Marina di Varazze è il primo porto a usare Seabin, il “cestino del mare”

l progetto si chiama LifeGate PlasticLess e mira alla riduzione delle plastiche nei mari italiani. Il Seabin, o cesstino del mare, installato a Varazze permette di raccogliere fino a 500 Kg all’anno.

L’annuncio è avvenuto al Volvo Studio Milano, dato che Volvo Cars Italia è sponsor del progetto: il primo Seabin è stato posato nel porto di Marina di Varazze ed è già operativo. Detto in semplicità cestino del mare, è un raccoglitore per rifiuti di plastica fino alle dimensioni delle microplastiche. Si stima che potrà raccogliere dall’acqua mezza tonnellata di questo inquinante ogni anno.
L’installazione è stata effettuata da Poralu Marine, partner di Marina di Varazze per banchine e attrezzature fin dalla costruzione del porto nel 2006.

Quale posto migliore

Perché in un porto? A parte l’evidente facilità di gestione, il senso è reso più consistente dal fatto che i rifiuti galleggianti scaricati in mare convergono proprio all’interno delle marine, a causa dell’azione dei venti e delle correnti. 

Trovandosi nel sale marino
e venendo ingerite dai pesci,
le microplastiche entrano
nella nostra catena alimentare

A rendere poi ancora più efficace la tecnologia Seabin c’è la sua capacità di intercettare ed eliminare le microplastiche fino a 2 millimetri e le microfibre fino a 0,3 mm di diametro, che sono sempre più diffuse e pericolose. Le microplastiche provengono dalla distruzione nell’ambiente di frammenti di plastica di maggiori dimensioni. Minuscole particelle a forte potere inquinante, e presenti nei mari in elevate concentrazioni, sono inoltre prodotte dal lavaggio dei vestiti sintetici o dall’usura degli pneumatici. Trovandosi nel sale marino e venendo ingerite dai pesci, le microplastiche entrano nella nostra catena alimentare.

Sempre nell’ambito della lotta alla plastica, Volvo Cars ha annunciato il progetto di eliminazione delle plastiche monouso in tutti gli uffici, nelle mense e negli eventi realizzati dalla Casa, a favore di alternative più sostenibili come prodotti biodegradabili di carta, pasta di legno e legno. Nel 2018 l’iniziativa porterà a sostituire oltre 140 tonnellate di articoli in plastica monouso con prodotti realizzati con materiali alternativi non plastici.


Giorgio Casareto, direttore di Marina di Varazze (che ricordiamo fa parte del Gruppo Azimut | Benetti) ha espresso entusiasmo per la proposta di Poralu Marine per l’installazione del “cestino del mare”. Si inserisce infatti in un quadro complessivo che vede il porto ligure all’avanguardia nella sostenibilità ambientale. Lo stesso Casareto ha sottolineato come si tratti del primo di una serie di Seabin, che renderanno ancora più pulito il Marina di Varazze, che anche nel 2018 ha ricevuto la Bandiera Blu come ogni anno dall’inaugurazione nel 2006.

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