Estate serena: stop ai controlli selvaggi

A dirlo è il ministro Lupi che  conferma la “Direttiva in materia di razionalizzazione dei controlli”. Quest’anno, oltre al rinnovo del Bollino Blu, ci sono novità rassicuranti riguardo ai luoghi dove fare i controlli di routine e alla loro limitazione alla sola sfera della sicurezza in mare.

Dopo aver preso l’impegno nel corso della recente Convention annuale dell’Ucina Confindustria Nautica, Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, ha firmato la Direttiva sulla razionalizzazione dei controlli in mare delle unità da diporto non in uso commerciale, che sarà in vigore dal 1 giugno al 30 settembre 2014.

La prima importante novità introdotta riguarda il fatto che i controlli di routine saranno tesi a verificare soltanto, dice la Direttiva: “Il possesso e la regolarità della documentazione di bordo necessaria per la navigazione e la presenza a bordo dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza prescritte dal Regolamento di attuazione del Codice della Nautica da diporto”.

L’altra grande novità è che i controlli possono essere fatti anche a terra, poiché la direttiva specifica “ovunque essi siano effettuati”, mentre le verifiche in navigazione devono essere svolte (cita il testo: “prevalentemente e prioritariamente”) per due motivi di intervento: per prevenire e reprimere comportamenti pericolosi per la vita umana in mare; durante il rilievo di un’infrazione o in prossimità di aree interdette alla navigazione, di spiagge e di zone marittime soggette a traffico intenso.

Insomma, anche se non fa una divisione netta, la direttiva indica chiaramente che i controlli su documenti e dotazioni di sicurezza si fanno a terra, mentre in mare si interviene solo per reprimere situazioni di pericolo.

E questo è un passaggio importante che il diportista può rivendicare in caso di fermo in mare, perché c’è da fare una distinzione fra i “controlli di routine” e quelli in seno alle specifiche attività delle forze di polizia giudiziaria e polizia amministrativa. Infatti, se nel primo caso la direttiva dà indicazioni precise, nel secondo caso lascia piena autonomia alle diverse autorità di agire nel campo delle rispettive competenze. Quindi continueranno a esserci verifiche fiscali, ma almeno si potrà chiedere di farle a terra. Intanto, a questo proposito, continua l’attesa del Registro telematico unico delle imbarcazioni da diporto, che permetterebbe alle autorità di controllare dai propri uffici lo stato delle singole imbarcazioni e che il neoeletto presidente dell’Ucina, Massimo Perotti, non ha perso tempo a riportare all’attenzione del ministro Lupi durante la convention di Confindustria Nautica, che si è tenuta il 16 maggio a Santa Margherita Ligure.

Rimane confermato come l’anno scorso, il fatto che le Capitanerie di Porto devono organizzare l’uscita dei mezzi navali  secondo piani congiunti e coordinati a livello provinciale, per evitare la duplicazione dei controlli.

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E, sempre come l’anno scorso, una volta avvenuto il controllo, l’unità in regola riceverà un attestato di avvenuta verifica e il Bollino Blu adesivo da applicare in un punto ben visibile dell’imbarcazione, così da poter navigare tranquillamente per tutta la stagione balneare.

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