Cinque isole da non perdere: tutto il bello dell’Arcipelago Toscano

La grande varietà dell’Arcipelago Toscano consente di accontentare tutti, da chi ama le baie sabbiose a chi preferisce le coste rocciose.

a cura di Barcheyacht.it *

L’Arcipelago Toscano fa parte del Parco Nazionale e la sua isola più nota e più viva è indubbiamente l’Elba, la più popolosa e la più frequentata dai turisti. È anche l’unica inoltre a essere interamente accessibile, poiché le altre sono parzialmente chiuse al pubblico (come Montecristo, Capraia, Giannutri e Giglio).

Elba

Cala del Piscatoio

Cala del Piscatoio

 

All’Elba il colore dominante è il blu del mare. I 70 lidi fruibili presentano tutte le combinazioni possibili di balneazione: sabbia, ciottoli, sabbia scura, scogli. Per tutti i gusti sono anche le offerte dedicate ai turisti: saranno accontentati sia chi desidera relax, sia i visitatori più modaioli, gli amanti della natura e chi è in cerca solo di divertimento. Le cale più tranquille sono Cala Piscatoio e Cala Mandriola. D’obbligo è assaggiare almeno una volta l’Aleatico, il vino locale. Una curiosità: nelle vicinanze di Punta Calamita, si verifica un fenomeno particolare, ovvero gli aghi delle bussole delle barche che navigano al largo di questa zona risultano sballati a causa dei giacimenti di ferro.

Cala Mandriola

Cala Mandriola

 

Capraia

Cala Rossa

Cala Rossa

Cala Rossa

Cala Rossa

 

Si può approdare a Capraia solo attraverso la zona del porto. L’isola, di origine vulcanica, permette di incontrare animali come i delfini e altri meravigliosi cetacei. Ciascuna baia presenta un’attrattiva particolare: Cala Rossa ha un’enorme parete rocciosa, ovviamente di colore rosso, con una gradazione porpora, a Cala Mortola si possono trovare diverse spiaggette, sia di ciottoli che di sabbia, mentre Punta della Teja è il tempio dei fondali, imperdibile soprattutto per chi pratica già abitualmente snorkeling.

Montecristo

Cala Maestra

Cala Maestra

 

L’isola, che si trova a 40 miglia da Maremma, si presenta come un monte di granito che sporge dal mare. È sempre stata avvolta da un’atmosfera particolare, dal fascino enigmatico. Ad attribuirle ancora più notorietà sono state la storia (l’isola è stata infatti protagonista di diverse vicende storiche) e la letteratura: chi non ha mai sentito parlare de “Il Conte di Montecristo” di Alexandre Dumas? Non deve sorprendere sapere che su Montecristo sono presenti solo due edifici, un abitazione ed una villa di caccia, poiché per 123 anni è stata abitata da un’unica persona, il guardiano. Questo perché è sempre stata una terra piuttosto difficile da conquistare: di tutti quelli che ci tentarono solo George Watson Taylor ci riuscì. A lui va anche il merito d’aver convertito Cala Maestra in una deliziosa area verde, dotata di giardini terrazzati e di specie arboree esotiche. Oltre a Cala Maestra consigliamo di recarsi a Cala Santa Maria e a Grotta del Santo.

Giglio

Baia Campese

Baia Campese

 

L’isola è stata purtroppo protagonista di recente di un triste fatto di cronaca, che ha coinvolto la nave da crociera Concordia. Ma il Giglio ha tanta altra storia da raccontare. L’isola, a dispetto dell’enorme affluenza di turisti, concentrata principalmente nei mesi estivi, conserva tuttora l’autenticità e la riservatezza di un tempo. Oltre ad avere a disposizione molte baie in cui fare una nuotata (non fatevi sfuggire le baie di Canelle, Campese, Arenella e Giglio Porto), il visitatore avrà anche diverse possibilità d’escursione.
L’isola del Giglio è già ampiamente nota agli amanti di subacquea, poiché vanta alcuni dei fondali più affascinanti del Mediterraneo, dove si potranno ammirare distese di posidonia, orgonie e particolari e multicolori spugne.

Giannutri

Ansa Spalmatore

Ansa Spalmatore

 

È la meta ideale per chi adora il birdwatching: le specie più rare, come il gabbiano corso, si trovano proprio qui. E che dire della possibilità di fare immersioni? Unica! Spugne e coralli d’ogni tipo, tunicati, gorgonie arricchiscono le pareti verticali. Certo, ci sono delle restrizioni piuttosto severe, come divieti di navigazione in alcune zone, ma ciò ha permesso di far ripopolare flora e fauna marine. L’unico modo per giungere a Giannutri è tramite la propria imbarcazione, attraccando all’ansa Spalmatore, o utilizzando il servizio di traghetti giornaliero; inoltre l’isola è totalmente sprovvista di alberghi e campeggi, motivo in più per arrivarci con la propria barca!

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