I genovesi meno giovani lo sanno molto bene: fino agli anni Ottanta quella vivace zona che oggi chiamiamo Porto Antico era un’area abbandonata, persino dimenticata, tagliata fuori dal tessuto urbano da possenti cancellate. Fortunatamente, in vista dell’Expo 1992, la città mise in campo una mastodontica riqualificazione della zona, firmata da Renzo Piano.
Dove c’erano fatiscenti banchine e magazzini fantasma sono nati così il celebre Acquario, ma anche il Bigo, la Biosfera, il Millo ed i Magazzini del Cotone.
Qualche anno dopo la riqualificazione dell’area continuava il suo slancio, grazie all’investimento di imprenditori coraggiosi che, a pochi passi dall’Expo, realizzarono una porta d’accesso privilegiata al centro storico di Genova, Marina Porto Antico.

Parliamo quindi di un porto turistico recente, inaugurato infatti il 10 ottobre 1996, che fin da subito si è distinto per le soluzioni tecniche d’avanguardia e i servizi d’eccellenza; ma anche di un marina che poggia sulla lunghissima tradizione marinara genovese, basti pensare al recupero del basamento della torre medievale che in antichità proteggeva la darsena, oggi ben visibile tra le vetrate del porticciolo.
Questo porto turistico nel centro di Genova conta 270 posti barca: si spazia dalla pittoresca darsena, dedicata ai natanti, per arrivare ai posti barca più generosi, che ospitano superyacht fino a 75 metri.

Tra i punti forti del marina, oltre alla posizione nel cuore del Porto Antico, imbattibile per vivere il centro come per fare cambusa a piedi, c’è la protezione offerta dalla storica diga foranea. Per assicurare sonni tranquilli ai diportisti ci sono inoltre solide banchine in cemento, un diffuso sistema di sorveglianza e la presenza di almeno un addetto, ogni giorno, 24 ore su 24.
È poi invidiabile la gamma di servizi nautici presenti in loco. Ci troviamo per l’appunto nel centro di una città che vanta una solida industria nautica, che si traduce nella presenza – a pochi passi dal porticciolo – di piccoli e grandi cantieri nautici, professionisti, tecnici e artigiani, per manutenzioni stagionali, riparazioni, revisioni e consulenze.

I diportisti che ormeggiano ogni estate tra le banchine del porto turistico di Genova se ne sono accorti: ogni anno piccole e grandi novità portano al livello successivo l’evoluzione continua del marina.
Dalla rete Wi-Fi che copre l’intero porticciolo alla tecnologia RFID per l’accesso ai pontili, dalle colonnine di erogazione con tariffazione a consumo fino alla recente ristrutturazione dei servizi igienici e delle docce, per arrivare alle tante postazioni di ricarica per veicoli elettrici nel parcheggio sotterraneo: gli interventi per offrire un ormeggio al top si susseguono, ascoltando e anticipando le esigenze dei naviganti.
Proprio in queste settimane, per esempio, Marina Porto Antico sta riqualificando la struttura che ospita la direzione del porticciolo; la novità più interessante per i diportisti sarà quella di poter contare su un’area dedicata esclusivamente al deposito sicuro dei pacchi, con servizio di ricezione da parte dei corrieri.

La volontà dei gestori è chiaramente quella di offrire più del semplice ormeggio, garantendo a ogni diportista una lunga serie di attenzioni e di servizi.
Più di un porto turistico, insomma, un hotel sul mare, nel segno dell’innovazione e della rigenerazione urbana: non a caso pochi giorni fa il Marina è entrato a far parte di Genova for Yachting, che unisce i professionisti della nautica genovese e punta a fare rete per soddisfare le esigenze specifiche del mondo dei superyacht.
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Leggi anche: Il porto turistico Marina Porto Antico di Genova diventa dealer di Halma Rib
Spesso, quando all’interno della stessa linea vengono proposte barche con appena due metri di differenza, il confronto tra i modelli diventa un “trova le differenze” da settimanale enigmistico. Nel caso dell’MP10 e dell’MP12, i due modelli con cui Marcopolo Adventure Yachts ha debuttato a Düsseldorf 2026, le diversità sono invece evidenti, e anzi molto rimarcate.


Il brand è nuovo, ma il cantiere no, perché Marcopolo Adventure Yachts appartiene al cantiere Aschenez, di cui fanno parte anche i marchi Invictus e Capoforte. Queste nuove barche nascono quindi dalla lunga esperienza di Rosario Alcaro (il fondatore di Aschenez) e sul design del Roberto Delfanti Design Lab.
Ed è proprio sull’approfondita conoscenza del settore nautico che si basa la scelta di presentare due modelli simili, ma con allestimenti fortemente distinti: l’MP10, che è lungo 10 metri, è stato infatti proposto nella versione dayboat, mentre il modello di 12 metri rivela più un'anima da cruiser.




Sull'MP10 viene dunque esaltata l’ampiezza degli spazi outdoor, mentre per l'MP12 si punta sul comfort e sulla capacità di adattamento ai più diversi climi, assecondando lo spirito d’esplorazione insito nel brand.
Entrambe le barche mostrano infatti un look da explorer nordico, molto in voga in quest'epoca, e si inseriscono in quel segmento di mercato in cui si privilegiano le performance, la versatilità di utilizzo e la piena vivibilità degli spazi a bordo.

Proprio per questo sia l'MP10 sia l'MP12 possono essere declinati su diverse possibilità di allestimento a bordo, ma anche di configurazione da dayboat con hardtop aperto a cruiser con l'hardtop chiuso ai lati. Personalizzazione che fra l'altro si può eseguire anche a distanza di anni.
Le caratteristiche chiave della gamma sono lampanti già al primo sguardo. Colpisce l’ampiezza della prua svasata, peculiarità stilistica che un numero crescente di cantieri sta mutuando dalle imbarcazioni militari per aumentare gli spazi.

Contribuisce alla definizione dello stile complessivo anche la scelta cromatica dello Steel Grey per carena e coperta e del Total White per l’hardtop.
In entrambi i casi – e anche questo sarà denominatore comune dell’intera gamma – la motorizzazione è fuoribordo, con l’MP12 che può spingersi fino a tre motori da 450 cv e con l’MP10 che come configurazione massima può montarne due da 450 cv.


Altri tratti condivisi sono le immancabili murate abbattibili a poppa e la peculiare struttura che abbraccia i fuoribordo, che prevede rollbar frontale e cancelletti integrati lungo le plancette.
Se in coperta è più facile trovare somiglianze progettuali, sottocoperta i layout sono completamente diversi. E non poteva essere altrimenti, perché proprio la grande differenza di dimensioni rende il Marcopolo MP10 più indicato per il dayboating, mentre i due metri in più del Marcopolo MP12 gli danno le potenzialità da barca da crociera.
Con i suoi 9,96 metri di lunghezza per 3,05 metri di larghezza, il Marcopolo MP10 ha fatto il suo debutto come walkaround open asimmetrico che privilegia il passaggio di sinistra; sotto l’hard top si trova la timoneria e il mobile cucina.

A poppa c'è invece una dinette trasformista, che al momento opportuno abbatte la spalliera basculante del divanetto esterno e diventa solarium.





Spostandosi sottocoperta, il natantone propone un letto matrimoniale a poppa e una seconda dinette a prua con il divano trasformabile in letto singolo. Non manca poi il bagno separatao dotato di doccia.
Lungo 12,70 metri e largo 4,05 metri, il Marcopolo MP12 sfrutta le dimensioni maggiori soprattutto a poppa, dove propone un layout configurabile in più soluzioni: lo stesso spazio può infatti essere sfruttato sia come generoso prendisole sia per pranzi e cene con un buon numero di ospiti, grazie ai due tavoli estensibili.

Percorrendo i due passavanti si viene accolti dalla grande zona prodiera dell’MP12, con prendisole e due sedute.



Spostandosi sul ponte inferiore si trova invece una zona configurabile a dinette, un grande letto matrimoniale a prua (con due ampi armadi), due letti singoli verso poppa e un bagno con doccia separata.
Molta attenzione è stata dedicata alla scelta di tutti i materiali con l’obiettivo di ridurre e in alcuni casi di abbandonare i materiali tradizionali per raggiungere i più alti livelli di efficienza e di sostenibilità.

Le carene, per esempio, sono realizzate da 3AF Shipyard con trame di fibra di vetro di alta qualità e, nel caso dell’MP12, hardtop e montanti sono realizzati in carbonio.
Emerge poi l’utilizzo di Pet riciclato per le strutture dello scafo, così da avere leggerezza, resistenza e un minore impatto ambientale; e del polipropilene alveolare usato per le paratie divisorie e per taluni complementi d’arredo, sempre per ridurre i pesi senza compromettere stabilità e comfort.

La ricerca dei migliori materiali è rimarcata anche dalla cuscineria, realizzata in Space Shell, apprezzato nei settori aerospace e motorsport: il vantaggio qui è quello di avere una ridotta trasmissione del calore, rendendo particolarmente confortevoli sedute e prendisole.
| Lunghezza f.t. | 9,96 m - Natante |
| Larghezza | 3,05 m |
| Serbatoio carburante | 540 l |
| Serbatoio acqua dolce | 172 l |
| Serbatoio acque nere | 77 l |
| Persone imbarcabili | 12 |
| Motori | 2x450 cv |
| Lunghezza f.t. | 12,70 m |
| Larghezza | 4,05 m |
| Serbatoio carburante | 1.735 l |
| Serbatoio acqua dolce | 247 l |
| Serbatoio acque nere | 112 l |
| Persone imbarcabili | 14 |
| Motori | 3x450 cv |
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Anche le barche che montano un singolo V8 a benzina di Volvo Penta possono ora gestire con maggiore precisione e con più comodità le manovre in porto e le attività in acqua.
Il costruttore svedese ha infatti introdotto un joystick avanzato e dedicato, così da permettere a una più vasta gamma di barche da diporto di utilizzare alcune tra le funzioni più avanzate del tecnologico Electronic Vessel Control (EVC).
Tutto parte dallo sviluppo di un nuovo sistema di sterzo elettrico dedicato ai singoli motori alimentati a benzina, che si pone come base necessaria per permettere di integrare il famoso sistema joystick di Volvo Penta.
Questa nuova soluzione di Volvo Penta rende estremamente precisa e facile qualsiasi manovra su barche con motore singolo, sia che si tratti di ormeggiare in uno spazio ristretto sia che si tratti di accelerare in mare aperto oppure di prepararsi per l’onda perfetta da sfruttare per il wakeboard.
Ma quali sono nel concreto le funzioni ora accessibili anche ai monomotori benzina V8? Si parla di Joystick Driving, Joystick Docking e Joystick Surfing: in sintesi, grazie a queste funzionalità avanzate, chi conduce la barca può farlo senza dover mai interagire né con la ruota del timone né con le leve di comando.
Il sistema basato sull’utilizzo del joystick proposto da Volvo Penta integra infatti cambio, sterzo e acceleratore, consentendo di fatto di impostare le manovre, la velocità e la rotta con una sola mano.
Grazie alla sensibilità del joystick stesso, inoltre, le manovre a bassa velocità in prossimità della banchina diventano più precise, sicure e facili.

Come abbiamo visto, questa novità farà felici tanti appassionati di sport acquatici. Utilizzando la funzione Joystick Surfing insieme al controllo integrato Volvo Penta Watersport Control diventa infatti possibile creare le onde ideali, anche a velocità ridotte, con la possibilità di apportare correzioni precise e rapide e di conoscere sempre l’esatta posizione del surfista.
Con la funzione Joystick Surfing le sessioni di traino si fanno quindi più fluide, più controllate e più soddisfacenti, per la felicità dei wakesurfer.
Leggi di più sull'Electronic Vessel Control di Volvo Penta
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Il 2025 è stato un ottimo anno per Tuccoli Marine: spinto soprattutto dalle vendite del T295, il 10 metri dalla duplice anima di fishing machine e comodo cruiser. Il cantiere toscano ha infatti chiuso l'anno appena trascorso registrando una crescita di fatturato del 35%.
Quale migliore base di partenza per mettere a punto la nuova strategia a lungo termine del brand? Dal lancio di una nuova categoria di scafi alla messa a punto di un nuovo strumento per la tracciabilità delle imbarcazioni, Tuccoli Marine ha deciso di non dormire sugli allori, e ha preparato un 2026 ricco di novità.

Il primo atto di Tuccoli Marine per il 2026 consiste nell’introduzione di una nuova categoria nella propria gamma, denominata Executive Sport Vessel. La filosofia costruttiva resta quella fondamentale del marchio, con barche progettate per una vera godibilità in mare.
Nelle Executive Sport Vessel, in particolare, prevale l’applicazione nel mondo del diporto privato di criteri progettuali e strutturali tipici della costruzione di imbarcazioni per l’uso professionale intensivo. Si parla quindi di elevata stabilità e di grande sicurezza, di massimo controllo, di rigidità strutturale nonché di scafi sovradimensionati.
L’approccio proposto da Tuccoli Marine, sintetizzando, è quello dell’over-engineering, che non si ferma quindi alla sola ottimizzazione dei pesi o dei costi, per costruire barche più solide e di conseguenza anche più confortevoli, per una navigazione più silenziosa e per un valore che dura nel tempo.

Si è già sottolineato come tra le priorità di Tuccoli Marine ci sia il mantenimento dell’eccellenza delle proprie imbarcazioni nel tempo. Non stupisce quindi che il cantiere abbia deciso di dotare tutti i nuovi scafi di un Passaporto Digitale dell’Imbarcazione.
Nel concreto si parla di un chip NFC che permetterà di identificare in modo univoco ogni imbarcazione, e che conterrà al proprio interno un NFT con il progetto originale, non modificabile, così da aver un riferimento certo circa l’origine e la coerenza tecnica della barca.
Accessibile mediante app dedicata da smartphone, il Passaporto Digitale permette di rendere verificabile e oggettivo il valore della barca nel tempo, con un occhio di riguardo quindi soprattutto al mercato dell’usato.
È interessante sottolineare che le informazioni contenute nel chip sono divise in tre gruppi. Il primo risulta pubblico, consentendo a chiunque l’accesso all’identità dell’imbarcazione; il secondo è invece accessibile al solo armatore, contenendo informazioni approfondite riguardanti la storia e la gestione del mezzo; infine, un terzo gruppo di informazioni è dedicato al cantiere, per assicurare la migliore assistenza nel tempo, in continuità con il progetto iniziale della barca.

In casa Tuccoli Marine sono inoltre in arrivo novità tese a supportare la produzione. Si parla in primo luogo dell’ampliamento delle infrastrutture del cantiere: entro la fine di marzo il cantiere potrà infatti contare su 2.500 metri quadrati in più, buona parte dei quali saranno dedicati alla produzione.
Ma le migliorie non sono solo quantitative. Investimenti sono stati fatti anche per sviluppare sistemi strutturati di gestione della qualità e dell’impatto ambientale, impegno dimostrato tra le altre cose dalla recente certificazione ISO 14001.

Tutto questo sapendo, peraltro, che circa il 60% del fabbisogno energetico del sito produttivo viene coperto da un impianto fotovoltaico.
Per assicurare che gli standard di qualità del sito produttivo rimangano tali anche nella fase post-vendita, Tuccoli Marine ha introdotto infine una figura dedicata al controllo qualità e al coordinamento della rete di assistenza, che va ad affiancarsi al servizio customer care dedicato.
Scopri nel nostro servizio tutto il mondo Tuccoli e le sue tecnologie di costruzione
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Aggiornamento del 17 dicembre 2025: la gamma di catamarani Four Winns TH è ora commercializzata sotto il brand di Jeanneau. Il marchio americano Four Winns, che come Jeanneau appartiene al gruppo Beneteau, continuerà a focalizzarsi sulla sua gamma di motoscafi open e bow rider, di conseguenza il Four Winns TH33 d'ora in poi sarà denominato Jeanneau TH33. L'ufficializzazione sarà annunciata al Boot di Düsseldorf in programma dal 17 al 26 gennaio 2026.
Leggi di più nel nostro articolo sul passaggio da Four Winns a Jeanneau dei catamarani TH
Il nuovo Jeanneau TH33 nasce con tre passaporti: è made in Usa, ha la carena progettata dal francese Marc Lombard, mentre il resto della barca è disegnata da Camillo Garroni, sia negli esterni sia negli interni. La lunghezza fuoritutto di questo catamarano è di 10,17 metri, si pone quindi alla base della gamma TH e, per la sua lunghezza scafo di 9,87 metri, la legge italiana lo esonera dagli obblighi di immatricolazione.

Presentato al Cannes Yachting Festival come novità 2026 insieme al TH38, che invece si posiziona al vertice della stessa gamma, arriva dopo due anni dal lancio del primo multiscafo targato Four Winns (ora diventato Jeanneau), il modello di 36 piedi, che nel 2023 ha aperto la serie TH (Twin Hull per l’appunto).
Le linee di questo spaziosissimo natante riprendono espressamente quelle del capostipite della gamma, il TH36, riproponendo dunque la stessa configurazione bowrider, quindi con un pozzetto a prua e uno a poppa, che naturalmente sono vastissimi.

Grazie infatti al baglio di 3,81 metri, il TH33 mette a disposizione una superficie sul ponte di coperta che, in proporzione, è pari a quella di una barca di 40 piedi.
Questo, peraltro, è solo uno dei vantaggi offerti dai catamarani, perché due scafi più sottili in luogo di un'unica e più larga carena diminuiscono la resistenza con l'acqua e riducono quindi la potenza necessaria, e di conseguenza i consumi, per raggiungere le stesse prestazioni.

Il nuovo JeanneauTH33 naviga quindi con due motori fuoribordo per una potenza massima di 300 cv ciascuno.
Il TH33 è dunque una barca pensata più per il diporto giornaliero, insieme magari a nutrito gruppo di amici come una "party boat" in pieno stile Usa. Gli spazi interni ai due scarponi sono quindi previsti come vani vuoti, utili per lo stivaggio.

C'è però l'opportunità del Cabin Package, proposto in optional, che permette di ricavare una cabina matrimoniale in uno scarpone e il bagno nell'altro, pur senza eliminare del tutto gli spazi di stivaggio.
Tutti i divani e le poltrone possono avere allo stesso prezzo il rivestimento in bianco con le cuciture nere oppure in color cognac, sempre con le cuciture nere.


Il ponte di coperta, abbiamo detto, è in stile bowrider, quidi suddiviso in due pozzetti. Quello di prua, a cui si accede da poppa tramite il corridoio centrale, propone l'intera area coronata da un divano perimetrale che nella sezione di dritta di può trasformare in dinette e, con l'aggiunta di un elemento al centro, può diventare un'area prendisole estesa su tutta la sua area.


Nel pozzetto poppiero che, sempre in optional può essere riparato da un hardtop, – si trova un grande divano ad L, connesso direttamente al mobile cucina, cuore dell’area living di questo multiscafo e dotato di lavabo, frigorifero e grill elettrico opzionale.

La timoneria presenta due sedili XL, di fronte ai quali si trova una plancia decisamente panoramica, che dà la possibilità di installare due grandi chartplotter Garmin, più un altro display e la pulsantiera. Non manca nemmeno lo spazio per una maniglione tientibene al servizio del copilota.




Il prezzo dello Jeanneau TH33 è di 295.000 euro, Iva esclusa, con dotazioni standard e due Mercury Verado da 250 cv.
Questo multiscafo di 10 metri offre comunque diverse scelte opzionali sia per i motori sia per gli allestimenti.
Rimanendo nei motori, ci vogliono mille euro in più per la stessa potenza marchiata Yamaha, mentre per la potenza massima di 300 cv si sale a 306.000 euro per l'equipaggiamento con due Yamaha F300 e a 308.000 per i due Mercury Verado 300.

L'allestimento della cabina (senza il bagno) con materasso, tenda, luce di lettura, borsoni porta abiti, prese di corrente Usb e rivestimento del pagliolo in tessuto, costa 1.720 euro.
Tutti i prezzi sono Iva esclusa. ll costo totale può comunque salire ulteriormente in base agli altri package che si possono scegliere nell'articolata offerta di opzioni previste dal cantiere, che sul sito ha un configuratore online per selezionare le proprie scelte e contemporaneamente aggiornare il prezzo.

| Lunghezza f.t. | 10,17 m |
| Lunghezza scafo | 9,70 m |
| Larghezza | 3,83 m |
| Immersione sotto la linea di galleggiamento | 0.62 m |
| Immersione alle eliche | 0,97 m |
| Serbatoio carburante | 900 l |
| Serbatoio acqua | 95 l |
| Dislocamento a vuoto senza motori | 5.657 kg |
| Potenza motore minima | 2x250 cv FB |
| Potenza motore massima | 2x300 cv FB |
| Persone imbarcabili | 8 (Cat. B) / 12 (Cat. C) |
| Omologazione Ce | CAt. B / C |

Leggi anche il nostro articolo sul TH36
Torna a Rimini nel secondo weekend di febbraio il Pescare Show 2026, la fiera di riferimento per tutti gli appassionati di pesca in ogni sua espressione, sia in acque interne sia in mare, sia da terra sia dalla barca.
La tradizionale manifestazione si presenterà come un unico appuntamento annuale su tre giorni, dal 13 al 15 febbraio 2026, proponendo al pubblico novità dal mondo della pesca sportiva, della nautica, degli accessori e dell’abbigliamento.

Non è un caso se Italian Exhibition Group (IEG) ha scelto nuovamente Rimini quale teatro per la sua celebre manifestazione dedicata alla pesca: la centralità geografica e il fortissimo legame con il mare rendono questa città uno scenario ideale per il Pescare Show, senza trascurare peraltro la visibilità della città come destinazione turistica internazionale.
I numeri dichiarati dall'organizzatore dell'edizione di febbraio 2025 del Pescare Show riportano una crescita del 50% dei visitatori e un incremento del 90% del pubblico internazionale, anche se in realtà, al di là delle percentuali, è sicuramente più utile conoscere il numero preciso di visitatori per capire le reali dimensioni della fiera. Comunque, a proposito di numeri precisi, i marchi esposti erano più di 100.
Un’unica manifestazione, tantissime proposte: Pescare Show 2026 sarà ovviamente un’occasione preziosa per conoscere le novità del mercato, ma ci saranno anche importanti occasioni di networking e di business, nonché eventi emozionanti, tra le quali vere e proprie competizioni.
Dei sei padiglioni che ospiteranno la manifestazione, uno sarà infatti interamente dedicato alla prima tappa indoor della World Cup di Casting e Fly Casting, organizzata e coordinata da FIPSAS in collaborazione con ICFS, la quale vedrà la partecipazione di oltre 10 squadre nazionali.
Gli altri cinque padiglioni si divideranno tra le aree evento, a costruire una dimensione immersiva e coinvolgente per pubblico d’ogni età, e aree propriamente espositive, spaziando dai produttori di accessori per la pesca sportiva ai cantieri, dai marchi dell’elettronica fino all’abbigliamento fishing e boating.

In attesa dello svolgimento della manifestazione di Rimini, il calendario di Road to Pescare Show 2026 propone un ricco palinsesto di eventi sportivi e di settore, a toccare i più differenti aspetti della pesca sportiva.
Si spazia dalle gare di Pesca riservata a bambini e ragazzi (come il 16° Trofeo Banca Romagna, Memorial G. Turroni – R.P Sancis) fino alla competizione di Kayak Fishing Branzino the Challenge, dai momenti dedicati agli sport marini (Adriatico sull'Onda dello Sport) fino alla competizione itinerante Adriatic Saltwater Tournament.
Intanto fino al 13 novembre è possibile acquistare online il biglietto d'ingresso in promozione a 11 euro, anziché 13 se si acquista online e 15 se lo si compra in cassa al momento dell'ingresso in fiera.
Clicca ed entra nel sito ufficiale del Pescare Show 2026
Leggi anche la nostra news sull'edizione che si è tenuta a Napoli a marzo 2025
Nei vent’anni dalla sua prima introduzione, quando rivoluzionò il mondo della propulsione nella nautica da diporto, mettendo di fatto in ombra la tradizionale linea d’asse (fino a certi livelli di potenza), il sistema Ips (Inboard Performance System) di Volvo Penta ha avuto una grande espansione ed evoluzione, che dal mondo della nautica di medie dimensioni ha portato i pod con elica traente a equipaggiare anche i grandi motoryacht e superyacht con soluzioni fino a quattro motori.
Proprio da qui parte l’ultima evoluzione degli Ips. Quest’anno nasce infatti la gamma di propulsione ibrida e full electric che prende il nome di Volvo Ips E e integra le soluzioni ibride elettriche lanciate da Volvo Penta nel 2024.

Oggi è quindi possibile accoppiare il motore elettrico direttamente alla trasmissione Ips e, cosa altrettanto molto interessante, è possibile farlo con installazione dei motori in doppia, tripla o quadrupla configurazione, con tutti i benefici che ne conseguono anche in termini di integrazione con gli altri sistemi della casa svedese, a partire dall’ECV (Electronic Vessel Control) per il controllo elettronico della barca.
L’obiettivo è quello di offrire delle soluzioni elettriche plug and play che mantengano i punti di forza esclusivi delle soluzioni Ips, ma che siano anche pronte per essere integrate con sistemi di terze parti.
La e-rivoluzione di casa Volvo Penta si potrà toccare con mano già in questo quarto trimestre del 2025, quando sarà presentato il primo Volvo Penta Ips900E (fino a 515 kW a 2250 giri/min.), a cui seguirà il Volvo Ips650E (fino a 374 kW).

Ne seguiranno altri nel corso del 2026. La gamma elettrica Volvo Ips E prevede infatti di completarsi con altri motori per coprire un range di potenze tra 220 kW e 1,1 mW, e avere così la potenzialità di erogare una potenza massima fino a 4,5 mW nelle configurazioni quadruple, destinate ai grandi motoryacht e ai superyacht oltre 24 metri.
L’architettura della gamma elettrica Volvo Ips E tiene fede al concetto d'integrazione fra tutti i sistemi dal timone all'elica, alla stessa stregua della gamma tradizionale di Ips.
Tutta l'elettrificazione ha dunque il lusso della gestione centralizzata integrata tramite HMI (Human-Machine Interface), che consente la selezione delle modalità di guida e il monitoraggio via EMS (Energy Management System).
Non manca poi l'accesso alle già consolidate tecnologie affini al concetto di Easy Boating Volvo Penta, come il Joystick Driving, il Dynamic Positioning System, l'Autopilot e l'Assisted Docking.
Come è noto, tra i principali ostacoli all'elettrificazione totale delle barche da diporto c'è l’autonomia, ma la gamma elettrica Volvo Ips E la risolve con l'inserimento nel sistema di generatori di corrente a velocità variabile, che alimentano i motori full electric abbinati ai pod Ips E, assicurando così una ricarica continua delle batterie basata su un sistema di gestione intelligente dell'energia. E qui si entra in un campo spinoso, perché viene subito da obiettare che il carburante che non bruciano i propulsori viene utilizzato dai generatori.

La cosa effettivamente è così, ma il vantaggio sta nel fatto che lo sforzo dei motori integrati nei generatori è "solo" per alimentare le batterie e non per muovere la barca, quindi i consumi sono considerevolmente abbattuti e di conseguenza anche le emissioni.
Del resto, nella nautica siamo ancora lontani dalle lunghe autonomie con emissioni realmente a zero, ma la gamma elettrica Volvo Ips E le abbatte al minimo, stando al di sotto anche rispetto alle soluzioni ibride, che in crociera utilizzano giocoforza i motori endotermici.
Leggi anche: Volvo Penta e Cmb.Tech verso i primi motori bifuel a idrogeno e diesel
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Suggestioni romantiche e l'analisi di tutte le recensioni sono tra gli elementi più importanti nell’orientare la scelta del diportista al momento dell’acquisto di una nuova barca, il quale però dovrebbe prestare attenzione anche e soprattutto a dati più significativi, con il confronto attento dei prezzi, con l’analisi delle schede tecniche e degli optional inclusi, per poi richiedere una prova in mare, così da saggiare la qualità e le peculiarità della barca in questione.
Vista l’importanza dei test-drive, fa sempre piacere scoprire nuove possibilità per provare in mare le nuove imbarcazioni, soprattutto quando si parla di scafi di pregio caratterizzati da interessanti innovazioni.

Proprio poche settimane fa il porto turistico Marina Porto Antico ha annunciato l’avvio di una partnership con Halma Rib: i diportisti interessati possono dunque ora recarsi al porto nel centro di Genova per provare i gommoni del giovane marchio siciliano, rendendo più agevole la scoperta di questi eleganti gommoni ai naviganti settentrionali.
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Il porticciolo di Genova è ben conosciuto da chi naviga nel Mar Ligure: posizionato in pieno Porto Antico, e quindi a pochi passi dal centro storico della Superba, assicura ai diportisti tutti i comfort della città, con servizi di qualità in banchina e con tutta la protezione garantita dalla diga foranea del porto di Genova.

Non stupisce quindi che Halma Rib abbia scelto proprio Marina Porto Antico quale concessionario esclusivo per il Nord Italia (Toscana ed Emilia-Romagna comprese) e la Svizzera italiana, nel cuore della capitale del mare e della nautica.
Per chi non lo avesse ancora incontrato, Halma Rib è un marchio lanciato nel 2024 dai Cantieri Marel di Palermo, a lungo specializzati nella produzione di gommoni da lavoro. Il debutto ufficiale del brand è avvenuto proprio al porto turistico di Genova lo scorso anno, in occasione del Salone Nautico, con il lancio del raffinato HR30.

Quest’anno, invece, è stato presentato il fratellino minore, ovvero l’HR25, con il debutto avvenuto a Venezia: si tratta di un gommone da 8,10 metri dal design lussuoso ed elegante, e che salta immediatamente all’occhio – come l’HR30 – per la peculiare prua allargata.
Tale dettaglio, che definisce in modo del tutto particolare il layout del rib, garantisce maggiore spazio a bordo del gommone, pur senza compromettere la carena, che si sviluppa in una V profonda.
Dopo aver raccolto grandi apprezzamenti durante i saloni di Venezia e di Genova, l’HR25 è ora in prova al porto turistico di Genova, tra gozzi liguri, leudi genovesi e lussuosi yacht.
| Lunghezza f.t. | 8,10 m |
| Larghezza | 3,00 m |
| Diametro tubolari | 0,45 / 0,62 m |
| Numero compartimenti | 4 |
| Materiale tubolare | Orca |
| Dislocamento senza motori | 1.500 kg |
| Serbatoio carburante | 300 l |
| Serbatoio acqua | 90 l |
| Persone imbarcabili | 12 (cat. B) / 14 (cat C) |
| Potenza massima motore | 1x400 cv |
| Omologazione Ce | B / C |
| Progetto | Inzerillo&Albeggiani YD |
Clicca ed entra nel sito ufficiale del cantiere Halma Rib
Mantenere tutte le caratteristiche distintive della linea Sirena, ma lasciare spazio all’evoluzione e all’ottimizzazione degli spazi: questa la sfida del design team del costruttore turco nel concepire l’erede il nuovo Sirena 60, modello rivisitato del Sirena 58.
Ecco che allora il nuovo cruiser presenta delle linee esterne familiari, così come disegnate originariamente da Frers Naval Architecture, ma riprese e riviste dai designer Sirena.

Si ritrovano quindi la peculiare prua verticale, il contrasto netto tra vetrate scure e fiancate candide e l’ampiezza della spiaggetta a poppa, che invita a tuffarsi alla prima occasione utile. Ci sono però importanti novità ben visibili a ogni passo, da poppa a prua, flybridge incluso.

Meno di un metro di differenza: la lunghezza fuoritutto del Sirena 58 era di 18,58 metri, mentre il Sirena 60 arriva a 19,45 metri. Eppure questi 87 centimetri, uniti a un attento lavoro di miglioramento degli spazi, fanno una grande differenza. Si parte da poppa, con il nuovo profilo della piattaforma bagno e il design rivisto delle sedute e con l’ingrandimento dei gavoni per lo stivaggio delle cime.

Ancora più accentuata è stata la rivisitazione della prua, con sedute più ampie e un tavolo pieghevole e con un prendisole dotato di schienale convertibile, così da avere una seduta particolarmente confortevole.


La rivisitazione degli esterni non si è fermata nemmeno di fronte a uno degli spazi più iconici di questa barca e del resto dell’intera gamma: il flybridge, che infatti si presenta in una nuova rivisitazione. Si spazia dai rivestimenti contemporanei al mobile bar con piano in Corian, per arrivare al poggiatesta regolabile del generoso prendisole.
Superando le porte scorrevoli a poppa del salone si capisce come la maggiore ariosità di questo nuovo cruiser sia da riconoscere solo in minima parte alla lunghezza superiore: a fare la differenza è infatti soprattutto la pianificazione più intelligente degli spazi che, soprattutto negli ambienti indoor, si traduce in una maggiore attenzione agli elementi cruciali per la vita quotidiana a bordo.


La cucina del Sirena 60 risulta dunque più grande di quasi il 20%, raggiungendo una superficie di 5 metri quadrati; le superfici di lavoro diventano così più ampie, e gli spazi per lo stivaggio di stoviglie e alimenti maggiormente organizzate.
Inoltre, per chi vuole avere la certezza di servire etichette ricercate sempre alla temperatura perfetta, c’è anche la possibilità di installare un frigo-cantinetta.
Giunti alla timoneria lo sguardo cade sull’ergonomicità dei sedili, pensati per assicurare un alto livello di comfort anche durante le lunghe navigazioni; per facilitare i movimenti e rendere più agevoli le operazioni di ormeggio è poi presente una porta a pantografo, che permette di accedere rapidamente al passavanti.

Percorrendo una scala ridisegnata per migliorare l’accessibilità a fronte di un ingombro minore, si arriva al ponte inferiore.

Qui il layout standard del Sirena 60 è lo stesso del Sirena 58, con tre ampie cabine, ma con il plus di maggiori spazi per stivaggio (anche grazie all’eliminazione degli angoli arrotondati del modello precedente, passaggio che ha permesso di ricavare più spazio all’interno dei guardaroba).

Si parte dalla cabina armatoriale a tutto baglio, e si prosegue con una spaziosa Vip e con una terza cabina pensata per adattarsi a ogni situazione: il letto si trasforma infatti da matrimoniale a doppio singolo. In questo modo il Sirena 60 si adatta alla perfezione nel caso di crociere con bambini, amici o coppie.

| Lunghezza f.t. | 19,45 m |
| Lunghezza di omologazione | 17,18 m |
| Lunghezza al galleggiamento | 17,00 m |
| Larghezza | 5,36 m |
| Immersione | 1,24 |
| Dislocamento a vuoto con i Volvo Penta D11 | 32.100 kg |
| Dislocamento a vuoto con i Volvo Penta D13 | 33.000 kg |
| Dislocamento a pieno con i Volvo Penta D11 | 35.100 kg |
| Dislocamento a pieno con i Volvo Penta D13 | 35.900 kg |
| Serbatoio carburante | 3.600 l |
| Serbatoio acqua dolce | 800 l |
| Serbatoio acque grigie | 450 l |
| Serbatoio acque nere | 225 l |
| Motori | 2x670 cv Volvo D11 o 2x900 cv Volvo D13 |
| Trasmissione | Linea d'asse V-Drive |
| Omologazione Ce | Cat. A |

Clicca ed entra nel sito ufficiale di Sirena Yachts (sito in inglese)
Dal suo esordio nel 2024 la gamma dei catamarani a motore Yot si espande alla media di un nuovo modello all'anno, prima con il 36 piedi, poi con il 41 e per il 2026 è in arrivo al vertice il nuovo Yot 53 di 16,20 metri, che è anche il primo modello con i motori entrobordo, a differenza degli altri due che sono fuoribordo.
Yot è il brand francese, con cui il proprietario CatanaGroup, che detiene anche altri cantieri costruttori di catamarani a vela, si è insediato nel mercato dei multiscafi a motore, un settore che sta incontrando molti favori anche in mercati finora meno tendenti a questo tipo di imbarcazioni, come per esempio proprio l'Italia.


E lo Yot 53 arriva portando anche alcune particolarità nei layout di bordo, prima fra tutte la terrazza esterna di prua che è uma zona coronata da sedute perimetrali, a cui gli ospiti possono accedere facilmente tramite i larghi passavanti, ma l’armatore invece può arrivarci direttamente dalla sua cabina situata sul ponte inferiore, ma connessa da una scala.


Altra caratteristica interessante è la porta a scomparsa di poppa, per mezzo di un sistema basculante, che di fatto connette il salone al pozzetto. Qui il progettista ha preferito sfruttare la zona come un unico grande living a metà fra dentro e fuori, portando la cucina a prua che, fra l'altro, si sviluppa in un ambiente molto ampio e ben circoscritto da un mobile a C.

Il flybridge dello Yot 53 è progettato per uscite con un buon numero di ospiti a bordo, ma soprattutto per poterlo sfruttare nei più diversi momenti della giornata, anche grazie al grande hardtop che ripara l’intera parte prodiera.

Qui c’è dunque spazio a volontà per godere dell’aria fresca e del panorama. A prua, accanto ai due sedili della postazione di comando, che è a dritta, c'è un divano extra large, dietro cui si estende una zona pranzo con dinette a C per ospitare fino a 8 persone e un mobile cucina completo, più una zona solarium con una superficie imbottita a tutto baglio, in grado di accogliere sei persone.

Nella zona del pozzetto tutto è stato progettato per assecondare il desiderio di spazio e facilitare un contatto più diretto con il mare da parte degli ospiti.

Ci sono quindi le immancabili murate abbattibili, nonché delle zone prendisole a scomparsa integrate nei gradini di poppa, e c'è la piattaforma idraulica che è a immersione.

Nella configurazione standard del ponte sottocoperta dello Yot 53, le cabine sono tre, tutte con bagno privato: l'armatoriale è a prua, mentre la Vip è a centro scafo a dritta con il letto disposto di traverso. Sul lato opposto si riflette in maniera speculare lo stesso tipo di cabina, ma con due letti separati.

C'è però la possibilità di optare per un layout con quattro cabine, ricavandone due separate in luogo della grande suite dell'armatore. Va da sé che questa è una soluzione più orientata al charter oppure magari a gruppi di amici che intendono acquistare la barca in società.

A spingere il nuovo multiscafo a motore Yot 53 è una coppia di Yanmar da 440 cv, ma in opzione se ne possono installare anche due 550 cv, con velocità di crociera rispettivamente di 15 e di 18 nodi e una massima intorno ai 23 nodi. Questi sono i primi dati stimati e comunicati dal cantiere.
Leggi anche: Yot 41, la famiglia di “Power Catamarans” si espande con un nuovo 12 metri

| Lunghezza f.t. | 16,20 m |
| Larghezza | 7,25 m |
| Larghezza con le murate abbattute | 9,95 m |
| Serbatoio carburante | 1.950 l |
| Serbatoio acqua dolce | 750 l |
| Serbatoio acque grigie | 375 l |
| Serbatoio acque nere | 375 l |
| Motori standard | 2x440 cv EB Yanmar |
| Motori optional | 2x550 cv EB Yanmar |
| Persone imbarcabili | 12 |
| Cabine | 3 / 4 |
| Omologazione Ce | Cat. A |
Clicca ed entra nel sito ufficiale di Yot Catamarans (sito in inglese)
