Il debutto di Audison è previsto all'imminente Cannes Yachting Festival di inizio settembre ma, in realtà, è la divisione Marine del marchio a fare il suo esordio nella nautica da diporto, perché per quanto riguarda la tecnologia e l'innovazione, il brand è già ben consolidato.
Dietro, infatti, c'è il gruppo multinazionale italiano Elettromedia che opera dal 1987 e che, con i marchi Audison, Hertz e Lavoce, diffonde in 72 Paesi nel mondo i suoi impianti e soluzioni audio, che realizza in un modello produttivo totalmente integrato, dalla ricerca, progettazione e sviluppo fino alla distribuzione del prodotto finito pronto per l'installazione.


Tutto fatto in casa, dunque, da un team composto da più di 80 specialisti, fra ingegneri e ricercatori che, essendo interni all'azienda, possono seguire direttamente tutto il percorso di ogni modello e interfacciarsi anche con i produttori delle barche o con i diportisti per l'installazione e l'assistenza.

Il marchio Audison è presente nel portafoglio di Elettromedia fin dalla fondazione dell'azienda, e finora è stato concentrato nella sfera Premium del mondo automotive.
Amplificatori, processori, altoparlanti, subwoofer e tutto ciò che riguarda la riproduzione e diffusione del suono in altissima qualità rappresentano l'offerta del brand, che ora condivide tutto il know-how sviluppato in quarant'anni di attività con il mondo marine

Il progetto si fonda sul concetto di Marine Audiophile Experience, cioè rendere la qualità dell'ascolto una componente di rilievo all'interno dell'esperienza di navigazione, quindi non più semplicemente un impianto tecnico da utilizzare al bisogno, ma una vera fonte da cui trarre esperienze d'ascolto in tutte le sue sfumature e immersi in un contesto suggestivo come è quello di una barca in mezzo al mare.
Al Cannes Yachting Festival Audison debutta con la gamma top, che si chiama Thesis ed è composta da speaker coassiali da 7,7 e 8,8 pollici, subwoofer da 10 e 12 pollici, amplificatori DSP di nuova generazione, sorgenti digitali e unità di controllo sviluppati per garantire un'integrazione completa a bordo delle imbarcazioni.

A proposito di integrazione, applicando le configurazioni Integra, con la serie Thesis si può creare anche un vero e proprio ecosistema a bordo, dove ogni elemento è chiamato in maniera perfettamente coordinata a fare la sua parte per massimizzare la qualità del suono.
Una qualità che è apprezzata pure dalla Japan Audio Society, che è uno dei più autorevoli enti internazionali in materia di riproduzione sonora ad alta risoluzione e che rilasciato la certificazione Hi-Res Audio ad Audison, che ora è l'unico brand nel settore marine a poter offrire sistemi con questo riconoscimento.

La certificazione attesta la conformità ai requisiti Hi-Res Audio, tra cui una risposta in frequenza estesa fino a 40 kHz: un’ottava in più rispetto allo standard di mercato, a beneficio del realismo strumentale e dell’ampiezza della scena sonora.
Nelle configurazioni Integra c'è pure una componente estetica, perché lo studio dei sistemi è finalizzato anche a integrarli adeguatamente nell'architettura di ogni yacht.
Ma oltre a questo, il design acquisisce pure un valore pratico. Ne è l'esempio la griglia double-wave degli altoparlanti, che ha una geometria studiata apposta per disperdere i suoni provenienti dall'esterno, come per esempio il flusso d'aria negli spazi aperti, e al tempo stesso per deviare l’acqua e ridurre l’accumulo di salsedine.

Tutti i prodotti, poi, hanno un'elevata resistenza agli agenti atmosferici, una resistenza alla nebbia salina fino a 1.000 ore e la certificazione IP65 contro polvere e getti d'acqua.
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Elettromedia
Leggi anche le altre news nella nostra homepage
Debutta al Cannes Yachting Festival 2026 il primo modello flybridge di Fim - Fabbrica Italiana Motoscafi ed è la nuova Fim 580 Contessa, una barca non solo molto ben curata nel design, ma che combina anche il lusso di uno yacht di 17 metri con la grinta di una barca dallo stile sportivo.

Generalmente la definizione "sport top" o "sport fly", più tutti i derivati che ogni ufficio marketing inventa, si attribuisce più alle grandi imbarcazioni hardtop che, per le loro dimensioni, sfruttano la parte superiore del tetto per ricavare una zona fruibile proprio come un flybridge.
L'orientamento alla barca sportiva, ma sempre di classe, è uno dei marchi di fabbrica del cantiere Fim e, a giudicare da diversi dettagli, sulla stessa lunghezza d'onda appare anche l'impostazione di questa nuova 580 Contessa, e di quello che presto sarà una gamma completa di modelli flybridge, che infatti si discostano dal concetto tradizionale di questo tipo di barca.

Per questo motivo, la Fim 580 Contessa non è né "puramente" una barca fly né un open hardtop, ma è un'interpretazione di barca che sta nel mezzo, per l'appunto lo Sport Fly.
Lo si nota, per esempio, dalle linee esterne dinamiche, ma anche da un flybride, anzi, da uno sport fly compatto e arretrato, cosa che non fa comunque mancare nulla in termini di allestimenti. Anzi, al contrario, permette l'introduzione di un elemento poco comune ai fly tradizionali, ma ormai d'obbligo nei coupé, ovvero il tettuccio apribile sopra la postazione di comando.

Il design degli esterni della Fim 580 Contessa, con le linee sinuose e al tempo stesso tirate e con enormi vetrate tanto ai lati della sovrastruttura quanto lungo lo scafo, è di Design aLot, mentre gli interni sono progettati dallo Studio Nerocardinale, che ha creato ambienti molto raffinati e distribuiti in un layout sottocoperta con tre cabine più il salone sul ponte principale.
Questo appare di bell'impatto estetico e sembra anche con una grande volumetria, ma ovviamente lo potremo confermare quando lo vedremo dal vivo; una volumetria che sicuramente sarà ancor più estesa alla vista dalla panoramica che le grandi vetrate laterali sono in grado di portare dentro.



Abbiamo stabilito la definizione di sport fly, quindi ora possiamo focalizzarci su come è strutturato il ponte superiore della nuova Fim 580 Contessa.
Vediamo dunque che si sviluppa in un'area ben circoscritta, che non cerca spazi vuoti, come invece avviene spesso nella zona poppiera dei flying bridge da usare a piacimento magari con arredi amovibili, ma concentra tutta la fruibilità su un divano circolare, che fa da salotto, da dinette da pranzo e da prendisole abbassando il tavolo al livello della seduta.

A giudicare dalla buona inclinazione della scala e dalle dimensioni dei gradini, poi, la salita e la discesa non dovrebbero costituire troppi problemi di ripidità e dunque di salita e di discesa. Un buon motivo per far sì che non si senta la mancanza della cucina sul ponte superiore, ma basta quella sul ponte principale che comunque risulta ben connessa.

Stessa filosofia progettuale in pozzetto, dove un unico elemento, cioè un divano a C, fa anche da dinette e da prendisole.
Qui però gli spazi vuoti da poter sfruttare ci sono, soprattutto quando si abbattono le murate accanto al living, che non solo aumentano il calpestio ma danno anche man forte alla già grande spiaggetta poppiera per avvicinarsi al mare.

L'eleganza si percepisce bene a bordo della Fim 580 Contessa, un'eleganza raffinata, fatta di contrasti di colore chiari e scuri, dove la ricercatezza di stile va a toccare anche le ante degli armadi che sono in vetro oscurato, all'opposto di quello delle enormi finestrature a murata nella cabina dell'armatore, e pure nella Vip, dove sono più ridotte, ma comunque sempre di grandi dimensioni.



L'armatoriale è a poppa su tutto il baglio, mentre la Vip è a prua e condivide il bagno con la terza cabina ospiti, che a sua volta è allestita con due letti separati e che si sviluppa lungo la murata di dritta al centro del layout.

I diciassette metri della 580 Contessa, con il suo peso di 26 tonnellate a vuoto di 29 a pieno, sono spinti da due motori Volvo Penta D11 da 725 cv Ips950, che sono alimentati da una riserva di gasolio di 2.000 litri.

Altre opzioni di installazione al momento non sembrano disponibili, ma è anche vero che siamo ancora in fase di anticipazione, quindi da qui a settembre 2026 il cantiere potrebbe sviluppare anche altre opportunità qualora dovesse ritenerlo utile per assecondare ulteriori richieste dal mercato.
Leggi anche la nostra anticipazione sulla 640 Contessa che verrà
| Lunghezza f.t. | 17,30 m |
| Lunghezza scafo | 15,80 m |
| Larghezza | 4,80 m |
| Immersione | 1,40 m |
| Dislocamento a vuoto | 26.000 kg |
| Dislocamento a pieno carico | 29.000 kg |
| Serbatoio carburante | 2.000 l |
| Serbatoio acqua dolce | 500 l |
| Serbatoio acque nere | 185 l |
| Serbatoio acque grigie | 185 l |
| Capienza scaldabagno | 50 l |
| Generatore | 11 kW standard / 16 kW optional |
| Motori | 2z725 cv Ips950 |
| Portata persone | 16 |
| Posti letto | 6 in tre cabine + 1 per il marinaio |
| Omologazione Ce | Cat. B |
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Fim - Fabbrica Italiana Motoscafi
Dal suo esordio nel 2024 la gamma dei catamarani a motore Yot si espande alla media di un nuovo modello all'anno, prima con il 36 piedi, poi con il 41 e per il 2027 è in arrivo al vertice il nuovo Yot 53 di 16,20 metri, che è anche il primo modello con i motori entrobordo, a differenza degli altri due che sono fuoribordo.
Yot è il brand francese, con cui il proprietario CatanaGroup, che detiene anche i cantieri costruttori di catamarani a vela Catana e Bali, si è insediato nel mercato dei multiscafi a motore, un settore che sta incontrando molti favori anche in mercati finora meno tendenti a questo tipo di imbarcazioni, come per esempio proprio l'Italia.


E lo Yot 53 arriva portando anche alcune particolarità nei layout di bordo, prima fra tutte la terrazza esterna di prua che è una zona coronata da sedute perimetrali, a cui gli ospiti possono accedere facilmente tramite i larghi passavanti, ma l’armatore invece può arrivarci direttamente dalla sua cabina situata sul ponte inferiore, ma connessa da una scala.


Altra caratteristica interessante è la porta a scomparsa a poppa della tuga, per mezzo di un sistema basculante, che di fatto connette il salone al pozzetto. Qui il progettista ha preferito sfruttare la zona come un unico grande living a metà fra dentro e fuori, portando la cucina a prua che, fra l'altro, si sviluppa in un ambiente molto ampio e ben circoscritto da un mobile a C.
Più in generale il cantiere dichiara una superficie disponibile superiore del 40% rispetto a un monoscafo di pari lunghezza, un valore che sintetizza bene il principale vantaggio di questa architettura.
Naturalmente lo spazio, da solo, non basta. La vera sfida consiste nel renderlo funzionale, evitando quell'effetto dispersivo che talvolta caratterizza alcune imbarcazioni di grandi dimensioni.
Da questo punto di vista il lavoro svolto da J&J Design insieme all'ufficio tecnico del cantiere francese, ha introdotto diverse novità, come la già citata cucina in posizione prodiera della tuga, una soluzione poco frequente nel segmento dei power catamaran.

Tale scelta libera completamente la zona poppiera, trasformandola in un ambiente unico che collega il salone interno al pozzetto attraverso l'ormai nota porta basculante già vista sui catamarani Bali.

Nella zona del pozzetto tutto è stato progettato per assecondare il desiderio di spazio e facilitare un contatto più diretto con il mare da parte degli ospiti.

Ci sono quindi le immancabili murate abbattibili, nonché delle zone prendisole a scomparsa integrate nei gradini di poppa, e c'è la piattaforma idraulica che è a immersione.

Il flybridge dello Yot 53 è progettato per uscite con un buon numero di ospiti a bordo, ma è pensato soprattutto per poterlo sfruttare nei più diversi momenti della giornata, anche grazie al grande hardtop che ripara l’intera parte prodiera.

Qui c’è dunque spazio a volontà per godere dell’aria fresca e del panorama. A prua, accanto ai due sedili della postazione di comando, che è a dritta, c'è un divano extra large, dietro cui si estende una zona pranzo con dinette a C per ospitare fino a otto persone e un mobile cucina completo, più una zona solarium con una superficie imbottita a tutto baglio, in grado di accogliere sei persone.

Nella configurazione standard del ponte sottocoperta dello Yot 53, le cabine sono tre, tutte con bagno privato: l'armatoriale è a prua, mentre la Vip è a centro scafo a dritta con il letto disposto di traverso. Sul lato opposto si riflette in maniera speculare lo stesso tipo di cabina, ma con due letti separati.
L'elemento probabilmente più originale del progetto del ponte inferiore è rappresentato dalla cabina armatoriale.
Invece di occupare uno dei due scafi, come avviene nella maggior parte dei catamarani, la suite si sviluppa trasversalmente sull'intera larghezza della prua inglobando i due scafi.

Il risultato è uno spazio che, per dimensioni e impostazione, ricorda quello di yacht sensibilmente più grandi.
Il letto king size è affiancato da un'area relax e da un bagno con zona beauty e lavabi e una toilette ovviamente separata. Ma il dettaglio realmente distintivo è rappresentato dall'accesso diretto al pozzetto prodiero.
La terrazza privata che ne deriva introduce un concetto poco comune in questa fascia dimensionale: uno spazio esterno dedicato principalmente all'armatore, separato dalle aree conviviali normalmente frequentate dagli ospiti.

C'è però la possibilità di optare per un layout con quattro cabine, ricavandone due separate in luogo della grande suite dell'armatore. Va da sé che questa è una soluzione più orientata al charter oppure magari a gruppi di amici che intendono acquistare la barca in società.
A spingere il nuovo multiscafo a motore Yot 53 è una coppia di Yanmar da 440 cv, ma in opzione se ne possono installare anche due da 550 cv, con velocità di crociera rispettivamente di 15 e di 18 nodi e una massima intorno ai 23 nodi. Questi sono i primi dati stimati e comunicati dal cantiere.
Interessante la possibilità di adottare un impianto elettrico a 48 Volt alimentato da batterie al litio, soluzione che permette di utilizzare utenze come la climatizzazione senza ricorrere costantemente al generatore.
Leggi anche: Yot 41, la famiglia di “Power Catamarans” si espande con un nuovo 12 metri

| Lunghezza f.t. | 16,20 m |
| Larghezza | 7,25 m |
| Larghezza con le murate abbattute | 9,95 m |
| Serbatoio carburante | 1.950 l |
| Serbatoio acqua dolce | 750 l |
| Serbatoio acque grigie | 375 l |
| Serbatoio acque nere | 375 l |
| Motori standard | 2x440 cv EB Yanmar |
| Motori optional | 2x550 cv EB Yanmar |
| Persone imbarcabili | 12 |
| Cabine | 3 / 4 |
| Omologazione Ce | Cat. A |
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Yot Catamarans (sito in inglese)
Dopo il gradimento ricevuto dal Wellcraft 28, il marchio americano di proprietà dei francesi di Beneteau compie un ulteriore passo avanti nella propria strategia di espansione della gamma e presenta due nuovi modelli destinati al segmento degli offshore di medie dimensioni: il Wellcraft 33 T-Top e il Wellcraft 33 Speedster.
Due imbarcazioni di 9,45 metri sviluppate per offrire elevate prestazioni e grande versatilità d'impiego, dalle crociere giornaliere alle navigazioni offshore, dalle uscite con la famiglia alle battute di pesca sportiva.

Il progetto del Wellcraft 33, sia nella versione T-Top sia nella Speedster, si distingue per un layout estremamente modulare, che consente agli armatori di configurare la barca secondo le proprie necessità.
Gli spazi sottocoperta possono ospitare fino a due posti letto, mentre il ponte principale in stile walkaround completamente in piano facilita gli spostamenti a bordo, aumentando sicurezza e comfort durante la navigazione.
Nel caso del 33 T-Top, Wellcraft offre inoltre la possibilità di scegliere tra due differenti configurazioni del parabrezza — Sport Windshield e High Windshield — così da adattare la protezione alle diverse condizioni meteo e allo stile di navigazione preferito.



La zona prodiera è stata concepita come un vero spazio dedicato alla socializzazione, con ampie sedute che trasformano la prua in un'area relax ideale durante l'ancoraggio.
Uno degli elementi più interessanti del progetto è però rappresentato dalla possibilità di scegliere tra tre differenti allestimenti del pozzetto di poppa.

L'allestimento Lounge, previsto di serie, privilegia la convivialità. Comprende una seduta a "L", un tavolo removibile in materiale composito e numerosi vani di stivaggio ricavati sotto le panche, massimizzando il numero di posti disponibili.

Per chi utilizza la barca puntando principalmente a rilassarsi senza troppe attività ricreative, Wellcraft propone il modulo opzionale Relax, che trasforma completamente il pozzetto. L'elemento centrale è un grande prendisole capace di ospitare tre persone, dotato di schienale e braccioli regolabili. A poppa trova posto una zona pranzo con pianta a "U", mentre verso prua è presente una panca a tre posti rivolta nel senso di marcia. Il tutto è completato da ampi volumi di stivaggio, pensati per prolungare la permanenza a bordo in pieno comfort.

Esclusiva del Wellcraft 33 T-Top, la configurazione Barracuda si rivolge agli appassionati di pesca sportiva e trasforma l'imbarcazione in una vera fishing boat. L'allestimento comprende cinque portacanne integrati a poppa, una vasca per il pescato da 150 litri dotata di pompa di scarico e maceratore, un vivaio da 120 litri con ricircolo di acqua marina, impianto di lavaggio del ponte, doppia fila di sedute per il pilota, panca abbattibile a tre posti e una completa postazione di preparazione delle esche con lavello, cassetto portaccessori e spazi di stivaggio dedicati.
La dotazione è completata da ulteriori portacanne integrati nelle murate e da supporti sul tetto rigido predisposti per l'installazione di outriggers, confermando la vocazione offshore del modello.

Per tutte le versioni, grande attenzione è stata dedicata anche all'ergonomia della postazione di guida.
La console è progettata seguendo una filosofia completamente "driver oriented", con tutti i comandi facilmente raggiungibili e una visibilità ottimale in qualsiasi condizione di mare. La strumentazione integra i più recenti display Garmin, sistemi audio di ultima generazione e bocchette di ventilazione integrate nel design della plancia.
Wellcraft ha sviluppato i nuovi 33 in collaborazione con lo studio di architettura navale Navia Design, autore di una carena a doppio step studiata per affrontare il mare formato mantenendo elevate doti di stabilità.

L'obiettivo progettuale è di garantire una rapida entrata in planata, una navigazione morbida sull'onda e un controllo preciso anche oltre i 50 nodi di velocità massima, valori che collocano i nuovi modelli tra le barche ad alte prestazioni.
La nuova gamma Wellcraft 33 offre numerose possibilità di configurazione anche sotto il profilo propulsivo.

Si potrà scegliere installazioni con uno o due fuoribordo Mercury V8 o V10, con potenze complessive comprese tra 350 e 700 cavalli, così da adattare le prestazioni alle proprie esigenze di navigazione.
Dal punto di vista costruttivo, i nuovi Wellcraft 33 adottano la tecnologia proprietaria W.I.S.E. (Wellcraft Infusion Structure Engineering), un processo produttivo che combina infusione e iniezione della resina integrando scafo e struttura longitudinale in un unico elemento.
Questa soluzione permette di ottenere una struttura più leggera e rigida, incrementando il rapporto peso/potenza, migliorando le prestazioni e riducendo al tempo stesso il consumo di resina grazie a un impiego più esteso di fibra di vetro, con benefici anche sotto il profilo della sostenibilità ambientale.
Il debutto ufficiale del Wellcraft 33 T-Top è fissato per il Cannes Yachting Festival, in programma dall'8 al 13 settembre 2026, dove il modello farà la sua prima apparizione mondiale.


| Lunghezza fuori tutto | 9,45 m |
| Baglio massimo | 3,17 m |
| Pescaggio (senza motori) | 0,90 m |
| Dislocamento a vuoto | 3.900 kg |
| Potenza installabile | da 350 a 700 cv complessivi |
| Capacità carburante | 750 litri |
| Serbatoio acqua dolce | 160 litri |
| Persone imbarcabili | 8 (cat. B) – 12 (cat. C) |
| Posti letto | 2 |
| Omologazione Ce | Cat. B / C |


Clicca ed entra nel sito ufficiale di Wellcraft (sito in italiano)
Non solo un nuovo modello, ma anche la nuova ammiraglia del cantiere Idea Marine. Idea 100 esordisce quindi in grande stile con i suoi 10,20 metri fuoritutto (e carena di 9,50 m) fatti di bel look e tanta versatilità, che lo portano a essere un motoscafo da diporto giornaliero per navigare in piena velocità con 800 cavalli a poppa.
Ma è anche una barca per andare in crociera con tanta comodità ed eleganza. E proprio in prospettiva crocieristica si può apprezzare ancora di più il fatto che questa barca può essere omologata in categoria A, cioè senza limiti dalla costa, come i grandi yacht.

Qualunque sia la scelta di utilizzo dell’Idea 100, si apprezzerà comunque il suo grande pozzetto molto ben protetto dalle murate alte e pure modulabile a seconda delle esigenze del momento, grazie alle diverse possibilità di configurare le sedute.

La dinette poppiera ad angolo è servita da un tavolo molto lungo e ripiegabile, per favorire l'accesso alle otto persone che può accogliere comodamente. Non manca poi il mobile cucina dietro la postazione di comando e il prendisole prodiero.
Sorprendente è la plancia di comando, che è una grande consolle tutta tecnologica, componibile con due chartplotter affiancati, il joystick e altri display.

Sottocoperta l’ambiente rivela tessuti e legni chiari, che definiscono un’atmosfera raffinata e resa ancor più luminosa dalle due lunghe vetrate laterali.
Qui si trova la dinette prodiera trasformabile in letto, più un vano poppiero con un altro letto per due e il bagno separato con doccia indipendente. La barca è personalizzabile sia nei colori sia nei tessuti.

L'Idea 100 monta due motori fuoribordo, con potenze che vanno dall'equipaggiamento minimo di 2x250 cv a quello massimo di 2x400 cv.

| Lunghezza f.t. | 10,20 m |
| Lunghezza scafo | 9,50 m |
| Larghezza | 3,05 m |
| Dislocamento a vuoto | 5.050 kg |
| Motori | da 2x250 a 2x400 cv |
| Portata persone | 10 (Cat. A) - 12 (Cat. B) |
| Omologazione Ce | Cat. A - B |
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Idea Marine
Clicca e scopri anche le altre news nella nostra homepage
Non solo design ricercato, ma anche un animo sportivo per il Lilybaeum Lipari 31, il nuovo open di 9,60 metri del cantiere siciliano. Basti considerare la carena a V profonda e la potenza massima installabile di 800 cv complessivi per capire che qui, oltre al relax a bordo, c’è anche da divertirsi in veloci navigazioni entusiasmanti. La motorizzazione minima, invece, è di 400 cv.

C’è poi la prua svasata, mutuata dai fisherman americani, che è utile per ammortizzare il colpo sull’onda e rendere dunque morbida la navigazione su mare formato.
Tutto questo si fonde con l’eleganza che Lipari 31 riesce a esprimere tanto all’esterno quanto nei dettagli a bordo e nelle finiture di pregio dei complementi d’arredo.

Tutto il ponte principale rivela tanti spazi dove potersi rilassare, a partire dai due prendisole a poppa con un corridoio in mezzo per agevolare il transito degli ospiti, il tutto realizzato su un pianale che può aprirsi in maniera basculante e rivelare un enorme vano di stivaggio, cosa preziosissima su barche open di questo genere.
Si prosegue poi nel pozzetto, dove ci sono due divani affacciati su un ampio mobile cucina ricavato dietro al divano del driver.

La zona di pilotaggio vede una plancia compatta ma sufficientemente ampia per poter installare due display di grandi dimensioni, più tutta la pulsantiera e altro spazio per strumenti analogici e ulteriore strumentazione aggiuntiva.
La zona di prua regala un altro living completo di una dinette a coronamento del triangolo prodiero che, abbassando il tavolo, può trasformarsi in un prendisole su cui sdraiarsi. In più c'è un ulteriore divano fronte marcia ricavata sul cassero prodiero.

A bordo del Lilybaeum Lipari 31 è previsto anche uno spazio interno, che di base prevede l'allestimento di un bagno con doccia, ma su richiesta si può aggiungere una cuccetta a due posti nello spazio prodiero.
A proposito di opzioni, da segnalare che la barca è personalizzabile nei colori dello scafo, delle cuscinerie e nel materiale di rivestimento del pagliolo. Sul sito del cantiere ognuno può configurare la barca in base alle proprie preferenze.

| Lunghezza f.t. | 9,60 m |
| Larghezza | 3,00 m |
| Immersione | 0,60 m |
| Dislocamento | 3.000 kg |
| Serbatoio carburante | 700 l |
| Serbatoio acqua | 140 l |
| Persone imbarcabili | 10 (Cat. B) - 14 (Cat. C) |
| Motori | da 2x200 cv a 2x400 cv fuoribordo |
| Omologazione Ce | Cat. B - C |
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Lilybaeum Yacht
Dopo aver lanciato novità nelle alte sfere della sua gamma, il cantiere lombardo torna alla base e presenta il nuovo Lomac Turismo 8.5, che debutterà ufficialmente al prossimo Salone Nautico di Genova (1-6 ottobre 2026), ma che però sarà svelato in anteprima a luglio in un tour di presentazione con diverse tappe in nel Mediterraneo.
In una gamma di gommoni e maxi rib decisamente articolata, quale è quella di Lomac, mancava ancora un buon innesto per presidiare meglio una fascia importante di mercato - quella dei gommoni autentici - cioè quei battelli sotto i 10 metri, che rimangono fedeli al concetto di navigazione comoda e divertente, ma senza volersi dare ulteriore importanza attraverso l'aggiunta di altri elementi più sofisticati.

È vero che è un segmento di mercato un po' in sofferenza in questo periodo dal punto di vista della diffusione, perché si rivolge a diportisti il cui potenziale di spesa è strettamente legato alla congiuntura economica del momento, ma è quello sicuramente destinato a superare sempre le crisi e dunque a durare nel tempo, perché è un mercato animato da persone mosse proprio dalla passione per la nautica e non semplicemente per esprimere uno status che, dopo un po' di tempo, magari esaurisce la vena di entusiasmo.
Proprio ai veri appassionati è dedicata l'intera gamma Turismo che ora, con l'arrivo di questo gommone di 8,5 metri, sale a tre modelli insieme al Turismo 7.0 e al 9.5.
Il Lomac Turismo 8.5 appare come un gommone essenziale, ma non per questo privo di un bel design, che è realizzato da Federico Fiorentino, e di dettagli che ne elevano il comfort. Lo si può osservare a colpo d'occhio guardando tutto il piano di coperta, dove a poppa si ha un divano a tutto baglio convertibile in dinette e anche in prendisole.

Da notare poi la finezza delle due "ali" rialzate ai lati che avvolgono la dinette fornendo uno schienale alle sedute laterali e creando al tempo stesso un ambiente più protetto ai bordi esterni.
A prua il prendisole è decisamente esteso e vi fa capo anche un divanetto a due posti fronte marcia, per godersi sia la navigazione in prima linea sia la compagnia di chi è steso a prendere il sole.

In realtà, questo divanetto nasconde anche il portello di accesso al vano interno ricavato sotto la consolle di comando, che può essere utilizzato come locale toilette o come semplice spogliatoio e vano di stivaggio.
Uno sguardo particolare al centro del gommone mette in evidenza l'importanza della plancia di comando, che non si struttura su una semplice colonna verticale, come ci si potrebbe aspettare da un gommone di queste dimensioni, ma si sviluppa su un elemento di bel design, dove tutta la strumentazione si può distribuire in maniera ordinata, come si può notare dai due display speculari e dalla pulsantiera al centro, lasciando ulteriore spazio per gli accessori come il joystick ed eventuali altri display o comandi degli impianti di bordo. Caratteristica peraltro comune a tutta la gamma Turismo.

Altrettanto molto curata è la seduta del pilota e del copilota, che si articola in due poltrone con schienale fasciante e la porzione di sedile ribaltabile per permettere anche la guida in piedi.
Naturalmente il supporto sottostante non poteva che essere sfruttato come mobile grill ribaltando il pianale su cui poggiano le poltrone e riservare uno spazio al frigorifero, che è rivolto verso la dinette.
Per procurarsi l'ombra ci sono tre possibilità: o si mette un tendalino a scomparsa oppure si sceglie il Lomac Turismo 8.5 T-Top, che a sua volta ha due opzioni.


Si può infatti scegliere fra la copertura in tessuto oppure in vetroresina e carbonio. In entrambi i casi, il top poggia su una struttura tubolare.
Anche la carena è progettata da Federico Fiorentino e l'ha studiata con l'obiettivo di farle superare i 50 nodi, oltre ovviamente a badare pure alla stabilità di navigazione.
Proprio per questo, il nuovo Lomac Turismo 8.5 prevede l'installazione sia di un solo motore fuoribordo sia di due. Nel primo caso, il range previsto va da 250 a 425 cv, nel secondo caso la configurazione è di 2x200 cv.

In questo modo il gommone è in grado di assecondare alla stessa stregua le esigenze di chi cerca una navigazione divertente con buone velocità di punta e chi invece cerca la massima velocità possibile e andare oltre il fatidico muro dei 50 nodi.

| Lunghezza f.t. | 8,50 m |
| Lunghezza di omologazione | 7,98 m |
| Larghezza | 3,14 m |
| Larghezza da sgonfio | 2,50 m (carrellabile) |
| Altezza specchio | 762 mm |
| Dislocamento a vuoto | 1.800 kg circa |
| Motori | 1 da 250 a 425 cv o 2x200 cv |
| Materiale tubolari | Hypalon Orca |
Clicca ed entra nel sito ufficiale del cantiere Lomac
I tempi evolvono e alla stessa stregua Sessa Marine evolve la propria strategia industriale in vista degli sviluppi di mercato futuri.
Una vision che si muove su tre direttrici ben definite: rafforzamento del brand, evoluzione coerente della gamma e integrazione con partner tecnologici di riferimento, in un percorso già avviato e che è stato presentato alla stampa, ai dealer e ai partner a inizio aprile in un evento sul Lago d'Iseo.
Questa visione strategica non è da considerarsi come un nuovo punto di partenza di Sessa Marine, bensì come un nuovo passaggio attraverso un più ampio percorso già avviato nel momento in cui la famiglia brasiliana Vieira, a capo del gruppo Intech Boating, è entrata nella proprietà del cantiere nel 2023.
Sessa Marine, quindi, oggi fa parte di un gruppo industriale organizzato, d'impronta internazionale e con linee manageriali ben definite.
In questo contesto rientra anche la nomina di Roberto Tummolo a nuovo direttore commerciale, un personaggio con un'esperienza ventennale nel settore nautico e una conseguente profonda conoscenza del mercato, che ha il compito di guidare lo sviluppo e il consolidamento della rete vendita, di coordinare i dealer nazionali e internazionali, e definire le linee commerciali a supporto della crescita del brand.

Il cantiere Sessa Marine esiste dal 1958 e la sua mission aziendale ha sempre poggiato su fondamenti precisi, che si sono concretizzati anche nelle oltre 20.000 barche circolanti nel mondo: design italiano, qualità costruttiva, vivibilità degli spazi e semplicità d’uso, in un buon equilibrio fra qualità, prezzo e, perché no, anche status, visto che il brand si è sempre posizionato nella fasce medio alte del mercato, attraverso le due linee Yacht e Key Largo.
La produzione di Sessa Marine si divide sostanzialmente in due tipologie di barche: i motoryacht hardtop e flybridge con 14 modelli da 10 a 21 metri della linea Yacht, e gli open e daycruiser con tre modelli da 7 a 12 metri della linea Key Largo, a cui si aggiunge quest'anno la novità del Key Largo 25, che sarà presentato al prossimo Salone di Genova.
Leggi anche il nostro articolo sul Sessa C3X
Una gamma estremamente articolata, che ha sempre coinvolto un'eterogenea fascia di diportisti in tutto il mondo e che sarà sviluppata ulteriormente, partendo da un’evoluzione profonda della gamma open e da un progressivo restyling della linea Yacht.

Clicca qui per scoprire tutta la gamma Yacht
Clicca qui per scoprire tutta la gamma Key Largo
La prima novità tangibile di questo processo evolutivo di Sessa Marine sarà il nuovo Key Largo 25: "non un semplice nuovo modello, ma il manifesto della nuova Sessa", come hanno espresso in Sessa Marine.
Il KL25 è infatti il modello d'accesso in tutti i sensi. In primis, perché con i suoi 7 metri e poco più, è la barca d'ingresso nella gamma open, e poi perché le novità progettuali che si applicano su questa barca saranno riprese sui nuovi modelli più grandi, che andranno a sostituire quelli attualmente in gamma (il KL27, il KL34 e il KL40).
Ottimizzazione dei volumi interni, rivisitazione degli spazi esterni e, più in generale, una riprogettazione che favorisca la funzionalità a bordo e la facilità di utilizzo sono i campi d'intervento per fare del nuovo Key Largo 25 una barca "smart", cioè piccola e divertente, adatta sia ai giovani sia alle famiglie con bimbi, ma è pure la base concettuale con cui saranno sviluppati anche i restyling delle barche della linea Yacht.

Il tutto con la firma stilistica di Daniele Mazzon che nell'evento a Paratico, sul lago d'Iseo, ha rivelato una prima anticipazione concreta del percorso evolutivo di Sessa Marine, presentando una nuova versione del KL40, il 12 metri al vertice della gamma Key Largo.
Quando si dice "facile da usare" si intende anche avere a disposizione la tecnologia di ultima generazione. L'elettronica per facilitare la navigazione e la gestione degli impianti, e l'apparato propulsivo dotato anche di sistemi come il joystick, per agevolare le manovre in porto, sono elementi fondamentali per i diportisti attuali e, dunque, per le barche di ultima generazione.
Da qui nasce la collaborazione di Sessa Marine con partner industriali di alto livello, come Garmin, che è sempre più focalizzata sull'integrazione sia digitale sia dei sistemi di bordo, e Yamaha il costruttore di fuoribordo, che dispone di tutta la tecnologia necessaria per far sì che il comando della barca sia sempre piacevole ed entusiasmante.
I turchi stanno prendendo sempre più spazio nel mercato delle imbarcazioni a motore. Non hanno certo il nostro design, ma hanno sicuramente tante altre possibilità di creare barche interessanti dal punto di vista non solo della qualità progettuale ma anche di quello del prezzo. E il nuovo 12 metri Sancak Svt 12 Phantom X ne è un'espressione evidente.

Già al suo debutto al Boot di Düsseldor di gennaio, il Phantom X ha rivelato molte caratteristiche interessanti, fra queste colpisce anzitutto il prezzo, che è di 233.000 euro, solo scafo Iva esclusa al listino 2026.
Il prezzo della barca con i motori, invece, da listino dell'importatore italiano, che è G-Boats, è di 320.000 euro, Iva esclusa, con tre fuoribordo Suzuki d 300 cv, comprese le dotazioni standard più vari altri accessori principali per l'utilizzo completo della barca, come il salpancora, l'elica di prua, il chartplotter, l'inverter, l'impianto audio e altro ancora.

Il Sancak Svt 12 Phantom X può montare diverse potenze dei motori, tutti fuoribordo, in doppia, tripla o quadrupla configurazione, per una potenza massima complessiva di 2.000 cv.
La dotazione minima è di 2x350 cv, la massima è invece di 4x500 cv. Al suo debutto la barca è stata presentata con 4 Mercury V10 da 400 cv, che possono arrivare a una velocità dichiarata dal cantiere di oltre 70 nodi, ma come anticipato, non sembra questa la tipologia di barca con cui poter navigare serenamente a questa velocità.

Ci sono diverse opportunità di allestimento del pozzetto, che aprono ad altrettante diverse possibilità di utilizzo del Sancak Svt 12 Phantom X. In base alle scelte la barca può infatti presentarsi come un cruiser a lungo raggio o una barca snella e veloce per uscite giornaliere oppure una vera e propria barca da pesca.
L'allestimento fishing prevede sei portacanne sull’hardtop e altri sulle falchette, più due vasche del vivo posizionate ai due angoli dello specchio di poppa e, nel mezzo, un mobile che può essere allestito come cucina con grill, lavello e piano di lavoro utile anche per la preparazione delle esche.

In alternativa si può sostituire la cucina con un vero e proprio centro preparazione esche, per chi desidera una versione più appropriatamente attrezzata per la pesca sportiva, tanto più che un'altra cucina completa è disponibile a pochi passi nel salone.
Interessante da notare è che il lato frontale di questo mobile ingloba un divano ribaltabile, che crea ingombro solo quando è necessario. È comunque prevista la possibilità di creare altri tipi di allestimento del pozzetto, per esempio con una dinette a U o due sedute laterali, per chi preferisce un living più articolato.
Il portello di accesso in pozzetto è sulla murata di dritta, ma si può richiedere di ricavarlo sull’angolo sinistro dello specchio di poppa.

Un altra particolarità - verrebbe da dire incredibile per una barca di 12 metri - è la seconda plancia di comando in pozzetto (ovviamente optional), che non si limita alla semplice presenza delle manette per poter manovrare in porto, ma dispone di una vera a propria consolle con volante, manette, joystick, display dei motori Mercury e tablet con interfaccia Simrad.
Pozzetto e salone sono uniti in un unico ambiente in continuità fra esterno e interno, così da creare un grande living vivibile da poppa fino a prua. C’è comunque la possibilità di mettere una porta di separazione, per chi desidera un salone chiuso da vivere pienamente anche nelle giornate fredde.

Il living interno prevede una dinette a dritta con due divani fronteggianti e il tavolo nel mezzo, che è dotato di alette ribaltabili per aumentarne l’estensione. Il supporto basculante permette inoltre di abbassare il tavolo all’altezza delle sedute per ricavare altri due posti letto, che si aggiungo ai quattro già disponibili sottocoperta.
Sul lato di sinistra c’è l’altra cucina che si sviluppa su un mobile lineare completamente allestito di tutto ciò che serve in questo ambiente, mentre a prua la postazione di comando si rivela da vero cruiser, cioè con molta strumentazione, fra cui i due charplotter Simrad.

Il ponte inferiore accoglie con un disimpegno ai piedi delle scale di discesa, dove si trovano tre porte: quella prodiera dà accesso alla cabina armatoriale, quella di dritta apre verso il bagno, mentre la porta di poppa conduce alla cabina poppiera con due letti gemelli.
Qui è interessante notare come, pur essendo sotto il pozzetto, questa cabina non faccia mancare una zona a tutta altezza per poter stare in piedi e cambiarsi con maggior comodità.

Leggi anche le altre news nella nostra homepage
| Lunghezza f.t. | 12.00 m |
| Larghezza | 4,00 m |
| Immersione | 0,80 m |
| Dislocamento a vuoto | 10.000 kg |
| Serbatoio carburante | 1500 l |
| Serbatoio acqua dolce | 250 l |
| Serbatoio acque grigie | 135 l |
| Serbatoio acque nere | 135 l |
| Posti letto | 4 + 2 |
| Motorizzazione minima | 2x350 cv |
| Motorizzazione massima | 2x500 cv |
| Omologazione Ce | Cat. B |
| Prezzo senza motori | 233.000 euro + Iva |
| Prezzo con tre Suzuki da 300 cv | 320.000 euro + Iva + accessori vari |

Cilcca ed entra nel sito ufficiale di G-Boats
Apre ufficialmente oggi mercoledì 18 marzoil Napoli Boat Show alla presenza delle autorità locali che, insieme agli oltre 100 espositori, daranno il benvenuto a tutti quelli che approfitteranno di questa manifestazione per vedere, ma soprattutto, provare la barca di proprio interesse.
L'appuntamento è a Castellammare di Stabia (NA) presso il Marina di Stabia a partire dalle 10.00 fino alle 18.30. Orari che saranno validi fino a domenica 22 marzo, tranne venerdì 20, perché in quel caso la fiera rimarrà aperta fino alle 22.00 per lasciare spazio a un after show serale con aperitivi e varie altre iniziative al tramonto.
Il format è quello del “boutique boat show”: non una fiera generalista, ma un salone costruito attorno all’incontro tra chi produce barche e chi le acquista.

È quindi un evento che non punta a coinvolgere le masse pur di fare numeri da strillare successivamente sui giornali, ma è una fiera altamente focalizzata su chi è davvero interessato alle barche. Proprio per attirare un pubblico selezionato, l'ingresso sarà a pagamento, mentre il Golfo di Napoli con il suo specchio acqueo ai piedi di Sorrento, Capri e Ischia faranno da adeguato contesto per provare le barche in uno scenario suggestivo.
Il Napoli Boat Show 2026 è una fiera che abbraccia tutti i segmenti della nautica a motore, dal tender al superyacht, con aziende sia italiane sia straniere.
Gli oltre 100 brand presenti, infatti, si distribuiscono fra molteplici categorie, come le barche a motore, i gozzi, i gommoni, le moto d’acqua, i water toys, i motori marini, gli accessori, i servizi e gli operatori charter.
Clicca qui per la lista completa degli espositori
Il Napoli Boat Show è una fiera interamente galleggiante. Ogni barca è infatti ormeggiata in banchina e rimane sempre a disposizione per le prove, ovviamente su prenotazione diretta con l’espositore.
Chi si aspetta una darsena congestionata da barche che devono fare lo slalom fra l'una e l'altra per uscire, è fuori strada, perché il Marina di Stabia, oltre a essere una suggestiva struttura progettata dallo studio Massimiliano Fuksas, dispone di una vasta area con 900 posti barca, ormeggi per superyacht fino a 100 metri, bacino di carenaggio con travel lift da 200 tonnellate, eliporto, Yacht Club con lounge e aree riservate per presentazioni di prodotto e incontri B2B.

I biglietti sono acquistabili online e presso la biglietteria del salone direttamente all'ingresso in fiera.
Cilcca qui per accedere direttamente alla biglietteria onlinea di TicketOne
Il Marina di Stabia si trova in Corso Alcide De Gasperi 313, a Castellammare di Stabia (Na), nella zona nord della città, al confine con Torre Annunziata. La posizione, affacciata sul Golfo di Napoli, è servita dall'autostrada, da due aeroporti regionali e dalla rete ferroviaria.
Dall'autostrada A3 Napoli-Salerno, uscita "Castellammare di Stabia". Dal casello, seguire le indicazioni per il porto turistico: il Marina di Stabia si raggiunge in pochi minuti. Chi proviene da nord (Roma, Caserta) percorre la A1 fino all'innesto con la A3 in direzione Salerno. Chi proviene da sud (Salerno, Calabria) percorre la A3 in direzione Napoli e prende la stessa uscita. Coordinate GPS: 40.7086° N, 14.4764° E.
L'aeroporto internazionale di Napoli dista circa 30 km dal Marina di Stabia. In auto o con servizio NCC il percorso richiede circa 30-40 minuti, via tangenziale di Napoli e A3 in direzione Salerno, uscita Castellammare di Stabia. È lo scalo più comodo per chi arriva in aereo dall'Italia o dall'estero, con collegamenti operati da tutte le principali compagnie.
Il secondo aeroporto campano, operativo da luglio 2024 con voli EasyJet e Volotea verso diverse destinazioni europee, si trova a Pontecagnano Faiano, a circa 50 km dal Marina di Stabia. Il percorso in auto richiede circa 40-45 minuti: si prende l'autostrada A3 in direzione Napoli, uscita Castellammare di Stabia.
La stazione di Napoli Centrale è collegata a Castellammare di Stabia con treni regionali Trenitalia e con la linea Circumvesuviana (EAV). La distanza è di circa 25 km. I treni regionali impiegano circa 45-55 minuti; la Circumvesuviana, con partenza dalla stazione sotterranea di Napoli Piazza Garibaldi, arriva alla fermata di Castellammare di Stabia in circa 50 minuti. Dalla stazione Circumvesuviana di Castellammare, il Marina di Stabia è raggiungibile a piedi in circa 15 minuti o con un breve tragitto in taxi.

Clicca qui se cerchi una struttura per poter soggiornare a Castellammare di Stabia
