Carla Demaria è il nuovo presidente Ucina. È la prima donna al vertice di Confindustria Nautica

“Etica, Solidarietà, Rinnovamento” sono i tre punti centrali del programma presentato ieri a Santa Margherita dalla prima donna al vertice di Ucina, nel corso dell’assemblea dei soci apposta riunita per l’elezione del nuovo presidente. Carla Demaria è stata eletta con 879 voti, pari a circa l’80% dei 1128 voti disponibili. I votanti erano 884.

Una larga maggioranza, dunque, pronta a sostenere il nuovo presidente che intende operare un’ampia revisione dello Statuto e riorganizzare alcuni aspetti strutturali della segmentazione merceologica e degli organi di governo, demandando, fra l’altro, a tutti i soci la partecipazione decisionale. Ci saranno 7 settori merceologici, 7 assemblee di settore, 7 comitati direttivi e 7 presidenti di settore. Insomma una struttura operativa più compatta e molto più organizzata, dove ogni membro avrà un ruolo e un compito preciso in coordinamento con il Consiglio di Presidenza, in modo che non ci siano dispersioni che possano far allontanare il raggiungimento degli obiettivi preposti.

“Dopo l’uscita di alcune aziende – ha affermato il neo Presidente – siamo ridimensionati ma rafforzati nella difesa dei valori democratici che devono ispirare un’organizzazione associativa e di rappresentanza di interessi delle imprese. Non credo nella contrapposizione tra grandi e piccoli e sono convinta che le differenze possano essere trasformate in confronto. Con le modifiche che ho proposto allo Statuto si amplierà la partecipazione decisionale dei Soci attraverso l’accorciamento della catena della governance. Inoltre ognuno dei sette settori che abbiamo individuato avrà una sua precisa rappresentatività”.

Nelle varie polemiche che hanno arroventato i giorni precedenti l’elezione del nuovo presidente Ucina, si contestava alla figura di Carla Demaria il fatto che fosse l’espressione del Gruppo Beneteau, che seppur presente in Italia con siti produttivi e un organico italiano, è pur sempre un gruppo straniero concorrente al sistema Italia.

Carla Demaria ha risposto con un programma che mira invece ad allargare la base associativa, coinvolgendo tutte le realtà operanti nel settore nautico italiano, comprese le più piccole in assoluto rendendo loro la disponibilità di nuovi servizi che possano accrescere il vantaggio di essere associati all’Ucina.

Chi è Carla Demaria

Carla Demaria 2

Nata a Torino, si è formata in Italia dove è diventata uno dei manager di riferimento della nautica mondiale.
Oggi è Presidente di Monte Carlo Yachts, azienda che fattura oltre 50 milioni di euro e con oltre 300 dipendenti diretti in Italia, è Presidente di Benetau Italia e General Manager del marchio Beneteau.
Prima di entrare in Beneteau ha lavorato per vent’anni nel Gruppo Azimut Benetti, ricoprendo posizioni di responsabilità sempre maggiore: Sales Manager nel 1988, Direttore Vendite e Marketing nel 1990, membro dello Steering Committe dal 1996 e Direttore di Azimut Capital nel 2000. Nel 2002 è divenuta Presidente e Amministratore delegato di Atlantis Spa (ex Gobbi).
Nel 2008 ha lasciato il gruppo Azimut Benetti per fondare con Beneteau Group la nuova realtà Montecarlo Yachts, destinata a costruire yacht di fascia alta in Italia e con design italiano.
E’ entrata una prima volta nel Consiglio Direttivo di Ucina nel 2006, è stata vicepresidente nel 2008. E’ tornata in Consiglio Direttivo nel 2014.

Con questo curriculum che dimostra un’esperienza nella nautica a 360°, il nuovo presidente si pone quindi come il miglior punto di incontro fra le piccole e grandi realtà nautiche, in grado di armonizzare con consapevolezza le rispettive esigenze in un obiettivo comune.

E il Salone di Genova?

Carla Demaria ha confermato il ruolo centrale del Salone Nautico di Genova, di cui prosegue l’organizzazione a ritmo serrato: “che resta la miglior vetrina per la nostra industria nautica, per tradizione e conoscenza  del pubblico. In termini di layout si possono esporre le barche e creare eventi per il pubblico come per altri saloni nel mondo è impossibile fare. Per la nostra Associazione farlo bene significa anche rappresentare e tutelare la categoria”.

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