Anelli o carrucole. Cosa è meglio? Quali le differenze?

Nel mercato delle attrezzature da pesca si sta sempre più creando una netta separazione tra canne montate con anelli o con carrucole. Vediamo le differenze.

Qual è il sistema migliore? O meglio, qual è quello più indicato in base al proprio utilizzo? Andiamo a vedere insieme alcune sostanziali differenze tra i due sistemi ad anelli o carrucole.

Anelli o carrucole? Iniziamo dalle carrucole

Le carrucole, o roller come vengono spesso chiamati, sono dei sistemi sicuramente più “giovani” rispetto ai tradizionali anelli, seppur impiegati già da svariati anni la loro costruzione avveniva con tecnologie diverse da quelle odierne. Queste carrucole guidafilo sostituiscono la funzione degli anelli ma, per il loro tipo di azione, sono preferibili su canne di alto libraggio (20/30 libbre se non addirittura 40/50 libbre) e trovano impiego principalmente con il filo di nylon. Sono quindi ideali per la pesca ai grandi pelagici, come per esempio i tonni.

Ne esistono modelli a piedini fissi e a piedini basculanti. Questi ultimi hanno portato l’innovazione, ovviamente brevettata, di seguire con un doppio movimento l’azione del blank durante l’azione di pesca, consentendo loro di seguire la parabola della canna e lasciando così inalterata la loro azione e quella della canna, che mantiene quasi del tutto intatte le sue caratteristiche costruttive in termini di rigidità. Questo li distingue sostanzialmente da quelli a piedini fissi i quali, proprio per l’assenza dell’azione basculante, hanno invece la tendenza di irrigidire maggiormente i blank riducendone fortemente la reattività.

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Anelli o carrucole? I “vecchi” anelli

Per quanto concerne invece l’impiego degli anelli diciamo che il sistema è atavico anche se, ovviamente, anche qui la tecnologia e l’impiego di moderni materiali ci ha messo lo zampino. Uno dei problemi principali che si manifesta durante la fase di pesca è ovviamente l’attrito che si crea tra il filo e gli anelli con relativo surriscaldamento. Questi ultimi devono quindi essere costruiti impiegando dei materiali interni che non lesionino il filo e che non surriscaldino più di tanto, anche e soprattutto durante le azioni di combattimento con grosse prede, mettendo a rischio la corretta conclusione della cattura.

Ecco quindi che entrano in gioco materiali come, l’Alconite o il SIC. Quest’ultimo (acronimo di Silicon Carbon ossia silicio e carbonio) è una pietra pregiata, levigata con il diamante e per questo molto liscia, facile da montare e molto resistente al calore che si produce durante le fasi di sfregamento con il filo in combattimento. Ha un grado di durezza 12 volte superiore all’acciaio inox, non si scalfisce ed è secondo in ordine di durezza solo al diamante. Inoltre, seppur immerso in acqua, come nel caso degli apicali delle canne, non ha problemi di ossidazione.

L’Alconite invece è una mescola di alluminio, carbonio, ossigeno e azoto che dà origine a un materiale che tende a scaldarsi di più rispetto al SIC e quindi ha maggiori probabilità di causare la rottura del filo. Per quanto concerne i telai degli anelli, questi possono essere costruiti in titanio o acciaio, dove il secondo non ha particolari controindicazioni, mentre il titanio è più leggero e altamente resistente alla corrosione. Fili ideali da usare sugli anelli? I multifibra, senza nessun tipo di problema.

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