Al meeting di fine agosto a Soverato, la famiglia Ranieri al gran completo, accanto alle consuete novità della gamma Ranieri International, aveva anticipato il nuovo progetto Vertex, che nelle intenzioni vuole portare il cantiere calabrese a un ulteriore salto qualitativo in termini di dimensioni ed esclusività dei modelli, il primo dei quali è già sceso in acqua ed è il Vertex 45 Z.

Dopo quasi 50 anni di nautica, ai toni roboanti delle presentazioni ci ho fatto il callo, eppure questa volta devo ammettere che la famiglia Ranieri, non solo ha mantenuto le promesse, ma è stata pure capace di sorprendermi con questo Vertex 45 Z, primo nato della gamma in attesa che anche il 45 TT, che si differenzia per avere il T-Top al posto dell'hardtop, si affianchi al gemello. Anche se è proprio un 45 TT il primo modello venduto.

Vertex 45 Z

Poi ne sono seguiti altri per un salone genovese davvero da incorniciare per Ranieri International e per i Vertex in particolare.

Il test del Vertex 45 Z

Dopo questa premessa era comprensibile la curiosità di vedere all’opera il capostipite, un fiammante Vertex 45 Z che, completato a poppa da tre possenti Mercury V10 da 425 cv l’uno dotati di eliche a tre pale in acciaio inox da 21”, mi aspetta presso Marina Colombiera alla foce del fiume Magra.

A bordo siamo in sei persone e nei serbatoi abbiamo 240 litri di benzina più 170 litri d’acqua. Raggiunto il mare aperto trovo un mare molto calmo, lo avrei preferito un po’ più agitato per mettere ancora di più alla prova la carena del Vertex 45 Z.

Mi spiegano che la carena è derivata da quella del Cayman 50 e quindi gode di tutte le più recenti evoluzioni che il cantiere Ranieri International ha sviluppato per la costruzione delle sue serie di barche, dai gommoni Cayman ai cruiser Next.

Voglio comunque verificare come l’allargamento del baglio abbia influito sulle eccellenti doti marine dell’opera viva e ho subito la conferma positiva: in 33 secondi raggiungiamo la velocità massima di 45 nodi, che con un attento lavoro di trim salgono a sfiorare i 47 a circa 6.500 giri/min.

Buona parte del merito va ascritto alla Hull Innovative System (HIS), una delle tecnologie esclusive di Ranieri International, la carena ventilata per una planata rapida, trim neutro, drag ridotto, stabilità in mare formato.

Per completare i rilevamenti verifico che la planata minima è tenuta agevolmente a poco meno di 3.000 giri a 15,2 nodi consumando una novantina di l/h totali, mentre l’accelerazione per raggiungerla è da vero fast cruiser, solo 3 secondi.

Vertex 45 Z

Come detto il mare è una tavola e quindi per mettere alla prova la carena anche con moto ondoso non posso fare altro che incrociare la mia scia, non prima di aver verificato che anche stringendo le virate oltre ogni naturale esigenza diportistica, il Vertex 45 Z risponde proprio come me l’aspetto: preciso al timone e ben determinato ad assecondare le mie richieste.

Pure quando lo sottopongo a veloci cambi di direzione non mostra il minimo affanno e le risposte al timone sono sempre precise trasmettendo un'eccellente sensazione di sicurezza.

Come ricordo spesso sono manovre che un normale diportista non si sognerebbe mai di fare, ma sapere che in caso di distrazione o di una manovra di emergenza il Vertex 45 Z risponderà al meglio è una bella garanzia.

Vertex 45 Z con tre Mercury Verado V10 425 cv

Da due a quattro motori fuoribordo by Mercury Marine

Una considerazione anche sulla potenza installata, i 1.275 cv complessivi dei tre Mercury sono ben lontani dai 1600 cv dei quattro motori da 400 cv indicati come motorizzazione massima, ma a mio parere sono più che ottimali, anche se saranno i futuri armatori a decidere.

Così come potranno decidere di godersi tutto il bello della barca a bordo senza dover necessariamente correre, perché c'è anche la possibilità di scegliere un equipaggiamento con due fuoribordo.



Vertex 45 Z

Le tecnologie costruttive a favore non solo della qualità del prodotto ma anche del comfort

L’attraversamento delle nostre scie non presenta particolari sorprese, nessun impatto violento o scricchiolio sinistro, la struttura del Vertex 45 Z risponde come un tutt’uno e non posso quindi che rendere merito alle due tecnologie, sempre esclusiva di Ranieri International, che caratterizzano questa barca.

La prima tecnologia è il Cockpit Shock Absorber con elementi elastici tra scafo e ponte che assorbono il moto ondoso, attenuando la risonanza e riducendo le vibrazioni.

La seconda è il Fully-Developed Cockpit System (FDCS), la monoscocca che integra ponte, pavimento cabina e vani tecnici stampati come un unico elemento, per ridurre le giunzioni e avere una riduzione significativa del rumore e una maggiore precisione costruttiva.

C'è poi il Vertex Carbon Composite (VCC), non carbonio decorativo né full carbon, ma una stratificazione e-glass con rinforzi in carbonio posizionati strategicamente dove il carico, la rigidità e la torsione lo richiedono.

In conclusione, posso rientrare in porto soddisfatto il Vertex 45 Z ha confermato tutto quello che di buono era stato anticipato in estate con un ulteriore apprezzamento per il perfetto controllo in fase di ormeggio, qui però i complimenti vanno a Mercury e al suo joystick.

Prendisole di prua visto dall'alto.

Gli interni del Vertex 45 Z

C’è da dire che i rendering ti tolgono un po’ il gusto della scoperta quando ti trovi di fronte alla barca reale, ma devo anche ammettere che il Vertex 45 Z qualche sorpresa me l’ha comunque riservata, merito anche dell’allestimento “quasi” full optional del modello in prova.

La grande piacevole sorpresa è la cabina poppiera, quella che di solito sulle barche open di questo tipo è un cunicolo ricavato sotto il pozzetto. Qui invece si rivela una vera cabina, con un’altezza interna per nulla comprimente dell'ambiente, ma anzi, c'è anche un incavo trasversale al centro del cielino, che consente pure a una persona alta di stare in piedi.

Cabina di poppa

Giustificata quindi la porta all’ingresso (optional) che la rende, a mio parere, potenzialmente la cabina armatoriale, anche e in realtà l'armatore è previsto a prua. Ciononostante personalmente non condivido l’allestimento prodiero solo con un grande letto matrimoniale; avrei visto di più una dinette trasformabile in letto.

Letto matrimoniale prodiero.

Per il resto il ponte sottocoperta si fa apprezzare per la qualità delle finiture e dei materiali di primo livello assoluto, ma anche per il capiente armadio e, in generale, gli spazi ben dimensionati per muoversi agevolmente.

Disimpegno nel ponte sottocoperta.

Un’altra nota di merito la dedico al locale toilette, che è molto ampio nelle misure è ha il box doccia separato, definendo un ambienteall’altezza del resto della barca per design e qualità dei materiali.

Bagno.

Un ponte di coperta tutto da vivere sul Vertex 45 Z

Il Vertex 45 Z è soprattutto una barca da vivere di giorno, quindi salire in coperta, complice la bella giornata autunnale, è uno spettacolo.

Le quattro sedute a fianco del driver possono sembrare eccessive, ma quando si è in navigazione, soprattutto se veloce, saranno sicuramente i posti più ambiti, grazie anche al protettivo hardtop che io preferisco rispetto al meno avvolgente T-Top, ma è questione di gusti.

Postazione di comando

Semplice quanto efficiente e intuitiva la plancia di comando con i due strumenti Simrad che raccontano tutto della navigazione e della tecnologia di bordo. La ruota del timone ha un design sicuramente originale ed esclusivo, ma non mi convince completamente.

Dai due comodi e protetti passavanti si accede a prua dove non manca nulla: dall’accogliente prendisole con cuscino per trasformarlo in una semi chaise longue, ai due divanetti fronteggianti per diventare una mini dinette, ma che si potranno apprezzare anche in una navigazione non troppo veloce.

Bella la soluzione dell’ancora della quale in coperta non si immagina neppure l’esistenza, ma c’è ed è pronta all’uso.

La zona poppiera è invece tutta da scoprire. La dinette si apre a poppavia del mobile cucina, ben accessoriato ma anche a scomparsa totale sotto un piano di cristallo fumé.

Vertex 45 Z.

Gli schienali basculabili dei divani fungono anche da da poggiatesta per il successivo prendisole, sotto il quale si apre un grande gavone con una botola per accedere a tutta la tecnologia di bordo.

Vertex 45 Z.

Le due plancette ai lati dei fuoribordo sono ben dimensionate per non far rimpiangere la plancia degli entrobordo, e una citazione merita anche la scaletta utile sia per risalire dal bagno come per raggiungere il pontile. A questo punto, dire che i materiali e la loro lavorazione sono di livello assoluto è quasi una ovvietà.

Vertex 45 Z

I numeri del Vertex 45 Z


Scheda tecnica

Lunghezza f.t.14,00 m
Larghezza3,90 m
Dislocamento a vuoto11.500 kg
Serbatoio carburante1.930 l
Serbatoio acqua256 l
MotoriDa 2x600 cv a 4x400 cv fuoribordo
Motori della prova3x425 cv Mercury Verado V10
Persone imbarcabili14
Posti letto4
Omologazione CeCat. B
Vertex 45 Z

Prestazioni

Regime (giri/min)Velocità (nodi)Consumi (l/h totali)
6503,211
10005,519
15007,731
20009,455
25001174
300016110
350021140
400028150
450032210
500036261
550040309
600044381
630045402

Condizioni della prova: mare molto calmo - 6 persone a bordo - 240 litri di carburante imbarcato più 170 litri d'acqua.


Vertex 45 Z

Prezzo del Vertex 45 Z

A partire da 714.000 euro, Iva esclusa

Con i tre motori Mercury Verado V10 da 425 cv: 950.000 euro, Iva esclusa



Prima un po’ di storia: il Porto Turistico di Lovere (conosciuto anche come porto di Cornasola) è stato inaugurato nel 2002, e definirlo una delle strutture nautiche lacustri più grandi d’Europa, sicuramente d’Italia, non è un azzardo.

Nasce dalla riconversione industriale del cantiere dell’acciaieria Italsider (prima ancora Ilva e oggi Lucchini) fortemente voluta dall’allora giunta comunale e, forse per questo, penalizzata da quella successiva che non ha mai creduto nelle sue potenzialità, relegandola a un ruolo marginale nella vita della cittadina loverese.

Capannone al Porto Turistico di Lovere.

Il cambio di passo è da accreditare alla nuova e giovane giunta comunale, che invece ha dimostrato di credere nelle potenzialità di un porto turistico per incrementare l’attrattività dell’alto Sebino, o Lago d’Iseo se preferite.

Da qui il bando per affidare la gestione del cantiere a un'organizzazione strutturata e competente, mentre il resto dell’area, ormeggi compresi, resta sempre in capo a L’Ora Srl, società a partecipazione pubblica che vede proprio il Comune di Lovere come principale azionista.

Il porto si allarga infatti anche sulla terra ferma in una vasta struttura che comprende bar, ristoranti, la Biblioteca Civica con annesso il Centro Civico Culturale, oltre all’ostello, la sede dei Vigili del Fuoco e di varie Associazioni, tra cui il circolo velico AVAS.

Piazzale del Porto Turistico di Lovere.

A completamento del tutto un vasto piazzale di 2 mila mq servito da una tensostruttura di 300 mq che può ospitare, come successo quest’anno con un affollato concerto del festival “Le 2 Rive del Jazz”, concerti ed eventi.

Perché l’avvento di Nautica Pezzoti è importante per il porto turistico di Lovere

Meglio delle parole è giusto lasciar parlare i fatti. Nautica Pezzotti vanta oltre mezzo secolo di storia nautica sul Sebino, una rete multisede nel Nord Italia e importanti esclusive commerciali: ecco perché l’azienda di Pilzone (la sua sede storica) porta a Lovere un modello di gestione strutturato, affidabile e orientato all’eccellenza.

Fondata nel 1968 da Antonio Pezzotti, Nautica Pezzotti è oggi guidata dal figlio Roberto, che ne ha saputo preservare l’identità proiettandola verso nuovi traguardi. Questa continuità generazionale è il tratto distintivo di un’azienda che ha costruito la propria reputazione sulla fiducia, competenza e valorizzazione del territorio.

Con centinaia di imbarcazioni gestite e uno staff ampiamente fidelizzato (il capo officina lavora in azienda da 36 anni, il responsabile commerciale da oltre 18), Nautica Pezzotti incarna un modello di impresa basato sulla stabilità, sull’affidabilità e sul rapporto umano con la propria clientela.

A partire dal 2020, Nautica Pezzotti ha avviato una strategia di espansione territoriale che l’ha portata a costruire una rete di sedi operative nel Nord Italia: ad oggi sono attivi gli hub di Caorle (Veneto) e Lignano Sabbiadoro (Friuli).

Fulcro di questa espansione è la partnership con Nautica Yachting, realtà specializzata nelle aree marittime del Nord Italia, con cui Nautica Pezzotti condivide know-how, infrastrutture e vision commerciale.

La nuova sede del Porto Turistico di Lovere si inserisce in questo disegno strategico come tassello di un sistema integrato lacuale-marino, capace di offrire servizi omogenei e standard elevati su tutto il territorio.

Le attività in ambito commerciale di Nautica Pezzotti

Nautica Pezzotti è conosciuta a livello nazionale anche come concessionario esclusivo di alcuni tra i marchi più importanti del settore. Tra le rappresentanze di maggiore rilievo: Jeanneau (fuoribordo ed entrofuoribordo) per Lombardia, Veneto e Friuli; Ranieri by Antonio Ranieri, Teorema e Yamaha Motor per le province di Brescia e Bergamo; Solemar per Lombardia e Veneto; Torqeedo/MinnKota con esclusiva e centro assistenza certificato. A completare il quadro, le officine boat dealer Mercury, Mercruiser e Volvo Penta.

Ha anche ricevuto il premio “Dealer of the Year Jeanneau” per il triennio 2022-2024-2025, oltre a certificazioni Yamaha Technical I e II, Garmin e Torqeedo. La partecipazione ai più importanti saloni nautici internazionali conferma il posizionamento dell’azienda come interlocutore qualificato nel panorama nautico, non solo nazionale.



Perché puntare sul porto turistico di Lovere. Lo spiega Roberto Pezzotti

“Come Nautica Pezzotti è da molti anni che collaboriamo con il cantiere di Lovere e molti dei suoi armatori sono già nostri clienti - racconta Roberto Pezzotti -. Non voglio dire che sia stata quindi una scelta naturale quella di partecipare al bando, ma certo un’espansione nell’alto lago e, all’interno di una struttura così importante, era un po’ di tempo che la stavamo valutando, anche in considerazione degli altri nostri ampliamenti delle attività fuori dalla sede di storica di Pilzone”.

A sinistra Roberto Pezzotti, a destra Ruggero Valli.

“Un bilancio dopo pochi mesi è un po’ difficile farlo, anche se il periodo estivo è già stato un ottimo banco di prova - prosegue Roberto Pezzotti -. Direi che l’obiettivo prioritario di Ruggero Valli, il nostro responsabile qui a Lovere, e dei sei tecnici che collaborano con lui, è quello di ricreare fiducia negli armatori che riempiono gli oltre 250 ormeggi nei confronti dei servizi che offriamo. Proprio sotto questo aspetto è nostra intenzione ampliare ulteriormente le offerte ai diportisti, sfruttando ancora di più il capiente capannone e le strutture di prim’ordine esistenti. Al contempo vogliamo dare ordine alla vita in cantiere, abituare gli utenti che devono rispettare il nostro lavoro, che l’accesso alle nostre strutture è riservato, che siamo sempre pronti a rispondere alle loro esigenze, ma che loro devono rispettare i nostri spazi anche per la sicurezza di tutti, questo è un requisito importante per garantire lo sviluppo di un’attività professionale. Infine, tra i nostri obiettivi, c’è anche quello di contribuire al rilancio commerciale dell’area portuale, stringendo partnership e collaborazioni strategiche, oltre a rafforzare il servizio di noleggio natanti, molto apprezzato tanto dai turisti stranieri, quanto dai locali innamorati del nostro lago”.




Non volete l’hardtop? Allora pensate al Cayman 38.0 Executive perché questo nuovissimo Ranieri Cayman 41.0 Hard Top al suo “cappello” proprio non ci rinuncia. Una scelta progettuale e di marketing che in Ranieri International hanno fatto su precise indicazioni del mercato che vuole ampi spazi aperti sfruttabili sia per l’abbronzatura ma anche per incontri conviviali dove, essere al riparo dal sole è un’esigenza molto sentita.

A questo aggiungiamo che, come verificato nel nostro test, il Cayman 41.0 Hard Top vola a oltre 40 nodi e quindi una protezione anche dal vento è sicuramente apprezzabile.

Ranieri Cayman 41.0 Hard Top.

Il test del Cayman 41.0 Hard Top

È un mare tranquillo quello di Soverato e a bordo siamo in sei persone a conferma della curiosità di mettere alla prova questo nuovo modello. A poppa c’è una coppia di Suzuki DF350 AMD con doppie eliche controrotanti da 22,5”. Completo la descrizione dell’assetto della barca aggiungendo che il serbatoio dell’acqua è pieno, quindi 180 litri, e quello del carburante è a un terzo, quindi circa 250 litri.

Le rilevazioni confermano la generosità dei due fuoribordo giapponesi, certamente un’ottima soluzione per questo gommone, che riescono a spingere con un attento intervento dei flap fino a 43 nodi di velocità di punta.

Come spesso scrivo, a parte la curiosità che sempre suscita questo dato, se il futuro armatore è davvero interessato a un uso intensivo del Cayman 41.0 Hard Top sarà più curioso di conoscere il minimo di planata che è tenuto poco sopra i 3 mila giri a 14 nodi consumando 64 l/h. Il range per individuare una velocità economica di crociera ci spinge un po’ oltre: a 3.500 giri/min si sfiorano i 20 nodi, passando però il muro fatidico dei 100 l/h.

Ranieri Cayman 41.0 Hard Top.

Ottimi riscontri che vengono confermati anche dalla sicurezza che il Cayman 41.0 Hard Top trasmette al timone. Magari gli strumenti Suzuki con il riverbero della luce solare non sono il massimo di leggibilità, ma le complete informazioni del display Simrad sopperiscono e, pur spingendomi abbondantemente oltre i 30 nodi, e poi fino alla velocità massima, mai ho la sensazione di prendere dei rischi.

Alle velocità più sostenute si fa apprezzare il protettivo hardtop, che invece alle andature più tranquille è altrettanto utile per proteggere dal sole.

Ranieri Cayman 41.0 Hard Top.

Il raggio di virata è tenuto con precisione senza un’eccessiva inclinazione che potrebbe spaventare i meno marini e anche i repentini cambi di direzione sono assorbiti con eccellenti margini di sicurezza.

La planata è raggiunta con facilità nonostante a bordo, come detto, siamo in sei persone, ma del resto questa è una situazione abbastanza normale per un uso diportistico. Il mare calmo mi costringe a mettere alla prova la carena, per altro figlia delle evolutissime carene Ranieri International, attraversando la nostra scia, esame superato al meglio come mi aspettavo sarebbe stato. Tutto questo per dire che con questo Cayman 41.0 Hard Top Ranieri International ha ancora una volta centrato l’obiettivo.

Ranieri Cayman 41.0 Hard Top.

A bordo del Ranieri Cayman 41.0 Hard Top

Ultimo, con il fratello Cayman 37.0 Hard Top, di una gamma che conta 14 modelli, il Ranieri Cayman 41.0 HT nasce “imparato”, cioè sfruttando tutte le conoscenze e sviluppi che Ranieri International ha maturato in oltre un decennio di produzione di gommoni e più in generale la cinquantennale esperienza nella produzione delle barche.

Competenze che hanno portato allo sviluppo di tecnologie esclusive come il Fully Developed Cockpit System e Cockpit Shock Absorber.



Ranieri Cayman 41.0 Hard Top.

Esperienza ma anche vocazione all’innovazione nello studio della coperta

Nel ponte principale del Ranieri Cayman 41.0 Hard Top sono state inserite una serie di soluzioni innovative che lo rendono ancora più accattivante ed esclusivo pur all’interno di una gamma molto raffinata come quella dei Cayman di Ranieri International.

A prua si fa apprezzare la tripla chaise longue che si propone come postazione privilegiata anche in navigazione a velocità sostenute, l’ho verificato ed è davvero molto piacevole.

Ranieri Cayman 41.0 Hard Top.

Ovviamente il profilato hardtop assolve perfettamente al suo compito proteggendo driver e due ospiti con un’ampia opzione di sedute, tutte con un’ottima visibilità, mentre la plancia è ben strutturata per avere tutto sotto controllo.

Ranieri Cayman 41.0 Hard Top.

Il prolungamento del top copre anche il mobile bar accessoriato come ci si aspetta e con lo spazio per rispondere a tutte le esigenze del futuro armatore. Il giusto supporto al grande pozzetto con dinette a U servita da un piano movimentato elettricamente che diventa supporto del prendisole o tavolo a seconda della bisogna, fino a scomparire completamente.

Dinette in pozzetto trasformata in prendisole.

Un plauso anche per l’accesso al mare ben dimensionato, nonostante l’ingombro dei due fuoribordo, e servito da una scaletta a scomparsa.

Plancia di comando.

Sottocoperta un layout classico a garanzia della funzionalità

Sul ponte inferiore il layout è abbastanza classico e proprio per questo ben difficilmente migliorabile. Due le cuccette doppie, una sotto il pozzetto e una a prua in alternativa alla dinette, quindi quattro posti letto, ma una situazione davvero accogliente per una coppia che può così pensare anche a una crociera di più giorni nel più totale comfort.

Panoramica della zona prodiera sottocoperta.

Infatti a completamento c’è da sottolineare la presenza di un ampio locale toilette e l’apprezzamento per la lavorazione e i materiali del mobilio e delle cuscinerie di tonalità più chiare rispetto al resto della produzione.

Cabina di poppa.

Complimenti che si allargano anche ai materiali della coperta, in particolare al pratico ecoteack,  per promuovere a pieni voti questo Ranieri Cayman 41.0 Hard Top.

I numeri del Ranieri Cayman 41.0 Hard Top


Scheda Tecnica

Lunghezza f.t.11,90 m
Larghezza3,80 m
Dislocamento4.500 kg
Diametro tubolari0,65 m
Compartimenti tubolari8
Carburante750 l
Acqua150 l
Motorizzazione min/max600/1.200 cv
Motorizzazione della provaSuzuki DF350 AMD 2x350 cv
Portata persone24
Posti letto4
CategoriaB
Motori Suzuki DF350 AMD.

I dati della prova del Ranieri Cayman 41.0 HT

Regime (giri/min.)Velocità (nodi)Consumi (l/h totali)
6002,84,8
10005,19,6
15007,017
20008,523
25009,841
30001261
35001985
400026106
450032130
500036183
550041213
580043222
Ranieri Cayman 41.0 Hard Top.


G-Boat è una vecchia conoscenza della nautica da diporto italiana, a loro il merito di scoprire cantieri che altrimenti ben difficilmente approderebbero nei nostri mari. Elemento base di tutte le sue proposte sono barche solide e marine, proposte a prezzi molto competitivi. Non fa eccezione il cantiere turco Sancak Yachts che, forte di quasi vent’anni di vita, propone una gamma completa di sette motorcruiser da 6,5 a 12 metri.

La cantieristica turca non ha bisogno di presentazioni: recita da anni un ruolo importante nel panorama nautico mondiale, spaziando da esclusivi superyacht fino appunto ai modelli di Sancak Yachts che si propongono in una fascia di ingresso per il diportismo nautico a motore, con un sapiente connubio di qualità costruttive, doti marine e quotazioni assolutamente concorrenziali.

Sancack Yachts SVT 12.00 Phantom-X

Sancak Yachts, la diffusione in Italia

“Li avevamo conosciuti la prima volta al Boot di Düsseldorf di quest’anno ma, complici i problemi di dialogo (non parlavano inglese), non avevamo dato seguito al contatto - racconta il responsabile commerciale di G-Boat -. Mi ha fatto cambiare idea il giornalista Carlo Luongo, che ci ha ben raccontato il loro cantiere, dove era stato per un servizio: oltre 10 mila mq di struttura dotate delle attrezzature più moderne. Complice l’incontro con i titolari della Liberty Yacht Design, lo studio di architettura turco dove nascono tutte le loro barche, e che parlavano correttamente inglese, abbiamo approfondito il contatto sincerandoci e verificando di persona le qualità della loro produzione. Sono quindi pochi mesi che ne siamo i distributori per l’Italia, Francia e Svizzera, appoggiandoci alla nostra consolidata rete di dealer, ma dobbiamo dire che, soprattutto nel nostro Paese, i Sancak Yachts hanno subito creato molta attenzione e anche ordini, tanto è vero che a fine ottobre arriveranno in Italia i primi modelli già venduti”.

Questo vuol dire che difficilmente li vedremo al Salone di Genova, ma la cosa non preoccupa troppo, perché in G-Boat credono molto nella comunicazione diretta attraverso social e magazine online come Boatmag.

Il cantiere è anche disponibile a invitare i possibili armatori a visitarlo a Urla, a pochi chilometri da Smirne. Però in Sancak Yachts sono molto determinati a conquistare nuovi mercati e non escludono di riuscire a mettere a disposizione un modello da esporre a Genova.

Oggi buona parte della loro produzione, circa 300 barche all’anno, è indirizzata verso i Paesi dell’Est europeo, ma ci sono dealer molto agguerriti anche in Grecia e Spagna.

Sancak Yachts, fortissimi nel rapporto qualità/prezzo

Comune a tutti i sette modelli è la robusta costruzione in resina vinilestere laminata sottovuoto con le coperte in sandwich con l’anima in Divinycell, mentre i prezzi si riferiscono alle barche già trasportate e sdoganate in Italia con un lungo elenco di dotazioni standard che ne permettono l’uso immediato.

Molti gli accessori di serie che altri cantieri offrono solo come optional, come l’impianto hi-fi e l’inverter, ma anche il wc elettrico e il frigorifero.

Lo stesso vale per le motorizzazioni indicate che sono quelle base, fermo restando che il futuro armatore potrà procedere a incrementi di potenza (lo sanno bene i clienti dell’Est amanti delle super potenze!) e di optional a proprio piacimento.

Di certo, come è appunto confermato dalle barche naviganti a quelle latitudini, le carene e la struttura dei Sancak Yachts li sopportano benissimo e anzi ne esaltano le performance. In pratica le barche sono pronte alla boa, e nei prezzi indicati manca solo l’Iva.

I vari modelli e i relativi prezzi

Sancack Yachts SVT 6.50
Sancak SVT 6.50

L’entry level è il Sancak SVT 6.50 di 6,50 metri di lunghezza per 2,50 di larghezza, ideale per la famiglia e la pesca grazie all’ottima vivibilità con spazi aperti, a un'accogliente dinette con plancia coperta e alla cabina di prua con bagno separato. In totale i posti letto sono quattro e la motorizzazione può essere affidata a un fuoribordo da 150 a 300 cv di potenza. Il prezzo di 60.000 euro comprende un fuoribordo da 150 cv e una dotazione completa: ancora acciao con catena, sei parabordi, dotazioni entro 6 miglia, bimini, batteria extra, e due estintori.

Sancack Yachts SVT 7.20
Sancak SVT 7.20

Tutte caratteristiche che sono ancora di più esaltate nel Sancak SVT 7.20 che, grazie agli 8 metri di lunghezza per 2,80 di larghezza, ripropone un layout simile al modello precedente ma con maggior agio nel dimensionamento dei vari elementi. La motorizzazione prevede uno o due fuoribordo per un minimo di 200 cv fino a 350 cv, il prezzo di 88.500 euro comprende un fuoribordo da 250 cv e una dotazione completa: ancora acciaio con catena, sei parabordi, dotazioni entro 6 miglia, parasole poppa, chartplotter Raymarine, batteria extra, elica di prua, fornello nel modulo cucina ed estintori automatici.

Sancack SVT 8.20

Con il Sancak SVT 8.20, lungo 8,20 metri per 3,0 di larghezza, si entra già nel mondo dei motorcruiser con 4+2 posti letto, grazie alla dinette trasformabile e alle due cabine. Con un fuoribordo da 250 cv il prezzo di 109.000 comprende: ancora acciaio con catena, sei parabordi, dotazioni entro 6 miglia, dotazioni entro 6 miglia, bimini inox, chartplotter Raymarine, elica di prua, fornello nel modulo cucina ed estintori automatici.

Sancack Yachts SVT 9.20
Sancak SVT 9,20

Il Sancak SVT 9.20 misura 9,20 metri di lunghezza per 3,20 di larghezza ed è in grado di ospitare con un agio ancora maggiore del modello precedente sette persone, che si possono distribuire nelle due cabine e nella dinette trasformabile. La motorizzazione può esser affidata a un monomotore fuoribordo da 350 cv oppure una coppia da 200 o 300 cv. Con un fuoribordo da 350 cv il prezzo di 145.000 euro comprende: ancora acciaio con catena, sei parabordi, dotazioni entro 6 miglia, bimini inox, chartplotter Raymarine, elica di prua ed estintori automatici.

Sancack Yachts SVT 10.50 Solara 35
Sancack SVT 10.50

Sancak SVT 10.50 Solara 35 accompagna il suo futuro armatore nel mondo degli yacht a motore da lunghe crociere con i suoi 10,50 metri di lunghezza per 3,70 di larghezza. I posti letto restano 4+2, ma a servirli c’è una doppia toilette più la dinette trasformabile. Importante ricordare che in Italia potrà essere immatricolato come natante e la motorizzazione fuoribordo è affidata a una coppia di 2x250 fino a 2x500 cv. Con due fuoribordo da 300 cv il prezzo di 259.000 euro comprende: ancora acciaio con catena, sei parabordi, dotazioni entro 6 miglia, elica di prua con batteria e impianto acqua calda con boiler.

Sancack Yachts SVT 11.95
Sancack 11.95

Grazie ai suoi 11,96 metri di lunghezza per una larghezza di 4,20, Sancak SVT 11.95 Solara 40 è in grado di offrire tre cabine e due toilette per un totale di sei più altri due posti letto nella dinette trasformabile. Motorizzazione fino a 2x350 cv e prezzo, con due fuoribordo da 350 cv, di 355.000 euro che comprende: ancora acciaio con catena, sei parabordi, dotazioni entro 6 miglia, batteria extra, faro di profondità, impianto acqua calda con boiler, chiusura pozzetto invernale e tendine interne.

Sancack Yachts SVT 12.00 Phantom-X
Sancak SVT 12.00 Phantom-X

Con Sancak SVT 12.00 Phantom-X il cantiere turco propone un innovativo design molto più aggressivo e infatti la barca è accreditata di prestazione notevolissime: con una coppia di fuoribordo da 400 cv l’uno passa agevolmente i 40 nodi, anche se la motorizzazione minima consigliata è una coppia di fuoribordo da 2x600 cv, poi nelle immagini del servizio fotografico vola spinta da quattro motori da 400 cv l’uno. Phantom-X è lungo 12 metri per 4,0 m di larghezza e ospita due cabine e una toilette per 4+2 posti letto. Prezzo di 320.000 con motorizzazione fuoribordo 2x425 cv o 3x300 cv e in dotazione: ancora acciaio con catena, sei parabordi, dotazioni entro 6 miglia e chiusura cabina con porta scorrevole.



SVT 12.00 Phantom-X
Sancak SVT 12.00 Phantom-X

I primi modelli di Sancak Yachts in arrivo in Italia a ottobre 2026

“L’accoglienza sul mercato italiano è stata molto positiva – conclude il dealer italiano –. Come detto a ottobre arriveranno i primi modelli già venduti e, per fare già una prima disamina sulle preferenze dei nostri diportisti, sottolineerei il grande interesse suscitato dai modelli SVT 8.20 e SVT 10.50, ma anche l’SVT 9.20 ha trovato una larga schiera di estimatori”.



L’appuntamento per i festeggiamenti del sessantesimo anno di attività di Ranieri International è a Soverato, sulla costa ionica della Calabria in provincia di Catanzaro, proprio come 10 anni fa quando si celebrò il 50°.

Rispetto ad allora, però, oggi sono i numeri a essere cambiati e anche la sede presenta importanti ampliamenti, che vanno di pari passo con l’allargamento della gamma.



Vista aerea degli stabilimenti di Ranieri International.

Ranieri International, una struttura globale a livello mondiale

Oggi l’azienda di Soverato è una realtà con oltre 100 dipendenti impegnati nello stabilimento calabrese, che si sviluppa su una superficie complessiva di 35 mila mq.

Al suo interno trovano spazio praticamente tutti i reparti, dalla prototipazione alla laminazione fino alla tappezzeria, falegnameria e fonderia, oltre ovviamente gli uffici tecnici e amministrativi, grazie ai quali tutti i modelli Ranieri International nascono quasi interamente all’interno di questa articolato e completo stabilimento.

Tutto questo è supportato da una struttura commerciale ramificata in 35 Paesi nel mondo, attraverso dealer e corrispondenti che garantiscono un’assistenza globale e professionale che, grazie alla versatilità e completezza della gamma, sono in grado di rispondere a tutte le diverse esigenze che si possono creare alle diverse latitudini.

Del resto l’offerta oggi conta 36 modelli divisi in cinque gamme da 3,65 a 15 metri, dai Next ai gommoni Cayman tutti rigorosamente fuoribordo. Non senza ricordare i Vertex Yachts che promettono di raccontare una nuova ed ennesima storia di successo della famiglia Ranieri.

La parola a Salvatore Ranieri

“Dai numeri citati si intuisce come la storia della Ranieri International sia un ‘work in progress’ senza sosta - ribadisce Salvatore Ranieri -. Con mio padre e mio fratello siamo sempre stati animati dalla ferma volontà di continuare a crescere e non porci mai dei limiti, raggiunto un traguardo abbiamo subito pensato e puntato a quello successivo.

Salvatore Ranieri.

"I festeggiamenti del 60° sono sintomatici di questo spirito - prosegue Ranieri - abbiamo presentato il restyling del Next 370 SH, lanciato 10 anni fa in occasione del 50°, e che ha contributo insieme ai gommoni Cayman alla crescita della nostra azienda in questi anni. Ma al contempo abbiamo annunciato la nascita di Vertex Yachts che sarà la gamma che darà ulteriore slancio alla nostra impresa familiare. Questo è il nostro modo di festeggiare un anniversario: giusto il tributo alla nostra storia, ma altrettanto importante la progettualità per pensare al futuro”.

Ranieri Next 370 SH.
Ranieri Next 370 SH.

Inevitabile una considerazione sull’attuale situazione del mercato nautico: “Nei settori nei quali operiamo - prosegue Salvatore Ranieri -, abbiamo vissuto la stagione dei saloni autunnali 2025 con grande entusiasmo che abbiamo percepito anche da parte degli utenti. In realtà però il 2026 si è aperto nel segno della stagnazione, ma poi la domanda è ripartita e posso dire che stiamo lavorando ai ritmi dello scorso anno e, proseguendo questo trend, chiuderemo sugli stessi livelli di fatturato del 2025 che, lo ricordo, è stato per noi un anno record."

Un mercato comunque a luci e ombre: "Indubbiamente la fascia sotto i 25 piedi è in sofferenza, ma diciamo che la domanda dei modelli sopra i 200 cv si è stabilmente ripresa. Come Ranieri International devo anche notare un sostanziale pareggio tra gommoni e barche tradizionali, che per noi si dividono un 50% di quote a testa”.

Ormai siamo tutti orientati alla stagione 2027. Quali novità presenterà Ranieri International? “Quest’anno abbiamo presentato un restyling del Next 370 HT, un’autentica icona della nostra produzione e due modelli Cayman esclusivamente con l’hardtop integrato, il 37.0 e il 41.0 - conclude Salvatore Ranieri -, tutti sviluppi in risposta a specifiche richieste del mercato. Abbiamo notato che l’usato del Next 370 era richiestissimo e allora abbiamo pensato a una sua rivisitazione, mentre per i gommoni Cayman la ricerca di protezione in navigazione come dal sole alla fonda ci ha consigliato di sviluppare questi due modelli.

Vertex 45TT.
Vertex 45 TT.

E poi la grande, e si può dire, insapettata novità. Non solo nuove barche, ma un nuovo brand vero e proprio: "Sono i nuovi Vertex Yachts 45TT e 45Z che debutteranno a Cannes pronti a scrivere una nuova storia di Ranieri International. Siamo pronti, per competenze tecniche e struttura, ad affrontare questa nova sfida in un settore ancora più esclusivo e lo abbiamo fatto da par nostro con due modelli che non ho dubbi susciteranno tanto interesse, soprattutto all’estero”.




Il legame con il territorio e la storia di Ranieri International è ribadito da un particolare che sfuggirebbe ai più, se non fosse stato ben ribadito da Salvatore Ranieri in conferenza stampa: l’inclinazione della V di Vertex Yachts riprende le coordinate geografiche di Soverato (38.41° N, 16.33° E). Un tributo alla cittadina che ha visto questo cantiere in 60 anni trasformarsi da una piccola officina meccanica in uno dei più importanti player nautici italiani e mondiali.

Perché Vertex Yachts

Alla base di tutto c’è la volontà di continuare a crescere senza porsi limiti. Dieci anni fa, nel celebrare il 50° anno di attività, venne presentata la gamma Next che doveva creare, come fece bene, le condizioni per continuare l’espansione del cantiere. Espansione che aveva già trovato, due anni prima, una forte spinta dalla presentazione della gamma dei gommoni Cayman.

Vertex Yachts - Vertex 45 TT

Ma oggi si sentiva forte l’esigenza di mantenere quei clienti che, cresciuti nel segno di Ranieri International, ambivano anche loro a crescere nelle dimensioni delle loro barche.

L’offerta nell’ambito dei 45/50 piedi è agguerrita e molto glamour, inevitabile quindi coniare un brand apposito che sapesse soddisfare le inevitabili esigenze di status che un investimento così importante comporta. Da queste considerazioni nasce Vertex Yachts.

Due nuovi modelli pronti al debutto

Il design Vertex Yachts unisce estetica e funzionalità. Le superfici sono studiate per riflessi di luce naturali, volumi ergonomici e proporzioni che valorizzino la vivibilità a bordo.

Nessun elemento è superfluo: forma e funzione convergono. Così, come affermano in cantiere: “La bellezza di Vertex nasce dall’ingegneria, non la copre”.

Vertex 45 TT e Vertex 45 Z le novità 2027

Sullo stesso scafo di 14 metri sono allestiti due modelli: il Vertex 45 TT, con T-Top e quindi più aperto, e il Vertex 45 Z, con hardtop integrato quindi più protetto.

Vertex Yachts - Vertex 45 Z

I due modelli - entrambi denominati anche con il nome per esteso Quarantacinque TT e Z - faranno il loro debutto al Cannes Yachting Festival 2026 (8-13 settembre) con una tripla motorizzazione fuoribordo Mercury, disponibile in diverse potenza, considerato che quella massima installabile è di 1.600 cv comlessivi. Lo scafo ha una larghezza di 3,90 metri e sottocoperta trovano spazio due cabine.

In particolare la cabina di prua presenta un’innovativa soluzione, chiamata “Magic Door”: una pratica porta a scomparsa con un lato scorrevole e l’altro che diventa l’anta dell’armadio, consente di avere sia una cabina con la massima privacy, sia un open space con dinette trasformabile.

Cabina prodiera e lobby.

Una soluzione pratica quando si ha una coppia di ospiti a bordo, mentre l’armatore ha la sua cabina a centro barca. Alla ricerca del massimo comfort il bagno e doccia sono separati.

Cabina Armatoriale.

Tanta tecnologia per le barche di Vertex Yachts

L’esperienza sessantennale di Ranieri International ha trovato in Vertex Yachts la consulenza del designer Giuseppe Martines, che ha al suo attivo importanti collaborazione per yacht a vela e motore.

Da questo incontro è stata sviluppata la particolare tecnologia costruttiva chiamata “Carbon Composite”, cioè il carbonio posizionato dove serve.

Vertex Carbon Composite (VCC) non è carbonio decorativo né full carbon. È una stratificazione e-glass con rinforzi in carbonio posizionati strategicamente dove il carico, la rigidità e la torsione lo richiedono.

Quindi migliora la rigidità strutturale nelle zone che lavorano maggiormente, ottimizza i pesi e la loro distribuzione e garantisce riparazioni più rapide rispetto al full carbon, quindi gli interventi in cantiere o in assistenza sono più semplici.

In altre parole, sempre per usare il motto del cantiere: “Carbonio dove serve, non dove fa scena. Architettura strutturale e non finitura estetica”.

A tutto questo si aggiungono le altre tecnologie proprie di Ranieri International, che sintetizziamo qui sotto.

Cockpit Shock Absorber: elementi elastici tra scafo e ponte assorbono il moto ondoso, attenuano risonanza e riducono vibrazioni per una navigazione più silenziosa a ogni velocità.

Hull Innovative System (HIS): la carena ventilata per una planata rapida, trim neutro, drag ridotto, stabilità in mare formato.

Fully-Developed Cockpit System (FDCS) la monoscocca che integra ponte, pavimento cabina e vani tecnici stampati come un unico elemento per ridurre le giunzioni e avere una riduzione significativa del rumore e una maggiore precisione costruttiva.


Puoi approfondire le tecnologie cliccando qui per questo nostro articolo

Non resta quindi che aspettare l’appuntamento settembrino del Cannes Yachting Festival e poco dopo la replica al Salone Nautico di Genova per ammirare i nuovi Vertex Yachts, che saranno il prossimo anno anche al Boot di Düsseldorf.


Clicca ed entra nel sito ufficiale di Vertex Yachts


Un affidabile gommone di 8,50 metri con una motorizzazione esuberante è il sogno di tanti diportisti e l’accoppiata Solemar SX27 e Honda BF350 che mi appresto a provare sembra fatta apposta per farli innamorare.

Vediamo subito se è davvero così e qual è il risultato di questa neonata collaborazione tra Solemar e Honda Marine che mettono in campo il meglio della loro produzione.

Solemar SX27 con un Honda BF350 V8.

Se 49,9 nodi vi sembrano pochi

È vero, i 50 non sono riuscito a toccarli per un nonnulla, anche se un piattissimo lago d’Iseo ha fatto di tutto per permettere di raggiungere questo traguardo che, peraltro, era già stato toccato in precedenza.

A bordo siamo in 2 persone e nel serbatoio ci sono 130 litri di benzina, una situazione direi ottimale per il test, un po’ meno per riprodurre le reali situazioni di impiego di questo binomio.

L’accelerazione è naturalmente bruciante: in 3,5” siamo in planata e in 19” superiamo i 40 nodi. Dopo aver sfiorato i 50 nodi riduco la velocità per verificare che il minimo di planata si tiene a 2.250 giri/min a 8,3 nodi, consumando 19,2 l/h, quindi gli otto cilindri dell’Honda BF350 V8 sanno essere anche poco assetati. Considerazione confermata anche dalla velocità economica di crociera che si può attestare attorno ai 20 nodi e circa 3.000 giri con il consumo che sale poco oltre i 25 l/h.

Solemar SX27 con un Honda BF350 V8.

Il lago è piatto, quindi per mettere alla prova il Solemar SX27 ci affidiamo all’incrocio con la scia del battello di servizio sul lago, avendo la conferma che la sensazione di sicurezza e controllo avuta a 50 nodi la riscontriamo anche con un passaggio piuttosto violento con l'onda formata dal traghetto: la struttura non mostra il minimo scricchiolio e l’impatto è assorbito senza che al timone si crei una sensazione di scarso controllo.

Stessa sensazione di sicurezza la si ricava anche sottoponendo il gommone a repentini cambi di direzione e a virate sempre più strette. Tutto è affrontato con la piacevole sensazione di avere tutto sotto controllo.

Un’ultima nota la dedico all’ottimo insieme seduta e plancia di comando: tutto è sotto controllo e qualunque sia l’altezza del driver, può stare certo di trovare la postura migliore sia da seduto che in piedi.

Honda BF350, otto cilindri di tecnologia

Il cuore del nuovo BF350 è un innovativo monoblocco V8 a 60 gradi con una cilindrata di 4.952 cc e con tecnologia V-Tec (Variable Valve Timin g and Lift Electronic Control). Tutta la migliore tecnologia Honda è esaltata dall’eccellente design. I colori disponibili, Silver Aquamarine o Grand Prix White sono impreziositi dal logo cromato e tridimensionale.

Honda BF350 V8.

L’Honda BF350 V8 si avvale della tecnologia Blast (Boosted Low Speed Torque) per erogare immediatamente tutta la potenza e l’accelerazione richieste. A velocità di crociera si attiva automaticamente la funzione ECOmo, grazie alla quale il consumo di carburante viene ottimizzato dalla centralina permettendo di mantenere la migliore efficienza termodinamica possibile.

Quando è richiesta più potenza, entra in funzione il V-Tec che garantisce un ulteriore spinta agli alti regimi di rotazione garantendo una combinazione unica di potenza e coppia.

Il nuovo V8 Honda dispone anche di diverse funzioni intelligenti volte a migliorare l’esperienza di navigazione e garantire una notevole facilità d’uso.

La funzione Cruise Control offre una navigazione confortevole grazie alla velocità adattativa disponibile su tutto il range: è sufficiente selezionare la modalità sul display e regolare la velocità che si desidera.

Solemar SX27 con un Honda BF350 V8.

Tilt Limit permette di selezionare l’angolo di tilt massimo per evitare di danneggiare il motore durante l’ormeggio: basta premere il pulsante e il motore si fermerà nella posizione preimpostata.

Automatic Tilt consente invece di effettuare un full tilt automatico mediante una doppia pressione del pulsante. Trim Support permette invece di preimpostare tre differenti assetti di trim personalizzabili per la massima efficienza di navigazione. Il sensore O2 ottimizza l’efficienza di carburazione grazie alla rilevazione dell’ossigeno residuo nei gas di scarico.

Plancia di comando Solemar SX27 con nuova chiesuola di comando Honda.

Tutta nuova anche la chiesuola di comando dell’Honda BF350 V8. Il comando ha un design ergonomico e materiali esclusivi che garantiscono il massimo comfort e controllo con ogni tipo di impugnatura.

I cinque pulsanti dei comandi sono disposti in maniera intuitiva e la posizione Neutral è ad alta visibilità. La funzionalità iST (Intelligent Shift e Throttle) offre una risposta immediata del motore e la possibilità di comandare due o più motori con una sola leva, per una gestione ancora più facile e una navigazione confortevole.

Solemar SX27 con un Honda BF350 V8.

A bordo del Solemar SX27

Come già evidenziato nella prova in acqua le doti di solidità e ottima tenuta anche alle andature più estreme del Solemar SX27 non si discutono. Niente di sorprendente considerando la tradizione del cantiere, rinverdita e rinvigorita dalla nuova gestione.

Così come niente di sorprendente trovo nel layout di questo 8,50 metri che riprende le stesse soluzioni del già conosciuto (e apprezzato) SX25, con quei 70 cm in più a dare ancora maggiore agio a bordo.

Ecco quindi riproposta la plancia addossata a dritta, caratteristica di tutti i Solemar, che rende ancora più agevole l’accesso al prendisole prodiero.

Una seduta fronte marcia caratterizza la parte prodiera della struttura della consolle e nasconde una piccola cabina attentamente allestita per non essere solo un luogo destinato a cambiarsi il costume, ma anche una essenziale toilette.

Quanto alla postazione di guida, come detto l’ergonomia è ottima in tutte le posizioni e la strumentazione dipende dalle scelte dell’armatore, sul modello in prova era sicuramente completa ed esaustiva per avere tutto sotto controllo, merito anche del display Honda. Infine, ribaltando la seduta del driver si accede a un essenziale angolo bar.

Il pozzetto propone un layout classico con un facile accesso alle plancette di poppa e quindi al mare, entrambe ben dimensionate. Si può allestire come secondo solarium o, meglio, come dinette, ben protetta dal tendalino che sfrutta anche la struttura del rollbar dal caratteristico, e riuscito, design.

Ricca la dotazione dei gavoni sia a poppa che in pozzetto. Ovunque si guardi non si può che apprezzare la qualità dei materiali e la loro lavorazione ma, come dicevo, su un Solemar non è una novità.



I numeri del test del Solemar SX27 con un Honda BF250


Scheda tecnica del Solemar SX27

Lunghezza ft8,50 m
Larghezza ft3,09 m
Diametro tubolari0,65 m
Numero compartimenti6
Dislocamento senza motori1.750 kg
Serbatoio carburante2 x 143 l
Serbatoio acqua56 l
Potenza max400 cv
CertificazioneCE B

Scheda tecnica dell'Honda BF350 V8

MotoreV8 a 60°, 4 tempi,
Cilindrata4.952 cc
Potenza350 cv
Regime operativo5.000-6.000 giri/min
DistribuzioneSOHC
Numero valvole32 (4 per cilindro)
AlimentazionePGM-FI (iniezione elettronica programmata)
Peso a secco350 kg

I dati della prova

Regime (giri/minuto)Velocità (nodi)Consumo (litri/ora)
6501,72,8
10004,45,0
15006,29,6
20007,517
25009,925
300020,626
350026,035
400030,451
450034,668
500039,188
550043,0116
600048,2125
620049,9135



Dopo l’ubriacatura di gommoni di tutte le fogge, motorizzazioni e misure, i diportisti della fascia dei natanti sotto i 10 metri sembra stiamo riscoprendo il piacere della barca tradizionale. Quindi alte murate ben protettive, pozzetti ben vivibili anche per i meno “marini”, prestazioni brillanti se non addirittura esuberanti. Proprio come questo Capelli Alma 27 interpreta al meglio.

Questa barca di 8,68 metri è il primo modello di una nuova linea progettuale che verrà sviluppata nei prossimi anni sia verso le misure più grandi sia verso le più piccole. Al Salone di Genova sarà infatti presentato il sei metri, mentre per il prossimo anno è previsto il lancio del 10 metri e poi, nei programmi di completamento della gamma, è previsto anche un 12 metri.

La prova del Capelli Alma 27 l'ho fatta con l'equipaggiamento di un fuoribordo Yamaha da 350 cv, ma la barca prevede anche altre configurazioni sia in singola sia in doppia motorizzazione, come per esempio quella con due Yamaha da 200 cv.

Se devo essere sincero, ritengo che, al di là delle considerazioni economiche (la bimotore costerebbe una ventina di migliaia di euro in più), quello provato sia il binomio più interessante. Addirittura azzarderei pure una motorizzazione un po’ meno ‘muscolosa’, magari lo Yamaha 250 cv che del resto è la soluzione “entry level” del package del Capelli Alma 27.

Capelli Alma 27 by Yamaha, il test

Non c’è modo migliore per verificare queste mie supposizioni che scendere subito in acqua. Il Garda ha deciso di farsi perdonare la buriana dei giorni precedenti e quindi ci regala una splendida giornata primaverile, soleggiata e calda, ma soprattutto con un lago piatto, non proprio ideale per mettere alla prova la nuova carena del Capelli Alma 27.

A bordo siamo in quattro persone e nel serbatoio ci sono 150 litri di benzina, mentre quello dell’acqua è vuoto. A poppa il già citato Yamaha 350 V6, dotato di un’elica a tre pale da 18” che ha vinto il ballottaggio con una da 17” nei precedenti test eseguiti dal cantiere cremonese sul vicino (al cantiere) fiume Po.

Con 350 cv a poppa la progressione della barca non può che essere aggressiva e le aspettative non restano deluse: in tre secondi siamo in planata e in 26 secondi raggiungiamo la velocità di punta di 42 nodi.

Il minimo di planata è tenuto a 2.900 giri/min, consumando poco più di 23 l/h e navigando a 13,3 nodi, anche i più attenti alle economie sono accontentati. Ma tutto sommato basta salire di circa 500 giri/min per navigare a quasi 20 nodi e consumare una decina di litri in più, che possiamo individuare quindi come velocità economica di crociera.

Come il Capelli Alma 27 si comporta in navigazione

Detto del lago molto calmo, cerco di verificare il comportamento della nuova carena nei repentini cambi di direzione, che effettivamente asseconda trasmettendo una sensazione di grande sicurezza, solo nelle virate più strette e ad andatura elevata si percepisce una leggera cavitazione.

Alla stessa stregua, l’incrocio della nostra scia (e quella di un battello) conferma un compatto passaggio sull’onda senza scricchiolii sinistri o “botte” esagerate. Anche a fronte di una repentina riduzione della velocità il pozzetto resta perfettamente asciutto.

Capelli Alma 27 motorizzato Yamaha.

La velocità massima di 42 nodi si raggiunge a 6 mila giri/min, con la particolarità però che agendo sul trim si guadagnano 200 giri ma si perdono quasi due nodi. L’idea è quindi che il motore potrebbe essere abbassato del classico ‘buco’ per stabilire un assetto più efficiente in questo senso.

Ma il quesito dell’inizio era: è proprio necessaria una potenza così esuberante, in prospettiva ulteriormente esasperata dalla versione bimotore da 2x200 cv? A partire dai 42 nodi toccati sul lago, che diventano addirittura 43 sul Po (45 con la versione bimotore), un ridimensionamento della potenza (e del budget) non mi pare un’idea così balzana.

Non c’è una prova a confermarlo, ma credo che navigare a 30 nodi sia già più che sufficiente (sul Garda il limite massimo è 20 nodi) ma, come sempre, l’ultima parola spetta al futuro armatore.



Capelli Alma 27 motorizzato Yamaha.

Capelli Alma 27 by Yamaha, a bordo

Tutto è nuovo sul Capelli Alma 27 anche dal punto di vista strutturale. La barca è infatti rinforzata con un innovativo reticolo incollato fra le varie parti strutturali per tenerle unite come in un corpo unico, mentre gli altri stampi modulari vengono inseriti a incastro e poi bloccati per mantenere una robustezza globale senza dover abbondare con i collanti.

Tutte le stampate, inoltre, sono in infusione e al posto del pvc si usa il pet, un poliestere riciclabile più rispettoso dell’ambiente.

Descritto quello che salendo a bordo non si vede, riprendo la mia narrazione spendendo subito una lode per la zona poppiera.

Plancette poppiere.

Le due plance ai lati del fuoribordo sono decisamente generose nelle dimensioni: altro punto a favore del monomotore rispetto al bimotore dove sono inevitabilmente più sacrificate. L’accesso è a sinistra del divanetto poppiero e anche il collegamento tra le due è ben dimensionato al punto che ci si potrebbe anche sdraiare più vicini all’acqua.

Per la verità per l’abbronzatura, a parte il prendisole prodiero, offre spazio anche il già citato divanetto grazie alla spalliera abbattibile con varie inclinazioni. Sempre lo stesso divanetto si allunga ai lati per creare una dinette ben servita da un tavolo che, una volta aperto, può ospitare una gran numero di commensali. È anche regolabile in altezza così da trasformare il tutto in un unico solarium, ma francamente penso che sarà più apprezzata la possibilità di proteggere il tutto con un tendalino sorretto da quattro pali.

Pozzetto.

Non è un mistero infatti che l’ombra è sempre più una priorità da parte dei diportisti, così anche la scelta del coprente T-Top va in questa direzione. Inoltre, la sua robusta struttura è ideale anche per il trasporto di surf e canoe, oltre a proteggere la plancia di comando e il mobile bar, completo di lavello e piano di lavoro oltre a ospitare un capiente frigorifero.

Plancia di comando del Capelli Alma 27.

La plancia di comando può ospitare due schermi da 12” ed è servita da due sedute con una parte ribaltabile per consentire anche ai meno alti di avere sempre una perfetta visione di tutto quello che avviene attorno alla barca. Considerando le velocità che si raggiungono è una soluzione sicuramente apprezzabile.

Sempre sotto l’aspetto della sicurezza, una nota di merito per i due passavanti di accesso alla zona prodiera, non solo ben dimensionati, ma soprattutto ben protetti dalle alte murate che, se non compromettono minimamente la bella siluette esterna, trasmettono invece una piacevole sensazione di sicurezza ai meno marini e ai genitori con figli piccoli.

Prendisole prodiero.

E siamo a prua interamente occupata dal solarium che sfrutta al meglio la prua larga ed è servito da un cuscino sulla tuga che lo trasforma anche in una comoda chaise longue. Il gavone dell’ancora è sotto la cuscineria e quindi l’antiestetico musone non c’è, sostituito da una piccola piattaforma ideale per i tuffi.

C'è anche una cabina piuttosto ampia

Tanto spazio dedicato alla vita all’aperto non deve però far dimenticare la cabina. Essenziale ma completa, dove la scelta di rinunciare al vano toilette ha permesso di ricavare una discreta altezza interna, con la privacy garantita da una tenda per separare il wc nel caso se ne sentisse la necessità.

La cuccetta doppia, con l’appendice smontabile, garantisce un buon riposo anche a una coppia ‘ben dimensionata’ e quindi l’idea di una notte in una tranquilla caletta non è un’ipotesi così velleitaria.

Wc.

I numeri del Capelli Alma 27


Scheda Tecnica

Lunghezza ft8,68 m
Lunghezza al galleggiamento7,95 m
Larghezza ft2,54 m
Immersione0,5 m
Peso a secco (senza motori)1900 Kg
Serbatoio carburante390 l
Serbatoio acqua94 l
Serbatoio acque nere41 l
Potenza massima1x350 cv / 2x200 cv
Portata personeD 12 / C 8
Posti letto2
Categoria di omologazioneC/D

I dati della prova del Capelli Alma 27 con uno Yamaha 350 V6

Regime (giri/minuto)Velocità (nodi)Consumo (litri/ora)
6002,62,5
10004,44,5
15006,37,6
20007,811,6
250011,019,2
300013,425,9
350019,031,8
400023,939,6
450028,953,1
500033,671,1
550037,197,8
600042,0113,6

Prezzo

Al momento in cui pubblichiamo non è ancora stato definito un listino prezzi ufficiale per il Capelli Alma 27, ma indicativamente il costo si aggira sui 145.000 euro, più Iva, compreso il motore Yamaha F350 e il T-Top.

Capelli Alma 27 motorizzato Yamaha.



Gira e rigira, alla fine se si vuole andare in crociera comodi, tranquilli e nel massimo comfort, i classici flybridge restano la soluzione ideale. Più affinati nelle linee e morbidi nel design, oggi i flybridge stanno vivendo una giusta rivalutazione dopo il boom degli hardtop. Ne è la migliore conferma questo Prestige F4.3.

È l'ultimo nato della gamma del cantiere appartenente al Groupe Beneteau ed è anche novità dell’altrettanto recente Business Unit Motor Yacht, che il colosso francese ha varato proprio per raggruppare i suoi brand di questo segmento di mercato, vale a dire i Prestige, i Swift Trawler, i catamarani M-Line e gli sportivi Gran Turismo.



Prestige F4.3

Il test del Prestige F4.3, buone velocità con consumi molto ridotti

Tra i plus dei flybridge di ultima generazione c’è anche il netto miglioramento delle doti marine a tutto vantaggio della tenuta in mare e dei consumi, aspetti non certo trascurabili.

Per averne conferma eccomi a Portopiccolo, a pochi chilometri da Trieste, pronto a mettere alla prova il Prestige F4.3. Il mare non è di quelli che mettono alla frusta le carene, solo una leggera increspatura per la brezza pomeridiana che non crea problemi. Provo allora a incrociare la nostra scia per avere la conferma che tutta la struttura risponda bene sull’onda, senza scricchiolii sinistri, ma in maniera massiccia con un impatto ben attutito. Non è come affrontare un mare formato, ma la sensazione che il Prestige F4.3 lo affronterebbe in tutta tranquillità c’è.

Prestige F4.3

Fatta questa prima verifica passo a raccogliere i dati ai vari regimi: a bordo siamo in quattro persone, con il 70% di gasolio (circa 800 litri) e 160 litri d’acqua.

La progressione è decisa: la coppia di Volvo Penta D6 da 440 cv l’uno in linea d'asse V-Drive conferma di essere la soluzione ottimale per motorizzare il Prestige F4.3, del resto al momento il cantiere non propone alternative.

Sfioriamo la velocità di punta dichiarata dal cantiere: 30,7 nodi, invece di 31, a 3850 giri/min. Un dato relativamente interessante perché, a parte qualche rara “sparata”, è ben più importante verificare la planata minima che è tenuta a 2550 giri consumando “solo” 41 l/h totali per i due motori e navigando alla rispettabile velocità di 13,7 nodi, non male.

Meglio ancora la velocità di crociera economica che concordiamo con i tecnici del cantiere essere attorno ai 22 nodi, poco sopra i 3 mila giri consumando meno di 60 l/h, un altro dato che depone a favore della bontà e dell’efficienza del binomio carena e motorizzazione del Prestige F4.3.

Prestige F4.3

Un’ultima verifica sulla sensibilità al timone e sul raggio di virata. I repentini cambi di direzione sono assorbiti con buona prontezza e altrettanta “morbidezza” dal Prestige F4.3. Anche il raggio di virata, pur non essendo strettissimo, è più che adeguato per una normale crociera.

Prestige F4.3, la coperta

Camillo Garrone che firma tutta la gamma Prestige non ha avuto difficoltà a creare un 13 metri che si allineasse perfettamente alla filosofia progettuale degli altri modelli di misure maggiori.

Prestige F4.3

Non sorprende quindi che in coperta, a parte apprezzare la qualità e la lavorazione dei materiali, oltre che le loro tonalità, non si trovi nulla di particolarmente rivoluzionario. Tutto è svolto nel solco della tradizione e della praticità e quest’ultimo non è un aspetto da trascurare se si pensa a tante soluzioni innovative sulla carta, ma poco pratiche nell’uso pratico.

Si apprezza quindi il pratico accesso dalla plancia al pozzetto dove la dinette è servita direttamente dalla cucina a cui è collegata da una finestratura basculante, questa sì una novità, ma la commentiamo nel capitolo successivo. Comodi i passavanti, ben protetti dalla robusta battagliola, per accedere alla prua con il classico solarium trasformabile, volendo, in tre comode chaise longue.

Prestige F4.3

Non è però difficile immaginare che sarà il fly lo spazio più vissuto all’aperto. Anche qui è proposto un layout tradizionale con la combinazione di solarium che diventa la parziale seduta della dinette e una ben accessoriata e completa plancia di comando aperta.

Prestige F4.3, gli interni

Come anticipato, è in quadrato che si trova la vera novità di questo Prestige F4.3: il piano cucina occupa tutta la larghezza della sovrastruttura, imponendo ovviamente l'accesso al salone attraverso i passaggi laterali affacciati sui passavanti. Una soluzione che non avevo mai visto.

Cucina

Il collegamento della cucina con la dinette esterna è garantito, come detto, dalla finestratura basculante e sulla praticità della soluzione francamente non vedo particolari controindicazioni, penso che la sua originalità troverà sostenitori come detrattori, quindi… l’ultima parola spetterà al futuro armatore. Certamente è “il” tratto distintivo di questo Prestige F4.3.

Per il resto il quadrato non presenta altre soluzioni particolarmente originali, ma è ben organizzato attorno alla dinette e alla plancia coperta, e si apprezza la scelta delle tonalità dell’arredo e dei materiali. Gli stessi che si trovano anche sottocoperta.

Proprio sul ponte inferiore condivido la soluzione delle due cabine matrimoniali con la possibilità di avere un unico bagno oppure averne due sacrificando la cabina armadio dell’armatore.

La suite armatoriale si trova a centro barca a tutto baglio, ma anche quella degli ospiti è tutt’altro che sacrificata.

Conclusioni

Giudizio positivo per il test in mare, giudizio positivo dopo la visita a bordo. Il Prestige F4.3 si propone come una delle opzioni più interessanti nella sua misura tra i fly sul mercato.

La concorrenza è agguerrita, ma il nuovo modello della gamma Prestige ha tutte le carte in regola per poter ambire a conquistare varie tipologie di armatori, certamente non chi ama le compagnie numerose, ma chi piuttosto vuole godersi il mare con una coppia di amici fidati o i figli.

Prestige F4.3

La differenza la farà la soluzione della cucina che potrà entusiasmare come lasciare perplessi, io propendo per un giudizio positivo, ma è un’opinione strettamente personale.

I numeri del Prestige F4.3


Scheda tecnica

Lunghezza f.t.13,07 m
Larghezza4,10 m
Immersione1,17 m
Dislocamento 11.107 kg
Dislocamento a pieno carico15.415 kg
Serbatoio carburante1.170 l
Serbatoio acqua330 l + 95 l (opzionali)
Cabine/posti letto2/4+2 (opzionali)
MotorizzazioneVolvo Penta D6 2x440 cv
Omologazione CeCat. B

Prestige F4.3

Prestazioni del Prestige F4.3

Regime motori (giri/min)Velocità (Nodi)Consumi (litri/ora totali)
6003,81,2
1.0006,03,6
1.2507,26,2
1.5008,29,3
1.7509,014,8
2.0009,722,2
2.25010,830,1
2.50014,040,2
2.75016,845,9
3.00020,855,3
3.25024,761,2
3.50027,874,1
3.85030,789,0

Condizioni della prova: mare calmo, carena pulita, quattro persone a bordo, 70% di gasolio (circa 800 litri), 160 litri d’acqua.



La creazione della Beneteau Motor Yachting Business Unit inizia con la decisione dello scorso anno del Groupe Beneteau di riorganizzarsi in tre grandi segmenti di business. Per i monoscafi a vela: i brand Beneteau e Jeanneau; per i multiscafi a vela: Lagoon ed Excess; per le barche diurne fuoribordo: Beneteau, Jeanneau, Wellcraft, Scarab, Four Winns; e infine la divisione Motor Yachting, che include tutti i marchi Prestige, Beneteau Trawlers e Gran Turismo, Delphia.

Per dare un’idea dei “pesi” nel fatturato del Gruppo delle tre Business Unit, la vela vale circa la metà, mentre i motoryacht entrobordo pesano per più di un quarto.

Michelagelo Casadei, General manager della Beneteau Motor Yachting Business Unit.
Michelagelo Casadei, General manager della Beneteau Motor Yachting Business Unit.

Il “chi è” della Beneteau Motor Yachting Business Unit

Nessuno meglio di Michelangelo Casadei, da circa un anno General Manager della Business Unit, può introdurci a questa nuova realtà del Groupe Beneteau: “La nostra BU si occupa di tutto ciò che è di dimensioni superiore a circa 12 metri e, a oggi, fino a 24 metri. Nella Motor Yachting abbiamo il marchio Prestige articolato nella diffusissima linea flybridge “F-Line” e nella famiglia in crescita dei multiscafi della M-Line. Per il marchio Beneteau, i tradizionali Swift Trawler alla vigilia di una progressiva rivisitazione iniziata con il Trawler 54 (2024) e che vede quest’anno le novità Swift Trawler 37 e Grand Trawler 63 (prodotto proprio a Monfalcone); e ancora una nuovissima gamma di Gran Turismo”.

La produzione della Motor Yachting Business Unit si sviluppa in due cantieri principali: a Monfalcone e a Les Herbiers per le barche fino a 65 piedi, uno dei principali cantieri del gruppo nella zona di Nantes, con più di 400 persone impiegate. Monfalcone è il sito produttivo per i modelli di maggiori dimensioni e oggi annovera una forza lavoro superiore alle 200 unità tra interni e appaltatori.

Motor Yachting Business Unit.

Beneteau Motor Yachting Business Unit, la fase 3.0

Un cantiere arrivato a quella che qui definiscono la fase 3.0. Si inizia con l’acquisizione nel 2010 da parte del Gruppo Beneteau dalla Seawayper sviluppare il marchio Monte-Carlo Yacht, attivo fino al 2021, ma ancora tra gli asset del Gruppo. È quindi iniziata una fase 2.0 di transizione con l’obiettivo di evolvere un’infrastruttura così importante e anche un personale altamente qualificato, affinando gli standard industriali e le procedure, continuando a produrre quei modelli che avevano l’esigenza per le loro dimensioni di essere vicini al mare: dai CNB 76 e Jeanneau 65 a vela agli Swift Trawler più grandi.  

La fase 3.0 inizia nel 2024 con l’insediamento della Beneteau Motor Yachting Business Unit che fa di Monfalcone uno dei due pilastri chiave dello sviluppo del business a motore del Gruppo, con il dichiarato obiettivo di combinare l’expertise artigianale di un marchio esclusivo accumulata con Monte Carlo Yacht conle competenze nella produzione industriale del Groupe Beneteau. Al momento Michelangelo Casadei,oltre alla carica di Direttore generale di tutta la BU, quindi sia per gli aspetti commerciali che per quelli produttivi del segmento di business, ricopre anche il ruolo di direttore del sito di Monfalcone, almeno fino al completo avviamento della nuova fase.

Motor Yachting Business Unit.

I work in progress

“Alcune evoluzioni dell’organizzazione vengono dalle mie esperienze precedenti - precisa Casadei -. Per esempio, il bilanciamento di responsabilità tra produzione e qualità, con evoluzioni organizzative e metodologiche collegate alle competenze di alta industrializzazione che sono un plus riconosciuto di Beneteau, dalla tecnica dei moduli prefabbricati degli interni (un sistema moderno ed efficiente di scomporre gli impegni, perché mentre si lavora dentro la barca, si opera anche sul modulo fuori dalla barca), al bilanciamento lean delle linee e dei flussi dei materiali. Quindi la fase 3.0 è un po’ una sintesi tra quella che è stata l’esperienza Monte Carlo Yacht, quello che Beneteau ha portato come standard industriali, oltre a quello che io personalmente sto portando per le mie esperienze precedenti”.

A questo punto un po’ di spazio va dedicato anche al curriculum di Michlenagelo Casadei che si è laureato in ingegneria meccanica a Bologna nel 1999 e ha lavorato nel Gruppo Fiat dal 2000 al 2008, con un lungo periodo in Iveco Motori, quindi il suo background iniziale nasce nel mondo automotive. È entrato nel Gruppo Ferretti nel 2008, all’alba della grande crisi, con il compito di razionalizzare la tecnologia tra i vari marchi che in quel momento erano cantieri ognuno con la sua storia e quindi ognuno con le sue consuetudini e le sue scelte costruttive e impiantistiche. Successivamente alla guida della Qualità e Collaudi e, infine e soprattutto, alla Direzione Tecnica dei marchi tra il 2015 e il 2021, periodo di importante sviluppo delle nuove gamme. Del 2021 è il passaggio in Nautor per razionalizzare la produzione dei mitici Swan, sapendo combinare il rispetto della tradizione con metodologie costruttive più razionali e moderne. Infine l’approdo al Groupe Beneteau nel marzo del 2024.

Motor Yachting Business Unit.

“C’è sempre molto da fare per migliorare le metodologie di lavoro, con al centro la crescita dei team di persone, fondamentali in questa industria. Se la barca a vela rimane la mia passione, professionalmente trovo i motoryacht più stimolanti dal punto di vista tecnico, produttivo e di mercato - conclude Casadei -. Nello specifico qui a Monfalcone penso stiamo lavorando a un ottimo livello di organizzazione, pronti a crescere nuovamente se il mercato risponderà bene, con l’obiettivo di superare le 20 unità anno su quattro delle cinque linee produttive oggi impegnate dai nuovi prodotti (due per i catamarani a motore M8 ed M7, una per il Grand Trowler 63) e una per il progetto refit della flotta Lagoon 620. Un’attività ad alto valore economico e di sostenibilità, dedicato a armatori e società di charter che operano con le unità naviganti, anche questa avviata nel 2024. A questi si aggiungeranno presto altre novità e quindi l’obiettivo di utilizzarle tutte e cinque, e oltre, è tutt’altro che un’ipotesi”.





hello world!
hello world!
magnifiercrossmenu