La pesca dalla barca – parte 1: come iniziare senza restare delusi

A volte in mare ci si può annoiare. La pesca dalla barca può essere un valido passatempo, anche molto divertente… a patto di avere pazienza!

Diamo inizio con questo articolo a un piccolo vademecum della pesca dalla barca, pensato non tanto per chi già è pescatore, magari più o meno esperto, ma per coloro che non si sono mai avvicinati a questo sport e che, ogni tanto, non sanno come trascorrere il tempo a bordo. Alcuni semplici suggerimenti per avvicinarsi alla pesca senza grandi investimenti e senza correre il rischio di rimanere delusi già all’inizio.

Pesca dalla barca, gli elementi base

Intanto diciamo che la pesca non è uno sport per “impazienti” anzi, la pazienza è proprio una delle armi a favore del pescatore. Il risultato di una giornata di pesca non è strettamente legato al numero di ore che si trascorrono a pescare, e di conseguenza le cosiddette “imbiancate” (cioè le battute a vuoto) sono all’ordine del giorno, anche per i più esperti. Se siete persone che puntano al “tutto subito” allora forse la pesca non fa per voi, o meglio, siete da educare in tal senso. La pesca è relax, la pesca è godersi la natura, la pesca è imparare ogni giorno qualcosa di nuovo e da persone nuove o più esperte, la pesca è ricerca del fondale giusto, la pesca è imparare a conoscere le specie ittiche e a rispettarle pur pescandole, la pesca è tanto tempo per se stessi, per riflettere, per ragionare…

Fatte queste premesse, alcune delle quali andremo a sviscerarle nei prossimi articoli, come per esempio le prede che non si possono pescare o che non devono essere pescate in determinati periodi, cominciamo con gli elementi base, ossia che cosa serve per avvicinarsi alla pesca dalla barca e quanto occorre mettere in preventivo come spesa per divertirsi. Ovviamente iniziamo con le attrezzature basiche, prendendo come riferimento strumenti non troppo sofisticati che si avrà modo in un secondo tempo di sostituire se la passione (e l’esperienza) prenderà il sopravvento.

Qual è la prima tecnica di pesca dalla barca che a un neofita viene naturale praticare? Diciamo il bolentino, anche se non sa esattamente di cosa si tratta. Questa tecnica però è la classica da bordo. Una canna, un mulinello, un amo, un po’ di piombi, ovviamente un’appetibile esca e poi giù, nel profondo. Se si vuole iniziare da questa “naturale” tecnica, ma con un minimo di attrezzatura, occorre indirizzarsi su una canna (tra i 2-3 metri di lunghezza gestibile facilmente a bordo, fino a un massimo di 5 metri, in soluzione smontabile o telescopica), il cui costo di partenza si aggira intorno ai 30-35 euro, cui si aggiunge un mulinello, anche qui senza troppe pretese non inteso come materiali ma come “peculiarità”, il cui costo può partire dai 35 euro in su. A quest’accoppiata occorre poi obbligatoriamente aggiungere una bobina di filo per caricare il mulinello, più un’altra bobina di filo di diametro differente per creare il terminale, una bustina o due di ami (di misura differente e, essendo poco esperti, già montati con filo), dei piombi di differenti pesi per adeguarsi ai fondali su cui si vuole pescare, qualche girella per connettere rapidamente la lenza madre con il terminale e facilitarne la sostituzione rapida, un paio di forbici, uno slamatore e un guadino per recuperare facilmente le prede.

Come scegliere il mulinello giusto? leggi qui

Poi mancano le esche, che possono essere naturali (come per esempio piccoli pesci, molluschi o parti di essi, vermi) o artificiali, anche qui da prevederne almeno un paio ipotizzandone la perdita in caso d’incaglio sui fondali rocciosi o posidonie. Con un corredo di questo genere la spesa globale può superare lievemente i 100 euro, a seconda delle marche, tipologie e materiali dei singoli accessori. Insomma, fattibile no? Se poi si pesca anche qualche cosa, diciamo che parte della spesa è ammortizzata, ma soprattutto, il divertimento è assicurato! Al prossimo articolo…

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