Invictus 280GT, nove metri di classe pura

Categorie: I Nostri Test
29 Ottobre 2014
Invictus 280GT, nove metri di classe pura

Un cantiere di provata competenza e la firma di Christian Grande per dare vita a una nuova gamma di barche che fanno del design e delle doti marine il loro punto di forza: ecco gli Invictus e la loro opera prima, il 280GT.

Il nome del cantiere è praticamente impronunciabile, Ascanetz, ma ha poca importanza. Semmai è più importante sapere che in quel di Borgia, in provincia di Catanzaro, è anni che si producono barche di qualità, in passato i Key Largo di Sessa Marine e ora, per conto di importanti nomi del mondo nautico come Sacs e Sanlorenzo, componenti per barche esclusive. Ma in questa occasione quello che più interessa è la linea di scafi che nasce dal connubio tra le indiscutibili competenze tecniche del cantiere calabrese e il gusto e l’intelligenza progettuale di Christian Grande, sul cui conto è persino difficile aggiungere nuovi encomi.

Meglio presentare la nuova gamma Invictus, per ora materializzata nel 280GT, ma programmata su tre linee di prodotto da 26 fino a 40 piedi, questo almeno nelle intenzioni del momento. La linea GT offre una comoda cabina e ampi spazi aperti, quella TT è pensata come tender di lusso quindi con un layout walkaround, pure open ma più sportiva la linea FX con motorizzazioni fuoribordo e uno slancio di prua tradizionale. Comune a tutti la raffinata costruzione che prevede scafi in infusione per le misure maggiori e un design che fa dell’originalità e del fascino i suoi punti di forza.

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La coperta del 280GT

A presentare i nuovi Invictus ecco il modello 280GT che meglio non poteva evidenziare i tratti salienti di tutta la gamma. “Una bella barca”: non posso affermare altro quando la vedo ormeggiata sui pontili della Nautica Bertelli di Paratico, sul lago d’Iseo, che ne curerà la commercializzazione per il Nord Italia. Se naviga altrettanto bene lo verificherò dopo con il test, qui mi interessa di più soffermarmi sulle tante soluzioni che le garantiscono una personalità e una classe indiscutibili.

Certamente la prua rovesciata fa l’occhiolino alla mode del momento, ma qui la troviamo abbinata a un’opera viva tradizionale e allora la soluzione si fa apprezzare anche perché aumenta lo spazio a prua sia sul prendisole sia negli interni. Ne guadagna anche la lunghezza al galleggiamento che dovrebbe garantire una maggiore stabilità longitudinale in navigazione. Apprezzabile pure la soluzione del prendisole incassato rispetto al perimetro di prua e protetto anche da un basso ma robusto tientibene a sezione ovale, bello a vedersi e utile con il suo prolungamento fino a poppa. L’accesso al prendisole è garantito da due comodi passavanti con due gradini (larghi 28 cm) mentre il solarium, generoso nelle dimensioni (240 x 220 cm), è impreziosito da una cuscino poggiatesta in prossimità del parabrezza; da notare che a prua i cuscini nascondono il pozzetto dell’ancora e, a poppavia, un elemento ribaltabile nasconde il tendalino per proteggere dal sole quasi tutto il pozzetto.

La plancia raccoglie la strumentazione dei motori con orologi analogici e lascia spazio per il monitor del gps nella parte superiore (non presente sul modello in prova). Bello e raffinato, come del resto tutti gli altri particolari di bordo, il volante e comoda la seduta, anche se il passeggero non può usufruire del poggiapiedi perché si trova di fronte al tambuccio di accesso alla cabina, un piccolo neo che segnalo. Comodo e molto bello il design delle due sedute che sono ribaltabili per consentire l’apertura del compatto mobile cucina che si trova alle loro spalle: qui spazio per lavello, grill e frigorifero per una dotazione più che completa. Rivolgo di nuovo la mia attenzione verso prua per sottolineare l’efficace e piacevole design del parabrezza, ben protetto da un robusto tientibene sempre utile nelle navigazioni più “agitate” e anche per proteggere il plexiglass da urti accidentali.

Non resta che descrivere il divanetto a L che nasconde un ampio gavone ma presenta anche la spalliera di poppa ribaltabile per ampliare la superficie del solarium poppiero; alzando invece la seduta si accede alla sala macchina dove troneggia il Volvo Penta V8 a benzina di 320 cv, ma lo spazio è ben organizzato per ospitare anche le altre dotazioni di bordo. Non resta che spendere un ulteriore commento positivo sulla plancetta di poppa, generosamente dimensionata per garantire una spiaggetta esclusiva in ogni caletta.

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La cabina

Le sorprese non finiscono sottocoperta dove, grazie alle finestrature di generose dimensioni, la luce filtra generosa a donare all’ambiente una bella luminosità alla cabina dell’Invictus 280GT. Volendo si potrebbero azzardare anche quattro cuccette ma non è certo questo l’obiettivo. Da apprezzare piuttosto il livello delle finiture e il design degli arredi che prevedono un mobile all’ingresso che potrebbe diventare un angolo bar/cucina coperto e infatti c’è già il frigorifero; l’altezza in cabina è di 162 cm. A pruavia i divanetti a V dove è facile immaginare di poter allestire una dinette, ma che trasformati in cuccetta doppia misurano 210x170 cm; il locale toilette è a dritta, molto ben dimensionato (95x115 cm) e curato negli arredi, ma questo non sorprende affatto.

Il test

Finalmente mi stacco dal pontile e posso mettere alla prova l’Invictus 280GT. Sugli strumenti dei motori leggo le ore di moto: 1,1 davvero poche, un debutto a tutti gli effetti. Non sorprende quindi che il tecnico del cantiere mi spieghi che il motore va forse alzato di qualche centimetro, normali interventi di messa a punto su una barca nuovissima, che per altro non sembra soffrire più di tanto il noviziato. Anzi il 280GT naviga proprio bene e l’abbinamento con il V8 Volvo Penta sembra ben riuscito: la progressione è buona, la planata si raggiunge in poco più di 5 secondi e i 30 nodi di velocità in una quindicina di secondi. Dati significativi, ma non fondamentali se si pensa che questa barca nasce soprattutto per garantire piacevoli e confortevoli crociere giornaliere, quindi non deve neppure sorprendere la velocità di punta di “soli” 36 nodi che con i trim sale a 37, più che sufficienti per divertirsi in tutta sicurezza.

Manca il software dei consumi e quindi è impossibile conoscere questi dati, ma si può immaginare che sia alla velocità di crociera, circa 26 nodi a 3600 giri/min, o meglio ancora al limite della planata a 3000 giri e 15 nodi, si navighi con eccellenti economie di esercizio. Il lago è una tavola e quindi per mettere alla prova la carena attraversiamo a più riprese la nostra scia con un passaggio sull’onda particolarmente dolce. Anche le virate sono affrontate con la massima tranquillità, pure quando si stringe il raggio fino a pochi metri: la stabilità è davvero apprezzabile. Avere la conferma che l’Invictus 280GT naviga anche molto bene, oltre a essere una bellissima barca, era l’ultimo tassello che mancava.

Caratteristiche tecniche
Lunghezza ft ……………… m 8,90
Larghezza ………………… m 2,84
Dislocamento ………..…… kg 2.200
Motorizzazione ………...… cv 320
Serbatoi carburante ….…… l 450
Serbatoi acqua …………… l 70
Posti letto ………………… 2
Portata persone …………… 8
Certificazione CE ………… B

Prestazioni
1000 giri ……… 4,5 nodi ……… 68 db
1500 giri ……… 6,2 nodi ……… 66 db
2000 giri ……… 7,7 nodi ……… 68 db
2500 giri ……… 10,2 nodi ……… 79 db
3000 giri ……… 15,0 nodi ……… 79 db
3500 giri ……… 21,0 nodi ……… 80 db
4000 giri ……… 26,7 nodi ……… 81 db
4500 giri ……… 31,1 nodi ……… 89 db
5000 giri ……… 34,8 nodi ……… 88 db
5250 giri ……… 36,7 nodi ……… 89 db

Condizioni del test
Lago calmo, temperatura 22°C, carburante l 220, acqua l 40, equipaggio 6 persone, carena pulita

Prezzi
Volvo Penta V8 320 cv ………………… 90.000 euro
Tasse escluse, franco cantiere

Visita il sito invictus

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Alberto Mondinelli

Alberto Mondinelli, 40 anni di nautica dalle regate di 420 alle gare offshore di Classe 1, e poi addetto stampa dei più importanti team negli anni Novanta e della Spes di Mauro Ravenna nel momento di massimo fulgore della motonautica d’altura. Come giornalista, direttore responsabile di Offshore International e, più recentemente, tester di Barche a Motore.
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