Seppiata in Compagnia, schizzi d’inverno per veri appassionati

4a edizione per la Seppiata in Compagnia, evento creato dall’ASD Fishing Club Anzio. Come prede le seppie, molluschi-cefalopodi che in questo periodo dell’anno sono molto attive.

Brrrr che freddo! Rispetto a un’alzataccia estiva, d’inverno lo scenario cambia. Non basta l’alba, seppur sempre bella, non bastano strati di vestiti indossati a cipolla, passamontagna, guanti e chi più ne ha più ne metta. D’inverno, se non c’è la vera passione per la pesca, non si esce e si resta sotto le coperte con i termosifoni accesi.

Seppiata in Compagnia a Nettuno

Per fortuna gli appassionati, quelli con la “A” maiuscola, sono comunque tanti e basta scrutare l’orizzonte per vedere imbarcazioni di tutte le dimensioni impegnate nella pesca. Ma cosa si pesca? D’inverno molte prede estive sono ormai irraggiungibili e allora entrano in gioco quelle che prediligono i periodi più freddi, in particolare le seppie.

A Nettuno, località a circa 50 chilometri a Sud di Roma, si è svolta la 4a edizione della Seppiata in Compagnia, su iniziativa dell’ASD Fishing Club Anzio, un evento che riunisce numerosi equipaggi mossi dal sano desiderio di confrontarsi in una competizione che però alla fine soddisfi tutti, vincitori e vinti. Le seppie sono infatti prede la cui caccia e cattura è consentita liberamente e pertanto il partecipare a una gara ha anche lo scopo di ritrovarsi e condividere una passione. Se ci sono questi elementi (passione e condivisione) il freddo passa in secondo piano.

Una tradizione che spesso viene tramandata di padre in figlio. Infatti, erano molti i nuclei familiari con bambini al seguito, imbacuccati per proteggersi dal freddo rigido, ma con una canna in mano per far provare l’ebrezza di sentire l’abboccata e godersi lo spettacolo dei loro sorrisi quando la seppia viene portata a bordo.

Attenzione però, la seppia non è una preda facile, perché la sua arma di difesa è l’inchiostro (nero di seppia appunto) che conserva in una sacca. Lo spruzza per difendersi e aprirsi una via di fuga quando si sente attaccata da qualche predatore in acqua, ma anche quando si sente tirare fuori dall’acqua, e soprattutto toccare da mani che cercano di staccare l’artificiale che hanno confuso per un gamberetto, verme, pesciolino o piccolo mollusco di cui si cibano normalmente. Come la si tocca con le mani la seppia “punisce” emettendo uno schizzo d’inchiostro in grado d’imbrattare barca ed equipaggio in un attimo.

La pesca alla seppia è però divertente e rilassante. Divertente perché non è difficile, trovato il punto ideale si calano le lenze e si aspetta recuperandole lentamente, facendo muovere gli artificiali come se fossero vivi. L’abboccata si sente e di lì a poco il numero di prede a bordo può lievitare velocemente. Nel caso di questa edizione della Seppiata in Compagnia, il totale pescato dalle 24 imbarcazioni iscritte ha fatto registrare numeri importanti: 458 gli esemplari catturati, per un peso complessivo di circa 86 kg.

L’equipaggio che ha catturato il maggior numero di seppie è stato “Verderame Siciliano” con 55 prede, risultato che però gli ha garantito solo il secondo posto in quanto il primo se lo è aggiudicato l’equipaggio “Team Cotogno” con sole 50 seppie ma di maggiori dimensioni e peso. Terzo “Verde Pesca” con 49 seppie, l’equipaggio che sempre qui a Nettuno, a settembre, si era aggiudicato la 4a edizione del Tuna Cup Anzio. Altra cosa ed altre prede, ma stesso impegno.

Alla fine il pescato non è stato pescato e basta, bensì post-pesatura è stato sottoposto alle sapienti mani della cucina del ristorante La Fraschetta del Mare di Anzio e servito a tavola in una cena di fine evento che è stato teatro anche delle premiazioni, rese possibili grazie alla collaborazione di importanti sponsor, tra cui Garmin, Tomasi, Marlyn Pesca, Verde & Pesca, Acquazoo, Buffetti, Nautyland e Rimessaggio Anzio.

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