Quale attrezzatura #3? Questione di fili e monofili

Categorie: Fishing
27 Luglio 2018
Quale attrezzatura #3? Questione di fili e monofili

La qualità e la giusta consistenza dei fili sono elementi indispensabili per portare a termine una buona pescata. Questa volta parliamo di monofili.

Quando si entra nel merito dei “fili da pesca” si entra in un mondo molto vasto e per certi versi complesso. Nel senso che a seconda del tipo di pesca praticato e di prede che si vanno a insidiare ci si deve districare in un dedalo di soluzioni che hanno come parametri di base il diametro, il libraggio, la resistenza e la colorazione.

Monofili di nylon

Per quanto concerne la tipologia di fili sul mercato, il nylon è sicuramente il più conosciuto e in questa sessione parliamo di monofili. Le principali informazioni di cui si deve tenere conto in fase di acquisto di un monofilo sono: carico di rottura, metri in bobina e diametro.

Per ciò che concerne il numero di “metri in bobina” c’è poco da dire perché è un dato che identifica semplicemente quanto filo è imbobinato su quella matassa che stiamo acquistando. È bene quindi sapere quanto filo di quel diametro sia imbobinabile sul nostro mulinello al fine di non trovarci ad acquistarne una quantità inferiore alle nostre necessità, che potrebbe poi limitarci nelle profondità o distanza di pesca dalla barca.

Gli altri due dati, ossia carico di rottura e diametro, sono invece molto importanti. Il diametro infatti determina la “dimensione” del filo, la sua maggiore o minore resistenza, la sua facilità nello sbobinamento durante il lancio, la duttilità ma anche la sua visibilità in acqua. Il carico di rottura invece indica quanto quel filo sia in grado di resistere a una trazione progressiva. Tale valore viene determinato attraverso l’impiego di un dinamometro. Diametro e carico di rottura sono spesso direttamente connessi tra loro.

  

Ma quanto dura un monofilo? Beh, non esiste una regola fissa. Diciamo che l’usura è spesso determinata anche da cattiva manutenzione del filo stesso, soprattutto quello imbobinato sul mulinello. Pertanto sciacquare accuratamente l’attrezzatura post pesca è uno dei modi per dare longevità ai fili e non solo. Lo sfregamento contro scogli sommersi o sul fondale può generare abrasioni che possono anche essere letali, ossia rompersi in quel punto sotto una trazione di un pesce in canna. È quindi bene controllare lo stato d’usura del monofilo ed eventualmente nel dubbio sostituirlo per non avere sorprese.

Esistono poi monofili da “gara” e non. Quelli da gara, chiamati Tournament, vengono utilizzati per le competizioni che richiedono la verifica del filo con dinamometro o classe di lenza. Molto interessanti sono anche i monofili fluorocarbon da usare solitamente per i terminali. Si tratta di un materiale completamente invisibile sott’acqua e quindi molto insidioso per le prede; è resistente e non soffre il contatto continuo con la salsedine e l’attacco dei raggi UV. Infine, ma ritorneremo sull’argomento fili prossimamente, i monofili fluorescenti, quasi sempre di colore blu, rosso o giallo. La loro colorazione forte ne facilita la visibilità a distanza dalla barca o in particolari condizioni di luce (per esempio all’alba o al tramonto). Questa colorazione però sott’acqua diminuisce fortemente d’intensità non risultando particolarmente visibile ai pesci.

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Luciano Pau

Giornalista con esperienza ultratrentennale nel mondo della nautica, e motonautica in particolare, si è da tempo specializzato anche nella pesca sportiva, settore dove ha maturato una profonda esperienza come giornalista e organizzatore di eventi.
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