Nuove barche, nuovi dealer, nuovi accordi. Ecco l’evoluzione di Austin Parker

È un’espansione a tutto tondo quella di Austin Parker, che quest’anno ha annunciato una nuova gamma di imbarcazioni di grandi dimensioni, un accordo con Chris Craft e l’allargamento della rete vendita.

Ma andiamo con ordine. Austin Parker è un cantiere che produce lobster, ovvero quelle barche ispirate alle antiche aragostiere, ma ricreate da Fulvio De Simoni  in uno stile esclusivo e molto moderno, frutto di una creatività che le ha rese famose con una propria identità e riconoscibilità in tutti i mercati del mondo.

Austin Parker 42 Sedan

La gamma va da 36 a 72 piedi, almeno finora… perché il cantiere toscano, che ha sede a Pisa, da quest’anno ha deciso di cambiare impronta.

Da una parte punterà verso le alte sfere della nautica con una nuova linea di imbarcazioni che sarà composta da un 74 piedi, già in costruzione e previsto per il 2017, e da un 84, un 94 e un 104 piedi.

Dal lato delle “piccole”, Austin Parker ha concluso un accordo molto importante con Chris Craft, che vedrà la migrazione dell’AP42 nella gamma del cantiere americano, che la commercializzerà negli Stati Uniti col suo brand sotto il nome di Commander 42. E in uno step successivo, lo stesso destino lo avranno l’AP36, e l’AP52, che naturalmente si chiameranno Commander 36 e Commander 52. Nella foto il direttore commerciale di Austin Parker, Gianni Gravagno, e l’amministratore delegato Michele Parini, durante l’annuncio allo scorso Salone di Genova.

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Photo: Greta Ferrari

In questo modo Austin Parker darà al suo brand un’identità più legata alle grandi imbarcazioni di lusso, pur mantenendo inalterata la produzione di tutta la sua gamma, che ha portato il cantiere al successo maturato dal 2008 a oggi e sicuramente nel futuro a venire.

La nuova rete vendita di Austin Parker

Alla stessa stregua, anche la rete vendita deve evolversi sulla nuova realtà del cantiere. Ecco quindi che alle rappresentanze dislocate in Europa, Asia e Stati Uniti, si aggiungono l’Australia e la Nuova Zelanda più altri dealer che vanno a rinforzare la penetrazione europea con l’arrivo di rappresentanti in Portogallo, Svezia e Belgio.

Manchette-Articolo-Mercury

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