Test Mercury, a ogni barca la sua elica

Sbagliato pensare che sia solo il motore determinante nelle prestazioni di una barca. L’elica lo è altrettanto e la sua scelta è fondamentale come dimostra questo test Mercury.

In Mercury si sono sempre dimostrati molto attenti alla scelta delle eliche. Sarà che il loro catalogo è in assoluto il più ricco di soluzioni, modelli e misure, ma è anche apprezzabile la loro attenzione negli ultimi tempi per individuare il migliore connubio tra scafo-motore-elica alla ricerca della soluzione più consona alle diverse esigenze del diportista. Dove il termine “diverse” sottolinea proprio che ci si deve confrontare con una miriade di situazioni e quella che va bene in un caso non è assolutamente certo che sia il meglio anche in un ambito diverso.

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Tanti test per capire meglio

Da questa esigenza nasce la necessità di eseguire numerosi test e mettere a confronto diverse eliche per poter conoscere fin nel minimo dettaglio le prestazioni di ognuna, ovviamente a parità quantomeno di motore, ma anche di scafo quando è possibile.
In pratica è quello che è stato fatto e di cui riportiamo i risultati in questo articolo: la costante è il motore Mercury F150 EFI che presentiamo brevemente.

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Il Mercury F150 EFI ha inaugurato un nuovo filone progettuale con l’obiettivo di realizzare un fuoribordo da 150 cv a quattro tempi molto affidabile e performante. Così si è partiti da un blocco motore sovradimensionato di 3000 cc di cilindrata, ma anche semplice, quindi un quattro cilindri in linea a due sole valvole per cilindro. Un motore capace di erogare agevolmente più di 250 cv, ma depotenziato a soli 150 cv, con il conseguente vantaggio di prolungare la sua durata e disporre di una gran coppia. Nonostante questo, il Mercury F150 EFI ha un peso tra i più bassi della categoria (solo 206 kg) e dimensioni contenute. Grazie a una calandra facilmente smontabile, la sua manutenzione è semplice, con cambio dell’olio senza perdite, facile accesso al filtro carburante e sistema di distribuzione senza manutenzione.

Cosa si intende per autonomia

Se i consumi sono la croce di ogni diportista, un’altra premessa importante è da fare sul concetto di autonomia, che su BoatMag abbiamo già trattato nell’articolo-intervista con Alessandro Conti, Direttore generale di Brunswick Marine in Italia, e al quale rimandiamo per approfondirlo al meglio. Qui possiamo sintetizzare nell’osservazione di partenza che aveva dato spunto all’articolo appena citato.
Perché tutto il mondo automotive (che di consumi ha cominciato a occuparsi molto prima di quello nautico) li calcola in km/litro (o se preferite in litri/100 km), mentre nella nautica si calcolano in litri/ora? Con questo metro di giudizio a 5 mila giri probabilmente una Ferrari consuma sì più di una Fiat 500, ma vola anche a più di 200 km/h contro i circa 120 km/h dell’utilitaria, quindi percorre quasi il doppio della strada. Ma lo stesso non è forse valido anche per le barche plananti? Perché allora si continuano a indicare i consumi in litri/ora? Consuetudine, poca attenzione al problema, semplicemente scarsa competenza?

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Le risposte le trovate nell’articolo, ma il dato saliente di tutti i test che pubblichiamo è sempre lo stesso: se guardiamo il grafico del consumo riferito al numero di giri, sembrerebbe che non c’è nessuna differenza tra elica ed elica, guardando invece l’autonomia in funzione della velocità, come si dovrebbe fare, si vede che la differenza c’è e spesso è pure notevole. Quindi, introdotto il concetto di autonomia, andiamo ad analizzare i risultati delle prove comparative.

Mercury F150 EFI 2×150 cv su Nuova Jolly 800 Pro

Il Nuova Jolly 800 Pro, gommone di 8 metri di lunghezza, l’avevamo già provato con gli stessi motori dei test condotti in seguita da Mercury. Le impressione di quella prova si possono leggere su BoatMag.
Qui invece ci concentriamo sul test condotto da Mercury con una coppia di eliche Vengeance da 19” e una coppia di eliche Revolution 4 da 17”. Le prime fanno parte della gamma Sport e sono di acciaio inox a tre pale, le seconde fanno parte della gamma Comp, sono sempre di acciaio inox ma a quattro pale.
Le condizioni del test vedevano un battello del peso di 1760 kg con 150 litri di carburante, 50 litri d’acqua, quattro persone d’equipaggio e lago calmo.
Questi i risultati numerici e le elaborazioni grafiche: in blu le Vengeance e in verde le Revolution 4.

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Si nota che:
* c’è una differenza dal 7% al 20% a favore della Vengeance con passo maggiore tra la zona di velocità di crociera e la massima;
* questo dato sottolinea anche quanto le prove di consumo dei motori possano risultare poco attendibili: 20% di differenza di autonomia a pari motore;
* anche la velocità è risultata maggiore quella della Vengeance;
* invece l’accelerazione, sia fino a 20 nodi sia fino a 30 nodi, è risultata migliore per la Revolution 4 di un secondo:
Vengeance        Revolution 4
0 – 20 nodi             6”                5”
0 – 30 nodi            8”                7”
0 – 40 nodi            12”              13”

Qual è l’elica migliore? È molto probabile sia la Vengeance 19”, ma molto dipende dal carico, perché questo è un battello professionale e quindi è possibile che ci possano essere variazioni sensibili di carico. In condizioni più gravose, il fatto che si sia ottenuta un’accelerazione migliore con la Revolution 4 da 17” indica che questa potrebbe essere la scelta migliore.

Mercury F150 EFI 150 cv su Stingher Predator 650 TS

Motorizzazione monomotore per questo gommone di 6,50 metri che è stato provato con ben quattro eliche diverse, le già conosciute Vengeance da 19” e Revolution 4 da 17”, a cui si aggiungono due Enertia da 19” e 18”, eliche a tre pale in lega X7.
Queste le altre condizioni del test: battello del peso di 810 kg con 150 litri di carburante, 50 litri d’acqua, quattro persone d’equipaggio e lago calmo.
Questi i risultati numerici e le elaborazioni grafiche: in verde le Enertia 18”, in blu le Enertia 19”, in rosso le Vengeance e in viola le Revolution 4.

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Neanche a farlo apposta, ancora una volta se guardiamo il grafico del consumo in funzione del numero di giri arriviamo a una conclusione sbagliata: sembrerebbe che l’elica Revolution 4 da 17” sia la migliore, con un consumo inferiore.
Se guardiamo invece quello dell’autonomia in funzione della velocità, l’unico da usare, la conclusione è opposta: la Revolution 4 da 17” è quella che, con l’assetto di prova, garantisce un’autonomia inferiore.

In particolare si nota:
* l’elica che ha dato i risultati migliori è stata la Vengeance da 19” con un vantaggio fino al 13% sulla Revolution 4 da 17” e un 5%-10% su Enertia da 18” e 19”;
* anche qui si registrano variazioni sensibili di autonomia;
* in funzione della velocità in una certa fascia la Enertia da 18” è risultata migliore e in un’altra fascia il contrario;
* le eliche Enertia hanno garantito la migliore velocità di punta, uguale e leggermente migliore della Vengeance;
* la Revolution 4 da 17” ha prodotto la velocità di punta inferiore, ma ancora una volta in condizioni di elevato carico sarebbe da riconsiderare.

Questo è un caso quasi perfetto per ribadire che non esiste una e una sola soluzione. Dipende dalle esigenze che si hanno. Quindi dotarsi di un secondo set di eliche in funzione degli specifici utilizzi è una scelta sicuramente ragionevole.
Da notare inoltre che questo battello in virtù del favorevole rapporto peso/potenza è quello che ha garantito l’autonomia migliore in assoluto (1,30 miglia/litro).

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Mercury F150 EFI 150 cv su Marlin 20 e Tullio Abbate Sea Star 21

A puro titolo di confronto pubblichiamo anche i risultati ottenuti con il gommone Marlin 20 (6,60 m di lunghezza per un dislocamento di 750 kg, dati del costruttore) e del Sea Star 21 del cantiere Tullio Abbate (6,20 m di lunghezza per un dislocamento di 600 kg, dati del costruttore).

Entrambe le imbarcazioni accusano un dislocamento reale alla boa superiore allo Stingher e sono state provate con una sola elica, una Enertia da 18” per il Marlin e una Enertia da 19” con il Sea Star. Il peso maggiore giustifica un’autonomia e una velocità di punta un po’ inferiore per il Marlin, mentre il Tullio Abbate nonostante il peso fa rilevare una buona velocità di punta e un’ottima autonomia, pari allo Stingher 650.
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