First Red Devil Cup, caccia ai diavoli rossi

Dopo la Leccia Cup di ottobre, a fine giugno si è replicato, sempre per beneficienza, con la First Red Devil Cup con bersaglio prede differenti: i totani.

Quando una gara di pesca è legata alla condivisione delle sfortune che colpiscono gli altri, in particolare i bambini, tutto assume un sapore diverso. In questo caso si è tinta di rosso, come rossi sono i totani, le prede cui il First Red Devil Cup mirava. L’evento si è svolto a fine giugno nel tratto di mare antistante il Porto di Roma, su di una batimetrica intorno ai 130 metri circa, ed è stato organizzato dalla stessa associazione che ha dato vita con i medesimi scopi umanitari alla Leccia Cup, una gara che si è svolta sempre sul litorale romano a ottobre. Più precisamente da Pesca MadeinItaly di Mario Giorgetti, in collaborazione con Gianluca Giusti, esperti pescatori, ma anche persone dal cuore grande, che hanno voluto organizzare questa nuova gara per devolvere il ricavato sempre al reparto oncologico pediatrico dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma.

Leggi qui la cronaca della Leccia Cup di ottobre

First Red Devil Cup, buona la seconda

La gara ha subito uno spostamento di data di una settimana causa le solite bizze del tempo che quest’anno ha flagellato il primo mese estivo, ma il 28 giugno si è finalmente riusciti ad andare in acqua. Una gara notturna, con il via dato alle 20,30 e la fine all’una, con oltre venti imbarcazioni partecipanti, di tutte le misure e fogge. C’erano scafi da cinque metri, gommoni, ma anche importanti fishing boat, tutti impegnati in una pesca dove vinceva chi catturava il maggior numero di prede, autocertificando le sue catture con una foto da pubblicare su un gruppo Whatsapp appositamente creato, eh la tecnologia!

La tipologia di pesca mira a stuzzicare i molluschi cefalopodi nel loro ambiente, molto aggressivi e anche golosi. Si usano le totanare, appositi terminali che prevedono una molteplicità di ami montati su di un unico corpo; ad per attirarli ci pensano le sarde o i sugarelli, spesso avvolti con del filo intorno alla lenza. Il totano, da non confondere con il calamaro, a cui morfologicamente somiglia se non si è troppo esperti, è un predatore che può raggiungere pesi e misure importanti, addirittura superare i 15 Kg ed il metro e mezzo di lunghezza, quindi tirarli su dai fondali dopo che hanno abboccato non è cosa così semplice come si potrebbe pensare. Vende cara la pelle ovviamente, e scarica tutta la sua forza opponendo resistenza al lavoro del mulinello e del pescatore che operano per portarlo a bordo.

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Quando sono a pagliolo si resta colpiti dalla loro bellezza, caratterizzata da una livrea rossa che, tende purtroppo a sbiancare man mano che il mollusco perde vitalità. Sono buonissimi da mangiare, cucinabili in tanti modi ed è questa l’unica motivazione che deve portare alla loro cattura, come d’altronde ogni pescasportivo sa. Il pescato per uso personale è giustificato. Se tolti dal mare solo per sfizio è invece un peccato che non trova giustificazioni e rischia di spopolare inutilmente i mari. Ma nel First Red Devil Cup non è andata così, perché erano tutti pescatori amanti del mare e i primi a rispettare regole etiche e morali per preservare l’ambiente.

La gara non ha trovato i favori del meteo, in particolare del mare, con onda lunga e molto fastidiosa per imbarcazioni che devono rimanere ferme in pesca verticale. Comunque la volontà ha prevalso e alla fine, mentre si rientrava in porto a notte fonda con un bellissimo cielo stellato, le catture portate a termine sono state veramente tante. La premiazione si è celebrata il giorno dopo, e solo allora è stata comunicata la classifica definitiva. Ha vinto il Team Marlin Sport, seguito dal Team Veleno e terzo si è classificato Only Strike. I premi sono andati a coronare la prestazioni e l’impegno profuso e gli sponsor (Raymarine, Italo Busi, Marlyn Pesca, LineaEffe, ElectroWave, Todaro Sport, Pesca Planet, Nomura e Dragon, insieme alle targhe ricordo, hanno reso merito a chi ha partecipato e vinto. C’era anche un premio “The Monster Squid” alla preda più grande vinto da Umberto Rossi di Sporting Fish. Ma per tutti la soddisfazione più bella rimane quella di aver contribuito ad aiutare i bambini per rendere meno triste il loro calvario e contribuire alla ricerca a combattere queste gravi malattie.

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