“Ocean Rib Experience”: traguardo raggiunto con i due Suzuki DF200AP

La traversata atlantica di Sergio Davì si è conclusa con successo. Da Palermo fino al Brasile, vinta la sfida del “Ocean Rib Experience”

Dopo 4.300 miglia di navigazione il Master 996 motorizzato Suzuki ha raggiunto Racife, in Brasile e la prima dichiarazione di Sergio Davì è subito per i due motori Suzuki DF200AP: “mai un problema e consumi bassi!”. La conferma di aver scelto il meglio per il navigatore palermitano che già in passato si era reso protagonista d’imprese a bordo di battelli pneumatici. Il gommone, lungo poco meno di 10 metri, non è certo un mezzo concepito per attraversare l’Atlantico ma, se gestito e soprattutto equipaggiato nel modo corretto, può affrontare anche queste navigazioni estreme. E Davì è riuscito a portare a termine l’impresa, da lui battezzata “Ocean Rib Experience”, spesso con mare impegnativo, vento forte e condizioni di carico elevate, che alla fine hanno fatto registrare una percorrenza media di circa 1 litro/miglio di benzina per motore, davvero un dato notevole.

“Ocean Rib Experience”, il racconto dell’impresa

Ripercorriamo le tappe che hanno portato Sergio Davì e il suo copilota Alessio Bellavista (insieme nella foto qui sopra) fino a Recife, nello stato del Pernambuco, in Brasile. Tutto è iniziato lo scorso 29 aprile quando “Nemo”, il gommone Master 996, ha lasciato Palermo alla volta della Sardegna, per puntare quindi su Isole Baleari, Spagna meridionale, Marocco e Isole Canarie. La sosta a Gran Canaria, del 29 maggio, è stata utilizzata come una sorta di pit-stop, dove battello e motori sono stati sottoposti a un attento controllo, necessario prima di affrontare la parte più lunga e impegnativa della traversata, ovvero l’Atlantico.

Dopo aver percorso già più di 1.700 miglia nautiche, la carena del RIB ha avuto la necessità di essere pulita, altrimenti le prestazioni di battello e propulsori ne avrebbero risentito, mentre ai due motori Suzuki DF200AP è stato regalato un bel tagliando. Oltre al classico cambio dell’olio per l’unità termica e per il piede di ciascun fuoribordo, sono stati cambiati i filtri della benzina, sia quelli sotto le calandre sia quelli decantatori esterni, ed è stato aggiunto anche il cambio delle candele, anche se quelle utilizzate fino ad allora erano ancora perfettamente integre. Altro intervento volto a migliorare l’efficienza dell’insieme rib/motori è stato quello dedicato al cambio delle eliche, necessario per far rendere al meglio le caratteristiche di coppia e di potenza dei Suzuki, impegnati da lì in poi a spingere un battello con oltre tre tonnellate di carico a bordo. Lo stesso Davì, in un suo post lasciato in rete subito dopo la sosta, sembrava incredulo di come avessero risposto i due fuoribordo fino a quel momento, ma anche della puntualità e la bravura con la quale i tecnici di Motoras Nàuticas Islas Canarias, incaricati da Movilmotors (importatori Suzuki Marine per la Spagna), fossero intervenuti nelle manutenzioni, per altro assolutamente ordinarie.

Partendo da Gran Canaria, Nemo ha dovuto affrontare un primo “grande balzo” di 890 miglia di Oceano fino a Capo Verde e poi da lì un secondo, ancora più ampio: 132 ore di navigazione continua per percorrere, fra burrasche e piogge tropicali, le 1.258 miglia necessarie per mettere piede sul primo avamposto di Brasile, l’ilha de Fernando de Noronha, dove uomini e battello sono approdati all’alba del giorno 11 giugno. Qualche ora di ritardo all’arrivo rispetto alle previsioni non è riuscita a mitigare la gioia dei due marinai palermitani, stanchi, ma entusiasti per essere riusciti a compiere la parte più impegnativa della “Ocean Rib Experience”. Così, dopo un meritato riposo, Sergio Davì e Alessio Bellavista, il giorno 16 giugno, sono giunti a Itamaracà, accolti dalle autorità locali, dai rappresentanti della Camera di Commercio italo-brasiliana e da un folto gruppo di giornalisti. Sabato 17 giugno 2017, lo sbarco a Recife, meta finale dell’impresa. c

Sergio Davì a fine raid ha dichiarato: “Già nel 2012, durante il raid di Capo Nord, avevo avuto una buona esperienza con i motori Suzuki, senza alcun problema durante la navigazione; ma durante questa traversata sono rimasto sbalordito: su 4300 miglia totali ti aspetti qualche piccolo inconveniente, invece nulla… è andato tutto bene e non abbiamo avuto nessun genere di intoppo. Sono veramente contento e soddisfatto, questi motori sono estremamente affidabili, anzi, sono certo che potrei tornare indietro via mare con la stessa serenità dell’andata”.

Da Palermo al Brasile in gommone, ecco la sfida del “Ocean Rib Experience”

Originariamente la traversata oceanica “Ocean Rib Experience” sarebbe dovuta partire ad aprile, c’è però stato uno slittamento ma adesso non è più tempo di rinvii. “Come molti sanno – ha dichiarato il navigatore siciliano Sergio Davì -, nel 2015 abbiamo provato la stessa traversata con un gommone equipaggiato con motori entrobordo, ma abbiamo dovuto rinunciare per un incendio. Adesso riproviamo con un gommone completamente nuovo, un Master 996 con due motori Suzuki DF200AP. Fuoribordo di ultima generazione che oltre a garantire affidabilità e prestazioni elevate, che per noi sono fondamentali, ci permettono di avere il massimo rispetto per l’ambiente durante la nostra traversata, perché consumano meno e, grazie al sistema Lean Burn, ci garantiscono livelli di emissioni particolarmente bassi. Tutto questo si rivela fondamentale anche per la gestione dell’autonomia, perché grazie ai consumi ridotti dei DF200AP possiamo affrontare anche la tappa più lunga in sicurezza. Con il gommone carico di carburante e di tutto il necessario per la traversata per navigare in Atlantico abbiamo consumato circa 2 litri/miglio! per questo ho scelto i Suzuki quattro tempi quattro cilindri… ma i DF200AP sono ancor più straordinari di quanto mi aspettassi: la loro silenziosità per noi è molto importante, anzi fondamentale, li abbiamo tenuti accesi anche 17 ore consecutive e la tranquillità che abbiamo avuto a bordo è stata straordinaria, direi uno degli elementi fondamentali in una traversata così impegnativa”.

Paolo Ilariuzzi, Direttore Commerciale Suzuki Marine, ha aggiunto: “I Suzuki DF200AP sono il massimo della tecnologia oggi disponibile sui motori fuoribordo. Prestazioni, bassi consumi che per Davì, soprattutto nel tratto da Capo Verde alle coste brasiliane, saranno indispensabili per riuscire a portare a termine la lunga navigazione. Con un’autonomia di 800-900 miglia Davì può affrontare la navigazione con una certa riserva di sicurezza. Infatti, grazie al sistema Lean Burn oltre ad assicurarsi consumi molto bassi in tutto il range tipico della navigazione in crociera, quindi dai 1.800 a 5.000 giri circa, si ottiene anche un impatto ambientale particolarmente ridotto”.

“Ocean Rib Experience”, raid transoceanico da brivido

Una transoceanica in gommone, 8.150 chilometri o, se preferite, 4.400 miglia nautiche, quelle che separano Palermo da Recife, in Brasile; il tutto con un gommone di appena 10 metri. Un’impresa che spaventerebbe chiunque, ma non Sergio Davì che a sfide del genere ci ha già abituato, anche se l’ultimo “assalto” all’oceano, nel 2015 da Palermo a Rio de Janeiro, era purtroppo terminato a Lanzarote per un’avaria. Ma in precedenza aveva portato felicemente a termine i raid da Palermo ad Amsterdam, nel 2010 per 3 mila miglia e nel 2012 da Palermo a Capo Nord per oltre 4.000 miglia.

Avere il massimo rispetto
per l’ambiente
durante la nostra traversata

Davì nella sua rotta toccherà Spagna, Marocco, Canarie, Capo Verde e quindi il Brasile, in pratica tre continenti. Il gommone scelto per l’impresa è un Master 996 modificato e allestito per poter affrontare l’oceano con una comoda cabina per due persone, elettronica Simrad oltre a un telefono satellitare, sedili specifici e cartografia C-Map.

Per il successo del “Ocean Rib Experience” è però fondamentale la motorizzazione che è affidata a una coppia di fuoribordo Suzuki DF200AP, motori quattro tempi e quattro cilindri da 200 cv l’uno che si caratterizzano per il contenimento delle dimensioni e del peso, le ottime prestazioni e i bassi consumi. “Ho conosciuto Sergio Davì in occasione del raid Palermo-Capo Nord – ha ricordato Paolo Ilariuzzi, Direttore commerciale e marketing di Suzuki Marine Italia – e ho immediatamente apprezzato la sua passione per il mare e le avventure che ai più sembrano irrealizzabili. Proprio questa sua “lucida follia” ci unisce nella ricerca del limite dell’essere umano e del motore che, mai come questa volta, deve essere il primo compagno di viaggio per affidabilità, prestazioni e consumi”.

L’impresa si svolge sotto l’egida dell’Associazione Ciuri Ciuri Mare di cui Davì è Presidente. “Dopo l’esperienza di Capo Nord – ha commentato Sergio Davì – è un onore avere ancora Suzuki come sponsor perché, oltre ai motori di notevoli prestazioni tecniche, ho la certezza di avere alle spalle un’azienda che non lascia nulla al caso; la sua affidabilità per me è una certezza”.
Nei 25 giorni di navigazione previsti (oltre ai 30 giorni di soste programmate) per un totale di circa 300 ore di navigazione sarà supportato dalla tecnologia tracking che consentirà di seguire su internet il raid “Ocean Rib Experience” in tempo reale sul sito di Suzuki Marine e sui canali social Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, Google+ utilizzando l’hashtag ufficiale #oceanribexperience.

 

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