Davì ce l’ha fatta! Da Capo Verde alla Guyana francese battendo il suo record atlantico

Da Capo Verde alla Guyana francese per 1.770 miglia in sei giorni e otto ore di navigazione non-stop. È il record atlantico appena compiuto da Sergio Davì nell’ambito della Ocean to Ocean Rib Adventure, il raid da Palermo a Los Angeles su un gommone di 10 metri motorizzato con due fuoribordo Suzuki da 300 cavalli.

Un gommone Nuova Jolly di 10 metri, due fuoribordo Suzuki da 300 cv, radar e chartplotter Simrad e 10.000 miglia che, insieme a due oceani, separano Palermo (punto di partenza) da Los Angeles (il traguardo).

È questo il raid, chiamato Ocean to Ocean Rib Adventure, che Sergio Davì sta intraprendendo in dodici tappe, di cui la più lunga e impegnativa appena conclusa nella tratta atlantica fra Capo Verde e la Guyana francese.

Partito da Palermo a dicembre a bordo del suo Aretusa Explorer, un gommone di 10 metri motorizzato con due Suzuki da 300 cv, Sergio Davì ha fatto rotta verso lo stretto di Gibilterra per sfociare sull’Atlantico alla volta delle isole Canarie, poi Capo Verde e da qui puntare verso la Guyana francese in una traversata atlantica di 1.770 miglia.

Da sinistra Teo Ajello, titolare di Nuova Jolly, e il comandante Sergio Davì.

Ed è proprio qui che il comandante siciliano, in compagnia di Teo Ajello, titolare del cantiere Nuova Jolly ospitato in via eccezionale per questa tappa atlantica, è giunto nel primo pomeriggio del 10 febbraio nella città di Kourou, dopo una navigazione su un mare con onde di 2-3 metri, compiendo il suo record atlantico.

Ma già prima, a bordo dell’Aretusa Explorer, c’è stato un altro ospite d’onore: il presidente di Suzuki Italia, Massimo Nalli, che ha percorso la tappa da Palma di Maiorca a Gibilterra, per 465 miglia nautiche in 22 ore di navigazione continue.

A destra, il presidente di Suzuki Italia, Massimo Nalli, in compagnia di Sergio Davì all’arrivo a Gibilterra.

Il record atlantico della Ocean to Ocean Rib Adventure

Se all’inizio si pensava che l’eccezionalità del raid intrapreso da Sergio Davì fosse “solo” nella destinazione americana partendo da un piccolo porticciolo siciliano, in realtà questa impresa si è rivelata più straordinaria, perché ha permesso al comandante di battere un suo record atlantico raggiunto in un’altro raid di uguale portata.

Sergio Davì, infatti, ha compiuto la tappa atlantica percorrendo 1.770 miglia in sei giorni e otto ore di navigazione senza sosta, spostando un po’ più in su l’asticella dell’ultimo record del 2017 quando, partito sempre da Capo Verde, arrivò in Brasile in una traversata di 1.258 miglia in 132 ore, cioè cinque giorni e mezzo, un tempo leggermente minore ma con 512 miglia in meno.

L’impresa Ocean to Ocean Rib Adventure

L’arrivo nella Guyana Francese è un momento di grande gioia non solo per i due navigatori, ma anche per i supporter, in particolare Nuova Jolly, che ha messo a disposizione il suo Prince 38 CC di 10 metri, Suzuki Marine Italia, che ha fornito i due DF300B, e Simrad che ha allestito tutta l’elettronica di bordo.

Per loro questa impresa è soprattutto un test per mettere a dura prova su un campo reale l’affidabilità dei loro prodotti. E il successo raggiunto fin qui dal raid Ocean to Ocena Rib Adventure, con tanto di record atlantico, permette a queste aziende di infondere nei loro utenti maggior fiducia utilizzando i loro prodotti.

Gioia e successo che però sono ancora da conquistare totalmente e, proprio per questo, non fanno distogliere la concentrazione del comandante Sergio Davì dal resto del percorso che ancora gli rimane da fare.

Il raid, infatti, in questo momento è a metà e c’è ancora da attraversare il canale di Panama per entrare nell’oceano Pacifico e poi risalire verso Los Angeles costeggiando Costa Rica, Nicaragua, Honoduras, Guatemala, Messico e Bassa California.

Davì, che aveva aveva già dovuto rimandare la partenza fissata il 21 novembre per le avverse condizioni meteo al centro del Mediterraneo e successivamente ha subito anche uno stop forzato a causa del suo contagio da covid, continuerà a navigare in solitaria.

L’accoglienza di Teo Ajello a bordo per la traversata atlantica è stata infatti determinata da ragioni di sicurezza, perché la tappa prevedeva l’imbarco di 7.000 chili di carburante da distribuire in svariati contenitori in pozzetto che, se fossero stati gestiti da una sola persona, avrebbe aumentato notevolmente il rischio di sversamenti accidentali di carburante in mare.


Tutti i dettagli sul raid Ocean to Ocean Rib nel nostro articolo cliccando qui


Dopo il record atlantico, la prossima tappa sarà quindi l’oceano Pacifico. Potete anche seguire la sua navigazione in diretta attraverso il Gps tracker link elaborato dalla SGS Tracking.


Clicca qui per seguire in diretta la navigazione dell’Aretusa Explorer di Sergio Davì.


Notizie correlate

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Copyrıght 2022 BoatMag. All Rights Reserved.