Pesca alla traina, quali velocità tenere e come non far soffrire i motori

Come si mantiene una velocità corretta? È solo una delle domande che girano più frequentemente in tema di pesca alla traina. Cerchiamo di capirne di più.

La pesca alla traina prevede appunto il “traino” di un’esca alla ricerca del predatore che ne sarà attratto per la sua voracità, o anche solo per la sua territorialità. Qui non entriamo nel merito delle tecniche di pesca e di uso delle esche, ma ci focalizziamo su quali siano le velocità giuste per una corretta pesca alla traina e come ci possono supportare i motori.

In tutti questi casi, la risposta non è univoca, perché la velocità da usare dipende da diversi fattori, e un ruolo fondamentale lo detta il tipo di esca che si vuole impiegare.

Con il vivo si deve tenere una determinata velocità, con l’artificiale un’altra.

Con l’esca artificiale si può tranquillamente trainare a 6 o 7 nodi senza che subisca danni, con l’esca viva invece, proprio per mantenerla tale e quindi il più attraente possibile per il predatore, la velocità si deve aggirare tra 1,5 e 2 nodi, una condizione questa che oggi è più semplice da ottenere rispetto a un tempo, grazie a motori, a scoppio o elettrici di ultimissima generazione, che permettono di mantenere tale velocità per molte ore, senza procurare danni o problemi ai motori stessi.

Come si può tenere il motore al di sotto della soglia minima standard

I motori elettrici, che stanno spopolando nel mondo dei pescatori, garantiscono senza problemi la velocità minima e hanno anche molti altri vantaggi, ma è importante adottare sistemi che garantiscano un’adeguata autonomia, utilizzando appunto apposite batterie a lunga durata oppure optando per sistemi di ricarica direttamente a bordo, per esempio tramite pannelli solari.

Per quanto riguarda i motori a scoppio, in particolare per i motori entrobordo, il problema invece è stato risolto già diverso tempo fa adottando quei riduttori di giri dell’elica chiamati “Trolling Valve”.

Proprio da questo sistema hanno attinto più recentemente anche i motori fuoribordo, in quanto oggi quasi tutte le case motoristiche prevedono già la possibilità di adottare il Troll Control, ossia un sistema che riesce a regolare il motore di 50 giri in 50 giri, in un range che è normalmente al di sotto di quello standard erogato dai motori così come escono dalla fabbrica.

Con questo sistema si evita di affaticare e ingolfare il motore, permettendogli di restare in funzione a quel regime di giri anche per diverse ore, quelle che servono per la giornata di pesca.

In ultima analisi, non potendo o volendo cambiare il proprio motore sostituendolo con uno moderno o con uno elettrico, c’è sempre la soluzione del fuoribordo ausiliario.

Acquistato nella giusta potenza adeguata al peso dello scafo, permetterà di trainare a basso regime di giri, consumando poco, e mantenere spento il motore principale, utilizzabile volendo solo come timone.

È preferibile optare, per questo uso un moderno 4 tempi, più equilibrato e che sopporta meglio i gravami di una lunga traina lenta. 


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