Big Game Città di Roma, e alla fine tonno fu…

Doveva svolgersi a fine aprile, ma causa del meteo il Big Game Città di Roma, di rinvio in rinvio si è arrivati a giugno. Ma alla fine tonno fu!

Quest’anno il meteo piuttosto ribelle ci ha spesso spiazzati, obbligando al rinvio di eventi, meeting e appuntamenti di ogni genere. Nel calderone c’è finito anche il Big Game Città di Roma, l’evento di drifting al tonno organizzato dalla Società sportiva Lazio Pesca Sportiva che, dal 27 aprile scorso si è svolto, di rinvio in rinvio, il 2 giugno. Tanta pazienza però alla fine è stata ripagata.

Big Game Città di Roma quasi d’estate

Una bellissima giornata estiva nonostante le previsioni (ma chi le fa le previsioni ultimamente?) inizialmente proponessero onda lunga con in tarda mattinata arrivo di un vento forte che avrebbe messo a dura prova gli equipaggi. E invece la fortuna è stata a fianco degli organizzatori. Il vento previsto non si è visto e neppure il mare con onda lunga che tutti si aspettavano. Meglio così! In ogni caso era stata prevista una partenza al mattino in anticipo di mezz’ora, proprio per guadagnare tempo, qualora il meteo invece si fosse manifestato in tutta la sua “antipatia”.

Sveglia presto, anzi prestissimo per i comuni mortali, normale per i pescatori, ossia le 5 per recarsi nel Porto di Roma ad Ostia per il ritiro delle cassette di sarde, le esche comunemente usate per insidiare i tonni. Ritrovo in mezzo al mare a qualche miglio dalla costa per il conteggio degli equipaggi presenti che alla fine erano, con qualche defaillance dovuta agli spostamenti di date, ben 45 e poi, alle 7,30, il fatidico 3-2-1 via. La concomitanza con la Festa della Repubblica aveva obbligato gli organizzatori ad accettare una riduzione del campo gara richiesta dalle Autorità Marittime. Non è che si sia capito molto il perché di questa scelta, visto che dal mare non si è visto passare neppure un aereo diretto verso il centro di Roma per la tradizionale parata militare. Quindi campo più corto in teoria voleva dire maggiore assembramento di barche anche se, alla fine, così non si è verificato.

Si temeva molto anche per la scarsa presenza di tonni, cosa che già l’anno scorso ha fatto tribolare in tutti i mari d’Italia, maggiormente avvalorata quest’anno dalle date, un periodo questo in cui i tonni cominciano il periodo dell’amore e quindi, si disinteressano al cibo per seguire l’istinto riproduttivo. Invece, alle 8,14 arriva il primo segnale di strike via radio. È dell’equipaggio Letale Boom Tuna che dà il via alla caccia che, ricordiamolo, nel rispetto delle regole e dell’ambiente si conclude con il tonno rilasciato vivo e vegeto. Neppure il tempo di portarlo a termine ed ecco un altro strike. Lo segnala l’equipaggio Nassau, ed entrambi vengono conclusi alla perfezione. Poi, un’ora dopo, altro strike che questa volta non si conclude per rottura del terminale.

A seguire un alletterato, che vale per la classifica con un punteggio fisso e non in base alle sue dimensioni e relativo colore dell’asta come per i tonni, a cui si aggiungono altre due belle catture portate a termine e poi silenzio. Alle 11.08 arriva un altro strike sotto un sole forte ma reso gradevole da un’aria ancora fresca per il periodo ma c’è rottura, così come se ne verificheranno altre nell’arco della gara il che sta anche a significare che i tonni sono di dimensioni maggiori rispetto alle previsioni e quindi molte lenze si sono dimostrate sotto dimensionate per i pelagici da insidiare. Ma d’altronde come si fa a sapere a priori cosa ci sarà a 100/130 metri di profondità? Perché è stata questa la batimetrica in cui si sono verificate le principali catture.

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Il tempo scorre relativamente veloce perché le catture, rilasci e rotture sono numerose. Così alle 14,30, a gara conclusa, si tirano le somme e si stilano le classifiche. 16 i tonni allamati complessivamente, di cui solo 7 portati regolarmente a termine. Certo, non sono numeri come quelli che un paio di anni fa si registravano in gare simili, ma è pur sempre un segnale positivo. In attesa del controllo delle SD card da parte della giuria gli equipaggi hanno avuto a disposizione in porto un rinfresco con salsicce, porchetta, dolci e anche cucina di gusto prodotta in loco dallo chef Stabellini.

Poi via alla premiazione, resa possibile con i premi messi in palio dai tanti sponsor dell’evento, tra cui il principale Honda Marine che ha omaggiato tender e motore, Humminbird che ha messo in palio alcuni strumenti elettronici, Italo Busi in rappresentanza di AB1 una canna di pregio e poi tanti altri premi. Sul podio più alto è salito l’equipaggio Letale Boom Tuna (Andrea Setti, Massimo Silvestri, Cristian Tosti e Federica Davidegro) con tre strike portati a termine e una rottura, per complessivi 3.000 punti totalizzati. Secondo un equipaggio il cui nome è tutto un programma, Ansia Tuna Team (Patrizio Mastropietro, Daniele Fabellini, Simone D’Angelo e Davide Sirica), con 2.900 punti totalizzati grazie a due strike portati a termine. Terzo l’equipaggio X 4 Tuna (Emiliano Florenzi, Simone Bianchini e Marius Coseru Constantin), con 2.000 punti ottenuti con uno strike valido. A conclusione, tanti applausi a tutti, in primis agli organizzatori e al tempo e poi a tutti i partecipanti, anche ai meno fortunati, e il solito “ci vediamo alla prossima”.

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