Valvole, prese a mare & C., come sceglierle? Cosa offre il mercato? Lo vediamo con l’esperto

Troppo spesso sono bistrattate e dimenticate, eppure di “valvole e prese a mare” si può affondare. E non è per nulla una bella cosa. Un po’ come se ci si volesse scordare che questi impianti, nascosti spesso sotto l’acqua, aprono e chiudono dei fori nello scafo!

Sul mercato si trovano molte soluzioni di valvole, prese a mare ecc. in materiali diversi e le discussioni su resistenza, corrosione, incrostazioni, correnti galvaniche, peso e dimensioni non mancano. Ma cosa scegliere per la propria barca? Ci spiega tutto Daniele Guidi, vicepresidente di Guidi, azienda che l’anno scorso ha compiuto 50 anni e che produce valvole, prese a mare, filtri di depurazione, scarichi, raccorderia, accessori idraulici per la nautica.

Lo scafo perfetto sarebbe quello senza alcun foro… purtroppo però sono inevitabili: a bordo ci sono impianti che impongono il passaggio dell’acqua dall’esterno all’interno e viceversa. Tutti questi fori devono essere protetti da una valvola di sicurezza. Solo per fare due esempi: il motore, che deve essere raffreddato, e il bagno, a cui nessuno ovviamente vuole rinunciare.
Nella vita di una barca inevitabilmente arriva il momento di dover sostituire valvole e passa scafi. Oltre al fatto che nulla è eterno, l’ambiente salino porta con sé corrosione e incrostazioni, che sono le problematiche principali a cui va incontro l’imbarcazione. Per scegliere le più adatte alla propria barca partiamo dai materiali. Ecco cosa ci dice Daniele Guidi.

Da sinistra, Bruno Guidi con i figli Daniele e Alessandro

Quali sono i materiali tra cui scegliere per valvole e prese a mare?

Fra le leghe a base di rame, materiale molto resistente alla corrosione, abbiamo l’ottone (una lega a base di rame e zinco) e il bronzo (a base di rame e stagno). Poi c’è l’acciaio inox e infine quelle che comunemente chiamiamo plastiche, ma che sono polimeri sintetici, usate per la loro leggerezza in particolare su scafi da regata.

Il materiale con cui è fatto lo scafo influisce sulla scelta?

Il materiale dello scafo influisce sulla scelta del materiale degli accessori, perché è necessario considerare l’utilizzo o meno di prodotti isolanti per evitare problemi di corrosione. In generale il bronzo è sempre una buona soluzione.

Come orientarsi tra numeri e sigle che caratterizzano i vari materiali?

Guidi oggi usa il bronzo CC491K, il CC498K e il CC 499K. Per rispettare le sempre più stringenti norme sull’uso del piombo, il primo verrà gradualmente sostituito dagli altri due.
Fra gli ottoni il più diffuso è il CW617N, usato anche in idraulica perché adatto al passaggio di acqua potabile.
Da qualche tempo si parla molto dell’ottone DZR, un materiale a basso tenore di piombo che però necessita di diversi processi di lavorazione per stabilizzare la lega: queste fasi lo rendono quindi poco sostenibile a livello ambientale. L’ottone DZR è leggermente più resistente alla corrosione rispetto all’ottone CW617N ma sempre nettamente inferiore al bronzo.
Tra le leghe di acciaio, nella nautica andrebbe usato almeno il 316L. Per quanto riguarda la resistenza alla corrosione l’acciaio è migliorativo del bronzo solo se passivato, un trattamento molto costoso. Nel caso in cui il prodotto in acciaio venisse rovinato, rigato o graffiato, il trattamento di passivazione in quell’area perderebbe efficacia.
Infine, per quanto riguarda i polimeri sintetici abbiamo fatto degli studi in collaborazione con l’Università di Genova: è risultato che alcuni prodotti hanno una resistenza simile all’ottone, e se a livello di corrosione possono anche essere superiori, presentano però qualche limite legato al passaggio fra caldo e freddo e all’esposizione alla luce del sole. Inoltre i prodotti in polimeri sintetici sono mediamente più grandi rispetto a quelli in metallo.

Bronzo, acciaio e ottone. I metalli più usati per valvole e prese a mare

La presenza di sempre più elettronica influisce a bordo?

La barca quando naviga non ha problemi né di corrosione né di incrostazioni, è quando è ormeggiata o ferma che questi problemi nascono. I porti e le barche, sono ormai sempre più equipaggiati con apparati elettrici ed elettronici che, con le correnti emesse, contribuiscono a creare problemi di corrosione.

Le normative regolamentano in qualche modo valvole e prese a mare?

Le normative vigenti per imbarcazioni da diporto entro i 24 metri, più che imporre danno dei consigli sui materiali da usare, sulle dimensioni dei pezzi e su come installarle.

Se vuoi approfondire leggi cosa dice la normativa ISO 9093-1

Valvola antiblocco e filtro di depurazione dell’acqua in bronzo

Quanto sono importanti le valvole?

L’elemento più importante nell’apparato idraulico è la valvola di sicurezza, è lei che va ad aprire e chiudere il foro a scafo ed è quindi soggetta a incrostazioni. Necessita di costanti controlli e va movimentata e “mantenuta”. La cosa più semplice e banale da fare è aprirla e chiuderla spesso sia che sia una valvola a sfera o tradizionale. Purtroppo con il clima che sta cambiando specie nel Mediterraneo ci sono sempre più problematiche di microrganismi che crescono e si attaccano anche alle valvole e possono causarne il blocco.
Nel 2004 noi abbiamo ovviato al problema brevettando una valvola antiblocco. Riprende la praticità che arriva dalle valvole del mondo idraulico ma è specifica per la nautica. Abbiamo protetto il meccanismo della valvola con “un cappuccio”, una membrana di neoprene, che impedisce che gli elementi vadano a incrostare il meccanismo. Un’idea semplice, che funziona.

Se vuoi approfondire sulle valvole antiblocco

Guidi ha anche la caratteristica di saper incastonare o addirittura trasformare con buon gusto dei “freddi” prodotti tecnici in calde opere d’arte. In queste due immagini si vede l’esposizione allo stand del Mets di Amsterdam, la più grande fiera nel mondo degli accessori nautici.

Altri suggerimenti per la manutenzione ed eventuali campanelli d’allarme?

Oltre a movimentare la valvola, è necessaria una buona manutenzione e vanno fatti dei controlli periodici. Vanno controllati anche gli anodi sacrificali: che devono consumarsi, altrimenti vuol dire che le correnti stanno sacrificando qualcos’altro, che non dovrebbe consumarsi. Ad esempio, se il cestello del filtro presenta segni di corrosione significa che sta fungendo lui da anodo. Anche la pulizia a bordo è fondamentale, se tutto è pulito ti accorgi prima se ci sono dei problemi di corrosione.

In rete si leggono consigli come quello di ingrassare la sfera…

L’accesso alla valvola tradizionale è complicato, la barca deve essere in secca e bisogna smontarla dal condotto. Certo, il consiglio non è sbagliato ma poco pratico. Ci sono in commercio valvole con un foro sotto la sfera per l’immissione di un lubrificante. Ma è un’operazione non risolutiva bensì temporanea, serve giusto per pochi giorni.

Quando si devono cambiare le prese a mare?

La decisione va presa verificando se il materiale inizia a essere molto incrostato o se, nel caso di bronzo od ottone, cambia colore e diventa molto rosso. Per l’acciaio il problema è più complesso perché è difficile valutare il deterioramento.
Se si compra una barca usata senza conoscerne la storia, i lavori fatti e i materiali usati, il consiglio è di sottoporla a un refitting.
In linea generale sotto la linea di galleggiamento non avrei dubbi: userei il bronzo. Il bronzo sull’opera viva dello scafo per costo-qualità è il migliore nel contrastare la corrosione.

Valvole antiblocco e tradizionale a sfera di Guidi

A cosa prestare attenzione quando si sostituiscono valvole e prese a mare?

Importante è essere certi che tutto il gruppo – passa scafo, valvola e raccordi – sia dello stesso materiale. Altro fattore da tenere in considerazione è la qualità degli accessori. Gli spessori e il dimensionamento dei prodotti per la nautica, dovrebbero essere maggiori rispetto a quelli usati nell’idraulica civile.

Una panoramica sui costi.

La nostra valvola antiblocco rispetto a una a sfera può arrivare a costare, a seconda delle misure, anche il doppio, ma in valore assoluto parliamo di poche decine di euro.
Il bronzo costa più dell’ottone avendo una presenza di rame e stagno maggiore (o meglio l’ottone non ha stagno), che hanno un costo alto rispetto a zinco e altro. Il costo più elevato del bronzo è anche dato dal fatto che può essere solo fuso mentre l’ottone anche stampato. In ogni caso la differenza è di circa il 30-40%. Quelle in plastica hanno costi intermedi tra l’ottone e il bronzo.
In generale, quando si parla di metalli, sottolineerei un aspetto: se il prezzo del pezzo è troppo basso dovrebbero accendersi dei campanelli di allarme: il costo dei metalli influisce anche più del 50% sul prezzo finale. Se le differenze di prezzo, considerato che il costo del metallo è uguale in tutto il mondo, sono troppo alte le alternative sono solo due: o il materiale è scadente o il pezzo è la metà degli altri… troppo sottile e leggero. I nostri prodotti generalmente vanno oltre la durata della barca stessa e sono quasi interamente riciclabili.

Se vuoi approfondire le caratteristiche dei prodotti realizzati da Guidi clicca qui

La sede di Guidi a Grignasco (NO)

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