono gli oblò lungo le murate.

Anche a livello più generale, in tema di oblò c'è sempre stato un "braccio di ferro" fra designer e utenti. I primi ne fanno volentieri a meno pur di mantenere la purezza estrema del design esterno; i secondi, che poi sono quelli che ci vivono a bordo, prediligono più l'aspetto funzionale e quindi li desiderano.
Nel caso specifico dei brand di Cantiere del Pardo, gli utenti hanno vinto sulla nuova versione del Pardo 43 ma, a quanto sembra, sono ancora ben lontani da spuntarla sui VanDutch. Chi vincerà la prossima sfida? Ce lo dirà il tempo. Intanto rafforzate i bicipiti.
Tutte le vetrate, comunque, hanno nuove schermature che non riducono l'intensità e la diffusione della luce naturale, ma assicurano una maggiore privacy.

Sempre all'esterno si nota un'altra novità, bella a livello estetico. Si tratta di un elemento di design che simula le prese d'aria a poppa e che denotano anche un segno distintivo delle barche di Pardo Yachts, quasi alla stregua di un logo.

Gli altri interventi sono andati a interessare il prendisole e il T-Top in fibra di carbonio, che ora sono più ampi. In particolare il prendisole si estende a poppavia oltre lo specchio rimanendo sospeso per una piccola porzione sopra la spiaggetta, rendendo l'elemento anche più gradevole alla vista, oltre che estensivo della superficie imbottita.

Non ultima, l'intelligente soluzione di rendere una porzione quadrata apribile a mo' di portello, per accedere al gavone sotottostante per prendere piccoli oggetti senza dover alzare tutto il pianale.

Le maggiori dimensioni del T-Top, invece, valorizzano ulteriormente il design di questa struttura, oltre naturalmente ad avere una maggiore funzionalità protettiva, così come pure la cucina esterna della Foster, che è stata ampliata e ottimizzata e può introdurre una piastra a induzione e il barbecue Kenyon.

Un intervento così strutturato per creare una versione innovativa di una barca di otto anni, non poteva non considerare la postazione di comando.

Oggi con la tecnologia a disposizione, la gestione della barca è diventata estremamente semplice, e proprio grazie alla tecnologia, la plancia di comando è stata completamente riprogettata e integrata con una nuova interfaccia domotica di Garmin personalizzata per Pardo Yachts.



Qui vale la pena fare un accenno su come le potenzialità dell'elettronica, in particolare quella di Garmin, siano in grado di "modellarsi" a seconda della barca su cui è prevista l'installazione. Questa è la nuova frontiera dell'elettronica di cui sentiremo molto parlare nel prossimo futuro.
Guarda sul sito di Garmin le opportunità di domotica a bordo tramite la tecnologia digital switching
Per il resto, sul nuovo Pardo 43 ci sono tante altre particolarità qua e là da scoprire a bordo, mentre il layout in generale rimane sempre quello che finora ha garantito libertà di movimento in ogni spazio.
Pure sottocoperta il Pardo 43 versione 2026 presenta interventi pratici e stilistici. Gli interni, infatti, offrono ora una maggiore modularità, per adattarsi con facilità sia all’uso diurno sia a quello notturno.


Sono poi previsti due layout: si può scegliere quello con due cabine, di cui l'armatoriale a prua con bagno ensuite e una doppia a poppa, che peraltro in questa nuova versione guadagna 8 centimetri di altezza in più, oppure un open space con una dinette prodiera trasformabile in letto matrimoniale e il vano poppiero sempre con due posti letto.




Gli ambienti sono poi rivestiti in tessuto e pelle così come il cielino, che nasconde uno strato di schiuma, per un look più pulito ed elegante.
La nuova versione del Pardo 43 è improntata a una maggiore autonomia di navigazione. Anzitutto c'è la possibilità di installare pannelli solari, per supportare la ricarica delle batterie durante la navigazione e in maniera più naturale.

Inoltre, la capacità dei serbatoi di carburante e acqua dolce è stata aumentata di 100 litri per allungare gli intervalli delle soste di rabbocco durante le crociere prolungate.
Su richiesta, poi, si può avere la connettività Starlink per l’accesso a internet satellitare ad alta velocità anche nelle zone meno coperte dal segnale tradizionale.

La novità nella novità è che la seconda generazione del Pardo 43 introduce per la prima volta i motori fuoribordo nella gamma Pardo Yachts, ma da notare è che non si tratta di una semplice sostituzione dei propulsori in base alla versione che si sceglie, bensì sono due modelli con carene specifiche per il tipo di motore che vanno a installare.

Il modello di debutto è stato quello con gli immancabili entrobordo Volvo Penta Ips che nell'installazione standard vede due motori da 370 cv Ips500, mentre in optional sono disponibili i due da 440 cv Ips600 e i 480 cv Ips650.

Sul fronte dei fuoribordo, invece, l'installazione prevede tre motori Mercury con potenze complessive da 1.200 o 1.800 cv. La dotazione standard è con tre V10 da 400 cv, in optional ci sono i tre V12 da 600 cv.
Scopri anche il Pardo GT75, la novità più recente nella gamma di navette di Pardo Yachts

| Lunghezza f.t. | 14,00 m |
| Lunghezza scafo | 12,80 m |
| Larghezza | 4,20 m |
| Immersione | 1,20 m |
| Dislocamento a vuoto | 11.000 kg |
| Serbatoio carburante | 1.300 l |
| Serbatoio acqua dolce | 400 l |
| Motori standard entrobordo | 2x370 cv Ips500 |
| Motori optional entorbordo | 2x440 cv Ips600 e 2x480 cv Ips650 |
| Motori standard fuoribordo | 3x400 cv V10 Mercury |
| Motori optional fuoribordo | 3x600cv V12 Mercury |
| Persone imbarcabili | 12 B / 16 C |
| Omologazione Ce | Cat. B / Cat. C |

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Dieci metri e mezzo di lunghezza fuoritutto per l'ex entry level SE33 e circa 9,90 metri per il nuovo Solemar SE30, una delle novità 2026 nell'ambito dei gommoni cabinati, ma in quanto ad allestimenti a bordo si allineano allo stesso layout ed è sorprendente vedere come sul Solemar SE 30 non manchi nulla rispetto al gommone più grande, considerando non tanto il "solo" mezzo metro di differenza della lunghezza fuoritutto, ma il quasi metro e mezzo della lunghezza scafo (9,85 metri per il 33 e 8,46 per il 30).

Due fuoribordo (Mercury Verado da 250 cv) anche per il nuovo modello e stesso portello di accesso nello specchio di poppa, che si apre davanti a un corridoio che passa attraverso il pozzetto poppiero, dove a sinistra c'è la dinette a L e a dritta un'ampia chaise longue. Da qui il corridoio prosegue nella sezione prodiera del pozzetto dove, a contatto con le sedute poppiere, si trovano a sinistra un divano a L e a dritta la postazione di comando servita da un altro divano a due posti.
Alla stessa stregua dell'SE33, anche qui prevale il concetto che un passavanti più largo sia meglio di due più stretti, quindi per l'accesso all'area di prua, interamente allestita a prendisole, è disponibile un solo passavanti a sinistra, ma bello ampio.

La richiesta di gommoni cabinati è sempre più forte, fa niente che poi magari non si abbia nemmeno l'obiettivo di passarci la notte dentro, ma il desiderio di avere un ambiente intimo, domestico e familiare anche su un gommone relativamente piccolo, è una condizione irrinunciabile per moltissimi diportisti.
L'aspettativa quindi è alta e la sfida è proprio quella di rispettarla sempre, indipendentemente dalla grandezza del natante. Ed è quello che hanno fatto in Solemar, perché, così come in coperta, anche sul ponte inferiore il Solemar SE30 rivela un layout uguale a quello del 33, quindi con la dinette prodiera trasformabile in letto, un altro letto a due posti a poppa e un mobile cucina a sinistra del quadrato dove, sul lato opposto, c'è il bagno separato.

Insomma, dimensioni compatte ma comfort da vendere. Questo è il nuovo Solemar SE30, un gommone che, con la ben nota carena Solemar, è anche facile da gestire sia in navigazione sia dal punto di vista dell'economia di esercizio. E si può scoprirlo al 65° Salone Nautico di Genova, in apertura dal 18 al 24 settembre 2025.
Naturalmente anche questa novità è disponibile nelle tre nuove colorazione a scelta - e senza sovrapprezzo - fra la versione Allure, Charme e Sport, create quest'anno dal cantiere per tutta la sua gamma di gommoni.

Scopri anche il nuovo entry level della gamma di gommoni open, il Solemar SX25

| Lunghezza f.t. | 9,90 m |
| Lunghezza di omologazione | 8,46 m |
| Larghezza fuoritutto | 3,32 m |
| Larghezza a tubolare sgonfio | 2,50 m (carrellabile) |
| Diametro tubolari | 0,67 m |
| Numero di compartimenti | 6 |
| Immersione alla chiglia | 0,65 m |
| Dislocamento a vuoto | 2.700 kg |
| Dislocamento a pieno carico | 4.780 kg |
| Serbatoi carburante | 2x200 l |
| Serbatoio acqua dolce | 170 l |
| Serbatoio acque nere | 50 l |
| Motorizzazione massima | 2x300 cv fuoribordo |
| Motorizzazione consigliata | 2x250 cv |
| Portata persone | 12 |
| Posti letto | 4 |
| Omologazione Ce | Cat. B |

Clicca ed entra nel sito ufficiale del cantiere Solemar
Il calendario fieristico di primavera è tradizionalmente fitto, in particolare nel sud dell'Italia, ma questo è il segnale che proprio ora è il momento per finalizzare l'acquisto di una barca, soprattutto se si vuole averla in uso già dalla stagione in corso. Con questo spirito nasce il Napoli Boat Show 2026, la fiera che, per il suo format espositivo e per la tipologia di espositori, si pone come la grande occasione per testare tutte le barche e averle pure facilmente in pronta consegna, perché chi mostra le barche sono perlopiù i dealer che le hanno direttamente in vendita.

Il Napoli Boat Show 2026 è quindi una grande occasione, sia per gli espositori che hanno disponibilità immediata di barche sia per i diportisti dell'ultimora, magari proprio quelli che si sono attardati a pensarci troppo su questo o quel modello visto in anteprima alle principali fiere internazionali d'autunno, ma che a marzo sono ancora in tempo per entrare nell'imminente bella stagione a bordo delle propria barca o gommone nuovo.
NBS 2026 si svolge a Catellammare di Stabia dal 18 al 22 marzo 2026 presso il Marina di Stabia, una delle strutture più suggestive dell'area partenopea. Un contesto non solo bello, ma soprattutto pratico, perché rende la fiera totalmente galleggiante per poter provare ogni barca e riscontrare in modo reale e immediato le differenze fra l'una e l'altra. Può sembrare la scoperta dell'acqua calda, stante il fatto che anche in molte altre fiere è possibile uscire in barca, ma se ci pensiamo bene, ormai nemmeno più il Cannes Yachting Festival, la fiera "principe" che ha basato il suo successo sulla possibilità di provare le barche, dà la possibilità di uscire con tutti i modelli in esposizione.

Napoli, oltretutto, è una città facilmente raggiungibile da qualsiasi punto d’Italia e la location della fiera, Marina di Stabia appunto, è in una zona perfettamente baricentrica fra Capri, Ischia, e la Costiera Amalfitana, luoghi da sempre riconoscibili come icone del Golfo di Napoli e pure col Vesuvio che guarda da dietro. Insomma, non solo navigazione, ma anche suggestione, atmosfere esclusive, che aumentano la voglia di vivere e, ancor più, di vivere in barca.
L'organizzazione del NBS 2026 è in itinere, ma intanto sono stati già annunciati alcuni dei marchi presenti attraverso i loro concessionari espositori. Si parla già di brand importanti, come Riva, Cranchi, Saxdor, G-tender e Garmin fra le prime aziende dichiarate.

Marina di Stabia conta 900 posti barca, ormeggi per superyacht fino a 100 metri, un bacino di carenaggio con travel lift da 200 tonnellate, yacht club e un eliporto privato. Tutto questo fa sì che ogni barca esposta possa essere una barca pronta per la prova e coperta da ogni tipo di assistenza logistica.
Sarà perché è la prima edizione e giustamente gli organizzatori del NBS preferiscono non esporsi troppo con le previsioni di afflusso di pubblico, ma al di là dei conteggi che si potranno fare solo alla fine, già in partenza i fautori del Napoli Boat Show dichiarano di non avere i grandi numeri fra gli obiettivi, bensì l'intenzione è di privilegiare la "qualità della vita" del pubblico in fiera. Insomma, pochi ma buoni; se saranno tanti, ancora meglio.

L'intento, infatti, è di creare opportunità concrete di incontro fra venditori e acquirenti, consapevoli che i grandi numeri sono sempre belli da strillare ma, al netto dei curiosi e dei semplici appassionati, sono ben lontani dai volumi rappresentati da chi davvero può comprarsi una barca o un gommone. E tale principio è anzitutto riscontrabile dal prezzo del biglietto d'ingresso che, con i suoi 22 euro più commissioni d'acquisto online per un totale di 24, fa già una prima grande selezione fra i potenziali visitatori.
Il metodo con cui il Napoli Boat Show intende creare i contatti è quindi impostato in una logica più B2B, cioè dove si parte dall'assunto che la gente che visita la fiera sia già veramente interessata a concludere un buon deal, e tutto sta a far conoscere il proprio prodotto, appunto attraverso le diverse possibilità di provare le barche in esposizione.
Tutto quanto appena espresso permette ai vistatori di vivere un'esperienza non solo bella in un contesto suggestivo, ma anche serena e con i tempi adeguati per conoscere a fondo le barche di proprio interesse e proseguire nelle trattative senza altri elementi di disturbo.

In un solo specchio acqueo i diportisti hanno davanti a sé un'enorme vetrina in cui scegliere fra barche, gommoni, yacht e superyacht; poterli toccare e provare in un solo giorno permette poi di avere le diverse impressioni a caldo su più barche e capire più facilmente le differenze, cosa praticamente impossibile se le barche si provano in giornate diverse muovendosi fra le sedi dei vari dealer per vederle.
Se il momento dell'incontro è favorito da un criterio più orientato alla sfera B2B, tutto ciò che si svolge subito dopo il contatto fra venditore e acquirente è sicuramente orientato al B2C, cioè al miglior servizio reso al cliente, e per questo entra in gioco di nuovo il Marina di Stabia, che si ispira agli standard dell’hotellerie, quindi Yacht Club, Lounge e aree riservate che favoriscono le condizioni ideali per godersi l'idea di acquistare la barca in un contesto decisamente gradevole, in cui rientrano fra l'altro anche after-show al tramonto e cene a seguire.

A conclusione vale la pena di citare l'affermazione di Enrico de Gregorio, direttore commerciale del Napoli Boat Show, che riassume tutto in una frase: "Vogliamo creare un evento dove la bellezza del luogo non sia solo decorativa, ma funzionale alla vendita. La nostra missione è offrire agli espositori un contesto organizzato, con servizi tecnici da resort e un pubblico qualificato, lontano dalla confusione del turismo di massa".
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All'apice dell'efficienza e della potenza nella gamma di motori del costruttore svedese, il nuovo motore entrobordo Scania DI13 rappresenta la soluzione più avanzata e performante mai prodotta da Scania per il settore nautico.
Questo motore di 13 litri nasce dalla piattaforma Scania Super e prevede un'ampia gamma di potenze, che vanno da 350 a 1050 cv (da 257 a 772 kW). Un range che rende il nuovo Scania DI13 adatto sia a imbarcazioni da diporto sia per impieghi professionali, come pescherecci e navi da pattugliamento.

Il motore al top di gamma del costruttore è stato progettato per offrire un'altissima efficienza, ma al tempo stesso risponde pienamente ai rigidi standard sulle emissioni IMO Tier III, tanto che può essere alimentato sia con il diesel tradizionale sia con biodiesel e carburanti ottenuti da fonti rinnovabili come l'HVO, che si ottiene per idrogenazione dei grassi esausti di origine vegetale e animale.

Più prestazioni, meno emissioni di Co2, ma anche meno consumi per il nuovo Scania DI13. Secondo i dati diramati dall’azienda, infatti, si può avere un risparmio di carburante fino all'8% rispetto alla generazione precedente, cosa che si traduce in un potenziale risparmio fino a 6,7 litri di gasolio per ogni ora di funzionamento a pieno carico.
A proposito di risparmi di carburante ed emissioni, Scania è orientata anche al mondo dell'elettrico, dove ha presentato, ambito in cui ha sviluppato un motore con una potenza continua di 230 kW (280 kW di picco) a 1.500 giri/min, che può essere abbinato a pacchi batteria da 104 e 208 kWh

“Se prestazioni e affidabilità sono condizioni imprescindibili, la presenza di una rete di assistenza qualificata e capillarmente diffusa non solo in Italia rappresenta il reale valore aggiunto della nostra offerta. Inoltre, l'evoluzione costante delle nostre soluzioni conferma la rilevanza strategica del settore marino per il nostro marchio”, dichiara Paolo Carri, Direttore Power Solutions di Scania Italia.

Clicca ed entra nella sezione Marine del sito ufficiale di Scania (sito in italiano)
Da quando è nata la gamma Swif Trawler, nel 2003, a oggi sono state vendute in tutto il mondo 1.800 unità da 35 a 62 piedi, secondo quanto dichiarato da Beneteau.
Questo nuovo Swift Trawler 54 (il sesto arrivato in gamma) raccoglie dunque l’arduo compito di portare ulteriore innovazione e raccogliere lo stesso gradimento dei modelli precedenti.

Concettualmente la barca nasce come una casa di famiglia, in cui possono coabitare diportisti di tutte le età. Non importa tanto lo stile, se sia quello classico di una navetta o quello moderno di un attuale flybridge, il Beneteau ST54 riflette quell’aspetto rassicurante di una casa affacciata sul mondo, dove è bello soggiornarvi in compagnia. Se a questo si aggiunge poi il gusto estetico italiano di Andreani Design, il cerchio si chiude ancora meglio.
All'interno, il designer italiano è riuscito a creare ambientazioni che, per stile e disposizione degli arredi, danno luogo ad atmosfere avvolgenti e piacevoli per le lunghe permanenze a bordo.

Lo si può notare già dal salone, che posiziona la cucina in un’area semi indipendente al centro, ma in perfetto collegamento con la dinette prodiera e il living poppiero.



La dinette, fra l’altro, è proprio accanto alla postazione di comando, così che il driver possa essere coinvolto nella vita di bordo e al tempo stesso gli ospiti possano rendersi partecipi della navigazione insieme al pilota. Superfluo poi descrivere qui le grandi vetrate che coronano l'intero salone, perché la luce e la panoramica verso l'esterno sono fra le prime cose che colpiscono nel momento in cui si entra.
Sono inoltre previste due essenze di legno per il décor: il teak o il rovere che, a seconda della scelta, definiscono ambienti più freschi e moderni oppure un po’ più classici.

Sottocoperta ci sono tre cabine e due bagni. Le due matrimoniali sono una a poppa e una al vertice di prua; nel mezzo la cabina doppia con due letti a castello incrociati.
All’esterno sia nota un pozzetto che, oltre alla sua ampia area di utilizzo, ha anche lo specchio di poppa trasparente, per una prospettiva verso il mare senza barriere visive.

C’è poi il flybridge col suo bel living a cui - è interessante notare - si accede dalla scala all'interno del salone, cosa che permette di vivere il pozzetto in tutta la sua estensione possibile.
Il ponte superiore è un'altra piazza d'armi all'aperto completa di tutto e con la possibilità di ripararlo da un tettuccio rigido, che è inoltre possibile ricoprire di pannelli fotovoltaici.

Questa navetta di 17 metri ha una carena semidislocante progettata da Dixon Yacht Design che, con due motori da 550 cv, può navigare in perfetta efficienza sia in crociera a 8-12 nodi sia in planata a 20 nodi.

Il Beneteau Swift Trawler 54 costa 1.153.400 euro, Iva esclusa e con dotazioni standard ed è omologabile in categoria B e C.

| Lunghezza f.t. | 17,13 m |
| Larghezza | 4,98 m |
| Altezza massima | 6,54 m |
| Immersione | 1,14 m |
| Dislocamento a vuoto | 21.518 kg |
| Serbatoi carburante | 2x1720 l |
| Serbatoi acqua | 2x400 l |
| Motorizzazione massima | 2x550 cv |
| Persone imbarcabili | 14 |
| Omologazione CE | Cat. B e C |
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Beneteau (sito in italiano)
Il nuovo Riva 58 Capri fa parte della gamma open del cantiere, e molto prende sia dai modelli più grandi sia da quelli piccoli. Dalle barche più piccole assume tutto il prestigio e l’unicità dei motoscafi aperti di Riva, dai modelli più grandi, invece, mutua il design esterno e la particolare struttura a copertura del pozzetto che la rende visivamente come una barca coupé, ma in realtà, lasciando i lati aperti, mantiene la natura della barca open.

Questo nuovo modello di Riva permette quindi di fruire di spazi aperti su tutto il ponte di coperta, ma al tempo stesso garantisce all’occorrenza anche una protezione dal sole e dalle varie condizioni meteo.
Dai piccoli dettagli ai grandi arredi tutto a bordo è realizzato all’insegna di uno stile che naturalmente è moderno, ma che in qualche modo evoca eleganti ambientazioni d’antan, sempre in quella raffinatezza assoluta ed esclusiva che porta la firma di Mauro Micheli e Sergio Beretta di Officina Italiana Design.

La distribuzione degli spazi e degli arredi di questa barca open di 17,27 metri vede sul ponte principale un prendisole poppiero con due corridoi laterali che conducono verso il cuore del pozzetto.


Qui ci sono praticamente tre aree living: quella poppiera con un divano integrato al prendisole, quella centrale con una dinette a L sul lato di sinistra e col mobile cucina a dritta, infine quella prodiera con un altro divano a L situato accanto alla postazione di comando, per godersi la navigazione in prima linea insieme al pilota.



Il tutto contornato da un parabrezza che si protrae, digradandosi, fino a poppa per proteggere gli ospiti sia nei movimenti a bordo sia dal flusso d'aria diretto.
Un po' stretti rispetto alle ultime tendenze di renderli sempre più ampi appaiono invece i passavanti che conducono al vertice di prua, dove si estende il classico prendisole.



All’interno l’armatore può scegliere tra legni chiari opachi oppure scuri lucidi. Il layout del Riva 58 Capri si articola in tre cabine, di cui l’armatoriale a poppa su tutto il baglio, la Vip a prua e la terza cabina con letto singolo e angolo wc al centro dello scafo lungo la murata di sinistra.

In realtà, nella versione standard, la terza cabina è prevista per il marinaio e ha l’accesso diretto dal pozzetto. In optional, però, questa stessa cabina può essere dedicata agli ospiti, con accesso dal quadrato e allestita con due letti a castello, che in questo caso fruiscono del bagno situato accanto alla dinette a centro barca.

In sala macchine, il Riva 58 Capri offre due opportunità di scelta per la potenza dei motori. La dotazione standard prevede due Man V8 da 1.000 cv, ma si può optare anche per due Man V8 da 1.200 cv.

Le velocità dichiarate dal cantiere sono di 33 nodi come punta massima con i due motori da 1.000 cv e di 37 nodi con i due da 1.200 cv. Per quanto riguarda le andature di crociera veloce, le velocità sono rispettivamente di 27 e 31 nodi.
Il cantiere dichiara inoltre un'autonomia di 210 miglia a velocità di crociera (immaginiamo quella di 27 nodi), tenendo conto che il Riva 58 Capri ha una riserva di carburante di 2.300 litri e che di solito i dati di velocità e autonomia sono calcolati sulla barca a medio carico.
Leggi anche: Come ti ridisegno il runabout: tutta l’eleganza del nuovo Riva Iseo Super

| Lunghezza f.t. | 17,27 m |
| Lunghezza scafo | 17,16 m |
| Lunghezza al galleggiamento | 14,03 m |
| Larghezza | 4,74 m |
| Pescaggio | 1,60 m |
| Dislocamento a vuoto | 27.900 kg |
| Dislocamento a pieno carico | 32.000 kg |
| Serbatoi carburante | 2.300 l |
| Serbatoi acqua | 530 l |
| Motori standard | 2x1.000 cv Man V8 |
| Motori optional | 2x1.200 cv Man V8 |
| Persone imbarcabili | 14 |

Clicca ed entra nel sito ufficiale del cantiere Riva
Nell’ambito del suo percorso verso la neutralità delle emissioni da combustione, Suzuki ha presentato un nuovo concept di motore fuoribordo al Japan Mobility Show 2025, che si è concluso a fine novembre a Tokyo, ed è il DF60A FFV Concept, laddove la sigla FFV indica Flexible Fuel Vehicle.
Si tratta infatti di un motore fuoribordo a 4 tempi in grado di funzionare con una miscela di benzina ed etanolo, con la possibilità di aggiungere quest'ultimo in diverse percentuali - da E10 (10%) a E100 (100%) - a seconda del carburante che si utilizza, rendendo così l'uso della soluzione alcolica compatibile anche con i biocarburanti di ultima generazione, che ormai sono sempre più alla portata di tutti.

L’etanolo deriva da biomasse rinnovabili. Nel suo uso come carburante permette dunque una riduzione significativa delle emissioni di Co₂, ma soprattutto dalla dipendenza dai combustibili fossili.
Per ottenere questi benefici, però, non è sufficiente creare la miscela giusta fra benzina ed etanolo, ma ci vogliono anche motori opportunamente adattati per l'uso di un carburante a base alcolica, perché questo può alterare le proprietà chimiche del combustibile e compromettere le parti metalliche e il circuito di alimentazione, che quindi vanno adeguatamente protetti.
Il Suzuki DF60A FFV Concept è pienamente conforme agli standard internazionali come normale motore fuoribordo, ma è stato rivisto in diverse componenti, per preservarlo daIl'usura da parte dell'etanolo.

Fra le sue caratteristiche specifiche, il motore è stato dotato di un diverso sistema di iniezione elettronica calibrato ad hoc ed è stata anche ottimizzata la miscela aria-carburante. Inoltre, le componenti a contatto diretto con il carburante sono realizzate con materiali resistenti alla maggiore igroscopicità (la tendenza ad assorbire l’umidità ambientale) dell'alcol.
Il Suzuki DF60A FFV Concept, che è pienamente conforme agli standard internazionali, è stato dunque sviluppato per far fronte a queste caratteristiche tipiche dei carburanti alcolici, che altrimenti comprometterebbero nel tempo le parti metalliche o i componenti del circuito di alimentazione se non adeguatamente protetti.
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Suzuki Italia Marine
C’è chi il diporto lo intende come un’attività legata ai soli mesi estivi e chi invece non vuole darsi limiti. Per loro c’è il Technohull XPD 46, lungo 14,85 metri e prodotto dall’omonimo cantiere greco, che è noto per i suoi gommoni ad alte prestazioni e che ora ha dato il via a una nuova gamma di imbarcazioni explorer inserite nella Expedition Series.

Una barca audace con una linea spiccatamente da explorer, progettata per non temere le condizioni avverse del mare, ma anzi, affrontarle con la consapevolezza di avere una buona scorta di velocità da erogare all’occorrenza su una carena a V profonda con redan ventilati.


Oltre a questo, si può poi contare anche su una sovrastruttura convertibile, cioè completamente chiusa oppure totalmente aperta, a seconda di quello che serve al momento.
Avventuriero, ma anche glamour (lo stile nordico è molto di tendenza in questo periodo), il Technohull XPD46 mette a disposizione dell’armatore e dei suoi ospiti un grande prendisole a poppa, che si unisce al divano in pozzetto.



Due passavanti belli ampi e ben protetti conducono verso prua, dove si trova un altro prendisole con un divanetto integrato.
Caratterizzante è il fatto di avere l’accesso all’interno della tuga solo dai lati. Questo permette di avere un living poppiero molto ben raccolto in una dinette a U a tutto baglio, ma non per questo confinata in uno spazio chiuso, perché la vetrata poppiera è apribile e di fatto proietta l’ambiente verso l’esterno.




Le enormi vetrate laterali vanno a vantaggio anche del driver, che può godere di una panoramica completa in compagnia di altri due copiloti, stante la disponibilità di tre poltrone al servizio della plancia di comando.
Il layout del ponte inferiore vede il letto matrimoniale a prua e una cuccetta a due posti a poppa, più un bagno al centro, tutti in ambienti luminosi e di ampio respiro, oltre a essere ben rifiniti nei vari dettagli.

Interessante poi la possibilità di avere una terza cabina in optional, utile sia per chi desidera imbarcare ospiti in più sia per chi desidera invece avere anche il marinaio a bordo.

Se il progetto di questo explorer di 14,85 metri è nato per offrire una barca eclettica, altrettanto versatile è l’offerta dei motori, che possono essere fuoribordo o entrobordo, fino a una potenza complessiva di 1.800 cv.

Da qui si evince che la configurazione fuoribordo può arrivare fino a tre motori da 600 cv (in questo caso esclusivamente Mercury). L’equipaggiamento entrobordo prevede invece due propulsori turbodiesel.
L’assenza di limiti sottesa al progetto traspare anche dalle performance del Technohull XPD46, con una velocità di crociera di circa 35 nodi e una punta massima vicino ai 60 nodi.
Leggi anche: Tecnohull Omega 47: il maxirib da 80 nodi a cui piace fare il superyacht

| Lunghezza f.t. | 14,85 m |
| Larghezza | 4,40 m |
| Dislocamento a vuoto | 12.000 kg |
| Serbatoio carburante | 2.000 l |
| Serbatoio acqua | 350 l |
| Motorizzazione max | 1.800 cv fuoribordo o entrobordo |
| Persone imbarcabili | 16 |
| Cabine | 2 + 1 optional |
| Posti letto | 4 + 1 optional |
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TH33 e TH38 sono i catamarani finora distribuiti sul mercato con il marchio Four Winns, ma da gennaio 2026, con l'apertura del Boot di Düsseldorf (17-25 gennaio 2026) sarà ufficializzato il passaggio a Jeanneau. Nascono così i nuovi catamarani a motore Jeanneau TH, laddove TH è l'acronimo di Twin Hull.
Perché questo passaggio? Jeanneau è uno di quei cantieri "multi segmento", cioè che per la sua variegata gamma di prodotti copre diversi settori del mercato.
Per parlare solo dei modelli a motore, si va dal settore dei piccoli open da diporto giornaliero, in cui è presente con i Cap Camarat, a quello degli express cruiser con la linea DB Yachts, per passare alla pesca sportiva con le pilotine Merry Fisher, i cui modelli più grandi sia flybridge sia hardtop "sconfinano" nella sfera delle barche da crociera.

C'era ancora un vuoto da coprire ed era proprio quello dei catamarani. Da qui la naturale evoluzione verso un brand più affine al tipo di prodotto, che come Four Winns non aveva niente di sfavorevole dal punto di vista tecnico e progettuale, tanto che i due TH rimangono uguali anche col nuovo brand, ma forse erano da centrare meglio dal punto di vista del marketing e quindi favorire una maggiore percezione nel mercato.
Si prevede quindi che i TH saranno più d'appeal se vengono presentati come i multiscafi a motore Jeanneau TH, in coerenza con il completamento dell'articolata gamma del cantiere, tanto più che il TH33 e il TH38 di americano non hanno effettivamente niente, perché sono progettati dall'italianissimo Camillo Garroni, mentre le carene sono del francese Marc Lombard.
Jeanneau, oltretutto, ha anche una rete di distribuzione mondiale formata da oltre 400 concessionari in grado di supportare gli armatori non solo nella vendita, ma anche in un'ampia gamma di servizi post-vendita e di manutenzione delle barche.
I multiscafi per loro natura offrono una maggiore stabilità di navigazione, grazie alla loro larghezza più estesa rispetto a una barca monoscafo, e una migliore efficienza in navigazione per la minore superficie esposta alla resistenza con l'acqua.

Tutto ciò che il mercato sta cercando in questo momento: layout funzionali con grandi spazi conviviali e minor consumo di carburante. Non a caso i catamarani non sono più concentrati solo in alcuni mercati di maggior diffusione, come per esempio è la Francia, ma stanno incontrando un gradimento sempre più ampio in tutta Europa, e i catamarani Jeanneau TH, al momento presentati nei due modelli TH33 e TH38, motorizzati fuoribordo, rispondono esattamente a queste caratteristiche.
È l'evoluzione del capostipite (il TH36) che ha lanciò nel 2022 il gruppo Beneteau nel mondo dei catamarani a motore. Il TH 38 è un multiscafo di 11,82 metri equipaggiato con due motori fuoribordo di 350 cv ed ha un ponte di coperta in stile bowrider, cioè con un pozzetto a prua e una poppa.


Con una larghezza di ben 4,47 metri, l'estensione del living in pozzetto è decisamente ampia e si articola in due dinette agli angoli poppierti, un imponente mobile cucina a sinistra fronteggiato sul lato opposto da un altro divano. A proravia la postazione di comando e un terzo divano separati dal corridoio che conduce al pozzetto di prua, che è interamente coronato da un divano perimetrale.
Sottocoperta sono disponibili due cabine con bagno, una per ogni scafo, in ambienti dunque per nulla compressi e perfettamente adatti a crociere anche con lunghe permanenze a bordo. Il prezzo dello Jeanneau TH38 dovrebbe rimanere intorno ai 470.000 euro più Iva, che era il costo del catamarano col marchio Four Winns.

Già presentato come novità 2026 da Four Winns si ripresenta con l'ulteriore novità del nuovo brand. La lunghezza degli scafi è di 9,70 metri, misura che pone il nuovo Jeanneau TH33 fra le barche di medie dimensioni, che possono evitare gli oneri dell'immatricolazione, ma la larghezza rimane comunque di rilievo, perché è di 3,81 metri.
Al prezzo di circa 300.000 euro più Iva si può dunque accedere a un catamarano di ultima progettazione e meno impegnativo dal punto di vista della gestione sia economica sia di governo della barca, ma comunque di buone potenzialità crocieristiche e di accoglienza a bordo.

Nel layout di coperta lo Jeanneau TH33 riproduce in proporzioni più compatte quello dell'ammiraglia TH38, mentre negli spazi interni la versione base prevede solo dei vani di stivaggio. È comunque possibile allestire una cabina con bagno richiedendola come optional.
Anche questo catamarano è equipaggiato con due motori fuoribordo, che possono avere una potenza di 250 o 300 cv.
Leggi il nostro articolo completo sul TH33 al tempo in cui era brandizzato Four Wins
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L’Azimut Grande Trideck è un 38 metri che si è già fatto apprezzare nel mondo dei superyacht per molte caratteristiche, fra cui quella di essere un tre ponti “Plus One”, laddove quel “più uno” è una terrazza flottante di 30 mq rialzata rispetto al ponte principale, ma al di sotto del ponte superiore.

L’evoluzione dei tempi, decisamente orientata a vivere esperienze sempre più in simbiosi con la natura, hanno conseguentemente portato il cantiere a sviluppare nuovi interni per la sua attuale ammiraglia, e per questo ha affidato l’incarico a m2atelier.
Il principio su cui si fonda l’evoluzione del Grande Trideck, il cui design esterno è di Alberto Mancini, è quello del Barefoot Luxury, cioè incastonare in un ambiente naturale ciò di cui l’uomo ha bisogno per vivere l’esperienza del viaggio in modo più autentico, sostenibile e in armonia con il mondo circostante.

L’espressione creativa di m2atelier a bordo dell'Azimut Grande Trideck si rivela quindi in una coreografia di prospettive mutevoli, che lasciano grande spazio anche alla luce.
La stessa suite armatoriale, in un gioco di trasparenze, specchi, colori e grandi vetrate enfatizza la luce, per dare atmosfere più naturali e ampliare la sensazione di spazio, che fa sentire ancora più vicini al mare.

Ogni elemento, sia all’esterno sia nelle cinque cabine e nel salone, punta a creare spazi dinamici ma al tempo stesso composti, che esprimono apertura ma senza sacrificare l’intimità.
Un altro esempio è il ponte di prua, in cui ora si incastona una piscina integrata da due grandi chaise longue ai lati e da un’isola prendisole di fronte, per una vita outdoor scandita in un prestigioso ambiente privato, ma completamente immerso in un contesto naturale.



Gli interni accolgono arredi realizzati su misura da Giorgetti su disegno di m2atelier e, nella visione di Marijana Radovic e Marco Bonelli, il linguaggio è caldo, misurato ed essenziale, definito da forme pure e materiali ricchi di texture e profondità tattile.


Un'espressione decisamente rappresentativa del nuovo design è nel cosiddetto Unveiling Wall, cioè una parete sviluppata come un’opera d’arte, che coniuga il cannettato verticale con un meccanismo scorrevole, che rivela con teatralità lo schermo TV.
L'attuale ammiraglia (non si sa ancora per quanto, perché c'è in progetto un 44 metri) di Azimut Yachts si sviluppa su tre ponti, ma non tutte le cabine sono su quello inferiore, anzi, c'è variabilità di layout in base al numero di alloggi.

Il layout standard è con cinque cabine, di cui quattro nel ponte inferiore (3 matrimoniali e una doppia) e l'armatoriale a prua del ponte principale, in un'area che ne occupa una parte decisamente vasta.

All'equipaggio è destinato l'intero quartiere prodiero del ponte sottocoperta che si articola in quattro cabine e un living con dinette e cucina. Naturalmente tutte le cabine sono con bagno privato.
La sesta cabina su richiesta, che è matrimoniale e sempre con bagno ensuite, è prevista nell'upperdeck, nello spazio ricavato fra la postazione di comando a prua e il salotto poppiero.
| Lunghezza f.t. | 38,22 m |
| Larghezza | 7,98 m |
| Immersione alle eliche a pieno carico | 2,02 m |
| Dislocamento a pieno carico | 192.000 kg |
| Motori standard | 2x2400 cv |
| Motori optional | 2x2600 cv |
| Velocità massima | 24 nodi |
| Velocità di crociera veloce | 21 nodi |
| Serbatoio carburante | 22.500 l |
| Serbatoio acqua | 4.000 l |
| Cabine ospiti | 5 / 6 |
| Cabine equipaggio | 4 |
| Bagni ospiti / equipaggio | 7 / 4 |
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