Lo sappiamo, la strumentazione elettronica piace a tutti: è comoda, è immediata, è divertente da smanettare e chi più ne ha più ne metta, tanto che le plance di comando sono ormai dei veri concentrati di alta tecnologia. C'è però uno strumento analogico che continua a godere del rispetto di tutti anche in quest'epoca prevalentemente digitale, non fosse altro, perché è quello che in qualsiasi condizione di emergenza ti indicherà sempre la strada verso un porto sicuro, ed è la bussola magnetica.

La bussola è uno strumento vecchio come il cucco, che però può ancora permettersi di guardare tutti dall'alto, ben consapevole che nessuno penserà mai di sostituirla, perché funziona col magnetismo terrestre, cioè qualcosa che non può guastarsi, sebbene l'elettronica di oggi ha raggiunto livelli di affidabilità di altissimo livello.

Bussola Riviera Astra

E proprio dall'alto, nel vero senso del termine, guarda la bussola Riviera Astra, perché è l'unica bussola capovolta per poter essere montata sul cielino.

Come funziona la bussola Riviera Astra

Protetta da brevetti internazionali la bussola Astra fu lanciata sul mercato sette anni fa, e successivamente proposta con secondo modello, l'Astra 4, con miglioramenti tecnici e anche estetici.

Il progetto fondamentalmente si basa sulla bussola tradizionale, strumento che Riviera produce in moltissime varianti dal 1976, a cui ha apportato delle migliorie. Per esempio, il sistema a doppio asse della rosa agevola la stabilità della lettura senza bisogno di bilanciamento nonostante le diverse zone magnetiche terrestri. Il meccanismo interno, poi, si basa su un sistema a doppio cardano che, neutralizzando i movimenti di rollio e beccheggio dell’imbarcazione, mantiene stabilie il corretto funzionamento della bussola.

Ma la vera rivoluzione è che la bussola Riviera Astra non è a testa in su, ma a testa in giù. Questo permette di toglierla dalla plancia di comando e metterla esattamente sopra, fissata sul cielino sopra la postazione di comando.

È un vantaggio notevole in particolare su due fronti: da una parte libera spazio in plancia a agevola anche il lavoro dei progettisti delle barche, che farebbero volentieri a meno di contaminare la purezza del loro design con un oggetto di ingombro ed estetica diversa da quella concepita a priori, dall'altro offre una consultazione più facile e immediata perché, rimanendo isolata sul cielino, è più a portata d'occhio.

Bussola Riviera Astra

La bussola Riviera Astra dimostra pure come le idee più lungimiranti possano rendere immortali strumenti "antichi" non puntando alla tecnologia avveniristica, ma semplicemente reinterpretandoli in chiave contemporanea... sebbene di semplice qui ci sia ben poco, perché non è così facile riprodurre il funzionamento della bussola in maniera speculare dall'alto verso il basso, tanto che la Riviera Astra è coperta da brevetti internazionali.




Elegante e performante, due aggettivi che insieme definiscono bene l'Italboats Stingher 32 GT, il nuovo modello di vertice della gamma di gommoni dell'omonimo cantiere pugliese.

Si tratta di un gommone di 10,19 metri, che è in grado di accogliere fino a 18 persone a bordo in un pozzetto con grandi disponibilità di spazio, sia per muoversi a bordo sia per stare comodamente seduti.

A poppa, infatti, si trova una bella dinette a C che si sviluppa su tutto il baglio, mentre a prua si estende un vasto prendisole, che lascia comunque spazio per un pulpito in teak nel triangolo prodiero, molto utile per l’imbarco dei passeggeri, ma anche per le manovra all’ancora.

Italboats Stingher 32 GT.

La sezione centrale del pozzetto mantiene molto spazio libero ai lati e tutto intorno alla postazione di comando. E proprio la zona di pilotaggio risulta essere altrettanto interessante, perché è supportata da due poltrone ergonomiche e da una plancia piuttosto estesa, che favorisce l’installazione di più display elettronici.

Al suo interno la postazione di comando nasconde inoltre un vano a uso toilette/spogliatoio, a cui si accede dal portellone prodiero, mentre nella parte poppiera, dietro i sedili di guida, si trova il mobile cucina rivolto verso la dinette.

Italboats Stingher 32 GT.

Motori e prestazioni dell'Italboats Stingher 32 GT

Sul fronte delle prestazioni, l'Italboats Stingher 32 GT promette navigazioni entusiasmanti, grazie alla potenza di 600 cavalli erogati dai due motori fuoribordo, che rappresentando l’installazione consigliata dal cantiere, ma se si vuole spingere di più, si può arrivare anche a 2x400 cv.

Scheda Tecnica

Lunghezza f.t.10,19 m
Lunghezza scafo9,60 m
Larghezza3,43 m
Lunghezza interna8,80 m
Larghezza interna2,05 m
Immersione alle eliche0,85 m
Diametro tubolare0,57 - 0,67 m
Tubolare1670 Dtex
Camere d'aria7
Dislocamento a vuoto1.900 kg
Serbatoio carburante430 l
Serbatoio acqua80 l
Persone imbarcabili18
Motorizzazione consigliata2x300 cv FB
Motorizzazione massima2x400 cv FB
Omologazione CeCat. B

Italboats Stingher 32 GT.

Nel mondo degli impianti audio c’è chi si accontenta dei sistemi base e chi, invece, aggiunge nuovi elementi tesi a sprigionare tutto il potenziale ancora inespresso dell'impianto. Anche nel mondo del diporto sono tantissimi gli armatori che desiderano di più quando si tratta della qualità d'ascolto della musica a bordo. Da questa consapevolezza nasce quindi la nuova linea di amplificatori JL Audio AP.

Sono tre i punti di forza di questi dispositivi: oltre a garantire prestazioni audio molto elevate, i nuovi amplificatori proposti da JL Audio (che è un brand di proprietà di Garmin) spiccano per il design ultracompatto e per la resistenza alle minacce dell’ambiente marino.

I quattro modelli degli amplificatori JL Audio AP

Per rispondere alle diverse esigenze degli armatori, ma anche per inserirsi in modo efficace nelle differenti configurazioni degli impianti audio marini, gli amplificatori JL Audio AP sono disponibili in quattro modelli.

Si parte dal Monoblocco 300 W RMS, pensato per alimentare una coppia di casse oppure per essere collegato a un singolo subwoofer e ottenere così bassi potenti e controllati.

Ci sono poi due modelli 4 canali: il primo è il 200 W RMS con Bluetooth, che permette di gestire due coppie di speaker o una coppia di casse e un subwoofer, e che consente lo streaming audio diretto via Bluetooth e ingresso AUX.

Il secondo è il 300 W RMS, per un suono completo ed equilibrato, connetendo fino a quattro speaker, o due speaker più un subwoofer. Infine c’è il modello 6 canali 600 W RMS, per gli impianti audio più importanti.

Dallo streaming diretto dallo smartphone fino alla possibilità di optare per un’installazione hide away – e quindi lontana dalla consolle – la nuova serie di amplificatori JL Audio garantisce un alto livello di versatilità.

L’efficienza è invece garantita dalla tecnologia in classe D, la quale – rispetto alla classe AB – consente sia di aumentare la potenza in direzione di subwoofer e di diffusori, sia di ridurre i consumi energetici, a tutto vantaggio delle batterie della barca.

Per il migliore impianto audio a bordo (anche su barche piccole)

Ogni elemento installato sulla barca deve essere specificamente pensato per l’utilizzo in ambiente marino, e non fanno certo eccezione gli elementi dell’impianto audio di bordo.

Vale quindi la pena sottolineare che gli amplificatori JL Audio vantano una certificazione IP67 (a garantire la tenuta anche in caso dell’immersione temporanea in acqua, fino a un metro di profondità, per 30 minuti).

Di certo il modello più interessante per il diportista alla ricerca di una soluzione davvero smart per un audio di qualità a bordo è l’amplificatore a 4 canali con Bluetooth; in questa versione è peraltro incluso un comando remoto cablato, che può essere installato ovunque, per una gestione intuitiva e pratica dell’impianto.

Grazie a queste accortezze e alla compattezza dei dispositivi gli amplificatori JL Audio possono essere installati anche su barche di dimensioni ridotte. Il prezzo consigliato al pubblico parte da 399,99 euro IVA inclusa.




Pershing arricchisce la propria gamma di Sport Utility Yacht con il nuovo Pershing GTX90, che si colloca ai vertici della gamma, sotto l'ammiraglia GTX116.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra lo studio Vallicelli Design e la Direzione Engineering di Ferretti Group e prosegue il percorso intrapreso dal cantiere nello sviluppo di yacht che puntano a combinare volumi importanti, soluzioni funzionali e quell'indole sportiva che ci si aspetta da ogni Pershing, indipendentemente dalle sue dimensioni.

Pershing GTX90.

Il nuovo Pershing GTX90, infatti, riprende il linguaggio stilistico che caratterizza l’intera gamma. La prua dal disegno quasi verticale e il profilo filante definiscono la fisionomia di un’imbarcazione dall’aspetto dinamico, pur mantenendo un’attenzione particolare all’abitabilità.

Lo scafo è inoltre proposto nella tradizionale livrea Anniversary Silver, colore che identifica da tempo la produzione del marchio.

Pershing GTX90, uno yacht che esalta la vita all'aperto

Uno degli aspetti più rilevanti di questo motoryacht di 28 metri - ma con carena sotto i 24 metri che non lo colloca nella categoria dei Superyacht - riguarda l’organizzazione degli spazi esterni.

Vista dall'alto.

Lo sport bridge, che su un Pershing non potrà mai chiamarsi flybridge, ma di questo effettivamente si tratta, ha una superficie di 33 mq suddivisa in tre aree distinte per la loro funzione: una sezione prendisole a poppa, una zona centrale protetta dall'hard top e arredata con una dinette con due divani longitudinali contrapposti, e la postazione di comando collocata a prua.

Vista di poppa.

Anche il pozzetto è diviso in aree ben distinte, ma comunque perfettamente comunicanti fra loro: la zona di poppa è quella totalmente all'aperto ed è allestita con un prendisole centrale, in corrispondenza del quale ci sono anche le due sezioni di murata abbattibile che formano due piattaforme esterne sul mare e che portano la superficie complessiva del pozzetto a circa 37 mq. Sotto il prendisole trova posto un garage destinato al ricovero di un tender e di una moto d’acqua.

Pershing GTX90.

L'area più interna del pozzetto è dedicata al living ed è allestita con una dinette che riprende lo stesso stile di quella sul flybridge, cioè con due divani contrapposti e il tavolo nel mezzo, che si estendono longitudinalmente sull'asse di chiglia e gode anche della zona d'ombra offerta dalla propaggine dello sport bridge.

Gli interni favoriscono la continuità tra gli ambienti

L’accesso al salone avviene attraverso una porta a cinque ante, che permette di integrare il living interno con il pozzetto esterno, creando un unico spazio aperto.

La configurazione widebody della sovrastruttura, ossia estesa fino alle murate, consente di sfruttare l’intera larghezza disponibile: a sinistra è prevista una cucina a vista con bancone bar, mentre sul lato opposto si trova una zona pranzo in grado di accogliere fino a otto ospiti.

Salone.

Procedendo verso prua si incontra un'area lounge arredata con un ampio divano a L, sostituibile su richiesta con due divani indipendenti.

La plancia di comando occupa la parte più avanzata del ponte principale e dispone di tre sedute, oltre a un doppio accesso ai passavanti laterali che conducono all’area prendisole di prua.

Cabina armatoriale del Pershing GTX90.

Quattro cabine sottocoperta

Il ponte inferiore ospita quattro cabine, tutte dotate di bagno privato. La suite armatoriale è collocata a centro barca e sfrutta l’intero baglio disponibile, mentre la Vip si trova a prua. Completano il layout due cabine ospiti, di cui una matrimoniale e una con letti separati.

Pershing GTX90.

Motori da 2.200 cv con trasmissioni a idrogetto per il Pershing GTX90

Per quanto riguarda la propulsione, il Pershing GTX90 monta due motori Man V12 da 2.200 cv, abbinati a due waterjet (propulsori a idrogetto) Castoldi TurboDrive 600 HCT.

Omologato in categoria A, il nuovo motoryacht del brand del Gruppo Ferretti può raggiungere una velocità massima di 35 nodi e mantenere un'andatura di crociera veloce di 30 nodi, secondo quanto calcolato dal cantiere.

Con il GTX90, Pershing prosegue così l’espansione della propria linea Sport Utility Yacht, segmento sul quale il marchio sta concentrando una parte significativa del proprio sviluppo progettuale.



Pershing GTX90

Scheda tecnica

Lunghezza f.t.27,97 m
Larghezza6,23 m
Dislocamento65.000 kg
Motori2x2.200 cv V12 Man
TrasmissioniIdrogetto Castoldi TurboDrive 600 HCT
Persone imbarcabili16
Cabine4
Bagni4
Omologazione CeCat. A



Il mondo dell’elettronica per la pesca sportiva continua a evolversi con soluzioni sempre più sofisticate, pensate per offrire ai pescatori una visione dettagliata di ciò che accade sotto la superficie dell’acqua. In questo contesto si inserisce il Lowrance ActiveTarget 2XL, il nuovo sistema sonar in tempo reale sviluppato dal brand del Gruppo Navico, progettato per ampliare le capacità di osservazione e interpretazione dell’ambiente subacqueo.

Il dispositivo rappresenta un’evoluzione della piattaforma ActiveTarget 2 e introduce un trasduttore in grado di offrire una visuale fino a 180 gradi. La tecnologia consente di osservare in tempo reale l’interazione tra esche e pesci, restituendo immagini ad alta definizione e un campo visivo più ampio rispetto alle soluzioni precedenti.

L’obiettivo è fornire ai pescatori una lettura più completa dello scenario subacqueo, dal momento in cui l’esca entra in acqua fino all’eventuale attacco della preda.

Secondo Yasser Nafei, presidente della divisione Electronic Solutions di Navico Group, il progetto rientra in una strategia più ampia di innovazione tecnologica applicata alla pesca. Il sistema punta infatti a semplificare l’utilizzo della strumentazione di bordo, permettendo ai pescatori di concentrarsi maggiormente sull’azione di pesca piuttosto che sulle regolazioni tecniche.

Le funzionalità del nuovo sonar

Uno degli elementi distintivi del nuovo trasduttore è la possibilità di integrare in un unico dispositivo tre modalità di visualizzazione: Forward, Down e Scout, ovvero in avanti, sotto e in funzione esplorazione - scout appunto - con la possibilità di vedere quanto accade nelle colonne d’acqua molto prima di arrivarci.

Il passaggio tra le diverse viste può avvenire direttamente dal display, senza interventi manuali sul trasduttore, rendendo l’operazione più rapida durante l’attività di pesca.

 Il sistema ha anche dei punti di riferimento visivi che aiutano il pescatore a orientare correttamente il sonar, sia quando pesca in acque profonde sia quando il fondale è basso.

Questi indicatori servono a capire meglio in quale direzione e con quale angolo il sonar sta “guardando” sott’acqua, così è più facile trovare l’angolo di scansione più efficace.

In pratica sono linee sovrapposte all’immagine del sonar che mostrano la direzione della scansione e aiutano a capire se si sta guardando davanti alla barca, di lato o verso il fondo, o cerchi che indicano quanto è lontano un punto rilevato

Una delle novità più rilevanti emerge quando due sistemi ActiveTarget 2 XL vengono utilizzati in combinazione. In questa configurazione diventa possibile ottenere una visualizzazione Scout a 360 gradi attorno all’imbarcazione, una funzione che consente di monitorare l’area di pesca in tutte le direzioni senza dover riposizionare la barca.



Lowrance ActiveTarget 2XL

Compatibilità e prezzo del Lowrance ActiveTarget 2XL

Il trasduttore è compatibile con diversi display della gamma Lowrance, tra cui Lowrance HDS PRO, Lowrance HDS Live, Lowrance HDS Carbon ed Lowrance Elite FS.

L’ActiveTarget 2XL è disponibile sul mercato italiano a a un prezzo che parte da 1.899 euro più Iva.

Lowrance ActiveTarget 2XL


Cosa si può fare con un gommone? Dalle brevi escursioni costiere alle lunghe crociere, dalla pesca al campeggio nautico e molto altro. Scoperta, relax, divertimento, sport, lavoro. E un buon gommone, messo nelle mani giuste, può diventare anche uno strumento di solidarietà, di impegno sociale e di prevenzione. A dimostrarlo è il nuovo Raid Mediterraneo in Rosa 2026.

Organizzato da Nuova Jolly Marine, questo progetto biennale punta a raccogliere fondi per sostenere l’Associazione Lorenzo Perrone ETS, impegnata nel supporto gratuito ai pazienti oncologici e alle loro famiglie e nella prevenzione e tutela della salute.

Raid Mediterraneo in Rosa 2026: il calendario

Il viaggio solidale in gommone lungo le coste italiane inizierà il 13 giugno 2026, con il gommone Nuova Jolly Marine motorizzato Honda che salperà da Chioggia.

Il giorno prima si terrà la conferenza stampa di presentazione del raid, nel centro storico della “piccola Venezia”, incastonata tra il Delta del Po e la laguna.

Al via, oltre a organizzatori, istituzioni e partner, ci saranno anche diversi personaggi del mondo della nautica, nonché una madrina d’eccezione: a tagliare il nastro sarà infatti presente Ludovica Robaudo, surfista, modella e influencer, che porterà la propria personale testimonianza, infondendo un messaggio di resilienza e di consapevolezza.

Tante le tappe previste lungo le coste italiane, per giungere infine all’arrivo del tour a Genova, in occasione – come da tradizione – del Salone Nautico. La scelta non è ovviamente casuale.

Concludere il Raid Mediterraneo in Rosa tra le banchine del Salone Nautico significa infatti dare massima visibilità a questo importante progetto biennale.

All’arrivo sarà presente anche Maurizio Bulleri, campione di motonautica, giornalista e influencer, molto conosciuto nel mondo italiano della nautica a motore.

La prevenzione si può fare anche con il diporto

Non solo raccolta fondi: il raid solidale organizzato da Nuova Jolly Marine punta anche a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, coinvolgendo attivamente territori, istituzioni e comunità incontrate durante il tour. Di più, ci saranno anche degli scali dedicati alla prevenzione concreta, con visite gratuite.

Il primo appuntamento di questo tipo è in programma per il fine settimana del 20 e 21 giugno, a Potenza Picena. Anche grazie al supporto di Hertz Marine queste due giornate saranno dedicate interamente alla prevenzione senologica, con l’organizzazione di visite accessibili a tutti.

Il secondo appuntamento è previsto invece per la fine dell’estate, questa volta sulla costa tirrenica: in programma ci sono infatti screening gratuiti per la prevenzione dei tumori della pelle e visite senologiche, a Roma-Ostia e a Latina, grazie alle collaborazioni con IDI Istituto Dermatopatico dell’Immacolata e con La Sapienza Università di Roma.

Si naviga con Nuova Jolly Marine e Honda Marine

Dal punto di vista tecnico, un tour come questo deve poter contare su uno scafo affidabile, sicuro, efficiente, meglio ancora se comodo.

Per il Raid Mediterraneo in Rosa 2026 Nuova Jolly Marine ha quindi scelto il suo NJ 850 XL, motorizzato con il top di gamma di Honda Marine, ovvero il BF350, punta di diamante del costruttore giapponese.





Stassi Anasstassov si è insediato il 15 maggio con effetto immediato nel Gruppo Ferretti con il ruolo di amministratore delegato. Tan Ning è invece confermato presidente del Consiglio di Amministrazione.

Anastassov, di nazionalità svedese e svizzera, è un manager con una lunga esperienza nei settori del largo consumo, industriale e manifatturiero. Già presidente e amministratore delegato di Duracell, ha ricoperto anche posizioni di leadership senior per trent’anni in Procter & Gamble, in Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente.

Attualmente ricopre la carica di consigliere non esecutivo sia di JS Global Lifestyle sia di Better Shelter, e ha fornito consulenza a società e fondi di investimento internazionali su temi di governance, trasformazione operativa e creazione di valore nel lungo termine.

Anastassov si insedia nel Gruppo Ferretti con l'intento di proseguire nel segno della continuità dell'operato portato avanti fin qui, ma rafforzando ulteriormente la disciplina operativa, lo sviluppo globale e la creazione di valore nel lungo termine.

Ferretti Spa approva le informazioni finanziarie periodiche del primo trimestre 2026

Intanto il 19 maggio il Consiglio di Amministrazione di Ferretti Spa ha esaminato e approvato le informazioni finanziarie periodiche consolidate non revisionate al 31 marzo 2026.

Marginalità in continuo miglioramento grazie al consolidamento nei segmenti a maggiore profittabilità e a una solida efficienza operativa.

Guardando ai dati del primo trimestre 2026, si riscontrano ricavi netti nuovo pari a 302,1 milioni euro con un calo dell’8% rispetto allo stesso trimestre 2025.

EBITDA adj. margin al 16,1%, in aumento di 10 punti base rispetto al 16,0% del trimestre 2025; EBITDA adj. di 48,7 milioni di euro, in diminuzione del 7,2% rispetto al periodo gennaio-marzo 2025.

Utile netto pari a 21 milioni di euro, in contrazione rispetto ai 23,9 milioni del primo trimestre 2025.

Raccolta ordini pari a 179,6 milioni di euro nel primo trimestre 2026 in rallentamento rispetto allo stesso periodo del 2025, che aveva totalizzato 270,6 milioni di euro.

Net backlog pari a 722,3 milioni di euro, in contrazione rispetto agli 828,6 milioni di eruo al 31 dicembre 2025.

La posizione finanziaria netta al 31 marzo 2026 è di 18,4 milioni di euro.

Questa la dichiarazione dell'amministratore delegato del Gruppo, Stassi Anastassov: “Il primo trimestre ha riflesso un contesto commerciale meno dinamico e una conversione degli ordini più lenta di quanto atteso, in particolare sulla raccolta ordini. Affrontiamo questa fase con realismo, disciplina e focalizzazione sull’esecuzione. La fiducia non va mai confusa con autocompiacimento. Allo stesso tempo, i fondamentali del business restano pienamente solidi. I nostri brand sono fortemente posizionati, i margini si confermano resilienti e la qualità e la visibilità del portafoglio ordini rappresentano una base operativa robusta su cui continuare a costruire. Oltre €400 milioni di Net Backlog sono già attesi convertirsi in ricavi nel 2026, offrendo una visibilità significativa sull’evoluzione dell’esercizio. In questo contesto, non ci concentriamo su reazioni di breve termine, ma su disciplina esecutiva, eccellenza operativa e creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. Ribadiamo la nostra piena fiducia nella solidità, nel posizionamento e nel potenziale di lungo termine dell’ecosistema del Gruppo Ferretti.”



L'occasione è davvero interessante. Per quaranta giorni c'è la possibilità di acquistare un fuoribordo con sconti importanti, ma non sono soltanto i motori, bensì anche il kit comandi, che in alcuni casi fa capo alla sola manetta laterale, in altri casi dà più opzioni di scelta. È la nuova promozione Mercury 40x40 cv che parte oggi e dura fino al 30 giugno 2026.

In promozione ci sono sia i 40 cv a 3 cilindri sia quelli a 4 cilindri che, più specificamente, sono gli F40 Orion e gli F40 Pro. Tutti sono disponibili in diverse versioni per un totale di 9 modelli, che potete vedere nella tabella qui sotto.

Tabella motori in promozione Mercury 40x40.

A ognuno dei motori è abbinato un kit di comandi, alcuni in un'unica possibilità di abbinamento, in altri con tre opzioni di scelta fra la barra centrale, la manetta laterale e la chiesuola. In più, a seconda dei modelli, sono previsti anche il contagiri, l'indicatore di Trim, il VesselView Mobile, il System monitor, oltre naturalmente all'elica, che è in alluminio.

Prezzi e modelli in promozione Mercury 40x40

Facciamo un po' di esempi: il Mercury 40 cv a 3 cilindri nella versione Light Pack lo si può acquistare a 4.490 euro anziché 5.900, con un bel risparmio di 1.410 euro.

Sul motore a 4 cilindri F40 Orion, sempre nella versione Light Pack, con la promo Mercury 40x40 il risparmio è di ben 1.860 euro, perché si passa da 6.760 euro a 4.900.

Lo sconto è ancora più alto per il Mercury F40 Pro, che da 7.010 euro passa 5.100 euro, lasciando nella tasca del cliente 1.910 euro.

Come ottenere gli sconti

Anzitutto, gli unici titolati ad applicare la promozione Mercury 40x40 sono solo i concessionari ufficiali Mercury, che però devono essere disposti ad aderire all'iniziativa, quindi se trovate qualcuno che non lo sia, potete sempre cercare altri dealer sempre della rete ufficiale.

Per accedere alla promozione, bisogna registrarsi sul sito MercuryDeals.it (clicca qui per accedere direttamente), dove c'è l'elenco dei motori soggetti agli sconti. Una volta selezionato quello di proprio interesse si seleziona anche il concessionario più vicino a sé.

Attenzione, perché in questa fase avete fatto solo la prenotazione. L'acquisto vero e proprio deve essere formalizzato entro 10 giorni direttamente dal concessionario prescelto. Superata questa soglia, la prenotazione decade.

Ricordatevi che la prenotazione deve essere fatta entro il 30 giugno 2026, dopodiché una volta formalizzato l'acquisto avete tempo fino al 31 luglio per ritirare il vostro nuovo motore.




    Fino allo Stretto di Gibilterra, da Roma a Parigi, da Genova al Dodecaneso. Queste sono solamente alcune delle navigazioni compiute dal Club del Gommone di Milano nei suoi mitici raid, coprendo ogni volta migliaia di miglia nautiche, a dimostrare che anche con dei natanti e con una buona organizzazione è possibile costruire lunghissime avventure.

    La sfida si ripete anche quest’anno, anzi, è in corso. Ad aprile è infatti iniziata a Varazze la Missione Naxos 2026, il raid che prevede più di 3.000 miglia nautiche nel Mediterraneo su un gommone di 6,80 metri motorizzato con un fuoribordo Suzuki DF200AP.

    Missione Naxos 2026.

    Missione Naxos 2026: percorso e tappe

    Come da tradizione, anche il raid del 2026 del Club milanese è stato organizzata come un'impresa a staffetta, dove ogni tappa viene quindi affrontata da un differente team di gommonauti. Per la Missione Naxos 2026 si parla di 7 tappe, ognuna con una percorrenza compresa tra le 360 e le 500 miglia per ognuna.

    È evidente che un percorso di questo tipo costituisce un banco di prova eccezionale per il Suzuki DF200AP che deve spingere costantemente il gommone con tutto il suo equipaggio, ma lo è anche per il Club del Gommone e la sua organizzazione degli equipaggi, che costituisce una base fondamentale per affrontare una lunga e articolata navigazione come quella pianificata dal Club milanese.

    Ecco nel dettaglio le 7 tappe programmate, con date e distanze:

                •          11/04 – 18/04: Varazze – Ischia – Napoli – Cetraro (490 miglia)

                •          19/04 – 30/04: Cetraro – Capo d’Orlando – Giardini Naxos – Otranto (460 miglia)

                •          01/05 – 07/05: Otranto – Corfù – Pylos – Atene (460 miglia)

                •          08/05 – 14/05: Atene – Kalkis – Amorgos – Naxos (400 miglia)

                •          15/05 – 21/05: Naxos – Pilos – Otranto (500 miglia)

                •          22/05 – 28/05: Otranto – Lipari – Napoli (480 miglia)

                •          29/05 – 04/06: Napoli – Elba – Varazze (360 miglia)

    Lo spirito dietro al raid del Club del Gommone

    Com’è tipico nei raid del Club che ha base a Milano, anche l’itinerario scelto per la Missione Naxos 2026 risponde alla volontà di affrontare una grande sfida sportiva in mare e a chiare esigenze culturali ed educative.

    Ecco che allora la scelta dell’isola di Naxos come giro di boa è tutt’altro che casuale: a ispirare le tappe del 2026 sono infatti state le rotte percorse dagli antichi Greci della città di Kalkis, e quindi dall’isola di Eubea, verso le coste italiane. E proprio queste navigazioni elleniche portarono alla fondazione di importanti colonie nel sud Italia, successivamente ricondotte alla Magna Grecia.

    Missione Naxos 2026.

    L’itinerario del raid del Club del Gommone tocca quindi mete come Ischia (Pithekoussai, considerato il più antico stanziamento greco in Italia), nonché Taormina, Giardini Naxos e Catania.

    Della valenza dei raid del Club del Gommone di Milano sono pienamente convinti e forti sostenitori in Suzuki: come sottolineato da Paolo Ilariuzzi, Direttore Divisione Moto e Marine di Suzuki Italia: “Parliamo di oltre 24.000 miglia nautiche percorse dal 2017 a oggi, che diventeranno più di 28.000 con questa missione: una distanza che equivale a una volta e mezza la circonferenza equatoriale del nostro pianeta. Un risultato che testimonia l’affidabilità dei nostri motori, oltre che il valore educativo dell’iniziativa, capace di trasmettere una cultura dell’andar per mare consapevole e accessibile”.

    Al centro di tutto resta il desiderio di diffondere una cultura nautica accessibile, consapevole e tecnicamente fondata.

    Missione Naxos 2026.

    La scelta del fuoribordo Suzuki DF200AP

    Il propulsore per affrontare un itinerario di oltre 3.000 miglia nautiche, per una durata complessiva di 55 giorni, non si sceglie a caso.  Gli equipaggi della Missione Naxos 2026 possono per questo contare su un fuoribordo costruito per essere robusto, affidabile e soprattutto pensato per garantire efficienza anche su percorrenze prolungate e a fronte di carichi importanti.

    Il Suzuki DF200AP che sta spingendo il gommone nel Mediterraneo è un quattro cilindri in linea da 2.867 cc, con distribuzione DOHC a 16 valvole, sistema di fasatura variabile VVT e tecnologia #consumameno. È quindi capace di coniugare consumi ridotti, continuità di erogazione e coppia ai bassi regimi.

    Missione Naxos 2026.

    La filosofia che si legge chiaramente dietro ai numeri del Suzuki DF200AP è quella del big block, con una cilindrata di tutto rispetto, che ben si sposa con il tipo di navigazione dei raid; ad assicurare efficienza sulle lunghe tratte è inoltre il sistema di trasmissione offset con riduzione a due stadi del fuoribordo giapponese.




    Nel refit nautico contemporaneo il valore di un intervento non si misura più soltanto nella qualità delle lavorazioni eseguite. Sempre più spesso la vera differenza sta nella capacità di interpretare l’evoluzione tecnica dell’imbarcazione e di gestirla nel tempo, con una visione che tenga insieme efficienza, sicurezza e tutela del valore patrimoniale dello yacht. La manutenzione, in questo contesto, non è più un’azione episodica ma parte di un processo più ampio di gestione tecnica.

    È su questo principio che si sviluppa il modello operativo di Piloda Yachting, divisione di Piloda Group dedicata alle attività di refit, repair, maintenance e new build. Accanto alle lavorazioni di cantiere, l’azienda ha infatti strutturato un servizio di consulenza tecnica e pianificazione strategica pensato per affiancare gli armatori nelle scelte che riguardano gli aspetti tecnici, i costi di gestione e il mantenimento del suo valore nel tempo.

    L’obiettivo è superare la logica del singolo intervento per arrivare a una gestione tecnica di medio e lungo periodo, in cui il refit diventa uno degli strumenti per la gestione del ciclo di vita dell’imbarcazione.

    A supportare questo approccio contribuisce una rete di infrastrutture distribuite nel Mediterraneo. La sede di Napoli è orientata principalmente a naviglio commerciale e militare oltre i 100 metri, oltre che al segmento superyacht.

    A Torre Annunziata il cantiere opera invece su yacht fino a 40 metri, grazie alla presenza di capannoni attrezzati e travel lift che consentono interventi rapidi e altamente specializzati.

    Brindisi rappresenta infine un hub strategico per assistenza e refit nel basso Adriatico e nel Mediterraneo orientale, garantendo copertura operativa in un’area di forte traffico nautico.

    Le tre sedi operano come una piattaforma tecnica integrata, condividendo competenze, risorse e procedure. Questo modello permette di adattare capacità produttiva e specializzazioni alle esigenze specifiche di ogni unità, assicurando continuità operativa e standard qualitativi elevati.

    Perché affidarsi a Piloda Yachting

    Ogni refit viene affrontato come un progetto tecnico complesso. Il processo parte dall’analisi delle esigenze dell’armatore, prosegue con studi di fattibilità e preventivazioni dettagliate, fino alla definizione di una scheda tecnica che guida l’intero ciclo di lavorazione.

    Le attività, concentrate soprattutto tra ottobre e aprile, sono coordinate da un team di project management che monitora costantemente tempi, costi e avanzamento dei lavori. In questo modo il cantiere diventa un interlocutore tecnico stabile per la gestione complessiva dell’imbarcazione, affiancando l’armatore anche nella pianificazione di programmi di intervento pluriennali.

    L’obiettivo è prevenire fenomeni di degrado, ottimizzare gli investimenti e preservare la rivendibilità dello yacht.

    In questa prospettiva il refit smette di essere un intervento isolato e diventa parte di una strategia di gestione tecnica continuativa, in cui il cantiere assume il ruolo di partner capace di accompagnare l’armatore lungo tutto il ciclo di vita dell’imbarcazione.



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