Sblocca Italia: diventa legge l’Iva al 10% nei Marina Resort ma fino a dicembre 2014

La norma sta nel decreto Sblocca Italia (ddl n. 1651) che è stato convertito in legge ieri in Senato e che conferma la riduzione dell’Iva al 10% per i posti barca nei Marina Resort, ma solo fino a dicembre 2014.

Sono definiti Marina Resort le porzioni dei porti turistici destinate all’ormeggio per il pernottamento a bordo, che vengono equiparati alle tradizionali strutture turistiche alberghiere, che appunto godono dell’Iva al 10%.

Il Governo comunque rassicura su una proroga della scadenza di tale provvedimento e c’è da crederci, anche perché la legge è ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi l’effettiva entrata in vigore sarà a novembre inoltrato, cosa che porterebbe a dare validità alla norma sui marina resort per un mese soltanto, fra l’altro invernale: un nonsense. Ma siccome di cose senza senso l’Italia ne ha piene le fosse, l’Ucina Confindustria Nautica si sta impegnando affinché l’attenzione del legislatore su questa norma non venga meno e faccia in modo che rimanga in vigore in vista della prossima stagione estiva, quando effettivamente si potrà materialmente apprezzarne l’efficacia.

Porto Lotti - Photo Greta Ferrari

Da parte sua, il Governo nella relazione di accompagnamento dello Sblocca Italia ha dichiarato esplicitamente che le somme per rendere stabile la norma sarebbero state trovate nella Legge di Stabilità.

Ma al di là degli aspetti pratici, la norma sui Marina Resort è anche la testimonianza di un mutato criterio di valutazione del comparto nautico da parte del mondo politico. Ora sono sempre più i parlamentari consapevoli dell’importanza della nautica nell’economia italiana e per fare in modo che questa torni a essere uno dei maggiori contribuenti al Pil si stanno impegnando a snellire la burocrazia e a creare incentivi che facciano tornare gli appassionati in mare per muovere l’economia non solo nell’industria nautica ma anche in tutto l’indotto.

Il Presidente Ucina, Massimo Perotti, ha infatti dichiarato: “Sono passi importanti verso una nuova visione della nautica da diporto. Quanto è stato fatto riconosce al nostro settore il valore strategico per il Paese. Ci aspettiamo che tutto ciò abbia un seguito immediato e che sia possibile affrontare la prossima stagione estiva con serenità”.

In quest’ottica c’è anche la riforma del Codice della Nautica. Nella discussione avvenuta in Senato a questo riguardo, tutte le forze politiche si sono pronunciate a favore del comparto turistico industriale, dichiarando che l’industria nautica e il suo indotto turistico sono una risorsa essenziale per l’Italia.

Lo sostengono da tutte le parti politiche, come il senatore Ranucci del PD, relatore del testo per la riforma del Codice della Nautica, e la collega Fabbri – anche lei del PD – che ricorda anche: “la necessità di un contratto di lavoro specifico per il settore”. Ma lo pensano anche il senatore Cervellini di SEL, che afferma: “Riconosciamo alla nautica un ruolo fondamentale nell’economia del nostro Paese, un settore che molto ha dato in termini di risorse e di occupazione di qualità”. Il grillino Cioffi: “È indubbiamente importante, per alcuni versi fondamentale, e incide fortemente sull’economia del Paese”, mentre il senatore Gibiino di Forza Italia: “Dai dati di Ucina si evince che la nautica rappresenta ancora una voce importante per l’economia italiana”.

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