Via libera al redditometro, ma con modifiche sulla Privacy. Parola di Garante

Questo è quanto ha in sostanza decretato ieri al termine del suo esame il Garante Antonello Soro, il quale ha dato il via libera all’utilizzo del redditometro, ma non prima che l’Agenzia delle Entrate abbia apportato i correttivi demandati dall’autority, affinché la procedura dei controlli fiscali non invada la sfera privata, indagando oltre i dati noti in possesso dell’ente che controlla.

Il nodo della questione sta sul fatto che l’accertamento sintetico (questo è il termine tecnico del redditometro), così come è ora, non si basa soltanto sui dati presentati dal contribuente, ma prende in esame anche spese calcolate in via presuntiva sulla base dei dati Istat, che attribuisce un ammontare mensile medio di spese alimentari e di sostentamento a ognuna delle 11 tipologie di famiglia. Il Garante, invece, vieta l’uso di dati presunti, ma vuole che il controllore operi su evidenze certe per verificare la congruità fra introiti e spese, così come anche il contraddittorio deve fondarsi solo sulla dimostrazione delle spese effettive sostenute dal contribuente chiamato a rispondere.

In quanto ad anomalie sulla tutela della privacy, il redditometro aveva già subito un primo stop proprio al momento del suo avvio l’anno scorso in primavera, quando il tribunale di Napoli, accogliendo il ricorso di un pensionato, vietò l’uso di questo strumento con la motivazione che una famiglia non avrebbe più potuto sentirsi libera di gestire il proprio denaro, anche per questioni delicatissime come spese mediche e farmaceutiche relative a determinate malattie, senza l’intrusione del potere esecutivo, che in questo modo può fotografare anche i lati più privati e delicati dei contribuenti e delle persone a lui vicine.

Il redditometro come positivo cambio di atteggiamento sui controlli fiscali
Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate
Si tratta comunque di incidenti di percorso, perché, discorso Istat a parte, l’accertamento sintetico è nato proprio con questo spirito, cioè non andare a verificare “come” si spende il proprio denaro, bensì “quanto” si spende. In sostanza al fisco non interessa se un contribuente ha speso 200mila euro per una bicicletta, un’auto o una barca, ma vuole solo sapere se quei 200mila corrispondono al potere di spesa determinato dal reddito di quel contribuente. Tant’è vero che oggi la barca non è più considerata un bene di lusso che solo pochissimi eletti possono permettersi, ma è paragonata alla stregua di un qualsiasi altro bene, purché si dimostri di poterselo permettere. E la mentalità è cambiata anche per la gestione della barca, perché prima il fisco calcolava specifiche spese per il suo mantenimento, che l’armatore doveva dimostrare di potersi pemettere indipendentemente dal fatto che le avesse fatte o meno. Oggi, invece, dovrete presentare le fatture solo delle spese realmente effettuate (esempio meccanico, rimessaggio ecc.) e il fisco valuterà se queste spese sono congrue con il vostro reddito.

Ecco le modifiche al redditometro
31/03/2009 ROMA, UN CAFFE' CON L'ONOREVOLE NELLA FOTO ANTONELLO SOROChiarito lo spirito del redditometro, vediamo ora in sintesi le misure che renderanno questo strumento di controllo fiscale conforme alla normativa sulla privacy, che vi saranno utilissime per evitare eventuali abusi.

Profilazione
Il reddito del contribuente potrà essere ricostruito utilizzando unicamente spese certe e spese che valorizzano elementi certi (possesso di beni o utilizzo di servizi e relativo mantenimento) senza utilizzare spese presunte basate unicamente sulla media Istat.

Spese medie Istat
I dati delle spese medie Istat non possono essere utilizzati per determinare l’ammontare di spese frazionate e ricorrenti (es. abbigliamento, alimentari, alberghi ecc.) per le quali il fisco non ha evidenze certe. Tali dati infatti, riferibili allo standard di consumo medio familiare, non possono essere ricondotti correttamente ad alcun individuo, se non con notevoli margini di errore in eccesso o in difetto.

Fitto figurativo
Il cosiddetto “fitto figurativo” (attribuito al contribuente in assenza di abitazione in proprietà o locazione nel comune di residenza) non verrà utilizzato per selezionare i contribuenti da sottoporre ad accertamento, ma solo ove necessario a seguito del contraddittorio. Il “fitto figurativo” dovrà essere attribuito solo una volta verificata la corretta composizione del nucleo familiare, per evitare le incongruenze riscontrate dal Garante (che comportavano l’attribuzione automatica a 2 milioni di minori della spesa fittizia per l’affitto di una abitazione).

Esattezza dei dati
L’Agenzia dovrà porre particolare attenzione alla qualità e all’esattezza dei dati al fine di prevenire e correggere le evidenti anomalie riscontrate nella banca dati o i disallineamenti tra famiglia fiscale e anagrafica. La corretta composizione della famiglia è infatti rilevante per la ricostruzione del reddito familiare, l’individuazione della tipologia di famiglia o l’attribuzione del fitto figurativo.

Informativa ai contribuenti
Il contribuente dovrà essere informato, attraverso l’apposita informativa allegata al modello di dichiarazione dei redditi e disponibile anche sul sito dell’Agenzia delle entrate, del fatto che i suoi dati personali saranno utilizzati anche ai fini del redditometro.

Contraddittorio
Nell’invito al contraddittorio dovrà essere specificata chiaramente al contribuente  la natura obbligatoria o facoltativa degli ulteriori dati richiesti dall’Agenzia (es. estratto conto) e le conseguenze di un eventuale rifiuto anche parziale a rispondere.

Dati presunti di spesa, non ancorati ad alcun elemento certo e quantificabili esclusivamente sulla base delle spese Istat, non potranno costituire oggetto del contraddittorio. E questo perché la richiesta di tali dati  – relativi ad ogni aspetto della vita quotidiana, anche risalenti nel tempo – entra in conflitto con i principi generali di riservatezza e protezione dati sanciti in particolare dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Avete dubbi sulla vostra posizione fiscale? Fate il test da soli
Se volete farvi un’idea precisa sulla congruità fra il vostro tenore di vita e il vostro reddito, l’Agenzia delle Entrate ha realizzato un software da scaricare che, lavorando offline, può essere utilizzato in forma del tutto anonima e privata. Una volta compilati i campi richiesti, vi verrà dato il segnale verde o rosso, a seconda che siate considerati “coerenti” o meno con il vostro reddito.

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Guarda il video di spiegazione del Redditest: Il Redditest – Agenzia delle Entrate

Il video Domande & Risposte sul Redditest: Il Redditest – Domande & Risposte

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