Pescare in inverno? Si può e si deve! Le prede sono tante, ecco le 12 migliori e come catturarle

È iniziata la stagione fredda. Una buona scusa per non andare a pesca? Neanche per sogno, perché l’inverno ha l’amo in bocca…

Il mare offre sempre delle buonissime chance di tornare a casa con il carniere pieno anche in inverno. Certo, il numero di giornate in cui si può uscire sicuri con la propria imbarcazione si riducono, ma questo non significa che non ci si possa divertire, a patto che si sia ben attrezzati (sia per quanto concerne l’imbarcazione che per se stessi) e ci si aggiorni sulle eventuali evoluzioni del meteo e soprattutto del mare, per evitare di uscire con mare calmo e poi trovarsi tra i marosi.

Cominciamo allora a fornire qualche indicazione su quali possono essere le prede ambite che poi sono quelle che ci inducono a uscire in mare anche con temperature più rigide.

Calamaro

Si tratta di una specie (cefalopode) anch’essa molto presente nei nostri mari. Nel periodo che va da settembre a gennaio tende ad avvicinarsi a terra per la riproduzione. Non c’è una batimetrica precisa su cui trovarlo, ma d’inverno ama fondali sabbiosi o rocciosi che non superano i 50 metri. Si pesca anche a traina.

Palamita

Pesce molto presente nei nostri mari è un predatore vorace insidiabile con diverse tecniche di pesca. Nel periodo più freddo, in particolare, tende a frequentare molto le imboccature dei porti e pertanto viene cercato “a traina”. Non è raro catturarla mentre si cercano le lampughe, pesce con cui viaggia spesso. Proprio nel periodo invernale è più facile catturare prede “importanti”.

Seppia

È una delle prede più divertenti e cercate proprio nel periodo in cui iniziano i primi freddi, perché come i calamari e i totani, va in riproduzione. Le catture si possono susseguire perché arrivano in massa lungo le coste e sono reperibili anche su fondali bassi. Tra le tecniche di ultima generazione impiegate per la pesca alla seppia c’è l’eging, ossia quella che prevede l’uso di gamberoni finti con alla base totanare.

Spigola

È il pesce ideale da insidiare in questo periodo con lo spinning o da terra, non per nulla è chiamata “la regina dell’inverno”. Si pesca lungocosta perché è lì che va in cerca di prede, ed è preferibile cercarla all’alba, al tramonto o durante la notte. Come esche sono ideali i minnow o quelli siliconici per lo spinning, cefaletti o vermi da terra.

Lampuga

Pesce bellissimo nella colorazione che varia in base alla luce e dalla conformazione particolare, con il muso molto evidente e tondeggiante e la pinna dorsale lunga. È un pesce di branco molto presente nei nostri mari. La si pesca a drifting o a traina, sia con il vivo che con artificiali.

Sgombro o Maccarello

È un pesce non molto pregiato, anche se è molto gustoso e quindi non ha il riconoscimento che meriterebbe. Nel periodo invernale si sposta più in profondità mentre d’estate si avvicina alla costa. Lo si pesca a light drifting, a bolentino, a vertical jigging e come esche si usano i sabiki o i pezzi di sardina o alici.

Pagello fragolino

È una delle prede invernali più comuni, da cercare con la tecnica del bolentino. In questo periodo si raggruppano e, trovato uno, non è difficile portare a casa un bel carniere. Si possono insidiare, a seconda dei luoghi, a profondità di -50 e -70 metri, dove ci siano formazioni rocciose, avvallamenti, posidonie. In principale modo s’innescano vermi e gamberi.

Ricciola

È una delle prede da sogno di ogni pescatore, viste le sue dimensioni che possono raggiungere metrature molto singolari. Fino a dicembre è una preda reperibile anche a profondità non eccessive, dipende molto dal clima e temperature di quel periodo. La si insidia principalmente con la traina con il vivo, in vertical e con lo spinning.

Pesce San Pietro

Fa parte della famiglia Zeidae, e vive su fondali compresi tra i -50 ed i -200 metri, compreso il nostro Mediterraneo. In inverno è in riproduzione e non è da considerarsi una “preda facile” da trovare e poi da catturare, anche se lo si può cercare con la pesca a bolentino. Si nutre di piccoli pesci, cefalopodi e crostacei.

Polpo

L’inverno è un periodo molto favorevole per la cattura di questo cefalopode. Il mare però è meglio se non è mosso. Si pesca su fondali in media tra i 2 e 10 metri e fino a -50 metri utilizzando una lenza calata in verticale e montata con una polpara. Attenzione in fase di recupero per evitare la slamatura visto che solitamente lo si aggancia per i tentacoli.

Sarago

Appartiene alla famiglia degli Sparidi e ne esistono ben 15 specie e 8 sottospecie. Vive sottocosta su fondali duri, sabbiosi, con posidonie e scogliere di esse rivestite. S’insidia principalmente a bolentino ma, con alcune accortezze, anche a spinning.

Leccia Amia

È un carangide che si trova sottocosta ma fra poco, quando le temperature si abbasseranno ulteriormente, si allontanerà verso il mare aperto. Meglio cercarle in una giornata soleggiata, non troppo fredda. S’insidiano a traina con il vivo ed a spinning, e non è da considerarsi, vista la furbizia, una preda facile.


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One Response

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  1. Andrea
    Dic 10, 2019 - 03:40 PM

    Pescare in inverno è l’attività più rilassante che conosco, quindi lo consiglio veramente

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