Mondiale XCAT: incidente in gara 1, rimonte in gara 2. Domina Dubai Police

Maritimo e Team Australia si eliminano in gara 1, ma la seconda riesce a rientrare per gara 2, e ne vale la pena. Nel frattempo ‘Dubai Police’ di Arif al Affein e Nadir bin Hendi vince facile entrambe. Così così gli italiani.

Parte con molta tensione la prima gara della stagione del mondiale UIM XCAT World Championship. A Fujairah, sulla costa est degli Emirati Arabi, sono 12 le barche schierate per la partenza. Ma la procedura deve essere ripetuta tre volte, perché i piloti non rispettano l’ordine di schieramento provocando due bandiere rosse. Buona la terza, e subito il colpo di scena alla prima boa: Team Australia e Maritimo, partite in P2 e P3, si toccano ad alta velocità, e mentre la prima va solo in testa coda, la seconda si gira e si cappotta. Tom Barry-Cotter esce indenne dalla botola, Ross Willaton sembra bloccato nell’abitacolo.

Ma l’intervento dei Bergamo Scuba Angels lo riporta in superficie: è cosciente, non ha lesioni, ma ha inghiottito molta acqua. Alla fine se la caverà con un ricovero precauzionale in ospedale e – fortunatamente – niente più. Non è lo stesso per la barca, danneggiata tanto gravemente da non poter partecipare a gara due e forse compromettere l’intera stagione.

               

Con un’altra partenza le cose vanno meglio, e Dubai Police di Arif al Zaffein and Nadir bin Hendi scatta comodamente in testa e va a controllare. Dietro 222 Offshore del nostro Giovanni Carpitella e dell’australiano Darren Nicholson mette a sua volta una certa distanza da tutti gli altri.

Ad avere la meglio, esclusi i primi due, sono Erik Stark e Mikael Bengtsson, che su Swecat conducono una bella gara con due ottimi sorpassi e salgono sul podio. Buona la prestazione dei russi di Newstar, e non male anche la prestazione di Diego Testa e Andrea Comello sulla barca 46 ‘Fujairah’ giunti sesti con una barca in grande crescita. Delusione per gli altri italiani: Alfredo Amato e lo svedese Joakim Kumlin su Videx chiudono ottavi, mentre HPI Racing con Rosario Schiano e il corso Francois Pinelli è decima. Per entrambi i team un buon potenziale ma ancora tanto lavoro.

Gara 2

Mentre Arif al Zaffein e Nadir bin Hendi fanno un’altra gara perfetta, conducendo dall’inizio al traguardo, è dietro che l’azione entra nel vivo. I migliori del giorno sono Pål Virik Nilsen e Jan Braaten di Team Australia, che dopo aver lavorato con il team tutta la notte per riparare la loro barca, riescono a prendere il via seppure ultimi e, un sorpasso alla volta, finiscono sul secondo gradino del podio. Una prestazione magistrale per i due, aiutati da una barca che l’anno scorso ha quasi vinto il mondiale e da un team che non ha mai perso la motivazione per tornare in acqua dopo l’incidente.

Altro risultato eccezionale è quello dei russi di Newstar, Mikhail Kitashev e Dmitry Vandishev, al loro primo podio dopo quasi due stagioni di XCAT.

               

Il primo degli italiani (sesto) è Rosario Schiano su HPI, condotta insieme a Francois Pinelli. Il pilota napoletano, dealer per l’Italia di Mercury Racing con l’azienda di famiglia Hi-Performance Italia (che dà il nome alla barca), è il più giovane del lotto a soli 25 anni. E ha l’atteggiamento giusto per diventare ‘grande’, ovvero la voglia di imparare ma anche quella di fare sempre meglio, quando riconosce che senza un suo errore in un long lap avrebbe potuto raggiungere il quinto posto.

Delusione e sfortuna per gli altri: soprattutto per Giovanni Carpitella su 222 Offshore con Darren Nicholson, rallentato da un guasto a un motore quando era comodamente – e meritatamente – secondo. Fujairah pilotata da Diego Testa e Andrea Comello non va oltre il settimo posto, perdendo una posizione rispetto alla partenza, mentre Videx di Alfredo Amato (con Joakim Kumlin) si ferma all’ultimo giro per un guasto all’alternatore.

La classifica vede Dubai Police a punteggio pieno, seguita da Newstar Racing. In terza posizione 222 Offshore con, primo fra gli italiani, Giovanni Carpitella.

Le classifiche complete sono sul sito XCAT.

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