Volvo Penta D4 e D6, ecco la nuova generazione di motori e tutto il pack di novità

Performance ancora migliori, maggiore robustezza e meno passaggi in assistenza con la riduzione di un terzo dei costi di gestione. In un concetto: più divertimento, maggiore serenità ed economia di esercizio. È la nuova generazione dei Volvo Penta D4 e D6, intorno a cui ruota un vero e proprio package di ulteriori novità che vanno a beneficio dell’ambiente, del portafoglio e, con l’upgrade del sistema EVC (Electronic Vessel Control), ampliano pure il concetto di Easy Boating per una maggiore semplicità di utilizzo.

Le novità sono tante e in questa sede riassumo i concetti fondamentali per anticiparvi la notizia senza accumulare una montagna infinita di informazioni, ma ho provato tutto a Göteborg, in Svezia presso il centro prove di Volvo Penta, e molto presto seguiranno gli articoli di approfondimento per ogni prodotto.

Volvo Penta D4 e D6, non un semplice restyling, ma tanta innovazione

La definizione dei motori D4 e D6 rimane quella, ma l’intervento di Volvo Penta su questi motori non è un semplice aggiornamento, bensì una serie di rivisitazioni su tutto l’impianto, dalla ruota del timone all’elica, che ha di fatto creato una nuova generazione di propulsori.

 

             

Il processo di re-ingegnerizzazione ha portato a un maggiore livello di potenza e coppia e al tempo stesso ha ridotto le parti soggette a usura e assistenza, per aumentare gli intervalli fra i vari tagliandi o i passaggi in officina, a tutto vantaggio dell’economia di gestione. Insomma, prestazioni e affidabilità diventano sempre più una coppia inossidabile all’interno dei nuovi Volvo Penta D4 e D6.

L’elenco degli interventi è lungo, ma vediamo di riassumere quelli più evidenti: nuovo sistema di gestione del motore, nuovo sistema di iniezione del carburante, un nuovo turbocompressore e un nuovo compressore volumetrico. Rinnovati anche testata, pistoni e valvole, per far fronte alle maggiori prestazioni, e l’albero motore è ora più rigido per gestire carichi superiori. Come a dire: “strapazzami pure, tanto non mi faccio niente”.

Cinquanta persone
hanno lavorato
a tempo pieno per
tre anni, accumulando
una somma di
300.000 ore dedicate
a questi nuovi progetti,
di cui 40.000
sono state di test

I nuovi Volvo Penta D6 si accoppiano ovviamente ai pod IPS (aggiornati anche questi) e, qui si aggiungono pure i D4, alle linee d’asse tradizionali e a un’altra novità della casa svedese: il nuovo piede poppiero Aquamatic DPI, che offre maggiore comfort e manovrabilità, con una manutenzione semplificata.

Le gamme di potenza dei Volvo Penta D4 e D6

Della ormai vecchia generazione dei Volvo Penta D4 e D6 ci sono ben 100.000 unità circolanti, quindi ci si aspetta un futuro molto florido per questa nuova generazione. Va specificato che questi motori sono progettati esclusivamente per applicazioni nautiche, non sono dunque motori riadattati e marinizzati. La propensione a fare in modo che all’elica venga trasferita la massima parte della potenza a tutti i regimi dal minimo al massimo è quindi una prerogativa di questi propulsori fin dalla nascita.

Il nuovo D4 è un monoblocco da 3,7 litri e questo è il range delle potenze: 150 – 175 – 230 – 270 – 300 – 320 cavalli.

Il D6 è invece un 5,5 litri e le potenze disponibili sono: 300 – 340 – 380 – 400 – 440 – 480 cavalli.

Entrambi i propulsori vedono un aumento di potenza del 10% una riduzione nei consumi fino al 7% nel ciclo E5. 

Evoluzione anche nelle trasmissioni,
arriva il nuovo Aquamatic DPI

Insieme ai motori si sono evolute anche le trasmissioni e su questo fronte sono stati messi in atto non solo miglioramenti, ma anche delle vere novità.

Se i pod Ips hanno subito “solo” alcuni interventi per aumentare la loro durata e affidabilità, il piede poppiero Aquamatic DPI è stato totalmente rinnovato.

La prima cosa che colpisce quando si innesta la marcia con il nuovo DPI è che non si sente nella maniera più assoluta alcun rumore di inserimento degli ingranaggi. Dal momento in cui si muovono le manette, tutto avviene in maniera molto fluida e senza contraccolpi. Questo è merito di una nuova frizione idraulica che, fra l’altro, lavora in abbinata al collegamento steer by wire, per una manovrabilità ancora superiore col joystick in fase di ormeggio.

Il sistema steer by wire (guida tramite fili), che sui nuovi Aquamatic DPI è in dotazione standard, permette una gestione elettronica della guida e non meccanica o idraulica. Ciò significa che gli input dati dal driver sulle manette, sul timone ecc. vengono gestiti da una centralina elettronica che interpreta le richieste del timoniere e le comunica ai vari apparati del motore rielaborate per restituire le risposte più adeguate in termini non solo di performance ma anche di sicurezza.

Fra le altre funzionalità, la nuova trasmissione DPI è anche dotata del Dynamic Positioning System, che mantiene automaticamente sia la rotta in navigazione sia la posizione della barca ferma come fosse ancorata, anche con forti correnti o vento.

Electronic Vessel Control EVC-2 oggi ancora più evoluto

Già da tempo è acclarato che Volvo Penta non è solo motori, ma è anche tutta una serie di soluzioni tecnologiche che crea intorno ai motori che, di fatto, formano un vero e proprio package unico, finalizzato a offrire un sistema integrato, dove il driver si deve solo divertire al timone e nella maniera più facile possibile.

Lo abbiamo visto nel 2005 con l’abbinata motore, Ips, joystick e, prima ancora, nel 2003 con l’introduzione dell’Electronic Vessel Control.

Da allora sono state aggiunte molte altre funzionalità a tutto il sistema e oggi la casa svedese presenta l’upgrade di un pacchetto tecnologico da applicare ai nuovi Volvo Penta D4 e D6: l’Electronic Vessel Control, nell’evoluzione EVC-2.

La creazione dell’EVC-2
è lo step più evolutivo
da quando il sistema
è stato lanciato nel 2003
e, con la sua flessibilità,
potrà influenzare
il modo di progettare
le barche, ispirando nuove
idee ai progettisti

L’EVC-2 porta beneficio non solo agli utilizzatori finali, ma anche ai progettisti e produttori che, come è stato per gli Ips che con l’arretramento dei motori a poppa hanno permesso ai designer di guadagnare spazio utile da sfruttare, hanno ora nuove potenzialità di progettazione.

L’EVC-2 interfaccia e gestisce le comunicazioni interne tra il motore, le manette e gli schermi di monitoraggio e controllo. Con un sistema operativo completamente nuovo, l’EVC-2 è ora più indipendente dal motore, e getta le basi per il futuro prossimo nella progettazione nautica, che include diagnostica e connettività da remoto.

Con un’architettura elettrica più moderna, l’EVC-2 è in grado di connettere più aspetti nell’ecosistema della barca, offrendo agli armatori più funzionalità nell’utilizzo e ai costruttori più flessibilità nel processo di progettazione dell’imbarcazione.

Ciò include la possibilità di connettersi a una singola porta per il download di software e la diagnostica, con la funzione di On-Board Service Assistant che fornisce in tempo reale informazioni relative alla manutenzione. Le leve degli acceleratori e il joystick, abbandonano le parti cromate a favore di una nuova finitura più ecologica in grigio satinato, realizzata con una vernice totalmente atossica per l’ambiente.

L’EVC 2.0 offre notevoli vantaggi non solo nell’immediato, ma anche nel lungo termine. Costituirà infatti la base per il collegamento di tutte le funzionalità di bordo del prossimo futuro, e consentirà l’upload di nuovi servizi da ogni località nel mondo, ogni volta che saranno disponibili funzionalità automatizzate sia elettriche che di connessione in rete.

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