Tecniche di pesca: il drag, la frizione che ti salva lo strike

Drag è il termine con cui si definisce la frizione del mulinello da pesca, ed è molto importante saperla tarare per non perdere il pesce.

Alla voce “drag” corrisponde un dato indicato nelle caratteristiche tecniche dei mulinelli e indica la capacità di rallentamento o di freno del filo da pesca.

Quando ad esempio si parla di max drag pari a “tot” chilogrammi, si indica il valore massimo di chiusura della frizione del mulinello, ed è un dato importante perché oltre quel valore, il freno non tiene più e il filo potrebbe sbobinarsi pur non aprendo la frizione.

Il valore è espresso in chilogrammi ma, sia chiaro, non sta a indicare il peso massimo della preda catturabile con quel mulinello, bensì è un valore più correlato al filo che si può imbobinare sul mulinello e può essere indicativo del grado di sopportazione della forza (misurata in newton) che la preda potrebbe imprimere sul filo e di conseguenza sul mulinello in seguito al suo tentativo di fuga.

Saper usare correttamente la frizione durante una battuta di pesca è molto importante, perché da questa pratica può dipendere la riuscita di una cattura; inoltre salvaguarda l’attrezzo che, oltre certi carichi o se mal impiegato, potrebbe subire danni alle varie parti che lo compongono (archetto, dischi, molla, etc.).

I principali errori che si possono commettere nella taratura della frizione di un mulinello sono la frizione troppo aperta e la frizione troppo chiusa.

Se la frizione è troppo aperta non si riesce in pratica ad avere la meglio sul pesce, che più tira, più trascina filo con sé. Oltretutto quando si ha la frizione troppo aperta si può facilmente pensare di aver allamato un pesce più grande di quanto non lo sia in pratica, perché la frizione continua a stridere e il pesce a scappare portandosi il filo.

Quando invece la frizione è troppo chiusa, si può avere una prima sensazione di avere in pugno la preda, vista la capacità di contrastare la fuga del pesce e la velocità di recupero, ma non potendo dare sfogo alle sfuriate del pesce allamato che cerca di liberarsi, la lenza diventa ad alto rischio di rottura.

Pertanto, a seconda del tipo di pesca che si pratica e di filo che si voglia imbobinare, è importante tenere conto in fase di acquisto del massimo valore di “drag” del mulinello, ma altrettanto lo è una sua corretta taratura.

L’ideale, è tenerla a un valore intermedio o comunque inferiore al carico di rottura dichiarato, cioè tale da consentire di sentire, ferrare adeguatamente e contrastare la preda, senza serrare in modo estremo.

Anche grosse prede possono essere portate in superficie con un po’ di pazienza e una frizione che consenta il cosiddetto tira e molla, dando modo al pesce di sfogarsi e stancarsi, senza però mai perderne il controllo, a meno che non ci mettano in seria difficoltà, per esempio intanandosi, e rendere impossibile il loro recupero. È il caso dei gronghi, ma anche di alcune cernie che, se catturate in prossimità delle loro tane, potrebbero tentare di nascondervisi appena allamate.

È facile intuire, quindi, come un rapido recupero impedisca al pesce di trovare ripari, scongiurando l’aumento di difficoltà, se non addirittura l’impossibilità, di riuscire a imbarcare il pesce.


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