Venezia-Montecarlo: Fast Interceptor punta al record

Fast Interceptor e Giacarlo Corbelli cercano di strappare al Kerakoll progettato e costruito da Fabio Buzzi il record da Venezia a Montecarlo.

Per chi ha frequentato l’offshore dei tempi d’oro, quello delle quaranta barche al via, si ricorderà di certo oltre al celebrato e affermato Fabio Buzzi c’era anche un progettista e costruttore che di Buzzi era tutto l’opposto, genialoide pure lui certamente, ma pure molto meno scientifico e razionale dell’ingegnere brianzolo; anzi, esattamente l’opposto. Eppure a Giancarlo Corbelli, questo il suo nome, si deve un trimarano che è stato capace di conquistare un paio di Pole position, la prova di velocità pura sul miglio lanciato che si correva alla vigilia della gara. Quanto poi a vedere il traguardo… beh, era tutta un’altra storia.

A distanza di oltre vent’anni Corbelli tenta di nuovo di strappare a Buzzi uno dei suoi numerosissimi record, e non uno qualsiasi, ma quello sulla Venezia-Montecarlo no stop che è detenuto da una barca di Buzzi ( per la cronaca l’equipaggio era composta da Invernizzi, Dredge, Binda e Rizzo) che ha coperto le 1141 miglia nautiche (poco più di 2 mila km) in 22 ore 13 minuti e 17 secondi alla media di 51 nodi, oltre 95 km/h, battendo il precedente primato di ben 23 ore e 55 minuti. L’obiettivo di Corbelli e del suo Fast Interceptor è “di sgretolarlo riducendo il tempo di ben 4 ore, passando da 22 a 18 ore”.

Così almeno recita il comunicato di uno degli sponsor della sfida: Almaviva che fornisce a Fast Interceptor tutti gli apparati elettronici per la gestione della missione. Il monocarena di circa 20 m di lunghezza ha una motorizzazione bimotore di 3200 cavalli e tocca una velocità vicina ai 180 km/h l’ora, è stata realizzato nel Cantiere Navale Vittoria di Adria (Rovigo) ed è frutto dall’alleanza tra l’azienda polesana e i partner Power Marine e Fast Service.

Tutto è pronto per la sfida fissata, sempre stando al comunicato, tra il 20 e il 24 settembre. Attraverso un collegamento satellitare “on-the-move” di ultima generazione verranno trasmessi alle postazioni a terra i dati di missione e lo streaming video proveniente dalla videocamera di bordo che renderà possibile avere, in tempo reale e per tutta la traversata, lo stesso punto di vista dei piloti in plancia.

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