Ecco il megayacht Acionna: 175 metri e otto ponti che lasciano senza fiato

Spesso gli yacht più grandi hanno linee piuttosto convenzionali, ma c’è sicuramente spazio per qualcosa di diverso. Come il megayacht Acionna, ultimo progetto di Andy Waugh.

Quando (e se…) sarà costruito, il megayacht Acionna sarebbe uno dei più maestosi mai visti. Ma non solo: guardando il suo aspetto, sarebbe anche uno dei più all’avanguardia. Il suo stile può confondere, perché ha le proporzioni di uno yacht più piccolo, riportate però su una scala esagerata (175 metri lo renderebbero nientemeno che uno dei tre più grandi del mondo).


Quindi se “da lontano” verrebbe da dire che misura meno di 100 metri, quando si guardano i rendering in alcuni dei suoi ambienti naturali Ancionna si rivela in tutta la sua enormità.

Propulsione da precursore

Lo spazio interno disponibile è talmente ampio che potrebbe includere praticamente tutto quello che un armatore possa desiderare, tra cui potenzialmente un campo da squash a dimensioni regolari, un hangar per elicotteri, una piscina coperta di 20 metri. All’interno dei suoi 8 ponti il megayacht Acionna ospita uno spettacolare salone principale a doppia altezza con una vetrata curva panoramica che si affaccia sulla piscina principale del ponte di poppa. Questa area che porta alla piattaforma è decisamente insolita in quanto comprende una “isola” centrale con aree comuni completamente circondata dalla piscina e accessibile tramite un tunnel a poppa e un ponticello dal lato opposto. La piscina alimenta, attraverso lo specchio di poppa inclinato, una vasca ancora più bassa. Gli ospiti hanno quindi anche questa via per entrare in acqua: ancora più suggestiva e inedita.


Un po ‘più di spazio rispetto a uno yacht tradizionale sarà utilizzato per il sistema di propulsione, una tecnologia a idrogeno in fase di sperimentazione su navi da crociera e traghetti. Se la potenza necessaria per l’idrogeno è acquisita da fonti di energia rinnovabili, si potrà dire che il megayacht Ancionna è “a impatto zero”.

è evidente che, a parte le dimensioni e il
prezzo per realizzarlo, Acionna è per un
armatore che si ritiene un trend-setter
e un precursore, qualcuno che apprezza il
lusso estremo ma con una coscienza ambientale

La propulsione a idrogeno è attualmente più adatta alle navi più grandi, che necessitano di una lunga autonomia di navigazione (poiché i sistemi elettrici alimentati a batteria richiedono una ricarica regolare): tuttavia al momento ci sono solo poche strutture per idrogeno marino in fase di pianificazione. Fino a quando non verranno costruite navi come questa, non ci sarà alcun modo per aumentare la domanda di idrogeno, e rompere quindi l’annoso dilemma “prima l’uovo o la gallina”. Costruire strutture per l’idrogeno infatti non è economico, se non c’è un’adeguata richiesta derivante proprio da navi alimentate a idrogeno.


Per tutte le ragioni illustrate è evidente che, a parte le mere dimensioni e ovviamente il prezzo per realizzarlo, il megayacht Acionna è per un armatore che si ritiene un trend-setter e un precursore, qualcuno che apprezza il lusso estremo ma con una coscienza ambientale. Non ci resta che sperare che un armatore così esista, per potere vedere un giorno Ancionna in acqua, così come altri progetti di Andy Waugh.

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