Lo ZARmini RIB 16 e il Suzuki DF40A ne fanno un’altra…questa volta più grossa

Un anno fa il gommone ZARmini RIB16 e un fuoribordo Suzuki DF40A partivano da Genova per arrivare, 1767 miglia e 27 giorni dopo, a Pavia da Venezia. Adesso la meta è Gibilterra.

Le colonne d’Ercole: nell’antichità un posto mitologico e la fine del mondo conosciuto, oggi uno stretto qualunque che tutti conosciamo e abbiamo superato diverse volte. Ma chi lo ha fatto in barca? E chi lo ha fatto con un gommone da 5 metri e un motore da 40 cavalli, partendo da Genova?
Pochi. Forse nessuno. Ecco perché Suzuki e Zar Formenti hanno deciso di provarci, insieme agli equipaggi del Club del Gommone. E una volta arrivati a Gibilterra non li aspetterà un aereo, ma anche la navigazione per tornare indietro.

Questa volta sono 2200

La partenza è prevista per il 21 Aprile, dalla Fiera di Genova. Il mezzo e il suo motore sono gli stessi del giro d’Italia dell’anno scorso, cioè come detto il gommone da 5 metri ZARmini RIB16 e il fuoribordo “senza patente” Suzuki DF 40A. 11 equipaggi del Club del Gommone di Milano si alterneranno in tappe da 200 miglia, per una percorrenza totale di 2200 miglia nautiche. La meta, ma di fatto il giro di boa, sarà Tarifa, presso Gibilterra, e la durata del viaggio non è fissata per l’evidente variabile meteo.
L’anno scorso ‘Italo’ (il nome dell’imbarcazione) macinò le quasi 1800 miglia percorrendo mediamente 2,5 miglia per ogni litro, arrivando a consumare un totale di 869 litri di benzina. Anche questa volta il motore sarà strettamente di serie, quindi ci si possono aspettare prestazioni e percorrenze in linea con i valori della Genova – Venezia – Pavia.

Il Suzuki DF40A è un 40 CV quattro tempi di 941 cc, con architettura a tre cilindri. Un propulsore quindi più compatto e leggero di un quattro cilindri: 102 chili è il peso a secco. Se questo è indubbiamente un vantaggio in termini di rapporto peso/potenza, avere un motore leggero all’estrema poppa del battello favorisce anche il bilanciamento dei pesi a bordo, indispensabile per il giusto assetto di navigazione.

Un altro punto a favore del DF40A, rispetto ad altri fuoribordo di pari potenza, è la distribuzione con doppio albero a camme in testa (DOHC), tramite catena e non cinghia. Tale soluzione garantisce durata e affidabilità meccanica superiori ala norma, perché il rischio di rottura è sensibilmente ridotto e toglie pensieri agli equipaggi: anche di fronte a un uso prolungato del motore, il sistema non necessita di manutenzione.

Ogni partecipante sarà responsabile
del percorso concordato e si dovrà
documentare su trasferimenti, meteo,
ormeggi, rifornimenti, pericoli,
ostacoli e logistica in mare e a terra

Per ottemperare all’esigenza principale di un raid, ovvero l’autonomia di marcia, il DF40A ha l’altra prerogativa nel sistema Lean Burn: ovvero la combustione magra progettata da Suzuki, che a velocità costante (in crociera), comporta un discreto abbattimento dei consumi. Grazie alla supervisione elettronica in grado di gestire il motore e le sue performance istante per istante, il software è in grado di analizzare in maniera puntuale l’effettivo bisogno di carburante in funzione delle condizioni di lavoro del motore, cioè potenza erogata, carico, coppia ecc.. Adattando la miscela aria-carburante in modo continuo alla fine si utilizza meno combustibile (benzina) e più comburente (ossigeno), riducendo i consumi e le emissioni nocive. Il Lean Burn funziona tra i 1.500 e i 5.000 giri/min, con la massima efficacia a 4.500 giri quando i condotti delle camere di scoppio ottimizzano le turbolenze orientando il combustibile vaporizzato in un punto ben preciso in prossimità della candela.

Altro vantaggio del Lean Burn Suzuki sta nel fatto che il sistema analizza preventivamente il tipo di carburante utilizzato e la sua qualità, per procedere con l’iniezione nei cilindri della miscela ottimale. Visto che durante il raid i rifornimenti saranno effettuati in diversi distributori che possono avere ogni tipo di benzina, il Suzuki DF40A potrà adattarsi meglio alle differenze che incontrerà lungo la sua rotta.

L’iniziativa sarà curata dal Club del Gommone di Milano, i cui soci già durante il Giro d’Italia dello scorso anno hanno mostrato di saper gestire gommone e motore anche in solitaria e in circostanze impegnative. Ogni partecipante sarà responsabile del percorso concordato e si dovrà documentare su trasferimenti, meteo, ormeggi, rifornimenti, pericoli, ostacoli e logistica in mare e a terra. Sarà anche responsabile della gestione del gommone, del motore, e soprattutto della scelta di come o quando prendere il mare. Stacco motore e giubbino salvagente saranno obbligatori per tutti.

Partner tecnico dell’impresa è Simrad Yachting con i suoi sistemi di navigazione lo ZARmini RIB 16 ‘Italo’ monterà il display multifunzione GO7 XSR e una radio portatile galleggiante VHF HH36 DSC di classe D con GPS integrato, in grado di fornire una posizione in tempo reale e permettere all’equipaggio di affrontare le sfide di navigazione con un alleato in più.

Dunque, partenza prevista sabato 21 aprile 2018 e rientro a Genova ai primi di giugno… meteo permettendo.

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