Ami Circle per il “catch & release”, ma non solo

Si parla spesso di ami Circle. Sono una soluzione molto usata soprattutto dai praticanti della tecnica del “catch & release”, vediamo perché…

Eravamo già entrati nell’argomento ami un po’ di tempo fa, e avevamo sottolineato quale fosse l’importanza di questo piccolo accessorio, soprattutto se rapportato al resto dell’attrezzatura. Da esso dipende un buon 80-90% di una cattura o meno ma anche, nel caso specifico del “catch & release”, del rilascio in buono stato o meno della preda allamata.

Scopri perché è importante il “catch & release”

Ami Circle, le differenze

Cosa sono e in cosa si differenziano gli ami Circle dai loro simili? Partiamo dall’aspetto estetico: questi ami si caratterizzano per l’estremità rivolta verso il gambo con un’inclinazione di circa 90°. Questa loro caratteristica permette il rilascio del pesce allamato in brevissimo tempo provocandogli i minori danni possibili, in quanto non viene ingoiato e quindi non finisce né nello stomaco, né nelle branchie, né negli occhi del “pinnuto”. Così le ferite procurate dall’allamata sono rimarginabili con più facilità e mai mettono in pericolo di vita il pesce.

Esistono almeno tre tipologie di quest’amo. Uno è disassato e si chiama in gergo Offset, l’altro In Line ed un terzo è senza ardiglione. Qualcuno sostiene che gli ami Circle pregiudichino un po’ la cattura di un pesce, in particolare se di dimensioni importanti, ma in pratica non è così. È ovvio che occorre prendere dimestichezza con questa tipologia di attrezzo perché con la punta rivolta verso il gambo occorre avere un po’ più di pazienza nel mettere in atto la ferrata, onde evitare di “mancare” il pesce. Se si riuscirà a resistere alla tentazione di ferrare alla prima abboccata si riuscirà ad allamare il pesce o meglio, quasi sempre si allamerà da solo, e alla fine la presa risulterà più solida e sicura di quanto non sarebbe stato con un amo tradizionale.

Gli ami Circle si possono usare con esche naturali e artificiali. La differenza sta nel fatto che usando esche naturali il pesce sarà tentato dall’ingoio ma, in questo caso, l’amo scivolerà verso l’alto senza agganciare punti delicati e ferrerà alla bocca, quasi sempre sul labbro. Oltretutto l’impiego di un amo che non può essere ingoiato favorisce anche l’uso di lenze più leggere, in quanto il rischio di contatto del filo con i denti del pesce è ridotto al minimo. A sua volta l’impiego di fili più sottili può agevolare il numero di catture. Infine, preferite agli ami di acciaio quelli biodegradabili, che in un breve lasso di tempo si autoeliminano. Possono anche essere utili qualora per qualche ragione non si riesca a estrarre l’amo dalla bocca del pesce senza rovinarla. A quel punto si taglia il filo il più vicino possibile alla bocca e il materiale con cui è realizzato farà a breve il resto.

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