Cantiere Ernesto Riva, la storia della barca lariana a Expo

Il bando “Feeding the future now”, promosso da Regione Lombardia in occasione di Expo 2015, ha individuato il “Project for Expo 2015 – A concept lariano for Europe” del Cantiere Ernesto Riva come proposta innovativa e di promozione delle eccellenze lombarde.

Grazie a questo riconoscimento il progetto e alcune imbarcazioni del Cantiere Ernesto Riva di Laglio, sul lago di Como, saranno esposti in piazza Città di Lombardia, nella sede di Regione Lombardia a partire dal 31 luglio 2015 grazie anche alla sponsorizzazione di DHL Express for Boat and Sailing.
Il progetto, curato dall’architetto Marco Molteni, si inserisce nel percorso culturale di Expo 2015 e si snoda attraverso lo scenario agroalimentare toccando valenze paesaggistiche, storiche, culturali e tecnologiche, andando a recuperare, innovandola, una imbarcazione che ha segnato la storia economica e sociale del Lario, la Gondola lariana, barca da trasporto che ha accompagnato la commercializzazione della produzione agricola della zona e permesso lo scambio e il trasporto di merci e persone.

Un giusto riconoscimento per il Cantiere Ernesto Riva di cui vediamo in queste immagini una dei suoi più recenti modelli: l’Ernesto Riva Jetto 5.3 che si ispira alle linee classiche dei runabout americani degli anni Trenta. Ampiamente personalizzabile, questa barca unisce materiali pregiati, una finitura impeccabile e il tocco unico del maestro d’ascia ad accorgimenti produttivi avanzati come il taglio a controllo numerico con programmi CAD/CAM per assemblaggi perfetti, a garanzia di bassa manutenzione ed elevato valore nel tempo. La carena classica a V planante è dotata di doppio fondo con riserva di galleggiamento e con un motore fuoribordo, con potenza compresa tra 25 e 60 cv, spinge il Jetto 5.3 a 18/30 nodi  di velocità.

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Una storia lunga 300 anni

A sottolineare la tradizione del Cantiere Ernesto Riva pubblichiamo anche due citazioni particolarmente significative: la presentazione della trasmissione trasmessa da RAI 5 e l’articolo scritto da Giuseppe Guin per La Provincia.

“12 generazioni di storia nella bottega delle barche fatte a mano. Daniele Riva, che dei Riva di Sarnico è solo un lontanissimo parente per via di un trisnonno, è un sepultùn, un vero mastro d’ascia che disegna e costruisce barche rigorosamente in legno. Merce rara nell’invasione della plastica e della fibra di carbonio. Qui si fanno solo scafi in legno nostrano: castagno, larice, frassino e rovere, che prendono forma a Laglio e a Manslianico, sul Lago di Como. Assi di legno e 25 strati di vernice per realizzare i Dinghy più famosi della vela per veri intenditori. Quanta storia sulle barche di legno!”

“Ci sono in mezzo 300 anni di storia. Tra il suo trisnonno che si chiamava Giovanni, detto Sepultùn e suo figlio di appena 9 anni, di nome Stefano, sono trascorsi quasi 300 anni. Stanno tutti scritti qui, in questa piccola darsena del lago (di Como), a Laglio, chiamata Sùstra. È una bottega di maestri d’ascia della stirpe dei Riva, che ha ancora il pavimento a risciàda e, sull’architrave d’ingresso, una data scolpita, il 1771”.

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