Camillo Garroni, progettista del Prestige 750: ecco perché l’ho pensato così

Categorie: Barche e Yacht
10 Giugno 2014
Camillo Garroni, progettista del Prestige 750: ecco perché l’ho pensato così

Prestige 750, ammiraglia della gamma Prestige, chiude un periodo di grande espansione e ne apre un altro che promette di essere ancora più affascinante. Come, lo spiega il suo progettista, l’italiano Camillo Garroni.

Non solo l’impegno di realizzare la prima “over 20” di Prestige, ma anche la responsabilità di indicare con il nuovo progetto le linee guida che devono definire gli sviluppi futuri della gamma top di Jeanneau, questo il delicato compito affidato al progettista del nuovo Prestige 750. Una barca che nasce da un profondo legame con l’Italia, non solo per il progettista Camillo Garroni, ma anche per la costruzione, realizzata dal cantiere di Monfalcone, fiore all’occhiello del Gruppo Benetetau/Jeanneau.
Non era facile creare uno yacht di prestigio che sapesse individuare una nuova estetica senza un immediato paragone con i cugini Montecarlo Yachts, ma Camillo Garrone e il suo Studio hanno centrato il difficile obiettivo, proprio in occasione del 25° anniversario della collaborazione con Jeanneau. Quasi d’obbligo osservare che un traguardo così importante non poteva essere festeggiato meglio.

Il progettista Camillo Garroni
Il progettista Camillo Garroni

Un classico innovativo

“Davanti al classico foglio bianco ci siamo chiesti cosa dovesse essere uno yacht di 22,5 metri, l’ammiraglia della gamma Prestige - inizia a raccontare Camillo Garroni -. La risposta era in realtà semplice: una barca che sapesse innovare restando però nell’ambito del design classico. Niente fughe futuristiche, che magari colpiscono al primo impatto ma “stufano” dopo un anno. Il Prestige 750 è una barca che deve piacere anche a distanza di tempo, deve essere per il suo armatore un investimento di cui non pentirsi mai. Ecco quindi un “timeless design” che sapesse anticipare quelle che saranno le future tendenze da riproporre anche nei prossimi restyling di tutta la gamma.

“Al primo impatto la barca sembra addirittura più importante delle sue misure - prosegue Garroni -, infatti la volontà è stata quella di lavorare su soluzioni estetiche che si rifanno più a un 90 piedi piuttosto che a un 75’: così, se la barca è vista decontestualizzata rispetto alle altre, si è portati a credere che sia più grande dei 22 metri che misura. Caratteristica saliente è la linea della tuga con un marcato profilo a salire che si allunga nel fly a dare slancio a tutto l’assieme. La volumetria degli interni ha posto precisi limiti al nostro lavoro, mentre per la carena il disegno di J&J Design ha puntato ad avere una prua stretta per migliorare la morbidezza della navigazione anche con mare formato”.
Resta da dire della costruzione, tutta in infusione e con la tecnologia innovativa a maxi moduli che il cantiere di Monfalcone ha sviluppato per i suoi yacht e che lo hanno fatto diventare un riferimento per qualità e affidabilità in tutto il mondo.

Prestige 750

Coperta: design e sicurezza

“Una barca pensata per la famiglia”. Così Camillo Garroni definisce il Prestige 750 e ci spiega anche il perché: “siamo su misure che sono ancora nell’ambito delle “barche familiari”, cioè barche sia di proprietà sia charterizzate, ma che hanno un’utenza prevalentemente all’interno dello stesso nucleo familiare o al massimo estesa a qualche amico. Per questo abbiamo voluto che il comfort e la sicurezza fossero al primo posto: tutto in coperta è dimensionato per dare la massima garanzia e la voglia di muoversi a bordo senza stress anche a chi non è abituato alla navigazione. Per esempio, i passavanti sono molto protettivi e dimensionati in maniera tale che siano utilizzabili anche quando la porta del lato plancia è aperta. Inoltre molto curata è la dotazione di tientibene e la battagliola che conduce a prua è alta e robusta”.

Da notare come il classico prendisole prodiero è dotato di tendalino a scomparsa e di un divanetto “fronte mare” per potersi assaporare tutto il gusto della navigazione. A poppa, la propaggine del fly protegge completamente la dinette in pozzetto, mentre l’accesso alla cabina del marinaio è a poppa direttamente dalla plancetta: due i posti letto, dove la cura nell’arredo e la volumetria è tale che, se non c’è equipaggio, due ragazzi vi potranno trovare posto molto comodamente e con un’eccellente privacy.

Fly: una terrazza sul mare

Magari è un’espressione un po’ abusata, ma definire il fly “una terrazza sul mare” è più che mai azzeccato di fronte al layout che il Prestige 750 propone sul ponte sopraelevato. “Sul fly abbiamo voluto esagerare - spiega Garroni -, non solo nelle dimensioni, ma anche pensando tre ambienti ben definiti che si completano a vicenda con destinazioni d’uso ben chiare. A prua troviamo la plancia che ripropone praticamente tutta la dotazione di quella coperta e quindi la scelta dello skipper da dove condurre la barca è totalmente libera. Anche qui a dritta abbiamo voluto un divanetto “fronte marcia” che è un tutt’uno con il solarium, ma separato da una spalliera simile a quello che a poppavia divide il prendisole dalla dinette. Quest’ultima ha a sinistra il mobile cucina di dimensioni tali da poter allestire sul fly pranzi completi e non semplici stuzzichini. La zona poppiera è invece libera per essere allestita come meglio crede l’armatore: c’è la gruetta per alare l’aquabike o tender fino a 3,20 metri di lunghezza, ma si possono mettere anche accoglienti sedie sdraio per aumentare la zona abbronzatura. L’hardtop rigido, ma con un softop che lo apre quasi completamente, è indispensabile per rendere questa zona vivibile in un ampio range di situazioni”.

Prestige 750

Quadrato: una piazza d’armi

Il DNA Prestige lo si percepisce subito come si passa la porta d’ingresso scorrevole, tale da creare un unico ambiente anche con il pozzetto. In realtà non ce ne sarebbe neppure bisogno perché le dimensioni interne sono davvero esagerate, un po’ perché i metri non mancano, ma anche perché il loro sfruttamento è stato molto intelligente e razionale.
“Direi che il legame con i precedenti Prestige è sancito soprattutto dalla cucina a poppavia, quindi baricentrica anche al pozzetto oltre che alla dinette a centro barca - spiega Garroni -. Nel concetto di barca familiare abbiamo, anche sulla base dell’esperienza sugli altri modelli della gamma, voluto ribadire la scelta che permette di trasformare questa zona in un ambito più conviviale e in diretto contatto con il resto della barca. Fedeli a questa opzione si è pensato di allestire di fronte una zona pranzo propriamente detta e non una semplice dinette trasformabile. Così il living è stato spostato a centro barca, allestito a tutto baglio con un divano e tavolino a dritta e un secondo divanetto lineare addossato alla murata di dritta. Il televisore a scomparsa completa quest’aerea e la separa dalla plancia che dispone di un’ampia superficie per allineare tutte le strumentazioni che l’armatore desidera montare. Da sottolineare la grande luminosità di tutto l’ambiente, grazie alle ampie vetrate che sono un altro elemento saliente di questa barca”.

Prestige 750Prestige 750Test BoatMag

Zona notte: l’armatore quale sceglierà?

Nelle intenzioni dei progettisti la cabina armatoriale è di nuovo a prua, scelta che “rompe” con la tradizione dei Prestige che avevano finora scelto la cabina a centro barca. “La cabina a prua è una caratteristica dei maxi-yacht, quasi la norma oltre i 90 piedi e sul Prestige 750 siamo riusciti a garantire le medesime volumetrie, quindi non solo il letto centrale con la testiera verso il centro barca, ma anche un grande bagno e una cabina armadio, oltre allo spazio per lo studio dell’armatore - spiega Garroni -. L’incredibile però è avere ottenuto una cabina pressappoco simile anche a centro barca tanto che quando le abbiamo viste finite ci siamo chiesti: ma siamo certi che l’armatore sceglierà quella di prua? Diciamo quindi che gli ospiti vip sono trattati molto bene, come del resto le altre due coppie che occuperanno le due cabine quasi identiche che abbiamo previsto con le doppie cuccette singole e un unico bagno in comune. Anche sul ponte inferiore è stata riservata grande attenzione alla luminosità degli ambienti, garantita dalle finestrature sullo scafo molto poco appariscenti, ma al contrario estremamente efficienti a garantire ulteriore luce alle cabine”.

Prestige 750Prestige 750Prestige 750Prestige 750

 

Caratteristiche tecniche

Lunghezza ft ………….....……… m 22,58
Lunghezza scafo ………………… m 20,74
Larghezza ……………..........…… m 5,46
Immersione ……….......………… m 1,59
Dislocamento a vuoto …………  t 41,4
Dislocamento a pieno carico … t 48.0
Motorizzazione ……………..…… MAN V8 2 x 1200 cv
Serbatoio acqua ………………… l 840
Serbatoio carburante ………… l 4.400
Velocità di crociera …………… nodi 24
Velocità massima ……………… nodi 28
Portata ……………..............…… persone 16
Categoria di omologazione … B

Prestazioni (dati del cantiere)

Giri ……………… nodi ……………… l/h ……………… h autonomia
800 ……………… 8,3 ……………… 20 ……………… 220,0
1000 ……………… 10,0 ……………… 40 ……………… 110,0
1200 ……………… 11,2 ……………… 74 ……………… 59,5
1400 ……………… 12,8 ……………… 116 ……………… 37,9
1600 ……………… 16,0 ……………… 155 ……………… 28,4
1800 ……………… 18,1 ……………… 212 ………………  20,8
2000 ……………… 21,3 ……………… 281 ……………… 15,7
2100 ……………… 23,4 ……………… 310 ……………… 14,2
2200 ……………… 24,9 ……………… 350 ……………… 12,6
2300 ……………… 26,6 ……………… 371 ……………… 11,9
2400 ……………… 28,3 ……………… 418 ……………… 10,5

Visita il sito Prestige Yachts e il sito Garroni Design

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Alberto Mondinelli

Alberto Mondinelli, 40 anni di nautica dalle regate di 420 alle gare offshore di Classe 1, e poi addetto stampa dei più importanti team negli anni Novanta e della Spes di Mauro Ravenna nel momento di massimo fulgore della motonautica d’altura. Come giornalista, direttore responsabile di Offshore International e, più recentemente, tester di Barche a Motore.
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