Jeanneau Leader 36 Sportop, occhio al prezzo!

Categorie: I Nostri Test
5 Settembre 2015
Jeanneau Leader 36 Sportop, occhio al prezzo!

Jeanneau Leader 36 Sportop è un campione nel rapporto qualità/prezzo, soprattutto se si sceglie la motorizzazione Mercuiser a benzina. Due cabine e cinque posti letto.

Una barca da crociera con l’investimento di un daycruiser, è questo quello che promette lo Jeanneau Leader 36 Sportop. In banchina a Cannes c’è anche la versione Open, ma per il test scelgo quella con l’hardtop: magari la prima è preferibile se non si hanno programmi di crociere troppo prolungate e per risparmiare qualche migliaio di euro, ma è certamente meno versatile. Basta infatti aprire il tetto rigido perché anche la Sportop diventi subito una sorta di spider, o almeno questa è la percezione. In altre parole forse è meglio investire un po’ di più e avere una barca più completa, anche in considerazione della limitata differenza di prezzo (6.400 euro). Piuttosto va seriamente considerata la motorizzazione perché, a parità di potenza, la divario nel listino tra i Mercuiser MAG350 a benzina e i turbidiesel Volvo Penta D4 del test è considerevole e quindi al momento della scelta c’è da valutare attentamente, soprattutto in base all’uso che si pensa di fare della barca.

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Proprio comodo lo Jeanneau Leader 36 Sportop

Non si può parlare di motorizzazione senza citare il progettista della carena di questo Jeanneau Leader 36 Sportop, quel Michael Peters che si è fatto conoscere per i suoi veloci catamarani offshore e non ha certo perso il suo estro passando alle carene da crociera. Se poi aggiungiamo che la coperta e gli interni sono opera dello Studio Garroni, lo stesso che firma i raffinati Prestige, possiamo archiviare questo natante come figlio di due “teste” di prima caratura.

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Del resto sarebbe stata sufficiente un’occhiata anche distratta alla coperta dello Jeanneau Leader 36 Sportop per capire che ci troviamo di fronte a una barca che, a dispetto della sua omologazione a natante (e quindi senza immatricolazione in Italia), offre grandi spazi, ampliati nella loro fruizione proprio dall’hardtop. Grande spieggetta poppiera con prendisole rivolto a poppa che si può ampliare sfruttando la seduta della dinette: trascuro la possibilità di trasformarla in un altro solarium, perché altrimenti lo “spazio tintarella” sarebbe davvero eccessivo. Più importante semmai notare come la zona pranzo sia abbastanza protetta dal top mentre, se si vuole sfruttare la chaise longue a sinistra o si vuole avere più visuale in plancia, basta aprire il tettuccio. Un completo mobile bar si allunga a dritta, a poppavia del posto di guida, e i due passavanti, sufficientemente dimensionati, conducono al classico prendisole prodiero.

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Sottocoperta altrettanto ben organizzato: mobile cucina a sinistra, dinette (di fortuna in caso di maltempo) che resta inglobata nella cabina prodiera grazie a una chiusura a scomparsa ben concepita, ampio e unico locale toilette a dritta con tanto di doccia separata, e una cabina a centro barca con un’altra cuccetta doppia e un divanetto che può diventare il quinto posto letto. La qualità dei materiali e la loro lavorazione è di buon livello, certamente elevato considerando il prezzo della barca che si propone come un autentico campione nel rapporto qualità/prezzo.

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Il test

Come ti metti al timone ti trovi subito a tuo agio sullo Jeanneau Leader 36 Sportop. Comune a entrambi modelli è la riuscita carena che affronta con sicurezza l’agitato mare di Cannes. Non c’è il software dei consumi e per questo dato faccio riferimento a un precedente test Jeanneau che conferma una gestione abbastanza economa: anche alla massima velocità, che si raggiunge a quasi 35 nodi, si consuma un centinaio di litri all’ora. Provo a superarli, ma la barca si dimostra abbastanza insensibile ai flap, un problema in meno per l’armatore che può navigare senza troppi stress da assetto, anche se lavorando con i trim qualche risultato in più si ottiene, infatti la trasmissione è a piede poppiero.

Molto interessante la navigazione al limite della planata con i due Volvo Penta che dimezzano i consumi pur navigando a oltre 18 nodi. Già che sono in vena di rilevazioni verifico che la planata si raggiunge in circa 7 secondi e la velocità massima in una ventina, dati che al crocierista magari importano poco, forse interessa di più che il comportamento sul mosso è buono, pure quando si incrociano altre scie, anche se in questo caso l’impatto diventa più violento, ma sempre nella norma. Un brusco rallentamento fa salire l’acqua fin in pozzetto, un piccolo difetto che aggiungo allo snodo della spalliera della seduta del driver di acciaio un po’ troppo esposto agli urti.
Per il resto Lo Jeanneau Leader 36 Sportop convince su tutta la linea, anche in considerazione dell’eccellente rapporto qualità/prezzo impreziosito dall’omologazione a natante.

Caratteristiche tecniche

  • Lunghezza ………………… m 11,47
  • Lunghezza scafo ………....... m 9,86
  • Larghezza ………………… m 3,62
  • Peso ……………………… kg 6.616
  • Immersione ……………… m 0,75
  • Motorizzazione ………… cv 2x300
  • Serbatoio carburante …..... l 550
  • Serbatoio acqua ………… l 160
  • Cabine …………………… 2
  • Cuccette ………………… 5
  • Portata persone ………… 8-10
  • Categoria omologazione … B-C

Prestazioni

  • 1000 giri ……………… 6,0 nodi ……………… 7,0 l/h ……………… 68 db
  • 1500 giri ……………… 9,4 nodi ……………… 20 l/h ……………… 70 db
  • 2000 giri ……………… 14 nodi ……………… 42 l/h ……………… 72 db
  • 2500 giri ……………… 24 nodi ……………… 64 l/h ……………… 75 db
  • 3000 giri ……………… 30 nodi ……………… 85 l/h ……………… 78 db
  • 3400 giri ……………… 36 nodi ……………… 103 l/h …………… 82 db

Condizioni della prova
Mare leggermente mosso, temperatura 17°C, carena pulita, carburante 180 l, acqua vuoto, equipaggio 3 persone

Prezzi

  • Jeanneau Leader 36 Sportop – Mercruiser 5.7 350 MAG 2x300 cv benzina ………… 168.630 euro, Iva esclusa
  • Jeanneau Leader 36 Sportop – Volvo Penta D4 2x300 cv diesel ……………………… 210.040 euro, Iva esclusa
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Alberto Mondinelli

Alberto Mondinelli, 40 anni di nautica dalle regate di 420 alle gare offshore di Classe 1, e poi addetto stampa dei più importanti team negli anni Novanta e della Spes di Mauro Ravenna nel momento di massimo fulgore della motonautica d’altura. Come giornalista, direttore responsabile di Offshore International e, più recentemente, tester di Barche a Motore.
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