Il nuovo Suzuki DF300B compagno di pesca del Tuccoli T250 VM. Il nostro test

Il nuovo Tuccoli T250 è disponibile in due soluzioni: Capraia e VM. La prima è più da crociera, mentre la seconda è stata studiata per la pesca, insieme al pescatore professionista Marco Volpi, ed è la versione che abbiamo provato a Livorno con il nuovissimo Suzuki da 300 cavalli DF300B.

L’avevamo visto in anteprima al Nautico di Genova a settembre ed è la seconda novità nella gamma con i fuoribordo (dopo il T280) del cantiere livornese. È il Tuccoli T250 VM (Vietato ai Minori), il sette metri e mezzo che si differenzia dalla versione Capraia per essere votata alla pesca con dotazioni e soluzioni di layout in coperta progettate insieme a chi la pesca sportiva la pratica per professione, Marco Volpi, pluricampione (mondiale e nazionale) di pesca da natante, uno che di barche da pesca ne capisce, quindi andiamo a vedere come è andata.

Un focus sul Suzuki DF300B, il primo 300 cv con la doppia elica

A poppa del Tuccoli T250 VM è montato l’inedito Suzuki DF300B, altra novità vista a Genova, ossia il fuoribordo della casa giapponese che, prendendo spunto e non solo dal più grande DF350, propone prestazioni esaltanti e la doppia elica.

Lo scafo presenta un bracket strutturale a poppa per l’installazione del fuoribordo che, nel caso specifico, può arrivare a un massimo di 300 cavalli. Il modello del test monta infatti un Suzuki DF300B, un fuoribordo nuovo, il primo sul mercato di tale potenza con la doppia elica Dual Prop System, attinta direttamente dal “fratello più grande” DF350A.

È un motore brioso, a sei cilindri con angolazione di 55°, dotato di doppio albero a camme in testa per gestire le 24 valvole di cui dispone e fa registrare una cilindrata di 4.4 litri.

Dal fratello maggiore attinge moltissima tecnologia, come ad esempio la riduzione dell’ingranaggio in due stadi per favorire il montaggio di eliche di grosso diametro, il doppio iniettore nel sistema di alimentazione per ottimizzare l’iniezione di carburante e rendere più efficienti i consumi insieme al Lean Burn, cui si abbinano i pistoni con tecnologia avanzata e il consolidato sistema di alimentazione EFI, il Variable Valve Timing (VVT), la catena autoregolabile, il Troll Mode per gestire i giri di 50 rpm in 50 rpm, l’alternatore potente da 54 Ampere e la doppia presa d’acqua sul piede per favorire il raffreddamento.

Il nuovo Suzuki da 300 cavalli DF300B è un motore che si fa sentire quando si accelera, con un roboante suono che trasuda potenza, anche effetto della doppia elica che peraltro è garanzia di stabilità direzionale. A un certo punto del test infatti, alla velocità di 26 nodi lasciamo la ruota di governo senza che lo scafo perda la traiettoria impostata, e in totale sicurezza.


Leggi più in dettaglio le peculiarità del nuovo Suzuki DF300B


A bordo del Tuccoli 250 VM siamo in quattro persone, il mare è mosso da un vento di scirocco in aumento e nei serbatoi abbiamo il pieno sia di carburante sia di acqua. In aggiunta a quanto di serie, come peso extra abbiamo l’Hard Top che ricopre l’area di pilotaggio e un motore ausiliario Suzuki da 15 cavalli. Quindi possiamo stimare complessivamente un carico a bordo di oltre tre tonnellate.

Velocità e comportamento che soddisfano

Nonostante ciò planiamo in poco più di 4,2 secondi e ne occorrono circa 25 di secondi complessivi per passare da zero alla velocità massima, che abbiamo “stoppato” a 41,4 nodi e 6.100 giri con il trim in assetto medio. La profondità del disegno di prua consente di affrontare brillantemente le onde, mentre i piani di scivolamento scaricano l’acqua lavorata senza portarla a bordo, tranne quella inevitabilmente tirata dal vento durante le virate.

La velocità ideale da mantenere in condizioni di mosso è secondo il mio parere quella di 26 nodi a 4.400 giri, con consumi che non superano i 40 litri/ora. Poi, come detto, se si vuole eccedere, basta premere sul monoleva e far sfogare il motore.

Sicuro il comportamento in accostata veloce (che ho tirato a 30 nodi), altrettanto preciso il ritorno in traiettoria. Un po’ dura la timoneria, che richiede un po’ di energia per cambi repentini di direzione.

Un pozzetto da “fishing machine”, ma senza dimenticare il comfort

Tra i vantaggi di questo fishing boat, ideato in collaborazione sinergica da Oris Martino D’Ubaldo (progettista di carene per vela) e Marco Volpi c’è anche una larghezza di 2,54 metri che lo rende trasportabile su carrello senza problemi.

Il pozzetto, vero cuore per i pescasportivi, misura circa 4,3 metri quadrati, con murate imbottite e dotate di fermapiedi, di pompa per acqua di mare, doccia e ovviamente porta canne sui bordi, queste posizionabili secondo le necessità dell’armatore.

La murata a baglio ospita le due vasche per il vivo, quattro portacanne fissi e il portellone di accesso ai motori e alla scaletta bagno, mentre a pagliolo troviamo vani per l’impiantistica e vasche del pescato/gavoni, anche se la vasca/ghiacciaia principe per questo scopo è sotto la seduta del posto guida.

Sotto un cuscino che consente a quattro persone di restare contemporaneamente sedute (due rivolte verso il motore e due verso la console) infatti, c’è prima un’area a scomparti ove riporre gli accessori per la pesca, comprese le scatole porta montature, piombi e quant’altro e ancora sotto la capiente vasca riempibile di ghiaccio.

Davanti alla console invece, un’area rialzata raggiungibile attraverso due gradini e passavanti larghi 23 centimetri, è disponibile prima un gavone/seduta contenente dei portacanne e poi, sempre a pagliolo, nell’altra area totalmente calpestabile, una cala spaziosissima, dove riporre un sacco di cose, tra cui le dotazioni di sicurezza, zattera compresa.

L’estrema prua culmina nel gavone rialzato per il calumo dell’ancora che invece rimane esterna. Questo gavone, che può anche ospitare internamente il verricello elettrico opzionale, dispone di due portelli ed è comunicante, ma è eventualmente possibile predisporre un divisorio per separare cima di nylon e catena.

E veniamo alla postazione di pilotaggio, che è centrale con tre ripiani su cui posare accessori e attrezzi, altrettanti piani inclinati su cui incastonare un buon numero di strumentazione elettronica, un vano a incasso a sinistra per i cassettini dedicati alle montature e piccoli accessori, interruttori stagni vari e un vano in basso più grande chiuso da portello in plexiglass.

Il tutto è sormontato da un Hard Top, con robusti tubi in acciaio inglobante il parabrezza che rimane un tutt’uno con la console, box porta strumenti e radio, luci di cortesia e faretto per il pozzetto.


I numeri del Tuccoli T250 VM

Lunghezza ft
7,50 m

Larghezza ft
2,54 m

Dislocamento senza motori
2.500 kg

Motorizzazione
Fuoribordo max 300 cv

Portata persone
6

Serbatoio carburante
220 l

Serbatoio acqua
77 l

Omologazione CE
C


Misure utili per la pesca

Dimensioni pozzetto
Larghezza: 1,90 m – Lunghezza: 1,12 m

Altezza murate
0,64 m

Larghezza bordi murate
0,25 m


Prestazioni
con 1 x DF300B Suzuki ed eliche 3 pale 15,5” x 19,5”

600 giri
2 nodi …………… 2 l/h consumo

1.000 giri
4 nodi …………… 4,5 l/h consumo

1.500 giri
5,2 nodi …………… 6,3 l/h consumo

2.000 giri
6,5 nodi …………… 9,5 l/h consumo

2.500 giri
7,4 nodi …………… 15,3 l/h consumo

3.000 giri
8,5 nodi …………… 23 l/h consumo

3.650 giri
15,6 nodi (planata) …………… 23 l/h consumo

4.000 giri
24 nodi …………… 37 l/h consumo

4.600 giri
29,4 nodi …………… 54,5 l/h consumo

5.000 giri
33 nodi …………… 73,6 l/h consumo

5.500 giri
37,6 nodi …………… 88,6 l/h consumo

6.000 giri
41,4 nodi …………… 107 l/h consumo


Prezzi

Versione base (solo scafo senza motori e senza Hard Top)
56.000 euro – Iva esclusa

Versione con Hard Top (solo scafo senza motori)
61.000 euro – Iva esclusa

Versione del modello in prova con motore Suzuki DF300B
96.828 euro – Iva esclusa


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