Spassarsela con pochi cavalli si può! Ecco i nuovi 4, 5 e 6 cv di Suzuki

Me lo avevano preannunciato dall’ufficio stampa di Suzuki con un sms già un bel po’ di tempo prima. Messaggio: “Tieniti pronto per Suzuki Senza Frontiere”. Risposta: “Oddio, devo cominciare ad allenarmi?”. Conferma: “Sì!”.

Ci voleva poco per intuire che stavano organizzando una competizione sulla falsa riga dei famosi Giochi Senza Frontiere, che tanta partecipazione e seguito hanno avuto in Tv fra gli anni Ottanta e Novanta. Mi aspettavo una cosa simpatica, ma non così simpatica. Mi aspettavo una gara fra colleghi, ma non una “battaglia” all’ultima accelerata. È stato bellissimo. E tutto per presentare i nuovissimi motori DF 4A, DF 5A e DF 6A della casa giapponese.

Manchette-Newsletter-BoatMagDel resto se dal punto di vista della descrizione tecnica su motori così piccoli c’è molto da dire, e nel caso di questi nuovi fuoribordo molto c’è da raccontare sul fronte delle innovazioni, sotto il profilo pratico risulta inessenziale organizzare una prova con il classico rilevamento dettagliato di tutti i dati. Meglio privilegiare l’attenzione sulla maneggevolezza, la leggerezza, l’affidabilità e la facilità d’uso.

Cosa si sono inventati allora in Suzuki Italia per esaltare queste doti? Una cosa geniale! Creare una serie di giochi che potessero portare all’estremo queste caratteristiche e dunque far rilevare al meglio la capacità di reazione dei nuovi motori. E a reagire non sono stati solo i motori, ma anche noi giornalisti che, una volta “gettati” nell’arena, ovvero la bellissima baia antistante il parco termale del Negombo, a Ischia, abbiamo tirato fuori una combattività tipo da finalissima di Champions League, non tanto perché in palio per il primo e il secondo arrivato c’era un gommone della serie Il Suzukino, ma soprattutto perché le gare erano, sì, molto divertenti, ma per nulla facili.

Suzuki Senza Frontiere 1

La prima è stata in spiaggia: motore mezzo smontato con i pezzi a terra. Giornalisti divisi in due squadre. Obiettivo: capire di che parti si trattava e rimetterle al loro posto. Una cosa non proprio elementare, ma ancora fattibile senza perderci troppo la faccia. Peccato che i “malvagi” di Suzuki Italia, insieme ai pezzi smontati abbiano mischiato anche componenti di altri motori, che bisognava riconoscere e, dunque, scartare. Risultato: tutto sommato non troppo vergognoso. Sono stati solo un paio per squadra i pezzi “misteriosi” che nessuno sapeva dove montare.

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Più facile, ma solo sulla carta, la seconda gara che vedeva equipaggi di due persone per gommone, un Suzukino di 2,20 metri con il nuovo fuoribordo DF6A, impegnati a effettuare due volte un percorso slalom nel minor tempo possibile, la prima a marcia avanti, la seconda a marcia indietro. Ora, manovrare in retromarcia è un gioco da ragazzi, cercare di farlo il più velocemente possibile un po’ meno, perché richiede la ricerca dell’assetto più efficace spostando sapientemente i pesi; se a questo aggiungiamo che durante il percorso gli altri equipaggi facevano la loro sfida a chi tirava più secchiate d’acqua per rallentare la corsa del team in gara, anche solo guadagnare pochi secondi è diventata impresa ardua. Una buona occasione, comunque, per testare la maneggevolezza del motore e le buone capacità velocistiche… anche nei percorsi a ostacoli.

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Altra gara per rilevare la velocità e la morbida progressione dell’accelerazione, ma pure per apprezzare la stabilità del Suzukino 220, è stata quella che aveva come obiettivo di partire dalla spiaggia con un vassoio in mano con sopra quattro bicchieri pieni d’acqua, salire a bordo del Suzukino col compagno al timone e fare un percorso fra le boe tornando in spiaggia con i bicchieri ancora pieni d’acqua. Risultato: c’è chi è tornato senza perdere una goccia d’acqua, chi con alcuni bicchieri vuoti e chi invece con i bicchieri rabboccati con acqua di mare nell’ingenuo tentativo di far fesso un napoletano, Giuseppe Penta (Area Manager di Suzuki Italia), che insieme al direttore commerciale Marine, Paolo Ilariuzzi, era il giudice delle gare.

Spunto e capacità di ripresa dei nuovi piccoli di Suzuki sono stati ben testati nel gioco chiamato “Gli anni Sessanta”. Missione: indovinare il titolo delle canzoni diffuse da un megafono sulla linea di partenza. Obiettivo: fare un rettilineo alla massima velocità (era consentito al prodiere di aumentare la marcia a bracciate) per arrivare per primo alla linea d’arrivo e, solo a quel punto, dichiarare il titolo. Meno male che eravamo su gommoni, perché, per la combattività di cui sopra, non sono mancate le speronate tipo “autoscontro”.

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Ma una delle gare più divertenti è stata la parodia del celebre film “Non guardarmi, non ti sento”, dove il timoniere doveva manovrare il Suzukino 220 a occhi opportunamente coperti in uno slalom in cui era il prodiere a dire quando e dove doveva girare.

Queste sono solo alcune delle gare fatte. Date un’occhiata al video e godetevi questi due minuti di Suzuki Senza Frontiere, anche perché nessuno vi vieta di prendere spunto da questa esperienza per organizzare anche voi delle gare con i vostri amici in baia a bordo dei vostri tender. Noi ci siamo davvero divertiti.

Alla resa dei conti, infatti, non ho ancora capito se il primo obiettivo dello staff di Suzuki Italia era quello di farci entusiasmare in un evento davvero originale o se farci provare i suoi nuovi DF 4A, DF 5A e DF 6A (la lettera A contraddistingue i nuovi propulsori da quelli di pari potenza che andranno fuori catalogo),  certo è che posso confermare che la facilità di utilizzo e di gestione, obiettivo intorno a cui si è articolato lo sviluppo tecnologico per questi nuovi motori, è subito percepibile in modo davvero spontaneo.

Facciamo allora un tour attraverso le innovazioni racchiuse sotto la calandra dei nuovi piccoli di Suzuki:

Suzuki DF4A5A6A_3-way storage             Suzuki_DF4A5A6A_Lightweight

1. Peso ridotto a soli 23,5 kg. Sono i più leggeri della categoria.
2. Trasporto facilissimo non solo per la leggerezza, ma anche per l’apposita maniglia e la presa sulla calandra.
3. Il nuovissimo sistema di lubrificazione forzata e di alimentazione a caduta del carburante permettono di rimessare il motore sdraiato su tutti i lati senza bisogno di svuotare la linea d’alimentazione. Una volta rimesso in piedi il motore, il carburante ritrova il suo naturala flusso, che permette al motore di ripartire rapidamente anche dopo lunghi periodi di inutilizzo.
4. È il primo monocilindrico di bassa cilindrata (138 cc) ad avere il filtro dell’olio, che incrementa l’affidabilità e la regolarità di funzionamento dell’impianto nel tempo.
5. Il nuovo avviamento autoavvolgente garantisce un’accensione facile e immediata.
6. Modificata anche la barra di governo che riduce ulteriormente le vibrazioni al braccio.
7. Protezione anticorrosione delle parti metalliche.
8. Più autonomia grazie al nuovo serbatoio integrato da un litro
9. Tilt manuale semplificato con un nuovo sistema di bloccaggio in tre posizioni e sgancio rapido.
10. Nuova grafica e nuovo colore Nebular Black che a seconda della luce diventa nero uniforme o metallizzato.

La videonews estratta dal TG di BoatMag

 

I prezzi Iva compresa

  • Suzuki DF4A …………… 1.300 euro
  • Suzuki DF5A …………… 1.490 euro
  • Susuki DF6A …………… 1.640 euro

Guarda anche la news pubblicata in occasione del debutto a Düsseldorf

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