Quattro cose interessanti che puoi fare se navighi alle Cinque Terre

Le Cinque Terre sono un patrimonio naturale così conosciuto a livello mondiale, che è facilissimo trovare frotte di informazioni su qualsiasi canale.  Non vogliamo quindi raccontarvi qui cosa sono le Cinque Terre, se non citare il fatto sono  beni Patrimonio Umanità dell’Unesco. Preferiamo invece soffermarci su alcune specifiche caratteristiche che rendono questi incantevoli luoghi ancor più meravigliosi.

A cura di Barcheyacht.it*

Per ordinare meglio le idee abbiamo selezionato quattro macro categorie di cose da fare, decisione dettata dalla necessità di sintesi, senza voler fare un torto alle molteplici altre bellezze di questi luoghi:

– ammirare l’architettura
– immergersi nel mare
– assaggiare le prelibatezza locali
– camminare nella natura

Ammirare

Case Torri

Case Torri

 

Le case torri, ormai simbolo di questi luoghi, sono delle costruzioni molto colorate ammassate su un promontorio o ai piedi di una valle. Le schiere parallele si estendono in verticale, anche se le singole case, che non hanno più di due stanze per piano, non superano i 3-4 piani.

I ciàn sono dei terrazzamenti a fasce delimitati da dei muretti a secco che hanno l’utilità di spezzare le pendenze delle coste in modo da renderle abitabili e coltivabili: sono un brillante esempio di come l’uomo si sia adattato all’ambiente, in questo caso costituito da ripide coste. Tipiche coltivazioni sono quelle di vitigni e uliveti ma, purtroppo, la progressiva perdita di considerazione nei confronti dell’agricoltura sta influendo su una cattiva manutenzione dei ciàn, che rischiano frane e smottamenti.

Immergersi

A causa della posizione a ridosso del golfo non è sempre possibile arrivare in barca ad ogni borgo. Un ormeggio fattibile è a Monterosso (fondo sabbioso), ma non per barche superiori ai 6 metri, poiché i fondali sono bassi (1.20/1.50m). Una soluzione per visitare il borgo è quella di gettare l’ancora in rada e arrivare in tender.

Santuario dei Cetacei

Santuario dei Cetacei

 

Il Santuario dei Cetacei, istituito dal Ministero dell’Ambiente, è un’Area Marina Protetta di pressapoco 25.573 km² comprendente 124 comuni francesi, 111 comuni italiani, e 1 del Principato di Monaco. In queste acque si possono incrociare 12 specie marine, fra cui delfini, capodogli e balenottere.

L’Area Marina Protetta del Parco Naturale dovrebbe essere a dir poco invitante per chi vuole provare l’esperienza di una suggestiva immersione, o ne è già appassionato. L’Area, essendo protetta, da una parte prevede delle rigorose limitazioni, dall’altra consente di vedere specie rarissime. Fra le varie immersioni raccomandiamo le seguenti: Capo Montenegro (vicino Riomaggione), Secca delle Aragoste, Via dell’amore (per i sub principianti).

Assaggiare

Il vino Sciacchetrà, prodotto, neanche a dirlo, sui terrazzamenti delle Cinque Terre, è un vino dolce e liquoroso, pregiato al punto da godere del marchio Dop e da essere stato inserito nella lista dei presidi Slow Food.

Acciughe di Monterosso

Le acciughe di Monterosso sono saporite ma allo stesso tempo delicate, grazie alla salinità tutta particolare delle specifiche acque antistanti il borgo di Monterosso, per un equilibrio perfetto. Costituiscono l’ingrediente principale di molte ricette tradizionali liguri, fra le quali gli spaghetti alle acciughe. Secondo la tradizione il 29 giugno, ovvero il giorno di San Pietro, tutti i pescatori si impegnano per pescare le acciughe migliori della stagione.

Camminare

Le Cinque Terre vantano un’incantevole bellezza naturale, da vedere ma soprattutto da vivere. Sono, infatti, dei luoghi ideali per fare tanto sport. Prima su tutte l’attività praticabile è il trekking, grazie ai numerosi sentieri che collegano i borghi. Indichiamo alcuni dei percorsi più belli: il sentiero azzurro, il sentiero rosso, e la strada dei Santuari.

Sentiero Azzurro

Sentiero Azzurro

Photo: Andrea Puggioni

Il più famoso è senz’altro il “Sentiero azzurro” che regala emozioni uniche a chiunque lo attraversi. Il percorso non attraversa solo diversi luoghi, collegando cinque borghi e sviluppandosi lungo tutta la costa, ma anche diversi secoli (c’era già nel Medioevo!). In complesso ci sono 12 km di percorso, per una camminata di 5 ore, che però si può anche ripartire in diverse tappe. Alcuni tratti sono un po’ stretti, ma è praticabile da tutti i tipi di camminatori, perché non esige grandi abilità né molta fatica.
Il “Sentiero rosso” è lungo ben 40 km ed è molto impegnativo. L’inizio, a Porto Venere, è molto suggestivo perché si trova quasi al livello del mare e si estende in salita fino alla quota di 800 metri. Per non avere la premura di doverlo terminare, è consigliabile suddividere il percorso in tappe, in modo da poter apprezzare, con la dovuta calma, il paesaggio circostante.
Come suggerisce il nome, la strada dei Santuari collega vari santuari: il Santuario di Nostra Signora di Montenero a Riomaggiore (segnaliamo che, solo per questo, si dovrà prendere il treno), il Santuario di Nostra Signora della Salute a Manarola, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, il Santuario di Nostra Signora di Regio a Vernazza e il Santuario di Nostra Signora di Soviore a Monterosso.

 

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