Ancora vari per i Cantieri italiani: è ora di Amer Yachts, Benetti e Sanlorenzo

Sembra davvero una stagione piena di soddisfazioni per i Cantieri italiani. A fine maggio sono scesi in acqua altri tre superyacht, ad opera di Amer Yachts, Benetti e Sanlorenzo. Scopriamoli.

Amer Cento Quad

Ancora un yacht da trenta metri per la famiglia Amerio. L’ultimo lancio riguarda un altro esemplare di Amer Cento Quad, così chiamato perché monta ben quattro motori Volvo Penta IPS 1200.

Varato il 24 maggio a Viareggio, Amer Cento Quad segna anche alcune novità dal punto di vista cromatico e di decor. Aumentano le finestrature sul ponte principale e sottocoperta, in modo che durante la navigazione il mare avvolga lo scafo, dando un contatto visivo che il Cantiere ha voluto denominare “blue mind therapy” (blue non nel senso di triste, naturalmente). A bordo, anche se non abbiamo immagini ufficiali, lo yacht spicca per la ricercatezza dei dettagli che giocano sull’effetto chiaroscuro e sugli effetti metallici delle superfici. Ma la parte più significativa naturalmente è data dalla quadrupla motorizzazione Volvo Penta IPS: Amer Cento Quad ha toccato in prova oltre 32 nodi, lasciando gli armatori soddisfatti per la riduzione dei consumi e il comfort di bordo. Prosegue quindi con risultati ottimi la partnership fra Amer Yachts e Volvo Penta.

Un record nella nautica: 4 Volvo Ips equipaggiano un 100 piedi. Guarda il making of

E mentre il Cantiere annuncia che lo yacht prenderà parte ai prossimi saloni di Cannes e Genova, comunica anche che un ulteriore esemplare è già in produzione e un terzo ha iniziato a nascere negli stampi.

Benetti Delfino 95 e Mediterraneo 116

Anche in questo caso il cantiere lavora senza sosta. Vi abbiamo già parlato della giga season, che ha visto tre megayacht di oltre 100 metri toccare l’acqua a poche settimane l’uno dall’altro. Ma vi abbiamo detto anche di altri vari recenti. Bene, ora è il momento del quarto Mediterraneo 116 e del quinto Delfino 95. Entrambi sono della categoria Class ed entrambi sono disegnati da Giorgio M. Cassetta per gli esterni e dal dipartimento stile Benetti per gli interni.

Il Mediterraneo 116 “Good Day” presenta un ascensore per gli spostamenti dal main deck ai ponti superiori. L’armatore ha anche chiesto diversi materiali combinati tra loro per creare un gioco cromatico diverso in ogni ambiente. I legni usati nel lower deck sono Tay, Tanganika e Olmo mentre per i ponti superiori sono stati usati solo gli ultimi due. Mosaici e dettagli marmorei caratterizzano i bagni, con i colori di Travertino, Shara Noir, Port Laurent, Eramosa e Blue Mare. Good Day ha quattro cabine più armatoriale, un grande sun bridge con piscina, ed è spinto da due motori da 1400 CV per una massima di 15 nodi e una crociera di 14 (naturalmente in dislocamento).

Non è solo Benetti Giga Season: ancora vari per il Cantiere italiano

Il Delfino 95 “Baya” vanta le stesse firme del Mediterraneo 116 “Good Day”. A bordo le essenze sono Frassino, Eucalipto e Tay alternate a dettagli in ottone lucidato. A centro nave si trova la cucina con cella per i vini e a prua la cabina armatoriale. La pavimentazione del ponte è in legno, il day head e il bagno dell’armatore sono in marmo.

Ci sono poi quattro cabine ospiti e crew area per cinque nel lower deck, oltre a timoneria e Jacuzzi sull’upper deck. Sul ponte più alto, una seconda timoneria e un divano completano gli spazi per vivere all’aperto le crociere. Crociere piuttosto lunghe, visto che il Benetti Delfino “Baya” può navigare per 2400 miglia a 10 nodi.

Sanlorenzo 64 Steel “Attila”

Partiamo da qualche numero: con 1.600 tonnellate lorde, 64 metri di lunghezza, cinque ponti e una larghezza massima interna di 12,5 metri, 64Steel “Attila” è il più grande yacht mai costruito da Sanlorenzo, e vanta interni di Francesco Paszkowski e Margherita Casprini.

Sanlorenzo Attila è una proposta innovativa, grazie ad un layout e strutture comunemente presenti su yacht di maggiori dimensioni (parliamo di 80 metri, secondo il Cantiere): tra queste, il main deck a poppa e il beach club sul lower deck rappresentano le aree più caratterizzanti del progetto. Segno forte di design è la doppia scalinata che collega l’area piscina e pranzo al beach club con sauna, hammam, sala massaggi e palestra. Con lo specchio di poppa e le piattaforme laterali aperte, il beach club copre un’area di 78 metri quadrati. Fra le altre peculiarità, la scelta di riservare un intero ponte all’armatore; la possibilità di imbarcare a mezza nave due tender di oltre dieci metri, anche di altezza notevole; l’helipad touch and go a prua, che quando non è in uso diventa un solarium. Una sfida per il team di produzione è stata la realizzazione di un grande barbecue nella zona pranzo, una richiesta particolare legata alla nazionalità argentina dell’armatore.

La predisposizione di un fuoco aperto in uno spazio chiuso ha infatti richiesto l’utilizzo di acciaio inossidabile ignifugo A60 e l’installazione di un avanzato sistema di estrazione dei fumi. Notevole anche il tank deck, quello più in basso, che alloggia una cella frigorifera, una stanza per rifiuti refrigerata, una sala multimediale per l’equipaggio, una lavanderia e una wine cellar climatizzata da 500 bottiglie.
La piattaforma del Sanlorenzo 64 Steel “Attila” è stata progettata in modo da essere estesa a 70 metri per soddisfare differenti richieste.

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