Laboratorio Prove dell’Università di Messina, dalle competizioni al diporto?

Il Laboratorio Prove dell’Università di Messina verifica i materiali delle barche da competizione, un servizio utile anche per il diporto?

L’UIM (Union International Motonautique) ha accreditato il Laboratorio Prove dell’Università di Messina (o più semplicemente Uni-Me) quale Ente certificatore. Grazie ai buoni uffici e all’impegno di Sergio Abrami (che per conto dell’UIM segue le problematiche legate alla sicurezza dove la qualità dei materiali e delle loro lavorazioni riveste un ruolo fondamentale), il Laboratorio Prove dell’Università di Messina, sotto la guida di Eugenio Guglielmino, ha raggiunto l’obiettivo che lo certifica come “UIM Certified Test Laboratory” e lo pone come riferimento per tutte le verifiche strutturali che si ritengano necessarie.

Laboratorio Prove dell’Università di Messina

Il Professor Eugenio Guglielmino, al centro, con i suoi collaboratori, Professor Filippo Cucinotta (a destra) e Ingegner Felice Sfavrara.

Laboratorio Prove dell’Università di Messina all’avanguardia

Una struttura che dispone di attrezzature di ultima generazione con personale altamente qualificato, una vera eccellenza italiana. Così si potrebbe riassumere in poche parole la motivazione che ha portato all’investitura da parte dell’UIM, non solo un atto formale a giudicare dai numerosi test che sono stati già affidati alla struttura siciliana a pochi giorni dalla nomina.

A raccontarci quali sono stati i primi interventi è lo stesso Eugenio Guglielmino, dal 2001 Professore ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina, nel settore disciplinare di Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine, nonché responsabile del Laboratorio Prove dell’Università di Messina.

 

“I test effettuati consistono in prove di flessione a quattro punti su provini sandwich di 800 mm – spiega Guglielmino -. I test sono di tre tipi differenti in funzione della classe della barca: Class 1, X-Cat e i più piccoli Formula Nation Cup. I sandwich hanno un “core” in pvc o balsa e pelli di carbonio, kevlar e carbonkevlar (in genere tutti contemporaneamente a strati alterni) e i test consistono nel verificare che con una determinata forza impressa non si superi una certa freccia senza rompersi. In ogni caso i provini vengono portati tutti a rottura verificando i soliti parametri: in particolare, tangenza all’origine, forza massima e freccia massima. Sono anche stati effettuati test di impatto e ne abbiamo in programma altri a impatto ripetuto; i primi sono stati anche controllati con la scansione 3D per calcolare le energie assorbite. Abbiamo inoltre verificato una tipologia specifica di test per le finestrature in policarbonato, in particolare per testare gli incollaggi”.

Laboratorio Prove dell’Università di Messina

“Come citato in precedenza – prosegue Guglielmino -, gli interventi principali del Laboratorio Prove dell’Università di Messina hanno riguardato scafi monocarena di Classe 1 per conto di committenti statunitensi (Marine Technology del Missouri) e dell’Abu Dhabi Racing Team; per questi ultimi abbiamo verificato anche particolari del loro catamarano XCAT, mentre per la Formula Nation Cup le richieste ci sono arrivate dall’Italia e dalla Danimarca. Le verifiche sulle finestrature ci sono state invece commissionate dal Victory Team di Dubai e dalla romana Comint. Come si può notare una domanda estremamente diversificata a livello mondiale, ma con un unico denominatore comune: la ricerca di maggiore sicurezza, ma anche lo sviluppo di soluzioni che sappiano combinare performance e il rispetto delle normative per tutelare l’incolumità dei piloti”.

Laboratorio Prove dell’Università di Messina

 

Quali le opportunità per la nautica da diporto

È naturale chiedersi quali possano essere gli sviluppi per trasferire nella nautica da diporto le soluzioni testate e sviluppate dal Laboratorio Prove dell’Università di Messina?
“Come accade anche in altri ambiti, dalla Formula 1 all’America’s Cup, il mondo degli sport di eccellenza è un motore trainante dell’innovazione tecnologica per le applicazioni di tutti i giorni – conferma Guglielmino -. Così avviene anche per le competizioni motonautiche che sono un vero e proprio laboratorio di test per le nuove soluzioni progettuali e costruttive. I materiali leggeri e performanti che studiamo sono un anticipazione del futuro che consentirà anche alla nautica da diporto e alle navi commerciali dei prossimi anni ingenti risparmi in peso, con le evidenti conseguenze per l’ambiente, oltre a strutture più affidabili e sicure. In questo processo, il trasferimento tecnologico viene facilitato anche dal mondo della ricerca: i nostri laboratori si candidano a essere un punto di aggregazione per il mondo della competizione, i cantieri navali e i professionisti, per aprire la strada al mondo della nautica che verrà.
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